CassazionesentenzaSezione 4Decisione del 31 gennaio 2023
Cassazione n. 38955/2023
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] TRIBUNALE DI BERGAMOnel procedimento a carico di: [OSCURATO:PERSONA] nato il [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del GIP TRIBUNALE di BERGAMOudita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette le conclusioni del [OSCURATO:PERSONA] la quale ha chiesto l'accoglimento del ricorso e la convalida dell'arresto. La difesa di [OSCURATO:PERSONA] Gurwinder in persona dell'avv.to oscar Bresciani del foro di Brescia ha depositata conclusioni scritte con le quali ha chiesto pronunciarsi l'inammissibilità, ovvero in subordine, il rigetto del ricorso. [OSCURATO:PERSONA] 1.11 procuratore delle repubblica presso il Tribunale di Bergamo ricorre avverso il provvedimento pronunciato dal giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Bergamo di omessa convalida dell'arresto di [OSCURATO:PERSONA] Gurwinder, indiziato del reato di sfruttamento della manodopera, accertato nel comune di Banano all'interno di stabile industriale in cui era stato eseguito un controllo ispettivo, da cui poi era conseguito l'intervento delle forze dell'ordine in ragione delle gravi irregolarità riscontrate, stante la presenza di numerosi lavoratori indiani privi di permesso di soggiorno, che soggiornavano all'interno dei locali di stoccaggio della merce in condizioni alloggiative degradanti. Il giudice escludeva lo stato di flagranza ilkquanto [OSCURATO:PERSONA] Gurwinder non era presente nella sede ove era stata eseguita l'ispezione ma vi era giunto, su sollecitazione delle forze dell'ordine, soltanto allorquando erano emersi elementi di responsabilità a suo carico a seguito delle sommarie informazioni rese da taluni dei lavoratori e all'esito della verifica della sua rappresentanza legale della società ispezionata. 2. Si assume difetto motivazionale in ordine alla omessa convalida dell'arresto laddove era stato sottoposto alla misura cautelare il "caporale" KUMAR Ashok che provvedeva a dirigere il lavoro e a controllare i lavoratori laddove, a maggior ragione il legale rappresentante della società doveva essere necessariamente informato delle gravissime violazioni presenti sul luogo di lavoro, tenuto conto della sua veste apicale e del fatto che almeno un lavoratore aveva dichiarato che quest'ultimo provvedeva a eseguire attività amministrative quantomeno nel pagamento delle prestazioni lavorative. Assumeva ancora che l'arresto non poteva dipendere dal fatto che. il [OSCURATO:PERSONA] fosse sopraggiunto in un momento successivo, seppure sollecitato telefonicamente, risultando evidente il collegamento tra lo stesso e la struttura industriale in cui il reato si stava perfezionando con carattere permanente. [OSCURATO:PERSONA] 1. Il ricorso è infondato. Invero costituisce principio pacifico della Suprema Corte che il giudizio di convalida si risolva in una valutazione di mera ragionevolezza, ponendosi nella stessa situazione di chi ha operato l'arresto per verificare, sulla base degli elementi disponibili al momento del fatto, erano idonei per procedere all'arresto, in relazione alla qualificazione giuridica, alla gravità del fatto e alla pericolosità del reo, esclusa ogni valutazione sui presupposti per il riconoscimento di responsabilità; il giudice pertanto deve valutare la legittimità dell'operato della PG in relazione allo stato di flagranza e in relazione alla ricorrenza di un titolo di reato che giustifichi il provvedimento precautelare posto in essere dalla polizia giudiziaria, apprezzamento che non si estende né alla gravità indiziaria né alle esigenze cautelari, che afferiscono a tutt'altro ambito di valutazione, eventualmente demandato al giudice su richiesta dell'ufficio del PM ( cfr sez. 6 n. 8341 del 12/02/2015, PM in proc.Ahmad, Rv.262502; sez.6, n.15427 del 31/01/2023, PMT/Bezzari, Rv.284596). 2. Nella specie il giudice della convalida, con valutazione del tutto corretta sotto il profilo logico giuridico ha escluso la flagranza nel reato per carenza, in chi vi ha proceduto, di una immediata e autonoma percezione degli elementi del reato e l'immediato collegamento con il soggetto ritenuto responsabile del reato, né l'arresto è stato posto in essere in esito a ricerche immediatamente eseguite non appena avuta notizia del reato, anche se subito concluse ma protratte senza soluzione di continuità (sez.1, n.6919 del 24/11/2011, Vinetti, Rv. 252919; sez.6, n.17709 del 12/04/2016, PM in proc.Baicu ed altro, Rv.267127). 'E stato recentemente affermato che risulta illegittimo l'arresto operato dalla polizia giudiziaria che pervenga all'individuazione del responsabile del reato in seguito allo svolgimento di attività di indagine consistita nell'assunzione di informazioni e di elementi fattuali diversi da quelli indicati dall'art.382 cod.proc.pen. e alle conseguenti valutazioni poiché in tali ipotesi non ricorre il requisito della "quasi flagranza", la quale presuppone l'autonoma e immediata percezione da parte di chi proceda all'arresto, delle tracce del reato e del loro collegamento inequivocabile con l'indiziato (sez.4, n.36169 del 22/09/2021, PMT/Martone, Rv.281887; n.1797 del 18/10/2018, PMT C/Avorgna, Rv.274909); n.38404 del 19/06/2019, Rencricca, Rv.277187) di talchè non è altresì consentito l'arresto in flagranza operato dalla P.G. sulla base di informazioni fornite dalla vittima o da terzi nell'immediatezza del fatto, perché in tale ipotesi non sussiste la condizione di quasi flagranza, la quale presuppone la immediata percezione da parte di chi procede all'arresto, delle tracce di reato e del loro collegamento inequivocabile con l'indiziato (sez.U, n.39131 del 24/11/2015, PM in proc.Ventrice, Rv.267591). 