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Corte di giustizia UEsentenza

Corte di giustizia UE/1965

ECLI:EU:C:1965:23
Testo integrale del provvedimento

Testo integrale del provvedimento

61963C0070(01) Conclusioni dell'avvocato generale [OSCURATO:PERSONA] del 16 marzo 1965 ( 1 ) [OSCURATO:PERSONA] Presidente, [OSCURATO:PERSONA] , [OSCURATO:PERSONA] il mio punto di vista circa la domanda d'interpretazione della cui ricevibilità si è ora discusso : La domanda si fonda sull'articolo 37 dello Statuto della Corte di Giustizia della C.E.C.A. il cui testo francese, unico determinante, corrisponde del resto alla versione francese dell'articolo 40 dello Statuto C.E.E. e dell'articolo 41 dello Statuto dell'EURATOM, secondo i quali presupposti di una domanda d'interpretazione sono una controversia — «difficultés», secondo il testo francese — sul senso e la portata di una sentenza e un interesse effettivo all'interpretazione (causa 5-55, Racc.

I, pag. 278 e segg.).

Esaminiamo la domanda presentata dall'[OSCURATO:PERSONA] il 18 dicembre 1964 in rapporto agli articoli sopra menzionati.

Le «difficoltà d'interpretazione» invocate nella domanda, sono chiaramente concezioni contradittorie di vari uffici o di vari funzionari dell'[OSCURATO:PERSONA] e non esiste quindi divergenza tra le teorie interpretative delle parti nella causa 70-63 o di una parte e di un terzo organo, estraneo alla causa.

Quest'ultima ipotesi, peraltro, non costituisce un requisito se interpretiamo secondo il suo giusto spirito l'articolo 37 dello Statuto.

È invece sufficiente che una delle parti od un organo avente interesse dimostri che una sentenza può essere interpretata in un determinato senso, che quindi esistono dubbi o incertezze sul significato di una sentenza, come ad esempio stabilisce l'articolo 458 del Codice di procedura penale tedesco sull'interpretazione delle sentenze in materia penale.

Sotto questo profilo, non dovrebbero dunque sussistere dubbi circa la ricevibilità della domanda.

La giurisprudenza ha già sancito inoltre che, non solo il dispositivo di una sentenza, ma anche le considerazioni su cui .esso si regge possano costituire oggetto di una domanda d'interpretazione e quindi nemmeno sotto questo profilo si possono sollevare eccezioni contro la domanda dell'[OSCURATO:PERSONA].

Infine ritengo che nemmeno la questione della decadenza dia adito a dubbi in quanto l'articolo 37, in contrasto con altre disposizioni dello Statuto (revisione, opposizione di terzo) non stabilisce termini perentori per l'esperimento dell'azione.

Rimane quindi solo da stabilire il significato dei termini«senso e portata di una sentenza» a norma dell'articolo 37 dello Statuto della Corte.

Sotto questo aspetto, la domanda d'interpretazione dell'[OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] mi appare problematica.

I dubbi non sorgono solo dalla formulazione del capo principale delle conclusioni, vale a dire del.

«Se il punto B, 3 della sentenza abbia portata di principio e la sua applicazione non debba essere limitata alla fattispecie cui si riferisce il dispositivo», ma sono rafforzati dall'argomento (dedotto nella domanda e su cui si fonda tale capo) secondo il quale una delle due tesi contrapposte circa il senso della sentenza 70-63 affermerebbe che l'annullamento di un atto individuale in un giudizio di merito può avere soltanto efficacia relativa di giudicato , mentre, secondo l'altra teoria, dalla formulazione generale della sentenza si potrebbe dedurre che tutti i dipendenti reinquadrati in base alla nuova disciplina delle carriere avrebbero diritto, nel nuovo grado, all'anzianità maturata in quello precedentemente occupato.

Il tenore letterale dell'articolo 37 dello Statuto della Corte di Giustizia comprende indubbiamente un siffatto caso d'interpretazione in quanto esso rientrerebbe nel concetto di «portata della sentenza».

Comunque, una concezione così vasta dell'ambito di. applicazione dell'istituto dell'interpretazione non può essere ritenuta corrispondente al vero scopo dell'articolo

37. L'articolo 37, secondo il suo spirito, dovrebbe servire a determinare chiaramente che cosa abbia voluto il giudice pronunciando una sentenza, laddove essa è rimasta oscura o laddove persistono dubbi.

In altre parole, si tratta di risalire al pensiero preciso del. collegio giudicante circa il caso in esame, cioè si deve illustrare, integrandola, una sentenza nei limiti in cui la Corte o una delle sue Sezioni può statuire.

