CassazionesentenzaSezione 3Decisione del 18 novembre 2024
Cassazione n. 34075/2024
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
a seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 8425/2022R.G. proposto da [OSCURATO:PERSONA], nella qualità di [OSCURATO:PERSONA], rappresentata e difesa dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], con domicilio digitale giovanni- [OSCURATO:EMAIL] -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA], rappresentato e difeso dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], con domicilio digitale [OSCURATO:EMAIL] -controricorrente - e contro [OSCURATO:PERSONA] S.P.A., quale mandataria di AMCO - [OSCURATO:PERSONA] S.P.A., rappresentata e difeso dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], con domicilio digitale [OSCURATO:EMAIL] -controricorrente - e contro [OSCURATO:PERSONA], in proprio exart. 86 c.p.c., con domicilio digitale [OSCURATO:EMAIL] - controricorrente e ricorrente incidentale - e contro [OSCURATO:PERSONA], rappresentato e difeso dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], con domicilio digitale [OSCURATO:EMAIL] -controricorrente - e nei confronti di [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA] –[OSCURATO:PERSONA] S.R.L. [OSCURATO:PERSONA] -intimati - avverso la sentenza n. 133 dell’[OSCURATO:DATA_NASCITA] del Tribunale di Udine; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 18/11/2024 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA]; F [OSCURATO:PERSONA] 1.Con provvedimento del [OSCURATO:DATA_NASCITA], il giudice dell’esecuzione del Tri- bunale di Udine dichiarava la nullità della trascrizione del pignoramento im- mobiliare da cui era scaturita l’esecuzione promossa da [OSCURATO:PERSONA] e – senza chiudere anticipatamente il processo esecutivo (ma revocando l’ordi- nanza di vendita) –ordinava la rinnovazione (ex art. 162 c.p.c.) della pre- detta formalità: ad avviso del giudice, il pignoramento – contenente l ’ in- giunzione ex art. 492 c.p.c., era stato rivolto al «sig. [OSCURATO:PERSONA], Trustee del [OSCURATO:PERSONA]» e al «[OSCURATO:PERSONA] … in persona del Trustee sig. [OSCURATO:PERSONA]» – era stato trascritto nei RR.II. con nota del 21/12/2016 indicante (alla Se- zione C - Soggetti) «[OSCURATO:PERSONA]» e (al quadro D - Ulteriori informa- zioni) «Trustee: [OSCURATO:PERSONA] …» e, quindi «nei confronti di soggetto inesi- stente».2.Avverso la menzionata ordinanza –pronunciata anche nei confronti di [OSCURATO:PERSONA], quale trustee del [OSCURATO:PERSONA] – il creditore procedente propo- neva opposizione exart. 617 c.p.c. 3.Su istanza del creditore [OSCURATO:PERSONA] (intervenuto nell’espro- priazione immobiliare) veniva chiamato in causa [OSCURATO:PERSONA], già trustee del [OSCURATO:PERSONA] sino al 2017 e poi sostituito da [OSCURATO:PERSONA]. 4.Con la sentenza n. 133 dell’[OSCURATO:DATA_NASCITA], il Tribunale di Udine, in acco- glimento dell’opposizione proposta, dichiarava la validità della nota di tra- scrizione del 21/12/2016 e revocava l’ordinanza del giudice dell’esecuzione; avendo affermato l’inutilità della chiamata del Bidut (non legittimato a par- tecipare alla causa in quanto cessato dall’incarico di trustee), condannava [OSCURATO:PERSONA] a rifondere i costi del giudizio sostenuti dal terzo chia- mato e compensava le spese tra tutte le altre parti. 5.Per quanto qui ancora rileva, il giudice di merito rendeva la seguente motivazione: «… la questione relativa alla trascrizione di atti contro o a fa- vore del trust è ampiamente dibattuta. Sul punto, pur dandosi atto di un orientamento contrario, si ritiene di condividere l’interpretazione fatta pro- pria, tra le molte pronunce, dal Tribunale Torino, ordinanza dd. 10/5/2014, che ha affermato la legittimità della trascrizione effettuata nei confronti del trust. Invero, la trascrizione in favore del trust non presuppone la soggetti- vità dello stesso, dovendosi applicare la disciplina della [OSCURATO:PERSONA] dell’Aja, in base alla quale “Il trustee che desidera registrare beni mobili o immobili o i titoli relativi a tali beni, sarà