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CassazionesentenzaSezione 2Decisione del 6 novembre 2024

Cassazione n. 27044/2025

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to la seguente ORDINANZA sul ricorso 31509-2019 proposto da: [OSCURATO:PERSONA], c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE], [OSCURATO:PERSONA], c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE], rappresentate e difese dall’avv. [OSCURATO:PERSONA] e dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliate in ROMA presso l’avv. [OSCURATO:PERSONA] nel suo studio in via E. MOROSINI n. 16; ricorrenti contro [OSCURATO:PERSONA], c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE], [OSCURATO:PERSONA], c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE], rappresentati e difesi dall’avv. [OSCURATO:PERSONA]. 2019 n. 31509 sez.

S2 -ud. 24-06-2025 -2- MORREALE, elettivamente domiciliati in ROMA presso l’avv. [OSCURATO:PERSONA] nel suo studio in via [OSCURATO:PERSONA] n. controricorrenti nonché contro [OSCURATO:PERSONA], c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE], rappresentata e difesa dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliata in ROMA presso l’avv. [OSCURATO:PERSONA] nel suo studio in via [OSCURATO:PERSONA] n. 51; controricorrente nonché contro [OSCURATO:PERSONA], c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE], rappresentato e difeso dall’avv. [OSCURATO:PERSONA]; controricorrente ricorso per correzione di errore materiale di cui all’ordinanza n. 28617/2024 della CORTE SUPREMA di CASSAZIONE, depositata il 06/11/2024; lette le memorie delle parti; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 24/06/2025 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] DELLA DECISIONE Con l’ordinanza in epigrafe, questa Corte ha rigettato il ricorso proposto dalle ricorrenti avverso la sentenza non definitiva n. 727/2018 della Corte d’appello di Palermo depositata il 28-3- 2018 e la sentenza definitiva n. 561/2019 della Corte di appello di Palermo depositata il 18-3-2019.

Per l’effetto ha condannato le ricorrenti alla rifusione delle spese di lite del giudizio di legittimità, che ha liquidato in Euro 200,00 Ric. 2019 n. 31509 sez.

S2 -ud. 24-06-2025 -3- per esborsi e in Euro 8.800,00 complessivamente per compensi a favore dei controricorrenti [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] e in 200,00 per esborsi e in Euro 4.300,00 per compensi a favore del controricorrente [OSCURATO:PERSONA], oltre 15% dei compensi a titolo di rimborso forfettario delle spese, iva e cpa ex lege.

Con istanza del 13 gennaio 2025 le ricorrenti hanno chiesto disporsi la correzione dell’errore materiale contenuto nella detta ordinanza quanto alla liquidazione delle spese di lite.

Si deduce che [OSCURATO:PERSONA] è stata erroneamente ritenuta ricorrente non avendo la stessa conferito procura speciale all’avv. [OSCURATO:PERSONA] né ad altro difensore.

Pertanto, l’avv. [OSCURATO:PERSONA] non aveva depositato per la stessa alcun controricorso.

Si evidenzia altresì che tale errore era stato anche segnalato nelle memorie illustrative, depositate il 2.10.2024, ed era stato verosimilmente indotto dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], legale di [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] (aventi identità di posizione quali eredi di [OSCURATO:PERSONA] –parte nel giudizio di primo grado), la quale pur munita di mandato dei predetti, non ha notificato il ricorso per gli stessi ma solo per [OSCURATO:PERSONA], pur non essendo in possesso di procura speciale di quest’ultima per resistere nel giudizio di Cassazione.

Assumono quindi che per il grave errore evidenziato si ritrovano a subire una condanna alle spese di lite in favore di [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] per i quali l’avv. [OSCURATO:PERSONA] ha depositato il controricorso senza aver prima effettuato nell’interesse degli stessi la rituale notifica, nonché in favore di [OSCURATO:PERSONA]. 2019 n. 31509 sez.

S2 -ud. 24-06-2025 -4- Concetta, che non ha mai conferito mandato per resistere in Cassazione e per la quale l’avv. [OSCURATO:PERSONA] ha effettuato arbitrariamente la notifica come da relata, allegata al controricorso non notificato di [OSCURATO:PERSONA] e di [OSCURATO:PERSONA].

