CassazionedecretoSezione 2
Cassazione n. 02384/2023
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
onunciato la seguente ORDINANZA sul ricorso 37546-2019 proposto da: UNIONE dei COMUNI della [OSCURATO:PERSONA], in persona del Dirigente pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, via [OSCURATO:PERSONA] 145 , presso lo studio dell'avv . [OSCURATO:PERSONA], rappresentato e difeso dall'avv. [OSCURATO:PERSONA] , come da procura in calce al ricorso, con indicazione dell’indirizzo pec; -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliato in Concordia sulla Secchia (MO), presso lo studio dell’avv. [OSCURATO:PERSONA] quale è rappresentato e difeso come da procura in calce al ricorso, con indicazione dell’indirizzo pec; -controricorrente - Ric. 2019 n. 37546 sez. S2 -ud. 22-06-2022 -2- avverso la sentenza n. 723/2019 del TRIBUNALE di [OSCURATO:PERSONA], depositata il [OSCURATO:DATA_NASCITA]; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 22/06/2022 dal consigliere dr.[OSCURATO:PERSONA]; vista la memoria del resistente. Rilevato che: - con sentenza n. 723/2019, depositata il 13/05/2019 , il Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] harigettato l’appello della Unione d ei Comuni della Pianura reggiana(di seguito Unione), confermando la sentenza n.332/2017 del Giudice di pace di [OSCURATO:PERSONA] di accoglimento dell'opposizione proposta da [OSCURATO:PERSONA] avverso la sanzione irrogatagliper violazione dell'art. 142, comma 8 del codice della strada ( decreto legislativo 30/04/1992 n. 285 ), poichéviaggiava alla velocità netta accertata di 98,80 km/h in un tratto stradale ove la velocità massima consentita era, invece, di 50 km/h; - i n particolare, il Giudice di pace aveva ritenuto illegittima la sanzione amministrativa, come sostenuto dall’opponente, per violazione dell'obbligo di presegnalazione della postazione di controllo della velocità, costituita nel caso di specie dal c.d. Scout speed, dispositivo omologato dal Ministero dei [OSCURATO:PERSONA] con decreto 1323 dell'[OSCURATO:DATA_NASCITA]; l'art. 142, comma 6 bis del cod.strada prevede infatti che le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità siano preventivamente segnalate e ben visibili; - i l T ribunale, quale giudice di appello, ha affermato che il disposto dell'art. 142, comma 6 bis cod.strada prevede un obbligo di preventiva segnalazione di carattere generale, riferito a tutte le postazioni di controllo sulla rete stradale e che le modalità di impiego stabilite dal d.m. 15 agosto 2007 non possono derogare la prescrizionedi una fonte normativa avente Ric. 2019 n. 37546 sez. S2 -ud. 22-06-2022 -3- rango legislativo, in quanto introdotte con una fonte normativa subordinata; ha, inoltre,evidenziato comesarebbe irragionevole un eventuale trattamento diverso a seconda che glistrumenti di rilevazione siano fissi o in movimento, perché la segnalazione è finalizzata in entrambi i casi a preavvertire gli automobilisti del possibile accertamento, perorientarne la condotta di guida; - avverso questa sentenza ha proposto ricorso per cassazione l’Unione, per un unico motivo a cui ha resistito con controricorso [OSCURATO:PERSONA]; - c on l'unico motivo , l’Unione ha censurato la sentenza in relazione all'art. 360, comma 1, n.3, cod. proc. civ., per violazione o falsa applicazione dell'art. 142, comma 6 bis cod.strada in relazione alle previsioni del d ecreto ministeriale 15/08/2007; ilTribunale avrebbe erroneamente interpretato la chiara previsione contenutanell'art. 3 del d.m. 15 agosto 2007, secondo cuile disposizioni degli art. 1 e 2 del lo stesso decreto non si applicano per i dispositivi di rilevamento della velocità installati a bordo di veicoli per lamisura della velocità in maniera dinamica, ovvero adinseguimento; -il motivo è infondato; il Tribunale ha deciso in conformità del principio, già affermato da questa Corte, per cui l'art. 3 del d.m. 15 agosto 2007, nella parte in cui esonera dall'obbligo di presegnalazione l'uso di strumenti (quale lo «Scout speed») di rilevamento della velocità con modalità dinamica ovvero ad inseguimento, è in contrasto con l'art. 142, comma 6 - bis cod.strada, norma primaria, di rango superiore, che al contrario contempla tale obbligo per tutte le postazioni presenti sulla rete stradale dedicate a siffatti controlli, rimettendo al citato decreto ministeriale la mera individuazione delle relative modalità attuative (quale, ad esempio, l'installazione sulle autovetture di messaggi luminosi visibili frontalmente e da tergo, contenenti Ric. 2019 n. 37546 sez. S2 -ud. 22-06-2022 -4- l'iscrizione sintetica "controllo velocità" o "rilevamento velocità"), senza facoltà di derogarvi; conseguentemente, questa disposizione deve essere disapplicata, in conformità a l principioper cui la possibilità di deroga alla legge è consentita soltanto se espressamente prevista dalla legge stessa , con l’individuazione delle ipotesi e delle fonti secondarie;nel caso di specie, l'art. 142, comma 6 bis cod. strada rimette al decreto ministeriale la sola individuazione delle modalità di impiego di cartelli o di dispositivi di segnalazione luminosi al fine di presegnalare la postazione di controllo, conformemente alle norme stabilite nel regolamento di esecuzione, senza alcuna possibilità di derogare alla generale previsione dell'obbligo di preventiva segnalazione;gli artt. 1 e 2 del d.m. 15 agosto 2007 , peraltro, distinguono secondo le differenti tipologie di strumentazione le modalità di impiego e di segnalazion e della postazione di controllo, individuandole in segnali stradali di indicazione, temporanei o permanenti, in segnali stradali luminosi a messaggio variabile, in dispositivi di segnalazione luminosi installati sui veicoli;l'art. 1 prevede specificamente, al comma 4, che le iscrizioni dei dispositivi di segnalazione luminosa installati sulle autovetture possono essere contenute su una sola riga nella forma sintetica: «controllo velocità» ovvero «rilevamento velocità» e tale previsione è certamente applicabile anche alle ipotesi di autovetture dotate del dispositivo Scout speed (Sez. 2 , Ordinanza n. 29595 del 22/10/2021); pertanto, correttamente il Tribunale ha confermato l’annullamento del verbale opposto per utilizzo del dispositivo di controllo Speed scout in assenza di preventiva segnalazione; - il ricorso pertanto è rigettato; secondo il principio di soccombenza, le spese del presente giudizio (scaglione fino ad Ric. 2019 n. 37546 sez. S2 -ud. 22-06-2022 -5- Euro 1.100,00) sono poste a carico del ricorrente in favore del controricorrente[OSCURATO:PERSONA]; - dal rigetto del ricorso deriva altresì l 'obbligo del ricorrente di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto, come previsto dall’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, nel testo introdotto dall'art. 1, comma 17, della I. n. 228 del 2012; P.Q.M. rigetta il ricorso; condanna la ricorrente Unione dei Comuni della Pianura reggiana al pagamento delle spese in favore di [OSCURATO:PERSONA], liquidandole in Euro 550,00, oltre Euro 200,00 per esborsi, oltre IVA e contributi come per legge. Ai sensi dell’art. 13, comma1-quater del d.P.R. n. 115 del 2002 dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte dellaricorrente, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto per il ricorso, a norma del comma 1-bisdello stesso articolo 13, se dovuto. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio del