Corte di giustizia UEsentenza
Corte di giustizia UE/1987
ECLI:EU:C:1987:142
Testo integrale del provvedimento
Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
EUR-Lex - 61985C0061 - IT
Avviso legale importante
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61985C0061
Conclusioni dell'avvocato generale Mancini del 18 marzo 1987. - [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. - DIPENDENTE - [OSCURATO:PERSONA]'[OSCURATO:PERSONA]. - CAUSA 61/85.
raccolta della giurisprudenza 1987 pagina 02853
Conclusioni dell avvocato generale
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[OSCURATO:PERSONA] Presidente,
signori Giudici,
1 . Il ricorso 7 marzo 1985 con cui è stata introdotta la presente causa ha per oggetto l' indennità di dislocazione che la sig.ra [OSCURATO:PERSONA] von [OSCURATO:PERSONA] von der Ley in [OSCURATO:PERSONA], traduttrice presso la [OSCURATO:PERSONA] delle Comunità europee, reclama dall' amministrazione comunitaria .
Com' è noto, tale indennità è prevista dall' articolo 69 dello statuto del personale e il suo pagamento è subordinato alle condizioni stabilite dall' articolo 4, n . 1, lett . a ), allegato VII . Secondo questa norma, essa compete al funzionario che non abbia : a ) mai avuto la nazionalità dello Stato sul cui territorio è situata la sede di servizio; b ) abitualmente abitato o svolto la sua attività professionale principale sul territorio europeo di detto Stato per il periodo di cinque anni che scade sei mesi prima della sua entrata in servizio .
2 . La signora von [OSCURATO:PERSONA] von der Ley è ed è sempre stata cittadina tedesca . Nata nel marzo 1956 da padre tedesco e da madre lussemburghese a Monaco di Baviera, abitò in tale città fino all' età di 9 anni quando i genitori divorziarono . A seguito di questo evento si trasferì con la madre nel Granducato ove visse, completandovi gli studi secondari, fino al luglio del 1975 .
Dal settembre 1975 al luglio 1980, la ricorrente seguì un corso di traduttrice ed interprete ad Innsbruck, in Austria; nel settembre del 1980 si sposò con un cittadino lussemburghese e dallo stesso mese al febbraio 1981 impartì lezioni in una scuola elementare di Lussemburgo . Qui si iscrisse anche all' albo dei consulenti giudiziari ( novembre 1980 ) ed espletò poi presso la [OSCURATO:PERSONA] funzioni di traduttrice, dapprima in qualità di "stagiaire" e quindi di esperta "free-lance", fino alla definitiva assunzione che ebbe luogo il 16 aprile 1984 .
Entrata in servizio e non essendosi vista attribuire l' indennità controversa, la von der Ley richiese, in data 31 agosto 1984, che il beneficio le fosse riconosciuto . [OSCURATO:PERSONA] il silenzio-rifiuto oppostole dall' amministrazione essa propose un reclamo il 7 novembre dello stesso anno . [OSCURATO:PERSONA] lo respinse con una decisione del successivo 13 dicembre . Da qui il ricorso ricordato all' inizio con cui vi si chiede, tra l' altro, di annullare il detto provvedimento .
3 . Sui fatti di causa non esistono divergenze tra le parti ed è pacifico che la ricorrente soddisfa la prima delle due condizioni poste dallo statuto per la concessione dell' indennità . La controversia riguarda dunque la sussistenza della seconda condizione . Si tratta in altri termini di stabilire se la von der Ley abbia "abitualmente abitato o svolto la sua attività professionale principale" entro i confini del Granducato nel corso del quinquennio "che scade sei mesi prima della (...) entrata in servizio" e perciò nel periodo che va dal 16 novembre 1978 al 16 novembre 1983 .