abilitato a richiedere l’iscrizione nella sua qualità di trustee o in qualsiasi altro modo che riveli l’esistenza del trust, a meno che ciò sia vietato dalla legge dello Stato nella quale la regi- strazione deve aver luogo ovvero incompatibile con essa”(art. 12), circo- stanze queste ultime non ricorrenti nel nostro ordinamento che anzi ricono- sce altre ipotesi di pubblicità immobiliare in cui si procede analogamente, pur in assenza di soggettività giuridica. In particolare, sono trascrivibili i pignoramenti immobiliari a favore di un condominio ovvero gli atti di costi- tuzione mediante conferimento a favore del fondo immobiliare chiuso. Deve, peraltro, osservarsi che la trascrizione in favore del trust, da ritenersi am- missibile per le ragioni anzidette, presenta degli evidenti vantaggi, permet- tendo l’immediata individuazione dei beni del trust, senza necessità di ef- fettuare nuove trascrizioni ogniqualvolta venga a mutare il trustee. Inoltre, con specifico riferimento al caso di specie, deve rispettarsi il principio di continuità delle trascrizioni, tenuto conto della circostanza che, fin dall’atto di costituzione, i beni conferiti al trust Rita sono stati formalmente intestati al trust stesso: beni, per una parte, già oggetto di circolazione. Quanto all’affidamento nei confronti dei terzi, la trascrizione del pignoramento di cui si discute è stata effettuata mediante specifica indicazione nella sezione D dei dati del trustee, consentendo in tal modo l’identificazione dello stesso.». 6.Avverso la predetta sentenza [OSCURATO:PERSONA], nella qualità di trustee del [OSCURATO:PERSONA], proponeva ricorso per cassazione, fondato su tre motivi. [OSCURATO:PERSONA] resisteva con controricorso. Col proprio controricorso, la Special GardantS.p.A., quale mandataria di Amco -[OSCURATO:PERSONA] S.p.A., avente causa di [OSCURATO:PERSONA] dei [OSCURATO:SOCIETA]. (creditrice intervenuta nell’esecuzione e già parte del processo di merito), aderiva alle prime due censure avanzate dalla ri- corrente e chiedeva il rigetto del terzo motivo. Con distinto controricorso, contenente ricorso incidentale basato su un unico motivo, [OSCURATO:PERSONA] domandava la reiezione del ricorso prin- cipale e impugnava la statuizione relativa alla sua condanna alle spese. Rispetto a quest’ultima impugnazione depositava controricorso [OSCURATO:PERSONA]- dut. Non svolgevano difese nel giudizio di legittimità gli intimati [OSCURATO:PERSONA] sarutto, Condominio Corte del Pozzo, [OSCURATO:PERSONA], Agenzia delle Entrate -Riscossione, [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA] dell’adunanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] depositavano memorie exart. 380-bis.1 c.p.c. 7.Con l’ordinanza interlocutoria n. 15772 del 5/6/2024, ai sensi dell’art.331 c.p.c., questa Corteordinava l’integrazione del contraddittorio nei con- fronti di [OSCURATO:PERSONA], litisconsorte necessario dell’opposizione ex art. 617 c.p.c. (e, peraltro, già parte del grado di merito, benché contu- mace). 8.Nel termine assegnato il difensore del ricorrente procedeva alla pre- detta integrazione nei confronti del Francescon, residente nel Principato di Monaco, con le modalità prescritte dalla [OSCURATO:PERSONA] de L’Aja del 15 no- vembre 1965 e, cioè, mediante l’invio alla Direction des [OSCURATO:PERSONA] di Monaco della missiva da trasmettere, per raccomandata, al destinatario; sono stati tempestivamente depositati i modelli, debitamente compilati, che attestano la ricevuta da parte dell’Autorità straniera, l’invio della raccoman- data al destinatario, la consegna a mani della moglie di quest’ultimo, a ciò delegata. Il medesimo procuratore dichiarava, poi, che la notificazione del ricorso introduttivo era già stata regolarmente eseguita a mani del France- scon in data 13/4/2022, senza però depositare il modulo compilato dal de- stinatario (solo successivamente prodotto). Ciononostante, [OSCURATO:PERSONA] non svolgeva difese nel giudizio di legittimità. 