Le parti hanno depositato memorie in prossimità dell’udienza.

Il ricorso è infondato, non sussistendo alcuno degli errori lamentati dalle ricorrenti.

Dall’esame degli atti di causa, risulta infatti che l’avv. [OSCURATO:PERSONA] ha depositato un primo controricorso nell’interesse di [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], che reca in calce la procura per il giudizio di legittimità, notificato a mezzo pec in data 7 novembre 2019 ad entrambi i difensori delle ricorrenti; ha poi depositato altro autonomo controricorso nell’interesse di [OSCURATO:PERSONA], sempre con procura in calce, e notificato nella medesima data con modalità analoghe.

Emerge quindi con evidenza come il preteso errore denunciato sia frutto di una omessa considerazione da parte delle ricorrenti della duplicità dei controricorsi proposti, delle procure rilasciate e delle notifiche effettuate.

Di tale duplicità peraltro dà conto anche l’ordinanza di questa Corte che, alla pagina 5, riporta che: “ [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] hanno resistito con distinti controricorsi e con unico controricorso hanno resistito Santo e [OSCURATO:PERSONA].” L’esistenza di autonomi controricorsi è poi ribadita alla pag. 9, proprio nella motivazione relativa alle spese di lite ove è dato leggere che:“Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo, considerando la diversa attività svolta dai Ric. 2019 n. 31509 sez.

S2 -ud. 24-06-2025 -5- controricorrenti; inoltre, poiché i controricorrenti [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] hanno la medesima posizione processuale e lo stesso difensore, il quale ha depositato atti distinti di contenuto del tutto equivalente per [OSCURATO:PERSONA] da una parte e [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] dall’altra, in applicazione dell’art. 4 d.m. 55/2014 nel testo attualmente in vigore, è riconosciuto compenso unico con il relativo aumento”.

Per l’effetto la richiesta di correzione dell’errore materiale deve essere rigettata.

Nulla a disporre quanto alle spese del presente procedimento stante la natura dello stesso (Cass.,Sez.

U n . , n. 29432/2024).

