Torna alla ricerca
CassazionesentenzaSezione 5Decisione del 19 ottobre 2023

Cassazione n. 18246/2025

Testo disponibile della fonte

Testo disponibile della fonte

ha pronunciato la seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n.10113/2024 R.G. proposto da [OSCURATO:PERSONA], rappresentato e difeso dall’Avv.[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) -ricorrente- contro AGENZIA DELLE ENTRATE, rappresentata e difesa dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO (ADS80224030587) -controricorrente- avverso SENTENZA di [OSCURATO:PERSONA] LAZIO n.5861/2023 depositata i l 19/10/2023 .

Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 21/01/2025dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA]

1. La CGT di secondo grado del Lazio, con la sentenza indicata in epigrafe, accoglieva l’appello dell’Agenzia delle entrate e rigettava l’originario ricorso del contribuente avverso atto di recupero di imposta sostitutiva sulle operazioni di credito a medio e lungo termine per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione degli immobili (aliquota agevolata o ordinaria); ciò in dipendenza della revoca agevolazione prima casa per mancata rivendita entro un anno di altro immobile già acquistato con beneficio.

2. ricorre per cassazione il contribuente con due motivi di ricorso;

3. resiste con controricorso l’Agenzia delle entrate che chiede il rigetto del ricorso. [OSCURATO:PERSONA]

1. Il ricorso è infondato e deve respingersi con la compensazione delle spese, in considerazione della giurisprudenza contrastante sulla questione della forza maggiore, consolidatasi in corso di giudizio; raddoppio del contributo unificato.

2. La sentenza impugnata, con valutazione di fatto , evidenzia che non sussistevauna causa di forza maggiore che ha impedito la vendita del primo immobile.

I fatti sono pacifici,come accertati nelle due decisioni di merito.

Il ricorrente era titolare in proprietà superficiaria dal 2012, assegnazione dell’immobile da parte della cooperativa tra appartenenti alle forze armate, di un appartamento, in edilizia convenzionata, con vincolo di prezzo massimo nell’ipotesi di rivendita; il diritto di superficie era stato poi trasformato in piena proprietà.

Il Comune di Roma, con sua specifica deliberazione (delibera di Giunta del 5 agosto 2016 n. 15), aveva previsto un termine, massimo, di 180 giorni per l’affrancazione.

Termine non rispettato nel caso in giudizio, il che ha costretto il ricorrente a numerosi solleciti e ad attivare controversie.

L’anomalo ritardo della Pubblica amministrazione è stato ritenuto una causa di forza maggiore “poiché l’inefficienza e il non motivato ritardo dell’ente pubblico non rientrano nella sfera di disponibilità del contribuente”; si è anche osservato: «In tema di benefici fiscali "prima casa" la forza maggiore - idonea ad impedire la decadenza dell'acquirente che non abbia trasferito la propria residenza nel comune ove è ubicato l'immobile nel termine previsto -deve consistere in un evento imprevedibile ed inevitabile, che può essere ravvisato nell'anomalo ritardo della P.A. nel concedere un'autorizzazione aggiuntiva conseguente alla complessità sopravvenuta di lavori di rifacimento di un vecchio stabile, poiché l'inefficienza e il non motivato ritardo dell'ente pubblico non rientrano nella sfera di disponibilità del contribuente» (Cass. Sez. 5, 23/12/2015, n. 25880, Rv. 638204 –01; vedi anche Cass. Sez.

U., 23/04/2020, n. 8094, Rv. 657535 - 01 e Cass. Sez. 6, 12/03/2015, n. 5015, Rv. 634480 – 01; per un’ipotesi di forza maggiore in relazione all’occupazione dell’immobile vedi Cass. Sez. 6, 18/04/2019, n. 10936, Rv. 653730 -01).

In materia tributaria, quindi, la forza maggiore deve essere intesa in maniera elastica in considerazione degli interessi in contestazione, ed anche in rapporto alla prevedibilità dell’evento ostativo.

Tuttavia, nel caso in giudizio la CTR ha evidenziato come il ritardo era dipeso dalla procedura di affrancazione “che il contribuente era ben consapevole che era ancora in corso”.

In sostanza la CTR, con accertamento in fatto insindacabile in sede di legittimità,ha evidenziato l’insussistenza di una forza maggiore, in quanto l’immobile anche con il prezzo imposto (vincolo di prezzo massimo di eventuale cessione) poteva essere venduto, non sussisteva quindi una oggettiva e cogente impossibilità di vendere, ma solo una minor convenienza economica legata al minor prezzodi vendita ante-affrancazione.Il contribuente, quindi, ha effettuato una scelta di interesse economico,incompatibile con la sussistenza della causa di forza maggiore.

La CTR ha dato univoco e logico conto del proprio convincimento circa la insussistenza della forza maggiore e la ritenuta legittimità dell’avviso opposto, il che attesta l’infondatezza anche del secondo motivo di ricorso.