9.All’esito della camera di consiglio del 18/11/2024, il Collegio si riser- vava il deposito dell’ordinanza nei successivi sessanta giorni, a norma dell’art. 380-bis.1, comma 2, cod. proc. civ. R [OSCURATO:PERSONA] 1.Preliminarmente, si deve rilevare l’infondatezza dell’eccezione, solle- vata da [OSCURATO:PERSONA], di inammissibilità del ricorso per difetto di le- gittimazione di [OSCURATO:PERSONA], in quanto subentrata a [OSCURATO:PERSONA] dopo la notifica del pignoramento. In primis, il fatto stesso che la Taddei sia stata parte del processo di merito la abilita a proporre impugnazione della sentenza che l’ha definito. Peraltro, non si versa nell’ipotesi –alla quale, comunque, non è sovrap- ponibile la fattispecie della successione di diversi soggetti nell’ufficio di trustee – di opposizione ex art. 617 c.p.c. proposta dal terzo acquirente dell’immobile successivamente alla trascrizione sullo stesso del pignora- mento –quindi, con atto inopponibile ai creditori pignoranti ed intervenuti, circostanza che esclude la legittimazione all’opposizione de qua(Cass., Sez. 3, Sentenza n. 15400 del 28/06/2010, Rv. 613768-01; Cass., Sez. 3, Sen- tenza n. 22807 del 07/10/2013, Rv. 629055-01) –perché la presente causa è stata introdotta, anche nei confronti di [OSCURATO:PERSONA] (trustee subentrato a [OSCURATO:PERSONA]), dal creditorePaolo Tilatti. In ogni caso, il richiamo dell’art. 2913 c.c. è inappropriato, perché la citata disposizione concerne l’effetto “sostanziale”del pignoramento e, dun- que, l’inefficacia relativa degli atti traslativi compiuti dall’esecutato in pen- denza della procedura, mentre, anche per quanto esposto nel prosieguo, dal punto di vista processuale, la successione tra trustee trova il suo riferi- mento normativo nell’art. 111 c.p.c., che, ai commi 3 e 4, riconosce al suc- cessore la facoltà di partecipare al processo e di impugnare la decisione che, in ogni caso, spiega effetti anche nei suoi confronti (l’applicazione dell’art.111 c.p.c. trova conferma anche nella decisione di Cass., Sez. 2, Sentenza n. 4741 del 15/02/2023, Rv. 666880-01, relativa ad una fattispecie con significative analogie e, cioè, al trasferimento, nel corso del giudizio in cui è controverso un diritto attinente a fondi comuni di investimento, del rap- porto di gestione da una società ad un’altra). 2.Col primo motivo del ricorso principale, formulato ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c., si deduce la «violazione e/o falsa applicazione degli artt. 118 disposizioni di attuazione e 132 comma 2° n.4) c.p.c., per difetto di sufficienza di motivazione», per avere il giudice di merito dato una motivazione per relationem all ’ ordinanza del Tribunale di Torino del 10/5/2014, irreperibile nelle banche dati, senza peraltro illustrare la diffor- mità della decisione rispetto all’orientamento di legittimità. 3.La censura è complessivamente infondata. Contrariamente a quanto affermato dalla ricorrente, il giudice di merito non ha affatto fornito una motivazione per relationem ad un «introvabile» provvedimento del Tribunale di Torino: ha invece illustrato –succintamente ma chiaramente – le ragioni poste a fondamento della decisione assunta , ancorché richiamando, ad ulteriore supporto, le argomentazioni di un’altra pronuncia giurisprudenziale.Invece, la mancata considerazione della giuri- sprudenza di legittimità non rende la motivazione affetta da insufficienza, ma, come poi è accaduto, da sua erroneità in diritto. Sotto tutti i profili, pertanto, il vizio di insufficienza della motivazione non può dirsi sussistente. 4.Col secondo motivo, formulato ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., la ricorrente lamenta «violazione e/o falsa applicazione dell’art. 12 [OSCURATO:PERSONA] dell’Aja, ratificata dall’Italia con legge n. 364/89 in relazione agli artt. 2643, 2645. 2659 c.c.», per avere il giudice di merito fondato la propria decisione su un’erronea lettura della predetta [OSCURATO:PERSONA], la quale fa rinvio alla legge nazionale, che, contrariamente a quanto affermato nella sentenza impugnata, pretende che la trascrizione sia eseguita nei confronti di soggetti, non già di rapporti privi di soggettività, come il trust; aggiunge la ricorrente che i presunti vantaggi della trascrizione contro il trust non valgono a superare il rigore formale delle formalità nei [OSCURATO:PERSONA], né la precisazione contenuta nel «quadro D»della nota presentata al Con- servatore può “salvare”l’erronea indicazione del «quadro C». 