P.Q.M La

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
to la seguente ORDINANZA sul ricorso 31509-2019 proposto da: [OSCURATO:PERSONA], c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE], [OSCURATO:PERSONA], c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE], rappresentate e difese dall’avv. [OSCURATO:PERSONA] e dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliate in ROMA presso l’avv. [OSCURATO:PERSONA] nel suo studio in via E. MOROSINI n. 16; ricorrenti contro [OSCURATO:PERSONA], c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE], [OSCURATO:PERSONA], c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE], rappresentati e difesi dall’avv. [OSCURATO:PERSONA]. 2019 n. 31509 sez. S2 -ud. 24-06-2025 -2- MORREALE, elettivamente domiciliati in ROMA presso l’avv. [OSCURATO:PERSONA] nel suo studio in via [OSCURATO:PERSONA] n. controricorrenti nonché contro [OSCURATO:PERSONA], c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE], rappresentata e difesa dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliata in ROMA presso l’avv. [OSCURATO:PERSONA] nel suo studio in via [OSCURATO:PERSONA] n. 51; controricorrente nonché contro [OSCURATO:PERSONA], c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE], rappresentato e difeso dall’avv. [OSCURATO:PERSONA]; controricorrente ricorso per correzione di errore materiale di cui all’ordinanza n. 28617/2024 della CORTE SUPREMA di CASSAZIONE, depositata il 06/11/2024; lette le memorie delle parti; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 24/06/2025 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] DELLA DECISIONE Con l’ordinanza in epigrafe, questa Corte ha rigettato il ricorso proposto dalle ricorrenti avverso la sentenza non definitiva n. 727/2018 della Corte d’appello di Palermo depositata il 28-3- 2018 e la sentenza definitiva n. 561/2019 della Corte di appello di Palermo depositata il 18-3-2019. Per l’effetto ha condannato le ricorrenti alla rifusione delle spese di lite del giudizio di legittimità, che ha liquidato in Euro 200,00 Ric. 2019 n. 31509 sez. S2 -ud. 24-06-2025 -3- per esborsi e in Euro 8.800,00 complessivamente per compensi a favore dei controricorrenti [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] e in 200,00 per esborsi e in Euro 4.300,00 per compensi a favore del controricorrente [OSCURATO:PERSONA], oltre 15% dei compensi a titolo di rimborso forfettario delle spese, iva e cpa ex lege. Con istanza del 13 gennaio 2025 le ricorrenti hanno chiesto disporsi la correzione dell’errore materiale contenuto nella detta ordinanza quanto alla liquidazione delle spese di lite. Si deduce che [OSCURATO:PERSONA] è stata erroneamente ritenuta ricorrente non avendo la stessa conferito procura speciale all’avv. [OSCURATO:PERSONA] né ad altro difensore. Pertanto, l’avv. [OSCURATO:PERSONA] non aveva depositato per la stessa alcun controricorso. Si evidenzia altresì che tale errore era stato anche segnalato nelle memorie illustrative, depositate il 2.10.2024, ed era stato verosimilmente indotto dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], legale di [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] (aventi identità di posizione quali eredi di [OSCURATO:PERSONA] –parte nel giudizio di primo grado), la quale pur munita di mandato dei predetti, non ha notificato il ricorso per gli stessi ma solo per [OSCURATO:PERSONA], pur non essendo in possesso di procura speciale di quest’ultima per resistere nel giudizio di Cassazione. Assumono quindi che per il grave errore evidenziato si ritrovano a subire una condanna alle spese di lite in favore di [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] per i quali l’avv. [OSCURATO:PERSONA] ha depositato il controricorso senza aver prima effettuato nell’interesse degli stessi la rituale notifica, nonché in favore di [OSCURATO:PERSONA]. 2019 n. 31509 sez. S2 -ud. 24-06-2025 -4- Concetta, che non ha mai conferito mandato per resistere in Cassazione e per la quale l’avv. [OSCURATO:PERSONA] ha effettuato arbitrariamente la notifica come da relata, allegata al controricorso non notificato di [OSCURATO:PERSONA] e di [OSCURATO:PERSONA]. Le parti hanno depositato memorie in prossimità dell’udienza. Il ricorso è infondato, non sussistendo alcuno degli errori lamentati dalle ricorrenti. Dall’esame degli atti di causa, risulta infatti che l’avv. [OSCURATO:PERSONA] ha depositato un primo controricorso nell’interesse di [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], che reca in calce la procura per il giudizio di legittimità, notificato a mezzo pec in data 7 novembre 2019 ad entrambi i difensori delle ricorrenti; ha poi depositato altro autonomo controricorso nell’interesse di [OSCURATO:PERSONA], sempre con procura in calce, e notificato nella medesima data con modalità analoghe. Emerge quindi con evidenza come il preteso errore denunciato sia frutto di una omessa considerazione da parte delle ricorrenti della duplicità dei controricorsi proposti, delle procure rilasciate e delle notifiche effettuate. Di tale duplicità peraltro dà conto anche l’ordinanza di questa Corte che, alla pagina 5, riporta che: “ [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] hanno resistito con distinti controricorsi e con unico controricorso hanno resistito Santo e [OSCURATO:PERSONA].” L’esistenza di autonomi controricorsi è poi ribadita alla pag. 9, proprio nella motivazione relativa alle spese di lite ove è dato leggere che:“Le spese seguono la soccombenza e sono liquidate in dispositivo, considerando la diversa attività svolta dai Ric. 2019 n. 31509 sez. S2 -ud. 24-06-2025 -5- controricorrenti; inoltre, poiché i controricorrenti [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] hanno la medesima posizione processuale e lo stesso difensore, il quale ha depositato atti distinti di contenuto del tutto equivalente per [OSCURATO:PERSONA] da una parte e [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] dall’altra, in applicazione dell’art. 4 d.m. 55/2014 nel testo attualmente in vigore, è riconosciuto compenso unico con il relativo aumento”. Per l’effetto la richiesta di correzione dell’errore materiale deve essere rigettata. Nulla a disporre quanto alle spese del presente procedimento stante la natura dello stesso (Cass.,Sez. U n . , n. 29432/2024). P.Q.M La
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