CassazionesentenzaSezione 5
Cassazione n. 25695/2025
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
corso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA]., in persona del legale rappresentante pro tempore, [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], tutti rappresentati e difesi per procura a margine del ricorso dagli Avv.ti [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] ed elettivamente domiciliati presso il secondo che ha indicato indirizzo p.e.c. –ricorrenti – contro AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato presso i cui uffici in Roma, via dei Portoghesi n.12 è domiciliata; [OSCURATO:PERSONA]- società di persone- Definizione agevolata parziale -controricorrente– avverso la sentenza n. 3615/ 7/ 20 1 9 della Commissione tributaria regionale della Lombardia, depositata il26 settembre 201 9 ; udita la relazione svolta dal consigliere [OSCURATO:PERSONA] alla pubblica udienza del 3giugno 202 5 ; udito il P.M., in persona della Sostitut o Procurat ore Gene rale [OSCURATO:PERSONA] ha concluso per l’estinzione parziale del giudizio e , per il resto,per il rigetto del ricorso; uditi per iricorrenti l’Avv. [OSCURATO:PERSONA] e per la controricorrente l’Avv. [OSCURATO:PERSONA]. Fatti di causa La controversia trae origine dall’impugnazione da parte della [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA]., e dei soci della stessa [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] degli avvisi di accertamento,relativi a IVA e IRAP per la società e a IRPEF per i soci, per l’anno di imposta 2011, e messi a seguito dell’esito negativo dell’accertamento con adesione a causa della mancata accettazione della proposta avanzata dall’Ufficio. [OSCURATO:PERSONA] tributaria provinciale di Lecco, innanzi alla quale i contribuenti impugnarono gli avvisi, previa riunione dei ricorsi, li accolse integralmente,annullando gli atti impositivi. La decisione, appellata dall’Agenzia delle entrate, è stata parzialmente riformata dalla Commissione tributaria regionale della Lombardia con la sentenza indicata in epigrafe. In particolare, il Giudice di appello, dopo una diffusa esposizione della motivazione del primo giudice e delle deduzioni difensive delle parti, riteneva di rideterminare i maggiori rica vi nell’importo di e u ro 93.482,00 come già proposto dall’Ufficio in sede di accertamento con adesione, ritenendolo equo e equilibratoladdove gli argomenti addotti dai contribuenti, i quali avevano posto in essere varie irregolarità contabili, erano surrettizi e apodittici. Avverso la sentenza la Società e i soci hanno proposto ricorso , sulla base di tre motivi, cui resiste, con controricorso, l’Agenzia delle entrate. La società e i soci [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] hanno depositato istanza di estinzione del giudizio rassegnando di avere definito gli avvisi di accertamento che li riguardavanoai sensi dell’art. 5 della legge n.130 del 2022. L’Agenzia delle entrate, con memoria depositata telematicamente, ha dato atto della regolarità delle predette definizioni agevolate e ha chiesto, previa declaratoria di estinzione parziale del giudizio,che questo continui nei soli confronti di [OSCURATO:PERSONA]. In prossimità dell’udienza, il P.M., nella persona del Sostitut a procuratrice generale [OSCURATO:PERSONA] ha depositato requis i toria concludendo per il rigetto del ricorso. I ricorrentihanno depositato due memorie. Ragioni della decisione 1.Preliminarmente, il giudizio va dichiarato estinto, per intervenuta definizione agevolata, come risultante dalla documentazione prodotta e come dato atto anche dall’Agenzia delle entrate, nei confronti della [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA]. e dei soci [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA]. Conseguentemente le spese restano a carico di chi le ha anticipate e non sussistono i presupposti per l’applicazione nei confronti dei predetti delcd. doppio contributo. 