Nel caso in esame, ove si tratta dell'inquadramento di un. funzionario, ciò sarebbe possibile se la sentenza lasciasse incertezze circa l'inquadramento da attribuire al funzionario.

L'inesistenza di tali difficoltà interpretative appare già dal fatto che il ricorrente nella causa 70-63 ha dichiarato espressamente di non aver alcun interesse personale al procedimento d'interpretazione promosso dall'[OSCURATO:PERSONA].

In realtà, la domanda d'interpretazione dell'[OSCURATO:PERSONA] intende perseguire uno scopo diverso.

La ricorrente non desidera che sia chiarito il pensiero del giudice che ha pronunciato la sentenza 70-63, ma intende ottenere una risposta soltanto sull'efficacia giuridica delle sentenze della Corte o almeno delle sentenze della Corte nelle cause relative al personale.

Più esattamente si tratta di una questione di interpretazione del Trattato , quindi di un'ese-gesi della volontà dei suoi autori e non di una chiosa alla volontà dei membri della Corte.

L'articolo 37 non serve a tale scopo.

Posto che né il Trattato, né lo Statuto della Corte prevedono un. procedimento generico per l'interpretazione del Trattato, l'[OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] o gli altri organi interessati ad una semplice precisazione sull'efficacia giuridica delle sentenze della Corte avranno solo la possibilità di sollevare la questione in un secondo procedimento ritualmente instaurato, in seguito all'emanazione di un appropriato provvedimento amministrativo.

Concludo quindi proponendo che la domanda d'interpretazione presentata dall'[OSCURATO:PERSONA] sia dichiarata irricevibile.

Circa le spese giudiziali del procedimento d'interpretazione, si tratta solamente di stabilire quale parte dovrà sopportare quelle relative alle osservazioni presentate dal ricorrente nella causa 70-63.

Non mi pare che ciò dia luogo a particolari difficoltà; il Dott. [OSCURATO:PERSONA], in quanto parte nel giudizio precedente, ha diritto di presentare le proprie osservazioni, mentre l'[OSCURATO:PERSONA] ha promosso un procedimento d'interpretazione senza alcun fondamento.

Quindi anche le spese esposte dal ricorrente nella causa 70-63 vanno poste a carico dell'[OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA]. ( 1 ) Traduzione dal tedesco.

