CassazionesentenzaSezione LDecisione del 11 ottobre 2023
Cassazione n. 36192/2023
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
o la seguente ORDINANZA sul ricorso 6273-2021 proposto da: [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], in qualità di eredi di [OSCURATO:PERSONA], domiciliati in ROMA, [OSCURATO:PERSONA], presso la [OSCURATO:PERSONA], rappresentati e difesi dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA]; - ricorrenti - contro [OSCURATO:PERSONA], in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso ope legis dall'AVVOCATURA GENERALE DELLO STATO presso i cui Oggetto R.G.N. 6273/2021 Cron. Rep. Ud. 11/10/2023 CC Uffici domicilia in ROMA, alla [OSCURATO:PERSONA] 12; - controricorrente - avverso la sentenza n. 196/2020 della CORTE D'APPELLO di ANCONA, depositata il 09/10/2020 R.G.N. 29/2020; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 11/10/2023 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA]. R.G. 6273/21 Rilevato che: Con sentenza del giorno 9.10.2020 n. 196 , l a Corte d’appello di Ancona respingeva il gravame proposto da [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] quali eredi di [OSCURATO:PERSONA] avverso la sentenza del Tribunale di Ancona che aveva rigettato il ricorso promosso da quest’ultimi, nei confronti del Ministero della [OSCURATO:PERSONA], volto ad ottenere, nella veste di eredi di [OSCURATO:PERSONA], vittima del dovere, nonché titolare dell’assegno vitalizio mensile di cui all’art. 1 comma 564 della legge n. 266/05, l’erogazione di detto emolumento nel maggiore importo di € 500,00, così come elevato dall’art. 4, comma 238, della legge n. 350/03, invece che nella misura di € 258,23, originariamente fissata dall’art. 2 della legge n. 407/98. Il tribunale, pur ritenendo che l’art. 1 comma 562 della legge n. 266/05 avesse esteso a tutte le vittime del dovere, come individuate ai sensi dei successivi commi 563 e 564, i benefici già previsti per le vittime della criminalità e del terrorismo riteneva, tuttavia, che non ne avesse sancito l’immediata esigibilità nella identica misura stabilita per quest’ultima categoria di soggetti, ma avesse previsto un graduale adeguamento nel tempo degli importi liquidabili a tale titolo, entro i tetti di spesa annualmente prestabiliti e in base ai criteri di precedenza pure legislativamente fissati e recepiti dal regolamento attuativo approvato con DPR n. 243/06. La Corte d’appello, a sostegno dei propri assunti di rigetto del gravame proposto da [OSCURATO:PERSONA] e gli altri eredi di [OSCURATO:PERSONA], nel confermare la sentenza di primo grado, ha precisato che le erogazioni oggetto di controversia non hanno carattere risarcitorio ma quello di provvidenze economiche riconosciute in ragione del principio di solidarietà sociale e che la volontà legislativa era quella di realizzare solo progressivamente l’estensione dei benefici in argomento, alle vittime del dovere, individuate alla stregua dei commi 563 e 564 dell’art. 1 della legge n. 266/05, mentre, non vi erano ragioni che potessero condurre alla disapplicazione del disposto dell’art. 4 primo comma, lett. b), punto 1) del DPR n. 243/06, che nell’attuare la disciplina di dettaglio delle provvidenze in oggetto, aveva fissato l’importo dell’assegno vitalizio, nella misura originaria prevista di £ 500.000, pari a € 258,23, soggetto a perequazione annua, né ciò determinava violazione del principio di uguaglianza rispetto alla diversa quantificazione riservata all’assai più ristretta cerchia delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata. Avverso la sentenza della Corte d’appello, [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] quali eredi di [OSCURATO:PERSONA] ricorrono per cassazione, sulla base di un motivo, illustrato da memoria, mentre il Ministero della [OSCURATO:PERSONA] ha resistito con controricorso. [OSCURATO:PERSONA] riserva ordinanza, nel termine di sessanta giorni dall’adozione della presente decisione in camera di consiglio. Considerato che: Con il motivo di ricorso, i ricorrenti deduc ono il vizio di violazione di legge, in particolare, dell’art. 1 commi 562 e 565 della legge n. 266/05 e dell’art. 4 comma 1 lett. c) del DPR n. 243/06, in relazione all’art. 360 primo comma n. 3 c.p.c., perché erroneamente, la Corte del merito non aveva riconosciuto l’equiparazione dei benefici originariamente previsti solo per le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, anche in favore delle vittime del dovere, in conformità all’unanime giurisprudenza di legittimità. Il motivo è fondato. Secondo la giurisprudenza di questa Corte, “in tema di benefici in favore delle vittime del dovere e dei soggetti ad essi equiparati, l’ammontare dell’assegno vitalizio mensile è uguale a quello dell’analogo assegno attribuito alle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, essendo la legislazione primaria in materia permeata da un simile intento perequativo ed in conformità al principio di razionalità-equità di cui all’art. 3 Cost., come risulta dal “diritto vivente” rappresentato dalla costante giurisprudenza amministrativa ed ordinaria” (Cass. sez. un.n. 7761/17, Cass. nn. 19036/19, 24956/21, 12749/22). A tale orientamento va data necessaria continuità, con la conseguenza che agli eredi della vittima del dovere che sono oggi ricorrenti davanti a questa Corte, deve essere adeguato l’assegno vitalizio mensile di cui all’art. 1 comma 564 della legge n. 266/05, nel maggiore importo di € 500,00. In accoglimento del ricorso, la sentenza va cassata e la causa va rinviata alla Corte d’appello di Ancona, affinché, alla luce dei principi sopra esposti, riesamini il merito della controversia. P.Q.M. [OSCURATO:PERSONA] CASSAZIONEAccoglie il ricorso. Cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di legittimità, alla Co