CassazionesentenzaSezione 6Decisione del 18 maggio 2023
Cassazione n. 45707/2023
Testo disponibile della fonte
Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere [OSCURATO:PERSONA]; udita la requisitoria del Pubblico Ministero, in persona del Sostituto procuratore generale [OSCURATO:PERSONA], che ha concluso chiedendo dichiarare inammissibile il ricorso; udito per il ricorrente il difensore, avvocato [OSCURATO:PERSONA], che ha insistito per l'accoglimento del ricorso. [OSCURATO:PERSONA] 1. Il Tribunale del Riesame di [OSCURATO:PERSONA] ha confermato l'ordinanza del 13 marzo 2023 con la quale il giudice per le indagini preliminari di [OSCURATO:PERSONA], in relazione a ordinanza emessa per reati di criminalità organizzata, aveva applicato a [OSCURATO:PERSONA] la misura degli arresti domiciliari per i reati di cui agli artt. 512-bis e 648-bis cod. pen., commessi in [OSCURATO:PERSONA] e Mentone (Francia) il 1 luglio 2021, data di costituzione della società "Aurora", occultandone, per finalità elusiva dell'applicazione di misure di prevenzione e di agevolare la commissione dei reati di cui agli artt. 648, 648-bis e 648-ter cod. pen., la titolarità in capo a [OSCURATO:PERSONA], già coinvolto in un'associazione dedita al narcotraffico consentendo, così, al Giorgi di dissimulare la percezione dei guadagni derivanti dallo svolgimento dell'attività di ristorazione, gestita dalla società, e di impiegare e trasferire i guadagni dell'illecita attività associativa, con l'aggravante di cui all'art. 61-bis cod. pen.. Risulta che, nel prosieguo, la misura è stata sostituita con quella dell'obbligo di presentazione alla [OSCURATO:PERSONA]. 2. Con il primo motivo di ricorso, sintetizzato nei limiti strettamente indispensabili ai fini della motivazione, il difensore di [OSCURATO:PERSONA] denuncia: 2.1. violazione di legge e vizio di motivazione in relazione alla ritenuta sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza di entrambi i reati, anche per carenza di dolo. Sostiene che sono apodittiche le affermazioni dell'ordinanza impugnata nella parte in cui ha ritenuto che il ricorrente avesse acquistato, per conto di [OSCURATO:PERSONA] (titolare occulto), le quote della società "Aurora", al quale il successivo 12 aprile 2022 l'indagato e il suo socio, [OSCURATO:PERSONA], avevano ceduto, verso il corrispettivo di un euro, l'80% delle quote sociali. Evidenzia, invece, che l'acquisto della società da parte del ricorrente e del socio era stato effettivo, con l'investimento della somma di 250.000, euro, corrisposta dal ricorrente e dal socio che si erano fatti carico anche del pagamento del canone di locazione del ristorante "[OSCURATO:PERSONA]", costituente il reale patrimonio della società. Effettiva era stata anche la successiva operazione a favore del Giorgi poiché questi, in corrispettivo dell'80°/0 delle quote acquistate, si era accollato anche il pagamento di un debito, per i lavori di ristrutturazione, di oltre 180.000 euro, sicché non era rilevante che il prezzo di acquisto fosse indicato in un euro. Erroneamente il Tribunale ha trascurato, ai fini della ricostruzione dei fatti e della loro qualificazione giuridica, gli elementi difensivi allegati, costituiti dalle dichiarazioni rese dal venditore delle quote, [OSCURATO:PERSONA], perché atto privo di data certa e la concatenazione degli atti (il subentro del Giorgi nella società e l'accollo del debito), viceversa valorizzando, come emblematica della simulazione dell'operazione, la gestione dei lavori di riammodernamento seguita dal Giorgi che era dipendente della società; 2.2. erronea valutazione delle conversazioni del 25 maggio 2021 e 26 maggio 2021, dalle quali emerge che il ricorrente investiva denari propri e non era un prestanome del Giorgi e che le somme indicate fanno riferimento ad altre trattative per affari ai quali il