5.La censura è fondata. 6.Si deve innanzitutto premettere che il trust ( rectius , “ i trusts ” ) , isti- tuto inizialmente allogeno, è definitivamente entrato nell’ordinamento ita- liano, non solo per effetto del riconoscimento contenuto nella «[OSCURATO:PERSONA] sulla legge applicabile ai trusts e sul loro riconoscimento», adottata a L’Aja il 1° luglio 1985 e ratificata con la legge n. 364 del 16 ottobre 1989, ma anche(e soprattutto) per l a cospicua elaborazione giurisprudenziale che da alcuni decenni (i primi precedenti di merito risalgono al 2000e il loro nu- mero è cresciuto esponenzialmente) si è interessata della compatibilità col sistema giuridico interno del menzionatoistituto di common law, che conti- nua ad essere necessariamente regolato da una legge straniera(non rinve- nendosi nella legislazione italiana un’autonoma disciplina), e ha individuato svariate soluzioni per coniugare le sue peculiarità con l’assetto normativo italiano, determinando addirittura –secondo una fortunata definizione dot- trinale –una vera e propria «metabolizzazione del trust». Se un importante precedente di merito risalente al 2003 già aveva con- futato le tesi dottrinali, recepite in alcuni rari provvedimenti giurispruden- ziali,contrarie all’ammissibilità dei cosiddett i trust “ intern i ” (e, cioè, di quei trust il cui “centro di gravità”– individuato con riferimento al luogo di am- ministrazione del trust designato dal disponente, all’ubicazione dei beni in trust, alla residenza o domicilio del trustee, allo scopo del trust e al luogo ove esso deve essere realizzato – è in Italia, mentre appartiene ad un di- verso ordinamento la disciplina scelta dal settlor), la definitiva affermazione dell’ammissibilità dell’istituto deriva dalla giurisprudenza di legittimità che, sin dalla pronuncia di Cass.,Sez. 1, Sentenza n. 10105 del 09/05/2014, ha agevolmente superato il problema, logicamente pregiudiziale e rilevabile ex officio, della riconoscibilità del trust interno e ha attribuito espressamente la patente di validità (e di utilità) al trust “endoconcorsuale”, senza sollevare alcuna questione relativa all’eventuale assenza di elementi di estraneità. Anche altri precedenti di legittimitàhanno reputato ammissibile la figura del trust interno, ferme restando l’esigenza «di una valutazione complessiva indirizzata a vagliare la causa concreta del programma negoziale del trust e della meritevolezza degli interessi ad esso correlati,in ossequio ai principi generali che governano lo svolgimento del giudizio di liceità riservato ad ogni fattispecie negoziale» (Cass., Sez. 3, Sentenza n. 3128 del 10/02/2020, Rv. 657143-01), e l’applicazione dei rimedi ordinamentali per colpire abusi o atti in frode (ad esempio, Cass., Sez. 3, Sentenza n. 19376 del 03/08/2017 e Cass., Sez. 3, Ordinanza n. 24986 del 09/11/2020). 7.Il fatto che il trust interno sia, quantomeno astrattamente, ammissi- bile e riconoscibile nel nostro ordinamento non comporta affatto che l’isti- tuto di common lawdebba essere “italianizzato”o “nazionalizzato” – e, cioè, adattato al sistema sino al punto di travisarne la struttura e lecaratteristi- che –posto che è la legge regolatrice straniera scelta dal disponente a di- sciplinare la validità, l’interpretazione, gli effetti e l’amministrazione del trust (così l’art. 8 della [OSCURATO:PERSONA] de L’Aja), mentre sono assoggettate alla lex fori soltanto le questioni preliminari relative alla validità dei testa- menti o di altri atti giuridici in virtù dei quali i beni sono trasferiti al (rectius, posti sotto il controllo del) trustee (così l’art. 4 della [OSCURATO:PERSONA] de L’Aja). In altre parole, con specifico riferimento alla fattispecie in esame, non è consentito all’interprete, mediante il ricorso ad improprie analogie o a pre- sunti vantaggi pratici, alterare l’istituto del trust –che ab origine non è un soggetto giuridico –attraverso una sua “entificazione”, né forzare le regole dell’ordinamento interno riguardanti le prescritte formalità pubblicitarie. 