2. Per giurisprudenza assolutamente consolidata di questa Corte la definizione agevolata effettuata dalla Società in nome collettivo non spiega alcun effetto sull’avviso di accertamento emesso ai fini Irpef nei confronti dei soci, con la conseguenza che il giudizio prosegue nei confronti di [OSCURATO:PERSONA] che non risulta avere aderito alla definizione agevolata.Si è, infatti, condivisibilmente statuito che i soci sono titolari di una distinta ed autonoma soggettività fiscale rispetto all’ente collettivo e, poiché l’adesione al beneficio condonistico costituisce esercizio di libera determinazione dei contribuenti, rimessa al personale apprezzamento di ciascuno di essi, va affermata l’irrilevanza ai fini dell’Irpef , del condono fruito dalla società rispetto ai soci che abbiano scelto di non avvalersi di esso, sicché l’Ufficio non è tenuto a rideterminare il reddito da partecipazione dei soci a quello, rideterminato in base al condono, della società (v. Cass. 6.10.2022 n.29162; id. 15.7.2020 n.15076). 3.Può procedersi, quindi, all’esame dei motivi di ricorso come proposto da [OSCURATO:PERSONA]. 3.1 Con il primo motivo di ricorso si deduce, ai sensi dell’art.360, primo comma, n.3 c.p.c., la violazione e falsa applicazione dell’art.39, comma 1, lett.d) del d.P.R. n.600 del 1973 laddove la C. T . R . aveva omesso di confermare la prima decisione di annullamento integrale degli avvisi di accertamento, malgrado tali atti fossero fondati su semplici presunzioni, attraverso l’utilizzo di informazioni contabili relativi ad altri periodi di imposta (anno 2015), superate dai dati concreti forniti dai contribuenti. 3.2 Con il secondo motivo il ricorrente deduce, ai sensi dell’art.360,primo comma, n. 3 c.p.c., la violazione e falsa applicazione dell’art.2 e dell’art.6 del d.lgs. n.218/1997 e delle disposizioni che disciplinano il procedimento per adesione per avere la C.T.R. erroneamente affermato che la proposta di accertamento con adesione formulata dall’amministrazione e non accettata dal contribuente era allo stesso opponibile. 3.3 Con il terzo motivo di ricorso si denunzia di nullità la sentenza impugnata per motivazione apparente, ai sensi dell’art.360, primo comma, n,4 c.p.c. 4. Tale ultima censura va trattata, per ragioni di ordine logico - giuridico,da prima , anche per il suo carattere assorbente rispetto agli altri mezzi di impugnazione, ed è fondata. 4.1. Costituisce, ormai,ius receptum l’orientamento consolidato di questa Corte (v, ex multisdi recente Cass. n. 1986 del 28/01/2025 ; id.n. 6758 del 2022 ; Cass . , Sez. u., n. 22232 del 2016 ) secondo cui la motivazione è solo apparente, e la sentenza è nulla perché affetta da error in procedendo , quando, benché graficamente esistente, non renda tuttavia percepibile il fondamento della decisione, perché recante argomentazioni obbiettivamente inidonee a far conoscere il ragionamento seguito dal giudice per la formazione del proprio convincimento, non potendosi lasciare all'interprete il compito di integrarla con le più varie, ipotetiche,congetture. 4.2 Nel caso in esame si verte in tale ipotesi. Per quanto siano state graficamente riportate le considerazioni che hanno indotto il Giudice di appello ad accogliere parzialmente l’impugnazione dell’ufficio e a rideterminare il maggior reddito sulla base di quello proposto dall’Amministrazione in sede di accertamento con adesione, rimangono oscure o quanto meno appaiono inintelligibili le ragioni logiche giuridiche e, ancor prima, gli elementi fattuali che hanno condotto la C.T.R. a tale soluzione. Le argomentazioni presenti nel corpo della sentenza, invero, lungi dal prendere posizione concreta sugli argomenti difensivi svolti dalle parti e sugli elementi probatori dalle stesse addotte, paiono fondarsi esclusivamente, senza spiegarne in concreto i dati obiettivi, sullanatura equitativa e equilibrata attribuita alla proposta di accordo formulata dall’Ufficio in sede di accertamento con adesione. 5. Pertanto, in accoglimento del terzo motivo di ricorso, assorbiti i primi due, la sentenza impugnata va, quindi, cassata con rinvio al Giudice di merito il quale, in diversa composizione, provvederà al riesame,fornendo congrua motivazione, e al regolamento delle spese del giudizio di legittimità. P.Q.M Dichiara estinto il giudizio e cessata la materia del contendere, ai sensi dell’art.5 della legge n.130 del 2022, nei confronti della [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA]., di [OSCURATO:PERSONA] e di [OSCURATO:PERSONA], con spese a carico di chi le ha anticipate. Accoglie il terzomotivo di ricorso proposto da [OSCURATO:PERSONA] , assorbiti gli altri; cassa la sentenza impugnata e rinvia alla Corte di Giustizia di secondo grado della Lombardia, in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche in ordine alle spese del giudizio di legittimità. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione Tributaria, il 3 giu