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CassazionesentenzaSezione 3Decisione del 4 novembre 2019

Cassazione n. 27008/2024

Testo disponibile della fonte

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CC ha pronunciato la seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n.5618/2020 R.G. proposto da : [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliato in ROMA alla via di [OSCURATO:PERSONA] n. 6, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) rappresentato e difeso dagli avvocati DELL'[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]), [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]), con domicilio digitale come in atti -ricorrente – contro [OSCURATO:PERSONA], domiciliata p e r leg g e in ROMA, alla piazza CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difes a dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]), con domicilio digitale come in atti -controricorrente - avverso la SENTENZA d ella CORTE d 'APPELLO LECCE n. 1202/2019 depositata il04/11/2019.

R.g. n. 5618 del 2020; Ad. 10/06/2024; estensore: C. [OSCURATO:PERSONA] la relazione svolta,nella camera di consiglio del 10/06/2024 , dal Consigliere relatore [OSCURATO:PERSONA], . [OSCURATO:PERSONA] Nel corso di una causa per la separazione giudiziale tra i coniugi [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], il primo conveniva in giudizio la moglie per: sentire accerta ta l’ efficacia e validità ad una missiva inviata via fax tramite i rispettivi avvocati, nella quale egli chiedeva fosse riconosciuto che per le sessantatré ( 63 ) rate di mutuo scadute dal 2005 al 2010 pagate dal conto cointestato (alimentato dai suoi soli stipendi), nonché accertarsi che la Ca ssar si era arricchita senza giusta causa e, per l’effetto, fosse condannata al pagamento risultante dagli estratti conto bancari e i n via subordinata, che fosse accertato e dichiarato che l’acconto di cinquantamila euro (€ 50.000 ,00) versato nel preliminare di vendita per l’acquisto della casa coniugale di Monteroni di Lecce fosse riconosciuto come sborsato da una liquidazione anticipata del suo trattamento di fine rapporto, e che quindi la Cassar fosse condannata alla restituzione di tale somma.

Il Tribunale di Lecce, istruita la causa , con sentenza non definitiva, rigettava tutte le domandedi cui ai nn. 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7 dell’atto di citazione e rimetteva la causa in istruttoria per la domanda volta ad ottenere la metà del valore locativo dell’abitazione acquistata in Monteroni di Lecce.

In particolare, il Tribunale motivava il rigetto, della domanda del Nocco di indennizzo per la correlativa diminuzione patrimoniale ai sensi dell’art. 2041 cod. c iv , affermando che il Nocco avrebbe dovuto esperire l’azione dell’art. 2033 cod. c iv ., di indebito oggettivo,e non quella prevista dall’art. 2041 cod. civ.

A seguito dell’appello del Nocco, la Corte di appello di Lecce, nel ricostituito contraddittorio con [OSCURATO:PERSONA], con sentenza n. 12020 del 4/11/2019,ha confermato la sentenza non definitiva d el Tribunale della stessa sede.

R.g. n. 5618 del 2020; Ad. 10/06/2024; estensore: C. [OSCURATO:PERSONA] la sentenza della Corte territoriale propone ricorso per cassazione [OSCURATO:PERSONA], con atto affidato a un unico motivo.

Risponde con controricorso [OSCURATO:PERSONA].

Il Procuratore Generale non ha presentato conclusioni.

Il ricorso è stato trattato all’adunanza camerale del 10/06/2024, alla quale èstato trattenuto per la decisione. [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA] impugnala sentenza della Corte territoriale con un unico motivo, per violazione e (o) falsa applicazione , ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3 cod. proc. civ., degli artt. 2041, 2042 e 2033 cod. civ. per avere la Corte territoriale ritenuto che nella fattispecie non potesse essere utilmente esperita l’azione ai sensi dell’art. 2041 cod. civ., in quanto il mutuo doveva essere rimborsato, ma lo fu con denaro proveniente dal solo Nocco e non anche della Cassar, che invece era la debitrice, almeno in senso formale, cosicché veniva effettuato un pagamento dovuto (alla banca mutuante) ma da parte di un soggetto che non vi era obbligato (il Nocco) con conseguente arricchimento privo di causa della Cassar.

