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CassazionedecretoSezione 1Decisione del 25 febbraio 2025

Cassazione n. 06567/2025

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ato la seguente: ORDINANZA sul ricorso 29122-2017proposto da: SACE-[OSCURATO:PERSONA] S.P.A., rappresentata e dife s a da ll ’ Avvocat ura Generale dello Stato; -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA] S.R.L., rappresentato e difeso da gli Avvocati [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] per procura a margine del controricorso; -controricorrente - avverso il DECRETO N. 3656/2017 del TRIBUNALE DI BOLOGNAdepositatoil 31/10/2017; udita la relazione della causa svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA] nell ’ adunanza in camera di consiglio del 25/2/2025; [OSCURATO:PERSONA]

1.1. [OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA] per il [OSCURATO:PERSONA] s.p.a.ha proposto opposizione allo stato passivo del [OSCURATO:PERSONA] s.r.l. , dichiarato con sentenza del 18/11/2014, chiedendo di esserviammessa per la somma di €. 2.356.475,22, Ric. 2017 n.29122- Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 oltre interessi, con il riconoscimento del privilegio previsto dall’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998.

1.2. L’istante ha, in sostanza, dedotto che il finanziamento bancario erogato alla società poi fallita, in quanto assistito dalla propria garanzia, integrava una forma di sostegno pubblico rientrante nell’ambito di applicazione del d.lgs. n. 123/1998 e che il credito restitutorio derivante dall’intervenuta escussione di tale garanzia, era, dunque, munito, contrariamente a quanto statuito dal giudice delegato, del privilegio previsto dall’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123, indipendentemente dal momento della revoca del beneficio concesso.

1.3. Il tribunale, con il decreto in epigrafe, ha rigettato l’opposizione.

1.4. Il tribunale, in particolare, dopo aver rilevato che vi sono fondate ragioni per dubitare che la disciplina prevista dal d.lgs. n. 123/1998 possa trovare applicazione alla concessione di garanzie da parte della Saces.p.a., haritenuto che: - l a causa di prelazione prevista dall’art. 9, comma 5, cit. può essere riconosciuta esclusivamente in caso di revoca del beneficio per le diverse e varie ipotesi di deviazione dell’intervento dallo scopo; -restano, invece, estranee all’ambito di operatività della norma e della revoca le ipotesi in cui le finalità del beneficio sono state rispettate ma il rapporto civilistico non viene adempiuto esattamente poiché il beneficiato non riesce a restituire alle scadenze previste le somme erogate in prestito; - nel caso in esame, nessuna condotta scorretta viene imputata alla Corradi né comunque dimostrata nell’impiego delle somme e degli adempimenti relativi, essendole stato, in realtà, contestato il “mero inadempimento nella restituzione delle rate da versare periodicamente”; - la revoca del beneficio , del resto, è stata Ric. 2017 n.29122- Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 comunicata dopo la dichiarazione di fallimento ed è , quindi, inefficace perché tardiva rispetto all’apertura della procedura concorsuale.

1.5. [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., con ricorso notificato il 30 /1 1 /201 7 , ha domandato, per tre motivi, la cassazione del decreto.

1.6. [OSCURATO:PERSONA] ha resistito con controricorso e depositato memoria. [OSCURATO:PERSONA]

3.1. Con il primo mo tivo, la società ricorrente, lamentando la violazione dell’art. 1362 c.c., in comb.disp. con l’art. 9 del d.lgs. n. 123/1998, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c., ha censurato il decreto impugnato nella parte in cui il tribunale ha escluso che il credito vantato dall ’ opponente potesse beneficiare della richiesta collocazione privilegiatasul rilievo che tale credito sorge soltanto a seguito della revocadel contributo pubblico e non per effetto del mero inadempimento da parte del beneficiato all’obbligo di restituzione delle somme erogate, omettendo, tuttavia, di considerare che, al contrario, come emerge dalla missiva del23/1/2015, la revoca del contributo era stata disposta per il fatto, rimasto incontestato, che la società poi fallita non aveva fornito alcun documento giustificativo riguardo all’utilizzo dei fondi erogati ed, in ogni caso, che dalla convenzione stipulata tra la banca e la Sace emerge con chiarezza che la possibilità di escutere la garanzia prestata da quest’ultima era connessa a nche a l mero inadempimento all’obbligo di restituzionedelle rate di mutuo.