8.Questa premessa va considerata unitamente al l’univoco precedente della giurisprudenza di legittimità(singolarmente del tutto ignorato dal giu- dice di merito, nonostante la scorrettezza della mancata motivazione della scelta di discostarsi da un orientamento consolidato,quale pure può confi- gurarsi in un unicoe convincente, appunto per questo non contrastato, pre- cedente: Cass., 6-3, Ordinanza n. 4366 del 22/02/2018, Rv. 648036-02), che il Collegio intende esplicitamente confermare, di Cass., Sez. 3, Sen- tenza n. 2043 del 27/01/2017, Rv. 642711-01, secondo cui «Il pignora- mento di beni immobili eseguito nei confronti di un “trust” in persona del “trustee”, e non di quest’ultimo, è illegittimo, in quanto il “trust”è un ente privo di personalità giuridica, costituendo un mero insieme di beni e rapporti destinati ad un fine determinato, formalmente intestati al “trustee”, il quale è l’unico soggetto che, nei rapporti con i terzi, è titolare dei diritti conferiti nel patrimonio vincolato: ne deriva che il giudice dell’esecuzione, nell’am- bito della verifica in ordine all’esistenza delle condizioni dell’azione esecu- tiva, può disporre d’ufficio la chiusura anticipata della procedura esecutiva». L’una e l’altro (richiamato, sia pure ai fini della ricostruzione del litisconsor- zio necessario per l’applicazione di normative sovranazionali in tema di giu- risdizione, da Cass. Sez. U, Ordinanza n. 7621 del 18/03/2019) costitui- sconoil fondamento per confutare (nel prosieguo) tutte le argomentazioni addotte dal Tribunale di Udine (sulla scorta di un altro minoritario orienta- mento di merito) per giustificare la propria decisione. 9.Innanzitutto, dell’art. 12 della [OSCURATO:PERSONA] de L’Aja(nel testo inglese, «Where the trustee desires to register assets, movable or immovable, or documents of title to them, he shall be entitled, in so far as this is not prohibited by or inconsistent with the law of the State where registration is sought, to do so in his capacity as trustee or in such other way that the existence of the trust is disclosed.»;nel testo francese, «Le trustee qui dé- sire faire inscrire dans un registre un bien meuble ou immeuble, ou un titre s’y rapportant, sera habilité à requérir l’inscription en sa qualité de trustee ou de telle façon que l’existence du trust apparaisse, pour autant que ce ne soit pas interdit par la loi de l’Etat où l’inscription doit avoir lieu ou incom- patible avec cette loi.»; con traduzione –informale, ma diffusa –in italiano: «Il trustee che desidera registrare beni mobili o immobili o i titoli relativi a tali beni, sarà abilitato a richiedere l’iscrizione nella sua qualità di trustee o in qualsiasi altro modo che riveli l’esistenza del trust, a meno che ciò sia vietato dalla legge dello Stato nella quale la registrazione deve aver luogo ovvero incompatibile con essa.»), il giudice di merito dà una lettura distorta: infatti, se è vero che l’ordinamento italiano non prevede divieti di «registra- tion»o «inscription» (sono i vocaboli usati nel testo, redatto in inglese e in francese, della [OSCURATO:PERSONA]) tali da impedire un’adeguata pubblicità del trust, la citata norma non pretende affatto che la trascrizione degli acquisti sia eseguita a favore o contro il trust per rivelarne e renderne rilevante l’esistenza. Al contrario, la disposizione convenzionale si riferisce espressamente al trustee e impone agli Stati aderenti di consentire a questo –salvi divieti di legge –di dare adeguata pubblicità al vincolo di trust attraverso formalità pubblicitarie che rendano opponibile erga omnes sia la titolarità dei beni, sia la limitazione coessenziale alla loro finalizzazione. E, infatti, sin dal 2000, molto prima dell’introduzione dell’art. 2645-terc.c., le pronunce dei giudici italiani– salvo alcune limitate e non condivisibili eccezioni – hanno superato o rimosso i rifiuti o le riserve espressi dai Conservatori dei [OSCURATO:PERSONA]- biliari riguardo alla trascrizione di atti di trasferimento dal disponente al trustee o di acquisto effettuati dal trustee nella sua qualità, pure nell’ipotesi di trust autodichiarati, e hanno ammesso la pubblicità dei diritti del trustee anche nel libro fondiario nei territori dove trova applicazione l’ordinamento tavolare,ai sensi del r.d. n. 499 del 1929. 