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CassazionesentenzaSezione 3Decisione del 14 maggio 2025

Cassazione n. 24716/2025

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PDFBox: REPUBBLICA ITALIANA In nome del [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA] SEZIONE PENALE Composta da [OSCURATO:PERSONA] -Presidente - Sent. n.772/25 sez. [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA] - Relatore - CC– [OSCURATO:DATA_NASCITA] R.G.N. 3647/2025 ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA]; nel procedimento a carico del medesimo: avverso la ordinanza del 26/11/2024 del tribunale di [OSCURATO:PERSONA]; visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere [OSCURATO:PERSONA]; letta u la requisitoria del Sost.

Procuratore Generale dr. ssa Marilia di Nardo che ha chiesto il rigetto del ricorso; lette le conclusioni del difensore dell'imputato avv.to [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] che hanno insistito per l'accoglimento del ricorso. [OSCURATO:PERSONA]

1. Con ordinanza di cui in epigrafe, il tribunale del riesame di [OSCURATO:PERSONA] rigettava l'appello proposto nell'interesse di [OSCURATO:PERSONA] avverso il provvedimento del Gip del medesimo tribunale, di rigetto della istanza di revoca del sequestro preventivo disposto dal Gip in ordine a reati edilizi e paesaggistici e a quello ex art. 1161 55 cod. nav..

2. Avverso la predetta ordinanza [OSCURATO:PERSONA] mediante il proprio difensore ha proposto ricorso per cassazione, sollevando tre motivi di impugnazione. [OSCURATO:PERSONA] PENALEDepositata in Cancelleria oggi Numero di raccolta generale 24716/2025 Roma, lì, 07/07/2025

3. Si premette al riguardo che in assenza di elementi di novità rispetto a precedente attività oggetto di decisioni amministrative e giurisdizionali cautelari non impugnate, escludenti in proposito ogni fumus di reato, sarebbe intervenuto un nuovo sequestro preventivo sul terreno agricolo del ricorrente poi parzialmente annullato dal tribunale del riesame il 3.5.2024 ma confermato per una restante parte di terreno interessato da paletti di recinzione e riempimento dell'area con terreno vegetale.

4. Con il primo motivo il ricorrente deduce vizi di omessa e /o apparente motivazione circa la riconducibilità della fattispecie astratta a quella reale e circa la sussistenza di un fatto nuovo quale una consulenza tecnica di parte non smentita che dimostrerebbe che l'intervento realizzato dal ricorrente sarebbe conseguenza di uno sbancamento effettuato da un vicino così da imporre il ripristino dell'originario argine di confine.

5. Con il secondo motivo deduce vizi di violazione di legge e di motivazione carente.

L'intervento secondo la disciplina paesaggistica ed edilizia non avrebbe rilevanza penale.

Trattandosi di movimenti di terra pertinenti all'esercizio di attività agricola.

6. Con il terzo motivo deduce vizi di violazione di legge e di motivazione, circa il periculum in mora.

Non specificato dal Gip e non integrabile dal tribunale.

E comunque non specificato dal collegio della cautela. [OSCURATO:PERSONA]

1. Il ricorso è inammissibile.

Innanzitutto perché omette ogni confutazione della misura cautelare in ordine al reato pure ipotizzato e considerato dai giudici attraverso la previa elencazione del reati per cui è disposto il vincolo reale oltre che citato nella richiesta di sequestro del Gip ( pag. 3 con riguardo alla collocazione dell'intervento nonché di massi sulla spiaggia a pochi metri dalla battigia), di cui all'art. 1161 55 cod. nav.

In proposito va ricordato che è inammissibile, per difetto di specificità, il ricorso per cassazione che si limiti alla critica di una sola delle diverse "rationes decidendi" poste a fondamento della decisione, ove queste siano autonome ed autosufficienti. ( Sez. 3, n. 2574 del 06/12/2017 (dep. 23/01/2018 ) Rv. 272448).

2. In ogni caso, deve osservarsi che il provvedimento impugnato, per sostenere il fumus dei reati richiama correttamente non solo la contestata decisione di rigetto del gip, ma anche gli atti di accertamenti della polizia Giudiziaria da cui si evince una significativa opera di alterazione del territorio trasformato in gradoni in luogo di un preesistente declivio dell'area, così che si ricavano, anche da una lettura complessiva degli atti richiamati, le ragioni del rigetto, attraverso l'evidenza fattuale delle opere, invero di peculiare consistenza e di profonda alterazione dell'assetto morfologico dell'area come pure precisato dal Gip, degli assunti del consulente di parte.