3.2. Con il secondo motivo, la società ricorrente, lamentando la violazione degli artt. 1, 7 e 9 del d.lgs. n. 123/1998, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c., ha censurato il decreto impugnato nella parte in cui il tribunale ha escluso che il credito vantato dall’opponente potesse beneficiare della Ric. 2017 n.29122- Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 richiesta collocazione privilegiata sul rilievo che vi s arebbero fondate ragioni per dubitare che la disciplina prevista dal d.lgs. n. 123/1998 potesse trovare applicazione alla concessione di garanzie da parte della Sace,omettendo, però, di considerare chele norme del d.lgs. n. 123/1998 si applicano ai benefici di qualsiasi genere, compresa la concessione di garanzie.

3.3. I motivi, da trattare congiuntamente, sono fondati, con assorbimento del terzo.

3.4. Questa Corte ha, infatti, già avuto modo di affermare che: -l’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998, lì dove prevede la revoca del beneficio e disporre il privilegio in favore del credito alle restituzioni, si riferisce non solo a patologie attinenti alla fase genetica dell’erogazione pubblica, ma si estende anche a quella successiva di gestione del rapporto di credito insorto per effetto della concessione, ivi compresa la risoluzione negoziale del rapporto (Cass. n. 27303 del 2022); - il privilegio previsto dall’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998, per i crediti dello Stato per la restituzione dei “finanziamenti” erogati trova, peraltro, applicazione per tutti gli interventi di sostegno pubblico per lo sviluppo delle attività produttive, comunque denominati ed a prescindere dal riferimento, nell’atto di finanziamento, alla specifica legge statale che tale privilegio prevede, non essendo, peraltro, necessaria, per la sua operatività, la sussistenza di un formale provvedimento di revoca cd. amministrativa, trattandosi di garanzia che accede al creditoin ragione della finalità pubblica di sostegno a esso sottesa (Cass. n. 27360 del 2024); - il privilegio previsto, dall’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998, per i crediti dello Stato per la restituzione dei “finanziamenti” erogati, trova, dunque, appl icazione anche per gli interventi di sostegno pubblico erogati in forma di concessione di garanzia, stante la finalità pubblicistica che connota il d.lgs. n. 123 cit. e Ric. 2017 n.29122- Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 il carattere unitario, sotto il profilo funzionale, delle diverse misure agevolative ivi contemplate, e si estende al credito del gestore del Fondo di garanzia che, a seguito di escussione, soddisfa il finanziatore, il quale, peraltro, non originando da un’erogazione diretta da parte dell’Amministrazione statale di somme di danaro nelle mani del beneficiario, ma dal pagamento dell’istituto di credito che aveva erogato il finanziamento al beneficiario, sorge per effetto del solo pagamento, non occorrendo un provvedimento di revoca della concessione del finanziamento (Cass. n. 9657 del 2024); - in tema di finanziamenti pubblici alle imprese, la revoca del beneficio, del resto,è meramente ricognitiva del venir meno di un presupposto di fruizione del beneficio previsto puntualmente dalla legge e non ha, quindi, valenza costitutiva del credito recuperatorio della somma finanziata, che nasce privilegiato, in capo all’Amministrazione, ex legee fin dal momento dell’erogazione, per cui è irrilevante che l’insorgenza dei presupposti per la revoca del finanziamento sia accertata anteriormente o posteriormente rispetto al fallimento che la determina (Cass. n. 13152 del 2023);- l a revoca del sostegno pubblico accordato, anche sotto forma di “concessione di garanzia”, per lo sviluppo delle attività produttive, deliberata ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. n. 123/1998, è, pertanto,opponibile alla massa dei creditori, pur se intervenuta dopo che il beneficiario abbia proposto domanda di concordato preventivo e lo stesso sia stato omologato (ovvero, come nel caso in esame, sia stato assoggettato a fallimento) perché il provvedimento di revoca si limita ad accertare il venire meno di un presupposto già previsto in modo puntuale dalla legge, senza che possegga alcuna valenza costitutiva, sorgendo il credito come privilegiato ex lege dal momento in cui viene concesso ed erogato il beneficio e Ric. 2017 n.29122- Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 dovendosi, di conseguenza, intendere la revoca del contributo solo come condizione affinché si possa agire per il recupero del credito (Cass. n. 8882 del 2020 ); - i n tema di finanziamenti pubblici alle imprese coperti da garanzia Sace, la revoca del beneficio, per il venir meno dei requisiti cui ne è subordinato il riconoscimento, comporta l’insorgenza di un’autonoma obbligazione ex legedella beneficiaria verso il garante, la quale che, trovando la propria autonoma fonte nel sopravvenuto difetto della causa giustificatrice del beneficio, postula l’inapplicabilità delle norme sulla fideiussione ordinaria, degli istituti della surroga e del regresso nonchédella disciplina di cui agli artt. 61 e 62 l.fall., sicché, in caso di fallimento della beneficiaria, Sace è legittimata ad insinuare il proprio credito al passivo, quand’anche consti un pagamento non interamente satisfattorio a vantaggio dell’istituto di credito in origine garantito, il quale abbia, a sua volta, chiesto ed ottenuto l’ammissione al passivo(Cass. n. 1453 del 2022); - i n tema di interventi di sostegno pubblico erogati in forma di concessione di garanzia, ai fini del riconoscimento del privilegio di cui all’art. 9, comma 5, d.lgs. n. 123/1998, è, infine, irrilevante l’inquadramento in termini di regresso ovvero di surroga della pretesa fatta valere dalla [OSCURATO:SOCIETA]. contro l’impresa garantita, nell’ambito della procedura concorsuale, a seguito della revoca dell’agevolazione concessa in forma di garanzia(Cass. n. 11122 del 2020).