Al riguardo la ricorrente osserva anzitutto che in Lussemburgo si trasferì solo per il divorzio dei genitori e per il suo conseguente affidamento alla madre . Raggiunta la maggiore età, il centro dei suoi interessi divenne e rimase per sempre Monaco di Baviera dove risiedono il padre e il nonno novantenne . Lo provano il fatto che a Monaco essa è proprietaria di un appartamento acquistato nel febbraio 1979 e il certificato di residenza rilasciatole dalle locali autorità .
Per quanto riguarda gli studi superiori, la sua decisione di compierli a Innsbruck sarebbe stata motivata dalla relativa vicinanza di tale centro a Monaco e quindi dall' intenzione di mantenere in quest' ultima città la propria residenza abituale . Né il matrimonio da essa contratto con un cittadino lussemburghese costituirebbe un indizio in senso contrario : la coppia, infatti, conservò la propria dimora coniugale nel capoluogo bavarese .
Privi di rilievo sarebbero altresì i periodi di lavoro svolti nel Granducato . Invero, le poche lezioni di supplenza a cui si ridusse l' insegnamento impartito dalla von der Ley le furono assegnate - tra l' altro illegalmente per la sua condizione di straniera - grazie alle relazioni della madre e non possono certo considerarsi "attività professionale principale ". L' irrilevanza del lavoro che essa svolse presso la [OSCURATO:PERSONA] come "stagiaire" e traduttrice "free-lance" risulta poi da due circostanze : da un lato e per quanto riguarda lo "stage", l' articolo 4, secondo trattino, ultima parte della lett . a ), esclude che si possa tener conto del servizio prestato a favore di un' organizzazione internazionale, come ai nostri fini deve ritenersi la Comunità; dall' altro, il contratto "free-lance" prevedeva che le sue prestazioni fossero eseguite prevalentemente a domicilio .
In udienza la ricorrente ha sostenuto che l' eccezione prevista dal suddetto articolo 4, secondo trattino, ultima parte della lett . a ), opererebbe anche per il periodo nel quale essa svolse attività di traduttrice "free-lance ". Il mezzo è ovviamente nuovo e dunque inammissibile ai sensi dell' articolo 42 del regolamento di procedura .
4 . Il ricorso non è fondato . Premetto che, come la Corte ha più volte statuito, l' indennità di dislocazione mira a "compensare gli oneri e gli svantaggi (...) derivanti dall' entrata in servizio presso la Comunità per i funzionari che sono per questo fatto obbligati a cambiare residenza" ( sentenze 20 febbraio 1975, causa 21/74, Airola / [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] . 1975, pag . 221, punto 8 della motivazione; 16 ottobre 1980, causa 147/79, Hochstrass / Corte di giustizia, [OSCURATO:PERSONA] . 1980, pag . 3005, punto 12 della motivazione; 13 novembre 1986, causa 330/85, Richter / [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] . pag . 3439, in particolare pag . 3445, punto 6 della motivazione ). Il principio così formulato è limpido e si attaglia pienamente al caso su cui siete chiamati a pronunciarvi .
La ricorrente - ho detto - è nata da madre lussemburghese e ha vissuto nel Granducato dai nove anni alla maggiore età, quando si recò ad Innsbruck per compiere i suoi studi di lingue; successivamente ha trascorso lunghi e frequenti periodi in Lussemburgo, sia per star vicino alla madre, sia - e soprattutto - per lavorare . Le sole attività lavorative che essa abbia svolto prima di venire definitivamente assunta dalla [OSCURATO:PERSONA] hanno infatti avuto luogo in tale Stato .
In particolare, non va dimenticato che la norma dello statuto impone di fare riferimento al quinquennio che va dal 16 novembre 1978 al 16 novembre 1983 . Ora, di tale periodo la ricorrente ha trascorso ad Innsbruck circa un terzo : una frazione limitata, dunque, e per di più intesa a perseguire un obiettivo - gli studi di interpretariato e di traduzione - che, com' è noto, non determina fratture nei rapporti e negli interessi della persona; non scioglie cioè la rete di vincoli in cui prende corpo il concetto di "abitazione abituale" nel territorio di un certo paese .