In tal modo le censure difensive dirette e ribadire gli assunti tecnici difensivi, appaiono dirette e contestare vizi di motivazione inammissibili in questa sede, in cui solo è configurabile quello, più radicale, della assenza di motivazione in realtà sussistente, anche se non condivisa.

3. Mediante la stessa, legittima procedura motivazionale appare illustrato anche il periculum in mora, posto che dall'insieme degli atti richiamati emerge una condotta in corso rispetto alla quale appare coerente la prospettazione del pericolo di compromissione ulteriore "per i beni paesaggistici e demaniali in questione".

Anche in proposito il vizio dedotto mira a proporre deficit motivazionali inammissibili in questa sede.

Va aggiunto che come pure precisato dal tribunale adito, in tema di misure cautelari reali, l'appello ex art. 322-bis cod. proc. pen. ha effetto devolutivo, attribuendo piena cognizione al giudice del gravame, che, pertanto, può porre rimedio sia all'insufficienza della motivazione, sia alla sua mancanza. (In motivazione, la Corte ha precisato che trova applicazione il principio generale di cui all'art. 604 cod. proc. pen., in forza del quale il giudice del gravame deve provvedere a redigere la motivazione mancante in ordine alla sussistenza dei presupposti per il mantenimento del sequestro preventivo). (Sez. 3, n. 42470 del 01/10/2024, Isgro', Rv. 287140 -

4. Sulla base delle considerazioni che precedono, la Corte ritiene pertanto che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile, con conseguente onere per il ricorrente, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., di sostenere le spese del procedimento.

Tenuto, poi, conto della sentenza della Corte costituzionale in data 13 giugno 2000, n. 186, e considerato che non vi è ragione di ritenere che il ricorso sia stato presentato senza “versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità”, si dispone che il ricorrente versi la somma, determinata in via equitativa, di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende.

P.Q.M dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle [OSCURATO:PERSONA] deciso in Roma, il 14 maggio 2025.