10. P er raggiungere la menzionata finalità pubblicitaria non è richie- sto dalla [OSCURATO:PERSONA] lo stravolgimento delle regole che presidiano la tra- scrizione e non occorre affatto attribuire la qualità di « soggetto » al ( e , quindi, “entificare” il ) trust , operazione ermeneutica che non trova alcun appiglio– né nei paesi in cui l ’ istituto ha avuto origine, né nell ’ ordinamento civile italiano– e che si risolve , oltretutto, in un ina ccetta bile travisamento delle sue intrinseche caratteristiche. 11. P uò dirsi acquisito anche dalla giurisprudenza italiana il principio per cui il trust non è un patrimonio “acefalo”, privo cioè di un soggetto titolare(l’assunto è pacifico nell’ordinamento inglese , in cui un’ autorevole dottrina esplicitamente riassume: « A trust is not a legal person, like an individual or a company, capable of owing property. For there to be a trust, property must be subject to a trust, so the property will be vested in a trustee or trustees (who may be individuals or companies) or in a nominee on behalf of the trust (though here the trustee’s rights against the nominee may be regarded as property held by the trustee)»). 12. Infatti, q uesta Corte è espressamente intervenuta più volte per ribadire che non esiste «il trust XXX in persona del trustee» (come se il trustee fosse il legale rappresentante di un ente dotato di una sua sogget- tività autonoma), ma, piuttosto, il «trustee del trust XXX, nella sua qualità»: − «Il trust non è un soggetto giuridico dotato di una propria personalità e il trustee è l’unico soggetto di riferimento: nei rapporti con i terzi inter- viene il trustee che non è il legale rappresentante del trust, ma colui che dispone del diritto; la responsabilità patrimoniale del trustee per atti e fatti compiuti nell’esercizio della propria funzione a seconda della legge regola- trice applicabile può essere personale e illimitata (salvo il diritto al rim- borso), come appunto accade nel [OSCURATO:PERSONA], ovvero con diritto dei terzi ad essere soddisfatti direttamente con il fondo in trust»(Cass., Sez. 2, Sen- tenza n. 28363 del 22/12/2011);− «Il trust non è un soggetto giuridico dotato di una propria personalità ed il trustee è l’unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi, non quale “legale rappresentante” di un soggetto (che non esiste), ma come soggetto che dispone del diritto. L’effetto proprio del trust validamente co- stituito è dunque quello non di dar vita ad un nuovo soggetto, ma unica- mente di istituire un patrimonio destinato al fine prestabilito» (Cass., Sez. 1, Sentenza n. 10105 del 09/05/2014); − «Il trust non è un ente dotato di personalità giuridica, ma un insieme di beni e rapporti destinati ad un fine determinato e formalmente intestati al trustee, che è l’unico soggetto di riferimento nei rapporti con i terzi non quale legale rappresentante, ma come colui che dispone del diritto. Ne con- segue che esso non è litisconsorte necessario, ad esempio, nel procedi- mento per la dichiarazione di fallimento della società che vi ha conferito l’intera sua azienda, comprensiva di crediti e di debiti, in quanto l ’ effetto proprio del trust non è quello di dare vita ad un nuovo soggetto di diritto, ma quello di istituire un patrimonio destinato ad un fine prestabilito.» (Cass., Sez. 1, Sentenza n. 3456 del 20/02/2015, Rv. 635535-01). 13. Giova precisare che è del tutto irrilevante, ai fini civilistici, l ’ in- dividuazione del trust come soggetto passivo di imposta da parte dell’art. 73, comma 1, lett. b), del d.P.R. n. 917 del 22/12/1986 (Testo unico delle imposte sui redditi), poiché la citata norma ha una valenza prettamente tributaria e,notoriamente, la disciplina fiscale non incide sulla struttura de- gli istituti giuridici. 