ricorrente non era interessato;2.3. violazione di legge e vizio di motivazione sul punto della ritenuta sussistenza delle esigenze cautelari in quanto dedotte, a fronte della incensuratezza dell'indagato, dalla sola tipologia e commissione dell'illecito; 2.4. violazione di legge, in relazione all'art. 309, comma 5 e 10, cod. proc. pen per la ritardata trasmissione, rispetto ai termini di rito, dell'interrogatorio dell'indagato, rilevante a scopo difensivo poiché illustrava le ragioni e modalità dell'investimento, atto trasmesso solo il 16 maggio a fronte di celebrazione dell'udienza del 18 maggio 2023. [OSCURATO:PERSONA] 1. Il ricorso è fondato e l'ordinanza impugnata deve essere annullata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di [OSCURATO:PERSONA], come precisato in dispositivo. 2.11 Tribunale ha ritenuto accertato che, in mancanza di prove dell'effettivo esborso delle somme necessarie per l'operazione di acquisto della società, il ricorrente e il socio avessero acquistato le quote della società "Aurora" con il contributo del Giorgi, risultato il reale gestore del ristorante avendone curato, per come si evince dalle conversazioni intercettate già a partire dal mese di settembre 2021, i lavori di ristrutturazione e l'acquisto di merci. Il Tribunale ha, inoltre, ritenuto che il ricorrente non avesse fornito prova degli esborsi in proprio, finalizzati all'acquisto, prova che non poteva essere costituita dalla dichiarazione unilaterale, in lingua francese, del precedente proprietario ([OSCURATO:PERSONA]), dichiarazione priva di data certa, dalla quale, peraltro, risultava che parte del prezzo di acquisto sarebbe stata corrisposta in quote mensili, il cui pagamento non era stato documentato. Ai fini del coinvolgimento di [OSCURATO:PERSONA] nell'operazione l'ordinanza impugnata ha richiamato anzitutto le conversazioni intercettate, che attestavano l'interessamento del Giorgi per operazioni di acquisto in Mentone, dove si era recato con [OSCURATO:PERSONA], ospite dello Scidone, fin dal maggio 2021. Sono state, altresì, valorizzate le conversazioni dello Scidone e [OSCURATO:PERSONA] dalle quali traspariva l'interessamento di altri soggetti, non espressamente menzionati, all'acquisto della società. Completava il quadro indiziario il coinvolgimento del Giorgi nella gestione del ristorante, fin dal mese di settembre 2021, in una all'atteggiamento remissivo del ricorrente e del socio [OSCURATO:PERSONA] alle proposte del Giorgi, che emergeva come il vero dominus della società e delle operazioni di ristrutturazione e gestione del ristorante.Irrilevante, ai fini del perfezionamento dei reati, è stata ritenuta l'operazione di acquisto a un euro della società da parte del Giorgi, apparentemente antieconomica per il ricorrente, operazione che, tuttavia, confermava la interposizione fittizia realizzata dallo Scidone e metteva al riparo Giorgi da future ablazioni, visto l'importo dell'acquisto ma, comunque, irrilevante poiché i debiti, di ( cui all'accollo, non erano imputabili ai soci bensì alla società. 3.Ritiene la Corte che le argomentazioni del Tribunale non si confrontano compiutamente con le deduzioni difensive/ offrendo una motivazione parziale che si concentra sull'analisi di circostanze marginali (i contatti del Giorgi con lo Scidone, in vista della sua partenza; l'ospitalità del Giorgi a Mentone a cura dell'odierno ricorrente; la ingerenza del Giorgi nella direzione dei lavori a partire dal mese di settembre 2021; la valenza delle intercettazioni che coinvolgono il ricorrente nelle trattative per l'acquisto della società nel mese di maggio 2021), rispetto alla ricostruzione della condotta illecita rilevante ai fini della sussunzione nelle fattispecie incriminatrici di cui agli artt. 512-bis e 648-bis cod. pen. e al necessario confronto con la concatenazione delle