Il motivo è fondato.

La Corte d’appello di Lecce ha escluso la proponibilità da parte di [OSCURATO:PERSONA] dell’azione generale di arricchimento senza causa, di cui all’art. 2041 cod. civ. sulla base dell’assunto che lo stesso avrebbe potuto esperire l’azione di indebito oggettivo ai sensi dell’art. 2033 cod. civ., poiché l’azione di arricchimento senza causa secondo la motivazione della Corte territoriale, « non è legittimamente esperibile qualora il danneggiato abbia la facoltà di esercitare un’altra azione tipica nei confronti dell’arricchito onde evitare il pregiudizio economico paventato». [OSCURATO:PERSONA] ritiene l’affermazione della Corte territoriale errata in quanto la residualità dell’azione di arricchimento senza causa deve essere valutata a lla stregua della più recente giurisprudenza di questa Corte in argomento Sez U n. 33954 del 05/12/2023 ( Rv.

R.g. n. 5618 del 2020; Ad. 10/06/2024; estensore: C. Valle 669447 - 01) secondo la quale « la domanda di ingiustificato arricchimento (avanzata autonomamente ovvero in via subordinata rispetto ad altra domanda principale) è proponibile ove la diversa azione - sia essa fondata sul contratto ovvero su una specifica disposizione di legge ovvero ancora su clausola generale - si riveli carente ab origine del titolo giustificativo, restando viceversa preclusa ove quest'ultima sia rigettata per prescrizione o decadenza del diritto azionato o per carenza di prova del pregiudizio subito o per nullità derivante dall'illiceità del titolo contrattuale per contrasto con norme imperative o con l'ordine pubblico».

Nella specie la Corte territoriale ha escluso la residualità dell’azione di cui all’art. 2041 cod. civ., così non ritenendola proponibile, ritenendo che era esperibile, d a parte del Nocco, un’azione tipica, di indebito oggettivo, ai sensi dell’art. 2033 cod. civ., senza accertare che l’azione di indebito fosse stata ritenuta infondata per le dette ragioni individuate da ultimo dalle Sezioni Unite (per intervenuta decadenza o prescrizione, per carenza di prova o, infine, per nullità radicale del titolo per contrarietà a norme imperative o all’ordine pubblico).

Sul punto, e con riferimento alla fattispecie concreta in esame occorre osservare che non risulta, dalla sentenza impugnata, che sia rimasta priva di prova la circostanza dell’avvenuto esborso di denaro, proveniente dagli stipendi e dal trattamento di fine rapporto, da parte del Nocco per provvedere al rimborso del mutuo contratto per l’acquisito, in capo alla Cassar, della villadi Monteroni di Lecce.

Ritiene, quindi, il Collegio che , non potendo il Nocco esperire l’azione di indebito oggettivo, di cui all’art. 2033 cod. civ. , in quantocomunque il pagamento delle rate di mutuo era dovuto alla banca mutuante e dunque ricorrendo un’ipotesi di esclusione originaria dell’esperibilità di un’azione tipica, l’unica azione esperibile dall’odierno ricorrente per recuperare in parte quanto R.g. n. 5618 del 2020; Ad. 10/06/2024; estensore: C. Valle sborsato mediante il pagamento delle dette rate, è l’azione di cui all’art. 2041 cod. civ.

A tanto consegue la fondatezza del ricorso, in accoglimento dell’unico motivoproposto.

La sentenza impugnata è, pertanto, errata in diritto e deve essere cassata.

La causa, in quanto sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, in ordine all’ammontare dell’eventuale indennizzo e in ogni caso preclusi in questa sede di legittimità, deve essere rinviata alla Corte di appello di Lecce, che in diversa composizione, si atterrà a quanto in questa sede statuito e alla quale è demandato di provvedere anche sulle spese di questo giudizio di legittimità.

P.Q.M.