3.5. Il tribunale, lì dove ha escluso che il credito vantato dalla società opponente potesse beneficiare della richiesta collocazione privilegiata, non si è attenuto ai principi esposti.

3.6. Il ricorso dev’essere, pertanto, accolto: e il decreto impugnato, per l’effetto, cassato con rinvio, per un nuovo Ric. 2017 n.29122- Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 esame, al tribunale di Bologna che, in differente composizione, provvederà anche sulle spese del presente giudizio.

P.Q.M.

La Corte così provvede: accoglie il primo ed il secondo motivo del ricorso, con assorbimento del terzo, e, per l’effetto, cassa il decreto impugnato con rinvio, per un nuovo esame, al tribunale di Bo

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
ato la seguente: ORDINANZA sul ricorso 29122-2017proposto da: SACE-[OSCURATO:PERSONA] S.P.A., rappresentata e dife s a da ll ’ Avvocat ura Generale dello Stato; -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA] S.R.L., rappresentato e difeso da gli Avvocati [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] per procura a margine del controricorso; -controricorrente - avverso il DECRETO N. 3656/2017 del TRIBUNALE DI BOLOGNAdepositatoil 31/10/2017; udita la relazione della causa svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA] nell ’ adunanza in camera di consiglio del 25/2/2025; [OSCURATO:PERSONA] 1.1. [OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA] per il [OSCURATO:PERSONA] s.p.a.ha proposto opposizione allo stato passivo del [OSCURATO:PERSONA] s.r.l. , dichiarato con sentenza del 18/11/2014, chiedendo di esserviammessa per la somma di €. 2.356.475,22, Ric. 2017 n.29122- Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 oltre interessi, con il riconoscimento del privilegio previsto dall’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998. 1.2. L’istante ha, in sostanza, dedotto che il finanziamento bancario erogato alla società poi fallita, in quanto assistito dalla propria garanzia, integrava una forma di sostegno pubblico rientrante nell’ambito di applicazione del d.lgs. n. 123/1998 e che il credito restitutorio derivante dall’intervenuta escussione di tale garanzia, era, dunque, munito, contrariamente a quanto statuito dal giudice delegato, del privilegio previsto dall’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123, indipendentemente dal momento della revoca del beneficio concesso. 1.3. Il tribunale, con il decreto in epigrafe, ha rigettato l’opposizione. 1.4. Il tribunale, in particolare, dopo aver rilevato che vi sono fondate ragioni per dubitare che la disciplina prevista dal d.lgs. n. 123/1998 possa trovare applicazione alla concessione di garanzie da parte della Saces.p.a., haritenuto che: - l a causa di prelazione prevista dall’art. 9, comma 5, cit. può essere riconosciuta esclusivamente in caso di revoca del beneficio per le diverse e varie ipotesi di deviazione dell’intervento dallo scopo; -restano, invece, estranee all’ambito di operatività della norma e della revoca le ipotesi in cui le finalità del beneficio sono state rispettate ma il rapporto civilistico non viene adempiuto esattamente poiché il beneficiato non riesce a restituire alle scadenze previste le somme erogate in prestito; - nel caso in esame, nessuna condotta scorretta viene imputata alla Corradi né comunque dimostrata nell’impiego delle somme e degli adempimenti relativi, essendole stato, in realtà, contestato il “mero inadempimento nella restituzione delle rate da versare periodicamente”; - la revoca del beneficio , del resto, è stata Ric. 2017 n.29122- Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 comunicata dopo la dichiarazione di fallimento ed è , quindi, inefficace perché tardiva rispetto all’apertura della procedura concorsuale. 1.5. [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., con ricorso notificato il 30 /1 1 /201 7 , ha domandato, per tre motivi, la cassazione del decreto. 