CassazionesentenzaSezione 4
Cassazione n. 00077/2026
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
iato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 06/03/2025 della Corte d'appello di [OSCURATO:PERSONA] gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal [OSCURATO:PERSONA]; letta la requisitoria scritta depositata dal Procuratore Generale , che ha conclu so per l'inammissibilità del ricorso. Letta la memoria depositata dal difensore del ricorrente, che ha c hie sto , in via preliminare , la dichiarazione di non doversiprocedere per l ’inte r venuta remissione ; e, i noltre, in via principale , l’accoglimento dei motividi ricorso. [OSCURATO:PERSONA] 1.La Corte di appello di Campobasso, con la decisione indicata in epigrafe, ha rigettato l'appello proposto da [OSCURATO:PERSONA]Gabriele avverso la sentenza del Tribunale di Larino che, il 23 febbraio 2024, lo aveva dichiarato colpevole del delitto di furto aggravato dall’uso di un mezzo fraudolento,condannandolo alla pena di un anno di reclusione e trecento euro di multa, oltre al pagamento delle spese processuali. Il fatto contestato risale all'11 dicembre 2017. Secondo la ricostruzione dei giudici di merito, l'imputato, in concorso con tale [OSCURATO:PERSONA] rimasto irreperibile, si impossessava della somma di novecento euro in monete divisionali contenute in un distributore cambiamonete situato nella sala slot di un bar del [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] svolgeva il ruolo di palo, il complice manometteva il dispositivo mediante uno strumento che mandava in tilt la scheda elettronica, fino a svuotarlo. La condotta veniva documentata dalle riprese del sistema di videosorveglianza e dalle testimonianze dei proprietari dell'esercizio e dell'agente di Polizia intervenuto. 2. [OSCURATO:PERSONA] ha proposto ricorso per cassazione articolando nove motivi di censura. 2.1 Con il primo motivo, ha lamentato l'invalidità della querela proposta da [OSCURATO:PERSONA] per mancanza di procura speciale ex art. 337, comma 3, cod. proc. pen., essendo stata sporta dal socio delegato e non dal legale rappresentante della società. 2.2 Con il secondo e terzo motivo, ha dedotto l'insufficienza e la contraddittorietà delle prove, evidenziando divergenze nelle deposizioni testimoniali, l’indimostrato utilizzo di dispositivi jammer e l'incompatibilità dei tempi di permanenza nel locale con la sottrazione contestata. 2.3 Con il quarto e quinto motivo, ha contestato l'applicazione della circostanza aggravante, denunciando l'assenza di prove sull'utilizzo del jammer, la mancata contestazione specifica nel capo di imputazione e l'illegittima riqualificazione operata dalla Corte territoriale in violazione degli artt. 516 e seguenti cod. proc. pen.. 2.4 Con il sesto e settimo motivo, ha chiesto la riqualificazione del fatto in truffa contrattuale anziché furto, sostenendo che l'impossessamento sarebbe avvenuto con il consenso viziato della vittima mediante artifici e raggiri. 2.5 Con l'ottavo e nono motivo, ha censurato il diniego delle circostanze attenuanti generiche e della conversione della pena detentiva in pecuniaria, evidenziando la tenuità del danno, la propria situazione personale e la funzione risocializzante della pena pecuniaria. 3. Il Procuratore Generale ha depositato requisitoria scritta, concludendo per l'inammissibilità del ricorso. Il difensore del ricorrente, ha depositato memoria, allegando il verbale di remissione di querela da parte di [OSCURATO:PERSONA], con contestuale accettazione da parte del procuratore specialedell'imputato, chiedendo, in via preliminare , la dichiarazione di non dovers i procedere perl’intervenuta remissione. Inoltre, in via principale, ha chiesto l’accoglimento dei motivi. [OSCURATO:PERSONA] 1. Preliminarmente occorre rilevare che il ricorso, pur articolato su plurime censure, è destinato a trovare definizione per ragioni sopravvenute che prescindono dall'esame delle questioni sollevate. È infatti intervenuta, in data successiva alla proposizione dell'impugnazione e pendente il giudizio di legittimità, causa estintiva del reato per effetto della remissione di querela,da parte del querelante [OSCURATO:PERSONA] , e della contestuale accettazione manifestata dal querelato [OSCURATO:PERSONA]. Infatti, è stato depositato verbale di remissione di querela formalizzata da [OSCURATO:PERSONA] dinanzi al commissariato di P.S. di Termoli, in data 22 ottobre 2025, con la contestuale accettazione da parte del procuratore speciale dell’imputato [OSCURATO:PERSONA]. L'art.129, comma 1, cod.proc.pen. prevede che , in ogni stato e grado de l processo , il giudice il quale riconosce che il fatto non sussiste o che l'imputato non lo ha commesso o che il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato ovvero che il reato è estinto o che manca una condizione di procedibilità, lo dichiara di ufficio con sentenza. Neppure ricorre ipotesi di evidenza agli atti per una pronuncia di sentenza assolutoria con formula più favorevole,di talchè va immediatamente disposto in ordine alla sopravvenuta causa di estinzione del reato. Ne consegue l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per remissione dell’istanza punitiva in ordine al reato contestato che, a seguito della modifica introdotta dal d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150, è divenuto procedibile a querela di parte. Segue come per legge la condanna del querelato al pagamento delle spese processuali. P.Q.M Annulla senza rinvio la sentenza impugnata, perchè il reato è estinto per remissione di querela. Condanna l'imputato al pagamento delle spese proc