P.Q.M rigetta il ricorso; compensa le spese del giudizio; Ai sensi dell’art. 13 comma 1-quater del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall’art. 1, comma 17 della l. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovut

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
ha pronunciato la seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n.10113/2024 R.G. proposto da [OSCURATO:PERSONA], rappresentato e difeso dall’Avv.[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) -ricorrente- contro AGENZIA DELLE ENTRATE, rappresentata e difesa dall’AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO (ADS80224030587) -controricorrente- avverso SENTENZA di [OSCURATO:PERSONA] LAZIO n.5861/2023 depositata i l 19/10/2023 . Udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 21/01/2025dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] 1. La CGT di secondo grado del Lazio, con la sentenza indicata in epigrafe, accoglieva l’appello dell’Agenzia delle entrate e rigettava l’originario ricorso del contribuente avverso atto di recupero di imposta sostitutiva sulle operazioni di credito a medio e lungo termine per l’acquisto, costruzione o ristrutturazione degli immobili (aliquota agevolata o ordinaria); ciò in dipendenza della revoca agevolazione prima casa per mancata rivendita entro un anno di altro immobile già acquistato con beneficio. 2. ricorre per cassazione il contribuente con due motivi di ricorso; 3. resiste con controricorso l’Agenzia delle entrate che chiede il rigetto del ricorso. [OSCURATO:PERSONA] 1. Il ricorso è infondato e deve respingersi con la compensazione delle spese, in considerazione della giurisprudenza contrastante sulla questione della forza maggiore, consolidatasi in corso di giudizio; raddoppio del contributo unificato. 2. La sentenza impugnata, con valutazione di fatto , evidenzia che non sussistevauna causa di forza maggiore che ha impedito la vendita del primo immobile. I fatti sono pacifici,come accertati nelle due decisioni di merito. Il ricorrente era titolare in proprietà superficiaria dal 2012, assegnazione dell’immobile da parte della cooperativa tra appartenenti alle forze armate, di un appartamento, in edilizia convenzionata, con vincolo di prezzo massimo nell’ipotesi di rivendita; il diritto di superficie era stato poi trasformato in piena proprietà. Il Comune di Roma, con sua specifica deliberazione (delibera di Giunta del 5 agosto 2016 n. 15), aveva previsto un termine, massimo, di 180 giorni per l’affrancazione. Termine non rispettato nel caso in giudizio, il che ha costretto il ricorrente a numerosi solleciti e ad attivare controversie. L’anomalo ritardo della Pubblica amministrazione è stato ritenuto una causa di forza maggiore “poiché l’inefficienza e il non motivato ritardo dell’ente pubblico non rientrano nella sfera di disponibilità del contribuente”; si è anche osservato: «In tema di benefici fiscali "prima casa" la forza maggiore - idonea ad impedire la decadenza dell'acquirente che non abbia trasferito la propria residenza nel comune ove è ubicato l'immobile nel termine previsto -deve consistere in un evento imprevedibile ed inevitabile, che può essere ravvisato nell'anomalo ritardo della P.A. nel concedere un'autorizzazione aggiuntiva conseguente alla complessità sopravvenuta di lavori di rifacimento di un vecchio stabile, poiché l'inefficienza e il non motivato ritardo dell'ente pubblico non rientrano nella sfera di disponibilità del contribuente» (Cass. Sez. 5, 23/12/2015, n. 25880, Rv. 638204 –01; vedi anche Cass. Sez. U., 23/04/2020, n. 8094, Rv. 657535 - 01 e Cass. Sez. 6, 12/03/2015, n. 5015, Rv. 634480 – 01; per un’ipotesi di forza maggiore in relazione all’occupazione dell’immobile vedi Cass. Sez. 6, 18/04/2019, n. 10936, Rv. 653730 -01). In materia tributaria, quindi, la forza maggiore deve essere intesa in maniera elastica in considerazione degli interessi in contestazione, ed anche in rapporto alla prevedibilità dell’evento ostativo. Tuttavia, nel caso in giudizio la CTR ha evidenziato come il ritardo era dipeso dalla procedura di affrancazione “che il contribuente era ben consapevole che era ancora in corso”. In sostanza la CTR, con accertamento in fatto insindacabile in sede di legittimità,ha evidenziato l’insussistenza di una forza maggiore, in quanto l’immobile anche con il prezzo imposto (vincolo di prezzo massimo di eventuale cessione) poteva essere venduto, non sussisteva quindi una oggettiva e cogente impossibilità di vendere, ma solo una minor convenienza economica legata al minor prezzodi vendita ante-affrancazione.Il contribuente, quindi, ha effettuato una scelta di interesse economico,incompatibile con la sussistenza della causa di forza maggiore. La CTR ha dato univoco e logico conto del proprio convincimento circa la insussistenza della forza maggiore e la ritenuta legittimità dell’avviso opposto, il che attesta l’infondatezza anche del secondo motivo di ricorso. P.Q.M rigetta il ricorso; compensa le spese del giudizio; Ai sensi dell’art. 13 comma 1-quater del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall’art. 1, comma 17 della l. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovut
Sentenza Cassazione n. 18246/2025 — Fons Iuris — Fons Iuris