3. Nella specie l'arresto veniva operato su iniziativa del pubblico ministero alle h.16,29 a fronte di attività ispettiva iniziata nelle prime ore della mattina presso lo stabilimento ove era impiegata la manodopera in condizioni alloggiative di palese degrado e ivi veniva tratto in arresto il gestore dello stabilimento KUMAR Ashok; l'arresto di [OSCURATO:PERSONA] Gurwinder interveniva solo a seguito della diramazione della notizia del reato da parte dell'organo ispettivo alle forze dell'ordine, le quali si portavano presso lo stabilimento e, sulla base delle informazioni assunte, procedevano ad ulteriori investigazioni documentali sulla s. legale rappresentanza della società. All'esito di tali accertamenti la polizia giudiziaria ha ritenuto di ravvisare profili di responsabilità anche nei confronti del rappresentante legale della ditta, il quale veniva pertanto contattato telefonicamente e convocato sul luogo di lavoro. 3.1 Appare pertanto evidente come nella specie l'arresto sia intervenuto soltanto a seguito di un'attività investigativa, laboriosa e articolata anche sotto il profilo temporale, realizzata in assenza dell'indagato, sottoposto ad arresto soltanto dopo che questi si era presentato spontaneamente sul luogo ove era stato condotto l'accertamento. Deve pertanto affermarsi che nella specie non solo faceva difetto lo stato dì "flagranza" in quanto il [OSCURATO:PERSONA] non era stato sorpreso nell'atto del compimento del reato, ma neppure la condizione di "quasi flagranza", come declinata dalla giurisprudenza di legittimità, in quanto la esatta identificazione dell'arrestato e l'accertamento di profili di responsabilità a suo carico risultano essere intervenuti solo a seguito di una attività di indagine protratta nel tempo e mediata dall'assunzione di sommarie informazioni, così da escludere il profilo della diretta consecuzione al fatto reato di cui alla seconda parte dell'art.382 comma 1 cod.proc.pen. 4. La valutazione sopra svolta non risulta in contraddizione con il carattere eventualmente permanente del reato di cui all'art.603 bis comma 1 n.2 cod.pen. in relazione al disposto di cui all'art.382 comma 2 cod.pen. Se è vero infatti che nelle forme di consumazione del reato di sfruttamento del lavoro vengono in rilievo le alternative condotte di utilizzazione e di impiego di manodopera in condizione di sfruttamento destinate a perdurare nel tempo e desumibili da profili sintomatici che presuppongono l'inosservanza periodica, reitérativa e perdurante del datore di lavoro al contenuto del rapporto di lavoro (quanto al trattamento retributivo, all'orario di lavoro e più in generale alla sottoposizione dei lavoratori a condizioni di lavoro degradanti), nondimeno deve escludersi che, in relazione all'arresto del [OSCURATO:PERSONA], lo stato di flagranza fosse ancora in atto al momento dell'adozione della misura pre-cautelare. Invero al momento dell'operato arresto lo stabilimento in cui si trovava la manodopera in condizioni di palese degrado alloggiativo e di sfruttamento era stato già sottoposto a sopralluogo da parte degli organi ispettivi; le forze dell'ordine erano già intervenute e avevano proceduto ad assumere sommarie informazioni dai lavoratori e, avendone tratto indizi di reità in capo al direttore dello stabilimento, avevano proceduto al suo arresto nonché, con atto separato, al sequestro probatorio dello stabile. 4.1 La giurisprudenza di legittimità ha costantemente ritenuto che lo stato di flagranza perdura fino a quando l'agente per atto volontario, o per un provvedimento ablatorio da parte dell'autorità giudiziaria, non ha più la disponibilità del bene, ovvero allorquando la situazione di illegalità viene definitivamente accertata o rimossa, anche per effetto del sequestro disposto dall'autorità giudiziaria (sez.3 n.41139 del 25/06/2019, Guerra, rv.277981; n.21460 del 3/02/2015, Cazzaniga, rv.263998; n. 29974 del 6/05/2014, PM in proc.Sullo, rv.260498). Deve pertanto concludersi che all'esito dell'attività ispettiva e di quella investigativa operata dagli organi di P.G., culminata con l'arresto del "caporale" KUMAR e del sequestro dell'immobile, la condotta illecita non solo era stata accertata nei suoi elementi costitutivi, come riconducibile a ipotesi di cui all'art.603 bis cod.pen., ma ne era stata interrotta la consumazione, anche in ragione dell'attività urgente posta in essere dalle forze dell'ordine (di natura cautelare), certamente idonea a inibirne la prosecuzione in via definitiva, determinando in tale modo la esclusione della flagranza in capo a [OSCURATO:PERSONA] Gurwinder, individuato soltanto a seguito di una postuma attività investigativa, di natura documentale. 5. Il ricorso deve pertanto essere rige