Quanto agli altri due terzi del periodo in esame, sappiamo che la von der Ley ha insegnato per circa sei mesi in una scuola di Lussemburgo; né ai nostri fini interessa verificare se il relativo incarico le fu conferito legittimamente o se il numero delle lezioni che essa tenne fu davvero esiguo . Inoltre, nel novembre 1980, la ricorrente ha chiesto ed ottenuto l' iscrizione all' albo dei consulenti giudiziari lussemburghesi, così acquistando un titolo che comporta l' obbligo di essere reperibile e disponibile nel territorio del Granducato . Dalla seconda metà del 1981 all' aprile 1984 essa è poi stata esperta "free-lance" presso la [OSCURATO:PERSONA] . E' vero che questo lavoro poteva essere prestato a domicilio; ma del pari indiscutibile è che la sua esecuzione imponeva alla ricorrente di fare comunque e continuamente riferimento a Lussemburgo .
Conviene a questo punto ricordare che una recente pronuncia della seconda sezione ( causa 330/85, Richter / [OSCURATO:PERSONA], citata ) ha avuto per oggetto una fattispecie in cui si controverteva sull' applicabilità dell' articolo 4, n . 1, lett . b ), ma sotto molti aspetti simile alla nostra . Anche il Richter aveva lavorato presso la [OSCURATO:PERSONA] sia come "stagiaire", sia come traduttore "free-lance" e anch' egli si era allontanato dal Granducato per ragioni di studio; ebbene, voi escludeste che tali circostanze potessero essere da lui invocate a prova di un' interruzione dei suoi legami sociali e professionali col Lussemburgo e pertanto a sostegno del suo diritto di ottenere l' indennità .
In conclusione, è certo che dal settembre 1980 - e cioè dall' inizio del primo impiego - la von der Ley ha "abitato abitualmente" nel Lussemburgo e che in tale paese ha esercitato la sua "attività professionale principale" volta a volta in veste di insegnante, di consulente giudiziario e di esperta "free-lance ". Anzi, non avendo la ricorrente eseguito alcun altro lavoro fuori dal Granducato, può ben dirsi che in Lussemburgo essa ha svolto tutta l' attività professionale a cui si sia dedicata fino all' aprile 1984 .
5 . Ho già rilevato che la ricorrente cerca di corroborare la sua tesi con due osservazioni di segno positivo : l' appartamento di cui è proprietaria a Monaco e il certificato di residenza che ottenne da quel municipio . Dico subito che il secondo elemento ha un rilievo scarso, se non nullo . Checché ci abbia detto oggi la difesa della ricorrente, è infatti noto che la Aufenthaltsbescheinigung si limita a riprodurre i dati dei registri anagrafici e, salvo casi eccezionali, non comporta alcun controllo sulla loro veridicità .
Fragile, tuttavia, è anche il primo argomento . Essere proprietari di un immobile non implica affatto risiedere nel luogo in cui quest' ultimo è sito, specie se ad averne la disponibilità in forma di usufrutto sia un terzo ( nel nostro caso, il nonno della ricorrente ). Si aggiunga che, come risulta dallo stesso ricorso, i coniugi [OSCURATO:PERSONA] von der Ley locarono un appartamento nella capitale del Granducato e ne fornirono l' indirizzo alla [OSCURATO:PERSONA] quando la moglie fu assunta in servizio . E' evidente che di tale locazione la coppia non avrebbe avuto bisogno - si tenga conto che a Lussemburgo la madre della von der Ley possiede una casa - se non avesse dovuto far fronte all' esigenza, imperativa e continuativa, di abitare in tale città .
6 . Alla luce delle considerazioni che precedono vi suggerisco di respingere il ricorso che la sig.ra [OSCURATO:PERSONA] von der Ley ha proposto contro la [OSCURATO:PERSONA] delle Comunità europee e di compensare fra le parti le spese di giudizio a termini dell' articolo 70 del regolamento di procedura .