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CassazionesentenzaSezione 1

Cassazione n. 30235/2022

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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza dell'[OSCURATO:DATA_NASCITA] del Magistrato di sorveglianza di Roma visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette le conclusioni del Pubblico ministero, in persona del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale [OSCURATO:PERSONA], che ha chiesto il rigetto del ricorso; [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA] Il ricorso in esame si dirige nei confronti di ordinanza del Magistrato di sorveglianza, adottata all'esito dell'udienza celebrata a norma degli artt. 35-bis, 35-ter, 69, comma 6, lett. b), Ord. pen, e 666, 678 cod. proc. pen., in materia di pretesa violazione dell'art. 3 CEDU. (15z519.0 Aluctz;- tui r el/k1C-co ckt, Avverso una tale decisione, qualunque ne sia il Contenuto, è ammesso - per c Q'ec il disposto dell'art. 35-bis, comma 4, Ord. pen. - reclamo (ulteriore) al Tribunale di sorveglianza, nel termine di quindici giorni dalla notificazione dell'ordinanza (o dalla comunicazione dell'avviso di deposito).

Non è, quindi, possibile il ricorso diretto per cassazione (che è ammesso, solo per violazione di legge, avverso il provvedimento del tribunale medesimo, come prevede il successivo comma 5: in termini, Sez. 1, n. 32457 del 13/03/2015, Aparo).

In base al principio di cui all'art. 568, comma 5, cod. proc. pen., il ricorso deve essere qualificato come reclamo e gli atti devono essere trasmessi al Tribunale di sorveglianza di Roma per il seguito di competenza.

P.Q.M.

Qualificata l'impugnazione come reclamo, dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di sorveglianza di Roma.

Così decis

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza dell'[OSCURATO:DATA_NASCITA] del Magistrato di sorveglianza di Roma visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette le conclusioni del Pubblico ministero, in persona del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale [OSCURATO:PERSONA], che ha chiesto il rigetto del ricorso; [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA] Il ricorso in esame si dirige nei confronti di ordinanza del Magistrato di sorveglianza, adottata all'esito dell'udienza celebrata a norma degli artt. 35-bis, 35-ter, 69, comma 6, lett. b), Ord. pen, e 666, 678 cod. proc. pen., in materia di pretesa violazione dell'art. 3 CEDU. (15z519.0 Aluctz;- tui r el/k1C-co ckt, Avverso una tale decisione, qualunque ne sia il Contenuto, è ammesso - per c Q'ec il disposto dell'art. 35-bis, comma 4, Ord. pen. - reclamo (ulteriore) al Tribunale di sorveglianza, nel termine di quindici giorni dalla notificazione dell'ordinanza (o dalla comunicazione dell'avviso di deposito). Non è, quindi, possibile il ricorso diretto per cassazione (che è ammesso, solo per violazione di legge, avverso il provvedimento del tribunale medesimo, come prevede il successivo comma 5: in termini, Sez. 1, n. 32457 del 13/03/2015, Aparo). In base al principio di cui all'art. 568, comma 5, cod. proc. pen., il ricorso deve essere qualificato come reclamo e gli atti devono essere trasmessi al Tribunale di sorveglianza di Roma per il seguito di competenza. P.Q.M. Qualificata l'impugnazione come reclamo, dispone la trasmissione degli atti al Tribunale di sorveglianza di Roma. Così decis
Sentenza Cassazione n. 30235/2022 — Fons Iuris — Fons Iuris