1.6. [OSCURATO:PERSONA] ha resistito con controricorso e depositato memoria. [OSCURATO:PERSONA] 3.1. Con il primo mo tivo, la società ricorrente, lamentando la violazione dell’art. 1362 c.c., in comb.disp. con l’art. 9 del d.lgs. n. 123/1998, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c., ha censurato il decreto impugnato nella parte in cui il tribunale ha escluso che il credito vantato dall ’ opponente potesse beneficiare della richiesta collocazione privilegiatasul rilievo che tale credito sorge soltanto a seguito della revocadel contributo pubblico e non per effetto del mero inadempimento da parte del beneficiato all’obbligo di restituzione delle somme erogate, omettendo, tuttavia, di considerare che, al contrario, come emerge dalla missiva del23/1/2015, la revoca del contributo era stata disposta per il fatto, rimasto incontestato, che la società poi fallita non aveva fornito alcun documento giustificativo riguardo all’utilizzo dei fondi erogati ed, in ogni caso, che dalla convenzione stipulata tra la banca e la Sace emerge con chiarezza che la possibilità di escutere la garanzia prestata da quest’ultima era connessa a nche a l mero inadempimento all’obbligo di restituzionedelle rate di mutuo. 3.2. Con il secondo motivo, la società ricorrente, lamentando la violazione degli artt. 1, 7 e 9 del d.lgs. n. 123/1998, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c., ha censurato il decreto impugnato nella parte in cui il tribunale ha escluso che il credito vantato dall’opponente potesse beneficiare della Ric. 2017 n.29122- Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 richiesta collocazione privilegiata sul rilievo che vi s arebbero fondate ragioni per dubitare che la disciplina prevista dal d.lgs. n. 123/1998 potesse trovare applicazione alla concessione di garanzie da parte della Sace,omettendo, però, di considerare chele norme del d.lgs. n. 123/1998 si applicano ai benefici di qualsiasi genere, compresa la concessione di garanzie. 3.3. I motivi, da trattare congiuntamente, sono fondati, con assorbimento del terzo. 3.4. Questa Corte ha, infatti, già avuto modo di affermare che: -l’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998, lì dove prevede la revoca del beneficio e disporre il privilegio in favore del credito alle restituzioni, si riferisce non solo a patologie attinenti alla fase genetica dell’erogazione pubblica, ma si estende anche a quella successiva di gestione del rapporto di credito insorto per effetto della concessione, ivi compresa la risoluzione negoziale del rapporto (Cass. n. 27303 del 2022); - il privilegio previsto dall’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998, per i crediti dello Stato per la restituzione dei “finanziamenti” erogati trova, peraltro, applicazione per tutti gli interventi di sostegno pubblico per lo sviluppo delle attività produttive, comunque denominati ed a prescindere dal riferimento, nell’atto di finanziamento, alla specifica legge statale che tale privilegio prevede, non essendo, peraltro, necessaria, per la sua operatività, la sussistenza di un formale provvedimento di revoca cd. amministrativa, trattandosi di garanzia che accede al creditoin ragione della finalità pubblica di sostegno a esso sottesa (Cass. n. 27360 del 2024); - il privilegio previsto, dall’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998, per i crediti dello Stato per la restituzione dei “finanziamenti” erogati, trova, dunque, appl icazione anche per gli interventi di sostegno pubblico erogati in forma di concessione di garanzia, stante la finalità pubblicistica che connota il d.lgs. n. 123 cit. e Ric. 2017 n.29122- Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 il carattere unitario, sotto il profilo funzionale, delle diverse misure agevolative ivi contemplate, e si estende al credito del gestore del Fondo di garanzia che, a seguito di escussione, soddisfa il finanziatore, il quale, peraltro, non originando da un’erogazione diretta da parte dell’Amministrazione