14. Costituisce ovvio corollario delle considerazioni sinora svolte che le formalità pubblicitarie, rilevanti a fini civili, relative a un trust devono essere eseguite non già nei confronti di un inesistente “soggetto”denomi- nato trust, bensì del trustee(in tale qualità), a pena di nullità, ex artt. 2659 e 2665 c.c., della nota in ragione dell ’ assoluta indeterminatezza ( melius , inesistenza) del soggetto a cui la formalità si riferisce. 15. In secondo luogo, n ella nota presentata al Conservatore dei Re- gistri immobiliari (o, secondo l’attuale definizione, Direttore del Servizio di pubblicità immobiliare dell’Ufficio provinciale del territorio istituito presso l’Agenzia delle entrate) i soggetti a favore dei (e contro i) quali è presa la trascrizione sono indicati nel «quadro C», destinato, appunto, all’identifica- zione univoca dei «Soggetti». Non vale affermare – come fa il Tribunale di Udine – che l ’ indicazione del nominativo del trustee nel «quadro D» esclude l ’ indeterminatezza e, così, l’invalidità della formalità pubblicitaria: il predetto quadro (peraltro a compilazione facoltativa) è volto a specificare e chiarire le informazioni con- tenute nelle sezioni precedenti, non già a modificarle; inoltre, nessuna effi- cacia “sanante” può attribuirsi all ’ indicazione di un soggetto diverso, la quale, anzi, incrementa ulteriormente l’incertezza. 16. Ancora , i l richiamo – contenuto nella sentenza impugnata ( e in altri precedenti di merito)– alle modalità in uso per le trascrizioni inerenti a beni in fondi immobiliari è frutto di un’erronea analogia e, pertanto, è l’esito di un evidente paralogismo. Contrariamente a quanto sostenuto –e, cioè, che la trascrizione va ese- guita afavore del (o contro il) fondo, benché privo di soggettività giuridica – q uesta Corte ha più volte statuito che «I fondi comuni d ’ investimento (nella specie, fondi immobiliare chiusi), disciplinati nel d.lgs. n. 58 del 1998, e succ. mod., sono privi di un’autonoma soggettività giuridica ma costitui- scono patrimoni separati della società di gestione del risparmio; pertanto, in caso di acquisto nell’interesse del fondo, l’immobile acquistato deve es- sere intestato alla società promotrice o di gestione la quale ne ha la titolarità formale ed è legittimata ad agire in giudizio per far accertare i diritti di pertinenza del patrimonio separato in cui il fondo si sostanzia» (Cass., Sez. 1, Sentenza n. 16605 del 15/07/2010, Rv. 614460-01; Cass., Sez. 1, Sen- tenza n. 12062 del 08/05/2019, Rv. 653911-01). 17. Parimenti fuorviante è il riferimento alla trascrivibilità di un pi- gnoramento immobiliare a favore di un condominio che, secondo un tradi- zionale insegnamento, è un ente di gestione e non un soggetto giuridico: tale formalità è oggi prevista dall’art. 2659, comma 1, n. 1), ult. periodo, c.c., per espressa volontà del legislatore che –con l’art. 17, comma 1, della legge 11 dicembre 2012, n. 220 –ha modificato la norma; perciò, l’esplicita previsione normativa, mancante per il trust, esclude la comparabilità delle diverse fattispecie. 18. Da ultimo, si osserva che sono irrilevanti i ( presunti) vantaggi pratici indicati dal giudice di merito: da un lato, non è possibile modellare a piacimento l’istituto del trust per agevolare l’esecuzione delle formalità o per consentire un risparmio sul loro costo; dall’altro, il rigore formale a cui è improntato il sistema pubblicitario esclude che, “per maggiore comodità”, si possa operare una forzatura tale da consentire la trascrizione a favore di (o contro) un’entità che non è tecnicamente un soggetto di diritto. 19. Col terzo motivo del ricorso principale, formulato ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3, c.p.c., si deduce «violazione e/o falsa applica- zione degli artt. 555, 557 e 629 c.p.c.», per avere il Tribunale mancato di pronunciare la nullità del pignoramento derivante dall’invalidità della sua trascrizione, pronuncia già richiesta nel grado di merito attinente ad un vizio rilevabile ex officio. 