Il Consigliere estensore [OSCURATO:PERSONA] Ramacci

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
PDFBox: REPUBBLICA ITALIANA In nome del [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA] SEZIONE PENALE Composta da [OSCURATO:PERSONA] -Presidente - Sent. n.772/25 sez. [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA] - Relatore - CC– [OSCURATO:DATA_NASCITA] R.G.N. 3647/2025 ha pronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA]; nel procedimento a carico del medesimo: avverso la ordinanza del 26/11/2024 del tribunale di [OSCURATO:PERSONA]; visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere [OSCURATO:PERSONA]; letta u la requisitoria del Sost. Procuratore Generale dr. ssa Marilia di Nardo che ha chiesto il rigetto del ricorso; lette le conclusioni del difensore dell'imputato avv.to [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] che hanno insistito per l'accoglimento del ricorso. [OSCURATO:PERSONA] 1. Con ordinanza di cui in epigrafe, il tribunale del riesame di [OSCURATO:PERSONA] rigettava l'appello proposto nell'interesse di [OSCURATO:PERSONA] avverso il provvedimento del Gip del medesimo tribunale, di rigetto della istanza di revoca del sequestro preventivo disposto dal Gip in ordine a reati edilizi e paesaggistici e a quello ex art. 1161 55 cod. nav.. 2. Avverso la predetta ordinanza [OSCURATO:PERSONA] mediante il proprio difensore ha proposto ricorso per cassazione, sollevando tre motivi di impugnazione. [OSCURATO:PERSONA] PENALEDepositata in Cancelleria oggi Numero di raccolta generale 24716/2025 Roma, lì, 07/07/2025 3. Si premette al riguardo che in assenza di elementi di novità rispetto a precedente attività oggetto di decisioni amministrative e giurisdizionali cautelari non impugnate, escludenti in proposito ogni fumus di reato, sarebbe intervenuto un nuovo sequestro preventivo sul terreno agricolo del ricorrente poi parzialmente annullato dal tribunale del riesame il 3.5.2024 ma confermato per una restante parte di terreno interessato da paletti di recinzione e riempimento dell'area con terreno vegetale. 4. Con il primo motivo il ricorrente deduce vizi di omessa e /o apparente motivazione circa la riconducibilità della fattispecie astratta a quella reale e circa la sussistenza di un fatto nuovo quale una consulenza tecnica di parte non smentita che dimostrerebbe che l'intervento realizzato dal ricorrente sarebbe conseguenza di uno sbancamento effettuato da un vicino così da imporre il ripristino dell'originario argine di confine. 5. Con il secondo motivo deduce vizi di violazione di legge e di motivazione carente. L'intervento secondo la disciplina paesaggistica ed edilizia non avrebbe rilevanza penale. Trattandosi di movimenti di terra pertinenti all'esercizio di attività agricola. 6. Con il terzo motivo deduce vizi di violazione di legge e di motivazione, circa il periculum in mora. Non specificato dal Gip e non integrabile dal tribunale. E comunque non specificato dal collegio della cautela. [OSCURATO:PERSONA] 1. Il ricorso è inammissibile. Innanzitutto perché omette ogni confutazione della misura cautelare in ordine al reato pure ipotizzato e considerato dai giudici attraverso la previa elencazione del reati per cui è disposto il vincolo reale oltre che citato nella richiesta di sequestro del Gip ( pag. 3 con riguardo alla collocazione dell'intervento nonché di massi sulla spiaggia a pochi metri dalla battigia), di cui all'art. 1161 55 cod. nav. In proposito va ricordato che è inammissibile, per difetto di specificità, il ricorso per cassazione che si limiti alla critica di una sola delle diverse "rationes decidendi" poste a fondamento della decisione, ove queste siano autonome ed autosufficienti. ( Sez. 3, n. 2574 del 06/12/2017 (dep. 23/01/2018 ) Rv. 272448). 2. In ogni caso, deve osservarsi che il provvedimento impugnato, per sostenere il fumus dei reati richiama correttamente non solo la contestata decisione di rigetto del gip, ma anche gli atti di accertamenti della polizia Giudiziaria da cui si evince una significativa opera di alterazione del territorio trasformato in gradoni in luogo di un preesistente declivio dell'area, così che si ricavano, anche da una lettura complessiva degli atti richiamati, le ragioni del rigetto, attraverso l'evidenza fattuale delle opere, invero di peculiare consistenza e di profonda alterazione dell'assetto morfologico dell'area come pure precisato dal Gip, degli assunti del consulente di parte. In tal modo le censure difensive dirette e ribadire gli assunti tecnici difensivi, appaiono dirette e contestare vizi di motivazione inammissibili in questa sede, in cui solo è configurabile quello, più radicale, della assenza di motivazione in realtà sussistente, anche se non condivisa. 3. Mediante la stessa, legittima procedura motivazionale appare illustrato anche il periculum in mora, posto che dall'insieme degli atti richiamati emerge una condotta in corso rispetto alla quale appare coerente la prospettazione del pericolo di compromissione ulteriore "per i beni paesaggistici e demaniali in questione". Anche in proposito il vizio dedotto mira a proporre deficit motivazionali inammissibili in questa sede. Va aggiunto che come pure precisato dal tribunale adito, in tema di misure cautelari reali, l'appello ex art. 322-bis cod. proc. pen. ha effetto devolutivo, attribuendo piena cognizione al giudice del gravame, che, pertanto, può porre rimedio sia all'insufficienza della motivazione, sia alla sua mancanza. (In motivazione, la Corte ha precisato che trova applicazione il principio generale di cui all'art. 604 cod. proc. pen., in forza del quale il giudice del gravame deve provvedere a redigere la motivazione mancante in ordine alla sussistenza dei presupposti per il mantenimento del sequestro preventivo). (Sez. 3, n. 42470 del 01/10/2024, Isgro', Rv. 287140 - 4. Sulla base delle considerazioni che precedono, la Corte ritiene pertanto che il ricorso debba essere dichiarato inammissibile, con conseguente onere per il ricorrente, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., di sostenere le spese del procedimento. Tenuto, poi, conto della sentenza della Corte costituzionale in data 13 giugno 2000, n. 186, e considerato che non vi è ragione di ritenere che il ricorso sia stato presentato senza “versare in colpa nella determinazione della causa di inammissibilità”, si dispone che il ricorrente versi la somma, determinata in via equitativa, di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle Ammende. P.Q.M dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle [OSCURATO:PERSONA] deciso in Roma, il 14 maggio 2025. Il Consigliere estensore [OSCURATO:PERSONA] Ramacci
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