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CassazionesentenzaSezione 5

Cassazione n. 24571/2022

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seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] D'APPELLO DI PALERMOnel procedimento a carico di: [OSCURATO:PERSONA] nato il [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 30/11/2020 del TRIBUNALE di TRAPANIvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal [OSCURATO:PERSONA]; letta la requisitoria del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore Generale, nella persona della dott. [OSCURATO:PERSONA], che ha concluso chiedendo l'annullamento senza rinvio della sentenza, disponendo la confisca diretta o in alternativa per equivalente del profitto. [OSCURATO:PERSONA]

1. Il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Palermo ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Trapani del 30 novembre 2020, con la quale [OSCURATO:PERSONA] è stato condannato per i reati di furto aggravato e indebito utilizzo di carta bancomat.

Con un unico motivo, il Procuratore Generale denunzia violazione di legge, perché il Tribunale di Trapani, con la sentenza indicata in premessa, ha condannato l'imputato alla pena di mesi sei e giorni 15 di reclusione e 300,00 euro di multa, condizionalmente sospesa, senza disporre la confisca per equivalente dei beni nella disponibilità del condannato per un valore corrispondente al profitto del reato ai sensi dell'art. 493 ter, secondo comma, cod.pen., applicabile anche nel caso in cui non vi sia stato un sequestro preventivo.

2. [OSCURATO:PERSONA], nella persona della dott. [OSCURATO:PERSONA], ha depositato requisitoria chiedendo l'annullamento senza rinvio della sentenza, disponendo la confisca diretta o in alternativa per equivalente del profitto. [OSCURATO:PERSONA]

1. Il ricorso è inammissibile per genericità.

2. In effetti, il secondo comma dell'art. 493 ter cod.pen. prevede che, in caso di condanna per il reato di indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito o di pagamento, "è ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, nonché del profitto o del prodotto, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero quando essa non è possibile, la confisca di beni, somme di denaro e altre utilità di cui il reo ha la disponibilità per un valore corrispondente a tale profitto o prodotto".

Sennonché, nella specie il Procuratore Generale ricorrente, che lamenta l'omessa applicazione della confisca ai sensi della suindicata norma, non specifica gli elementi che consentirebbero l'adozione della misura nel caso concreto e, in particolare, non indica l'entità del profitto confiscabile e i beni o le utilità nella disponibilità dell'imputato sui quali dovrebbe in concreto ricadere l'ablazione (si veda per un caso analogo, in tema di patteggiamento avente ad oggetto un reato transnazionale, Sez. 5, Sentenza n. 14392 del 05/02/2019, Rv. 275238).

Peraltro nel caso di specie, come si evince dalla sentenza impugnata (pag. 1), la somma prelevata indebitamente, con l'utilizzo della carta bancomat rubata, è stata restituita alla persona offesa, tanto che quest'ultima ha rimesso la querela.

P.Q.M Dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Generale.

Così deciso il 9_feJpbraio 2022 Il consi9Itere estepore

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] D'APPELLO DI PALERMOnel procedimento a carico di: [OSCURATO:PERSONA] nato il [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 30/11/2020 del TRIBUNALE di TRAPANIvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal [OSCURATO:PERSONA]; letta la requisitoria del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore Generale, nella persona della dott. [OSCURATO:PERSONA], che ha concluso chiedendo l'annullamento senza rinvio della sentenza, disponendo la confisca diretta o in alternativa per equivalente del profitto. [OSCURATO:PERSONA] 1. Il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Palermo ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza del Tribunale di Trapani del 30 novembre 2020, con la quale [OSCURATO:PERSONA] è stato condannato per i reati di furto aggravato e indebito utilizzo di carta bancomat. Con un unico motivo, il Procuratore Generale denunzia violazione di legge, perché il Tribunale di Trapani, con la sentenza indicata in premessa, ha condannato l'imputato alla pena di mesi sei e giorni 15 di reclusione e 300,00 euro di multa, condizionalmente sospesa, senza disporre la confisca per equivalente dei beni nella disponibilità del condannato per un valore corrispondente al profitto del reato ai sensi dell'art. 493 ter, secondo comma, cod.pen., applicabile anche nel caso in cui non vi sia stato un sequestro preventivo. 2. [OSCURATO:PERSONA], nella persona della dott. [OSCURATO:PERSONA], ha depositato requisitoria chiedendo l'annullamento senza rinvio della sentenza, disponendo la confisca diretta o in alternativa per equivalente del profitto. [OSCURATO:PERSONA] 1. Il ricorso è inammissibile per genericità. 2. In effetti, il secondo comma dell'art. 493 ter cod.pen. prevede che, in caso di condanna per il reato di indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito o di pagamento, "è ordinata la confisca delle cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, nonché del profitto o del prodotto, salvo che appartengano a persona estranea al reato, ovvero quando essa non è possibile, la confisca di beni, somme di denaro e altre utilità di cui il reo ha la disponibilità per un valore corrispondente a tale profitto o prodotto". Sennonché, nella specie il Procuratore Generale ricorrente, che lamenta l'omessa applicazione della confisca ai sensi della suindicata norma, non specifica gli elementi che consentirebbero l'adozione della misura nel caso concreto e, in particolare, non indica l'entità del profitto confiscabile e i beni o le utilità nella disponibilità dell'imputato sui quali dovrebbe in concreto ricadere l'ablazione (si veda per un caso analogo, in tema di patteggiamento avente ad oggetto un reato transnazionale, Sez. 5, Sentenza n. 14392 del 05/02/2019, Rv. 275238). Peraltro nel caso di specie, come si evince dalla sentenza impugnata (pag. 1), la somma prelevata indebitamente, con l'utilizzo della carta bancomat rubata, è stata restituita alla persona offesa, tanto che quest'ultima ha rimesso la querela. P.Q.M Dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Generale. Così deciso il 9_feJpbraio 2022 Il consi9Itere estepore
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