CassazionesentenzaSezione 5Decisione del 7 luglio 2022
Cassazione n. 36224/2022
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Brescia, avverso la sentenza del Giudice di pace di Brescia emessa in data 14/09/2021 nei confronti di [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] ; visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso; udita la relazione svolta dal Consi gliere dott.ssa [OSCURATO:PERSONA] ; lette le conclusioni del Pubblico Ministero, in persona del [OSCURATO:PERSONA] d'Aquino, che, ai sensi degli artt. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020, convertito dalla legge n. 176 del 2020 e 16 d.l. 228 del 2021, ha chiesto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata con trasmissione degli atti al pubblico ministero competente.[OSCURATO:PERSONA] 1.Con la sentenza impugnata il Giudice di pace di Brescia dichiarava non doversi procedere per remissione di querela nei confronti di [OSCURATO:PERSONA], in relazione al reato di cui all'art. 582 cod. pen., a lui ascritto. 2. Il Procuratore generale presso la Corte di Appello dì Venezia ricorre, deducendo un unico motivo, di seguito enunciato nei limiti di cui all'art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.: 2.1 violazione di legge, in riferimento agli artt. 4, comma 1, lett. a) e 6 d. Igs. 28/08/2000, n. 274, 21, comma 1, e 152, comma 1, cod. proc, pen., ai sensi dell'art. 606 lett. b) cod. proc. pen., in quanto la fattispecie contestata rientrava in quella di lesioni aggravate ai sensi dell'art. 583, n. 2, cod. pen., posto che l'avulsione dentale contestata è idonea ad integrare l'indicata circostanza aggravante; tale circostanza, peraltro, risulta pacificamente contestata in fatto, oltre che evincibile dalla querela della persona offesa e dal certificato medico, con la conseguenza che il reato è perseguibile a querela e rientra nella competenza del Tribunale. [OSCURATO:PERSONA] Il ricorso del Procuratore generale è fondato e va, quindi, accolto. Come risulta incontestabilmente dalla formulazione del capo di imputazione, il reato di lesioni contestato all'imputato è sicuramente aggravato, circostanza pacificamente enucleabile dal fatto che la condotta descritta aveva cagionato un'avulsione dentale, con prognosi di giorni dieci. Nel caso in esame, quindi, va ravvisata la fattispecie di cui all'art. 583, comma primo, n. 2 cod. pen., in quanto l'avulsione anche di un solo dente si ripercuote senza alcun dubbio sulla naturale funzionalità dell'organo, indipendentemente dalla possibile applicazione di una protesi dentaria (Sez. 2, n. 32586 del 03/06/2010, [OSCURATO:PERSONA], Rv. 247979; Sez. 5, n. 4177 del 07/10/2014, dep. 28/01/2015, Narcisi, Rv. 262845; Sez. 5, n.27986 del 05/02/2013, M., Rv. 256357). Ne discende, pertanto, l'annullamento della sentenza senza rinvio con trasmissione degli atti al pubblico ministero presso il Tribunale di Brescia per l'ulteriore corso. P.Q.M. Annulla senza rinvio la sentenza impugnata disponendosi la trasmissione degli atti al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Brescia per l'ulteriore corso. Così deciso in Roma, il 07/07/2022 Il Consigliere estens