CassazionesentenzaSezione 7
Cassazione n. 27780/2023
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 03/11/2022 della CORTE APPELLO di NAPOLIdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA] Visti gli atti. Esaminati il ricorso, la memoria difensiva e la sentenza impugnata. Rilevato che il ricorso è manifestamente infondato; Considerato, infatti, che il provvedimento impugnato - con motivazione adeguata e non manifestamente illogica - ha confermato il giudizio di penale responsabilità di [OSCURATO:PERSONA] per il reato di cui agli artt. 81 cod. pen. 10 e 14 1.497/74 per avere detenuto illegalmente due fucili già appartenuti al padre deceduto nel 2008, in considerazione del lungo periodo intercorso tra il decesso del genitore ed il fatto oggetto di contestazione (19 settembre 2019), della circostanza che l'imputata puliva quotidianamente l'appartamento dove erano i fucili e che la medesima, alla richiesta dei Carabinieri, aveva subito consegnato le armi dimostrando così di conoscere dove le stesse erano conservate; Rilevato che la ricorrente, rispetto a tale coerente ragionamento svolto dalla Corte di appello di Napoli, pur lamentando violazione di legge e vizio di motivazione, in sostanza chiede una differente (ed inammissibile in questa sede) valutazione degli elementi di merito; Ritenuto che deve essere dichiarata l'inammissibilità del ricorso, con conseguente condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di elementi atti a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, in Roma l'11 maggio 20