operazioni descritte nella stessa ordinanza impugnata, poiché all'acquisto simulato con intestazione allo Scidone faceva seguito, nel volgere di pochi mesi, l'acquisto delle quote societarie da parte del Giorgi: operazione che poneva nel nulla l'occultamento e smentiva la finalità elusiva. Come noto, il delitto di trasferimento fraudolento di valori integra un'ipotesi di reato a forma libera, istantaneo con effetti permanenti, che si consuma nel momento in cui viene realizzata consapevolmente la difformità tra titolarità formale e apparente e titolarità di fatto dei beni, con il dolo specifico di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione o di agevolare la commissione di uno dei delitti di cui agli artt. 648, 648-bis e 648-ter cod. pen.. Il dolo specifico, che deve necessariamente connotare la condotta di almeno uno dei concorrenti nel reato, rileva quale elemento indefettibile di selezione delle condotte illecite di intestazione cd. fittizia (Sez. 2, n. 27123 del 03/05/2023, Carnovale, Rv. 284796). Nel caso in esame, risulta meramente evocativa della descrizione della fattispecie incriminatrice la contestazione della finalità di elusione delle norme in materia di prevenzione, finalità elusiva, viceversa, ravvisata, alla stregua della motivazione dell'ordinanza impugnata, nell'intento di consentire al Giglio il reimpiego o riciclaggio dei proventi realizzati con il traffico di droga che, secondo la tesi difensiva, non esaminata dall'ordinanza impugnata, era, però, contraddetto dalla successiva operazione di acquisto delle quote sociali da parte del Giorgi stesso: operazione, questa, riduttivamente valutata come irrilevante dal Tribunale ai fini della sussistenza del reato di cui all'art. 512-bis cod. pen. e del contestuale delitto di riciclaggio. 4.Né il Tribunale, ai fini della ricostruzione della effettività delle operazioni di acquisto, supportata dalla produzione documentale difensiva, e con riferimento ad una condotta perfezionatasi interamente a Mentone, ha esaminato la rilevanza della documentazione prodotta alla luce delle disposizioni che, in Francia, regolano le operazioni di vendita di quote societarie e del vantaggio economico dell'operazione di accollo dei debiti, realizzata con l'acquisto da parte del Giorgi nel 2022 poiché, si assume, ne avrebbe beneficiato la società Aurora e non i soci. Si tratta, infatti, di un rilievo astratto che non si confronta con la dinamica delle operazioni economiche che la stessa ordinanza ha ricostruito, concentrando l'analisi su uno solo dei segmenti in cui si era articolata l'ir(èra vicenda. L'operazione del 10 marzo 2022 (cioè l'acquisto delle quote della società Aurora e l'accollo del debito) non incide solo sul dolo del reato di cui all'art. 512- bis cit., ma deve essere valutata anche con riferimento alla condotta materiale di reimpiego o riciclaggio poiché, rispetto alla sussistenza di tale reato, incide anche la valutazione di economicità o meno dell'operazione (asseritamente simulata) alla quale l'indagato si sarebbe prestato a vantaggio del Giorgi. 5.E' indeducibile il terzo motivo di ricorso poiché, in tema di ricorso per cassazione avverso misure cautelari, l'eccezione relativa alla mancata trasmissione di atti rilevanti da parte del pubblico ministero al tribunale del riesame non può essere proposta per la prima volta nel giudizio di cassazione (Sez. 3, n. 47559 del 16/07/2019, Milanesi, Rv. 277991) e dall'esame dei motivi e del verbale di udienza non consta che tale eccezione fosse stata sollevata dinanzi al Tribunale del Riesame. 6. Sulla base di quanto premesso, la ordinanza impugnata va annullata, con o l'assorbimento delle censure sulle esigenze cautelari, affinché sia condotto un nuovo giudizio e siano colmate le lacune della motivazione evidenziate. < t a P.Q.M. i t t e c e Annulla l'ordinanza impugnata