statale di somme di danaro nelle mani del beneficiario, ma dal pagamento dell’istituto di credito che aveva erogato il finanziamento al beneficiario, sorge per effetto del solo pagamento, non occorrendo un provvedimento di revoca della concessione del finanziamento (Cass. n. 9657 del 2024); - in tema di finanziamenti pubblici alle imprese, la revoca del beneficio, del resto,è meramente ricognitiva del venir meno di un presupposto di fruizione del beneficio previsto puntualmente dalla legge e non ha, quindi, valenza costitutiva del credito recuperatorio della somma finanziata, che nasce privilegiato, in capo all’Amministrazione, ex legee fin dal momento dell’erogazione, per cui è irrilevante che l’insorgenza dei presupposti per la revoca del finanziamento sia accertata anteriormente o posteriormente rispetto al fallimento che la determina (Cass. n. 13152 del 2023);- l a revoca del sostegno pubblico accordato, anche sotto forma di “concessione di garanzia”, per lo sviluppo delle attività produttive, deliberata ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. n. 123/1998, è, pertanto,opponibile alla massa dei creditori, pur se intervenuta dopo che il beneficiario abbia proposto domanda di concordato preventivo e lo stesso sia stato omologato (ovvero, come nel caso in esame, sia stato assoggettato a fallimento) perché il provvedimento di revoca si limita ad accertare il venire meno di un presupposto già previsto in modo puntuale dalla legge, senza che possegga alcuna valenza costitutiva, sorgendo il credito come privilegiato ex lege dal momento in cui viene concesso ed erogato il beneficio e Ric. 2017 n.29122- Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 dovendosi, di conseguenza, intendere la revoca del contributo solo come condizione affinché si possa agire per il recupero del credito (Cass. n. 8882 del 2020 ); - i n tema di finanziamenti pubblici alle imprese coperti da garanzia Sace, la revoca del beneficio, per il venir meno dei requisiti cui ne è subordinato il riconoscimento, comporta l’insorgenza di un’autonoma obbligazione ex legedella beneficiaria verso il garante, la quale che, trovando la propria autonoma fonte nel sopravvenuto difetto della causa giustificatrice del beneficio, postula l’inapplicabilità delle norme sulla fideiussione ordinaria, degli istituti della surroga e del regresso nonchédella disciplina di cui agli artt. 61 e 62 l.fall., sicché, in caso di fallimento della beneficiaria, Sace è legittimata ad insinuare il proprio credito al passivo, quand’anche consti un pagamento non interamente satisfattorio a vantaggio dell’istituto di credito in origine garantito, il quale abbia, a sua volta, chiesto ed ottenuto l’ammissione al passivo(Cass. n. 1453 del 2022); - i n tema di interventi di sostegno pubblico erogati in forma di concessione di garanzia, ai fini del riconoscimento del privilegio di cui all’art. 9, comma 5, d.lgs. n. 123/1998, è, infine, irrilevante l’inquadramento in termini di regresso ovvero di surroga della pretesa fatta valere dalla [OSCURATO:SOCIETA]. contro l’impresa garantita, nell’ambito della procedura concorsuale, a seguito della revoca dell’agevolazione concessa in forma di garanzia(Cass. n. 11122 del 2020). 3.5. Il tribunale, lì dove ha escluso che il credito vantato dalla società opponente potesse beneficiare della richiesta collocazione privilegiata, non si è attenuto ai principi esposti. 3.6. Il ricorso dev’essere, pertanto, accolto: e il decreto impugnato, per l’effetto, cassato con rinvio, per un nuovo Ric. 2017 n.29122- Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 esame, al tribunale di Bologna che, in differente composizione, provvederà anche sulle spese del presente giudizio. P.Q.M. La Corte così provvede: accoglie il primo ed il secondo motivo del ricorso, con assorbimento del terzo, e, per l’effetto, cassa il decreto impugnato con rinvio, per un nuovo esame, al tribunale di Bo
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