CassazionesentenzaSezione 2Decisione del 26 maggio 2023
Cassazione n. 29560/2023
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
a seguente ORDINANZA Sul ricorso proposto da [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] ( VR) il [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza della Corte d'appello di Venezia in data 30/9/2022 visti gli atti, il provvedimento impugnato ed il ricorso; udita la relazione svolta dal consigliere [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA] ricorre avverso la sentenza della Corte d'appello di Venezia in data 30/12/2022 con la quale, in accoglimento del concordato in appello, ex art. 599 bis c.p.p., dichiarata la prescrizione di alcuni reati di truffa (proc. 798/2020), ad eccezione di quelli consumati in danno di Gabaglio, Vodini, Liberato, Guerra e Bosi (non prescritti), ritenuta la continuazione con altri episodi di truffa già giudicati in altri procedimenti ( proc. nn. 1337/2019; 2368/2019; 798/2020 ; 2055/2021), ritenuto più grave il delitto di cui al capo B) del proc. n. 2368/2019, RG. APP. Venezia, è stata rideterminata la pena a lui inflitta dal Tribunale di Verona con sentenza dell' [OSCURATO:DATA_NASCITA].Deduce il vizio di mancanza o manifesta illogicità della motivazione (art. 606 lett. e) c.p.p. in relazione all'art. 129 c.p.p.) non avendo il giudice di appello motivato in ordine alla responsabilità penale dell'imputato. Il ricorso è inammissibile. In seguito alla reintroduzione del c.d. patteggiamento in appello deve ritenersi nuovamente applicabile il principio - elaborato dalla giurisprudenza di legittimità nel vigore del similare istituto previsto dell'art. 599, comma 4, cod. proc. pen. e successivamente abrogato dal decreto legge n. 92 del 2008 - secondo cui il giudice d'appello, nell'accogliere la richiesta di pena concordata, a causa dell'effetto devolutivo, una volta che l'imputato abbia rinunciato ai motivi d'impugnazione, limita la sua cognizione ai motivi non rinunciati determinando, invero, la rinuncia ai motivi una preclusione processuale che impedisce al giudice di prendere cognizione di quanto deve ormai ritenersi non essergli devoluto (non solo in punto di affermazione di responsabilità). Ne consegue che è inammissibile il ricorso per cassazione relativo a questioni, anche rilevabili d'ufficio, alle quali l'interessato abbia rinunciato in funzione dell'accordo sulla pena in appello, in quanto il potere dispositivo riconosciuto alla parte, oggi dall'art. 599-bis cod. proc. pen., non solo limita la cognizione del giudice di secondo grado, ma ha effetti preclusivi sull'intero svolgimento processuale, ivi compreso il giudizio di legittimità, analogamente a quanto avviene nella rinuncia all'impugnazione (Sez. 4, n. 53565 del 27/09/2017, Ferro, Rv. 271258; Sez. 5, n. 29243 del 04/06/2018, Casero,Rv. 273194). Nel caso in esame, la rinuncia ai motivi di appello concernenti l'an della responsabilità penale ha determinato una preclusione processuale, e la conseguente inammissibilità del ricorso per cassazione avente ad oggetto il relativo punto. Rilevato quindi che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, che tale causa di inammissibilità va dichiarata senza formalità di procedura, ai sensi dell'art. 610 comma 5-bis cod. proc. pen., ne consegue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P. Q. M. dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende . Così deciso in Roma, 26/5/2023 Il consigli