20. La censura è inammissibile. Il thema decidendum dell ’ opposizione ex art. 617 c.p.c. è delimitato dalla contestazione fatta valere dall’opponente che, nel caso, ha censurato la declaratoria di invalidità della trascrizione da parte del giudice dell’ese- cuzione. Non sono state svolte contestazioni riguardo alla decisione, del mede- simo giudice, circa la perdurante validità della notifica del predetto atto e, dunque, la pretesa erroneità di tale statuizione esula da questo giudizio; né la rilevabilità d’ufficio di gravi invalidità del pignoramento (sul punto, la già citata Cass., Sez. 3, Sentenza n. 2043 del 27/01/2017) consente al giudice dell’opposizione esecutiva di sostituirsi al giudice dell’esecuzione. 21. Venendo al ricorso incidentale, [OSCURATO:PERSONA] censura la decisione impugnata, ai sensi dell’art. 360, comma 1, nn. 3 e 5, c.p.c., per «violazione e/o falsa applicazione degli artt. 81, 91, 102, 107, 111 c.p.c. e 2913 c.civ., nonché omesso esame di fatto decisivo oggetto di discussione ed omessa e/o incongrua motivazione», per avere il giudice di merito con- dannato lo stesso Sagliocca a rifondere le spese di lite a [OSCURATO:PERSONA] in ra- gione dell’affermata inutilità della sua chiamata in causa; col motivo si so- stiene che il Bidut era da considerare litisconsorte necessario in quanto ori- ginario destinatario del pignoramento, non essendo peraltro rilevante ed efficace nei confronti dei creditori la successione a titolo particolare di [OSCURATO:PERSONA]. 22. Il motivo è fondato nei termini di seguito esposti. Il trasferimento dei beni in trust da [OSCURATO:PERSONA], trustee al momento del pignoramento, al nuovo trustee [OSCURATO:PERSONA] non ha determinato una suc- cessione a titolo universale nei rapporti compresi nel trust: infatti, all’odierna ricorrente sono state trasferite –nel corso del processo esecutivo –le posizioni giuridiche in trust (e, nello specifico, il bene pignorato) e in alcun modo il precedente trustee si è “estinto”. [OSCURATO:PERSONA] condivide l’opinione dottrinale secondo cui «la successione del trustee integra una forma di successione nella proprietà dei beni costituenti il fondo in trust a titolo derivativo e particolare e non, come invece si sa- rebbe portati a pensare, a titolo universale». Pertanto, l’intervento nella procedura esecutiva della Taddei – che, ex art. 12 della [OSCURATO:PERSONA] de L’Aja, ha la capacità di agire ed essere conve- nuta in giudizio e di comparire nella sua qualità di trustee (e, anzi, l’inter- vento in una controversia che ha ad oggetto la difesa dei beni in trust co- stituisce un suo preciso dovere) –rientra nell’ipotesi normativa dell’art. 111 c.p.c., disposizione che, tuttavia, non determina l’estromissione dall’espro- priazione forzata dell’originario trustee. Quest’ultimo, in quanto parte del processo esecutivo, è litisconsorte ne- cessario nell’opposizione ex art. 617 c.p.c., di talché la sua chiamata in causa non era affatto inutile –come ha invece statuito il giudice di merito –ma, anzi, doverosa. È, dunque, infondato il ricorso incidentale nella parte in cui si afferma l’irrilevanza della successione a titolo particolare di [OSCURATO:PERSONA] (nuovo trustee), ma è fondata la censura che determina il venir meno del presup- posto sul quale si basa la condanna di [OSCURATO:PERSONA] a rifondere le spese a [OSCURATO:PERSONA]. 23. In conclusione, in accoglimento del secondo motivo del ricorso principale e del ricorso incidentale, la sentenza impugnata dev’essere cas- sata. 24. N on essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto, la causa può essere decisa nel meritoai sensi dell’art. 384 c.p.c.: l’opposizione ex art. 617 c.p.c. proposta da [OSCURATO:PERSONA] avverso il provvedimento del giudice dell’esecuzione del Tribunale di Udine del 26/2/2020, col quale veniva di- chiarata la nullità della trascrizione del pignoramento immobiliare, va re- spinta. 25. La novità (quantomeno negli esatti termini) di alcune delle que- stioni qui esaminate– e rivelatesi dirimenti – giustifica la compe