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
61963C0070(01) Conclusioni dell'avvocato generale [OSCURATO:PERSONA] del 16 marzo 1965 ( 1 ) [OSCURATO:PERSONA] Presidente, [OSCURATO:PERSONA] , [OSCURATO:PERSONA] il mio punto di vista circa la domanda d'interpretazione della cui ricevibilità si è ora discusso : La domanda si fonda sull'articolo 37 dello Statuto della Corte di Giustizia della C.E.C.A. il cui testo francese, unico determinante, corrisponde del resto alla versione francese dell'articolo 40 dello Statuto C.E.E. e dell'articolo 41 dello Statuto dell'EURATOM, secondo i quali presupposti di una domanda d'interpretazione sono una controversia — «difficultés», secondo il testo francese — sul senso e la portata di una sentenza e un interesse effettivo all'interpretazione (causa 5-55, Racc. I, pag. 278 e segg.). Esaminiamo la domanda presentata dall'[OSCURATO:PERSONA] il 18 dicembre 1964 in rapporto agli articoli sopra menzionati. Le «difficoltà d'interpretazione» invocate nella domanda, sono chiaramente concezioni contradittorie di vari uffici o di vari funzionari dell'[OSCURATO:PERSONA] e non esiste quindi divergenza tra le teorie interpretative delle parti nella causa 70-63 o di una parte e di un terzo organo, estraneo alla causa. Quest'ultima ipotesi, peraltro, non costituisce un requisito se interpretiamo secondo il suo giusto spirito l'articolo 37 dello Statuto. È invece sufficiente che una delle parti od un organo avente interesse dimostri che una sentenza può essere interpretata in un determinato senso, che quindi esistono dubbi o incertezze sul significato di una sentenza, come ad esempio stabilisce l'articolo 458 del Codice di procedura penale tedesco sull'interpretazione delle sentenze in materia penale. Sotto questo profilo, non dovrebbero dunque sussistere dubbi circa la ricevibilità della domanda. La giurisprudenza ha già sancito inoltre che, non solo il dispositivo di una sentenza, ma anche le considerazioni su cui .esso si regge possano costituire oggetto di una domanda d'interpretazione e quindi nemmeno sotto questo profilo si possono sollevare eccezioni contro la domanda dell'[OSCURATO:PERSONA]. Infine ritengo che nemmeno la questione della decadenza dia adito a dubbi in quanto l'articolo 37, in contrasto con altre disposizioni dello Statuto (revisione, opposizione di terzo) non stabilisce termini perentori per l'esperimento dell'azione. Rimane quindi solo da stabilire il significato dei termini«senso e portata di una sentenza» a norma dell'articolo 37 dello Statuto della Corte. Sotto questo aspetto, la domanda d'interpretazione dell'[OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] mi appare problematica. I dubbi non sorgono solo dalla formulazione del capo principale delle conclusioni, vale a dire del. «Se il punto B, 3 della sentenza abbia portata di principio e la sua applicazione non debba essere limitata alla fattispecie cui si riferisce il dispositivo», ma sono rafforzati dall'argomento (dedotto nella domanda e su cui si fonda tale capo) secondo il quale una delle due tesi contrapposte circa il senso della sentenza 70-63 affermerebbe che l'annullamento di un atto individuale in un giudizio di merito può avere soltanto efficacia relativa di giudicato , mentre, secondo l'altra teoria, dalla formulazione generale della sentenza si potrebbe dedurre che tutti i dipendenti reinquadrati in base alla nuova disciplina delle carriere avrebbero diritto, nel nuovo grado, all'anzianità maturata in quello precedentemente occupato. Il tenore letterale dell'articolo 37 dello Statuto della Corte di Giustizia comprende indubbiamente un siffatto caso d'interpretazione in quanto esso rientrerebbe nel concetto di «portata della sentenza». Comunque, una concezione così vasta dell'ambito di. applicazione dell'istituto dell'interpretazione non può essere ritenuta corrispondente al vero scopo dell'articolo 37. L'articolo 37, secondo il suo spirito, dovrebbe servire a determinare chiaramente che cosa abbia voluto il giudice pronunciando una sentenza, laddove essa è rimasta oscura o laddove persistono dubbi. In altre parole, si tratta di risalire al pensiero preciso del. collegio giudicante circa il caso in esame, cioè si deve illustrare, integrandola, una sentenza nei limiti in cui la Corte o una delle sue Sezioni può statuire. Nel caso in esame, ove si tratta dell'inquadramento di un. funzionario, ciò sarebbe possibile se la sentenza lasciasse incertezze circa l'inquadramento da attribuire al funzionario. L'inesistenza di tali difficoltà interpretative appare già dal fatto che il ricorrente nella causa 70-63 ha dichiarato espressamente di non aver alcun interesse personale al procedimento d'interpretazione promosso dall'[OSCURATO:PERSONA]. In realtà, la domanda d'interpretazione dell'[OSCURATO:PERSONA] intende perseguire uno scopo diverso. La ricorrente non desidera che sia chiarito il pensiero del giudice che ha pronunciato la sentenza 70-63, ma intende ottenere una risposta soltanto sull'efficacia giuridica delle sentenze della Corte o almeno delle sentenze della Corte nelle cause relative al personale. Più esattamente si tratta di una questione di interpretazione del Trattato , quindi di un'ese-gesi della volontà dei suoi autori e non di una chiosa alla volontà dei membri della Corte. L'articolo 37 non serve a tale scopo. Posto che né il Trattato, né lo Statuto della Corte prevedono un. procedimento generico per l'interpretazione del Trattato, l'[OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] o gli altri organi interessati ad una semplice precisazione sull'efficacia giuridica delle sentenze della Corte avranno solo la possibilità di sollevare la questione in un secondo procedimento ritualmente instaurato, in seguito all'emanazione di un appropriato provvedimento amministrativo. Concludo quindi proponendo che la domanda d'interpretazione presentata dall'[OSCURATO:PERSONA] sia dichiarata irricevibile. Circa le spese giudiziali del procedimento d'interpretazione, si tratta solamente di stabilire quale parte dovrà sopportare quelle relative alle osservazioni presentate dal ricorrente nella causa 70-63. Non mi pare che ciò dia luogo a particolari difficoltà; il Dott. [OSCURATO:PERSONA], in quanto parte nel giudizio precedente, ha diritto di presentare le proprie osservazioni, mentre l'[OSCURATO:PERSONA] ha promosso un procedimento d'interpretazione senza alcun fondamento. Quindi anche le spese esposte dal ricorrente nella causa 70-63 vanno poste a carico dell'[OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA]. ( 1 ) Traduzione dal tedesco.
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