La Corte accoglie il ricorso; rinvia la causa alla Corte di appello di Lecce in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Così

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
CC ha pronunciato la seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n.5618/2020 R.G. proposto da : [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliato in ROMA alla via di [OSCURATO:PERSONA] n. 6, presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) rappresentato e difeso dagli avvocati DELL'[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]), [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]), con domicilio digitale come in atti -ricorrente – contro [OSCURATO:PERSONA], domiciliata p e r leg g e in ROMA, alla piazza CAVOUR presso la CANCELLERIA della CORTE di CASSAZIONE, rappresentata e difes a dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]), con domicilio digitale come in atti -controricorrente - avverso la SENTENZA d ella CORTE d 'APPELLO LECCE n. 1202/2019 depositata il04/11/2019. R.g. n. 5618 del 2020; Ad. 10/06/2024; estensore: C. [OSCURATO:PERSONA] la relazione svolta,nella camera di consiglio del 10/06/2024 , dal Consigliere relatore [OSCURATO:PERSONA], . [OSCURATO:PERSONA] Nel corso di una causa per la separazione giudiziale tra i coniugi [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], il primo conveniva in giudizio la moglie per: sentire accerta ta l’ efficacia e validità ad una missiva inviata via fax tramite i rispettivi avvocati, nella quale egli chiedeva fosse riconosciuto che per le sessantatré ( 63 ) rate di mutuo scadute dal 2005 al 2010 pagate dal conto cointestato (alimentato dai suoi soli stipendi), nonché accertarsi che la Ca ssar si era arricchita senza giusta causa e, per l’effetto, fosse condannata al pagamento risultante dagli estratti conto bancari e i n via subordinata, che fosse accertato e dichiarato che l’acconto di cinquantamila euro (€ 50.000 ,00) versato nel preliminare di vendita per l’acquisto della casa coniugale di Monteroni di Lecce fosse riconosciuto come sborsato da una liquidazione anticipata del suo trattamento di fine rapporto, e che quindi la Cassar fosse condannata alla restituzione di tale somma. Il Tribunale di Lecce, istruita la causa , con sentenza non definitiva, rigettava tutte le domandedi cui ai nn. 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 7 dell’atto di citazione e rimetteva la causa in istruttoria per la domanda volta ad ottenere la metà del valore locativo dell’abitazione acquistata in Monteroni di Lecce. In particolare, il Tribunale motivava il rigetto, della domanda del Nocco di indennizzo per la correlativa diminuzione patrimoniale ai sensi dell’art. 2041 cod. c iv , affermando che il Nocco avrebbe dovuto esperire l’azione dell’art. 2033 cod. c iv ., di indebito oggettivo,e non quella prevista dall’art. 2041 cod. civ. A seguito dell’appello del Nocco, la Corte di appello di Lecce, nel ricostituito contraddittorio con [OSCURATO:PERSONA], con sentenza n. 12020 del 4/11/2019,ha confermato la sentenza non definitiva d el Tribunale della stessa sede. R.g. n. 5618 del 2020; Ad. 10/06/2024; estensore: C. [OSCURATO:PERSONA] la sentenza della Corte territoriale propone ricorso per cassazione [OSCURATO:PERSONA], con atto affidato a un unico motivo. Risponde con controricorso [OSCURATO:PERSONA]. Il Procuratore Generale non ha presentato conclusioni. Il ricorso è stato trattato all’adunanza camerale del 10/06/2024, alla quale èstato trattenuto per la decisione. [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA] impugnala sentenza della Corte territoriale con un unico motivo, per violazione e (o) falsa applicazione , ai sensi dell’art. 360, comma 1, n. 3 cod. proc. civ., degli artt. 2041, 2042 e 2033 cod. civ. per avere la Corte territoriale ritenuto che nella fattispecie non potesse essere utilmente esperita l’azione ai sensi dell’art. 2041 cod. civ., in quanto il mutuo doveva essere rimborsato, ma lo fu con denaro proveniente dal solo Nocco e non anche della Cassar, che invece era la debitrice, almeno in senso formale, cosicché veniva effettuato un pagamento dovuto (alla banca mutuante) ma da parte di un soggetto che non vi era obbligato (il Nocco) con conseguente arricchimento privo di causa della Cassar. Il motivo è fondato. La Corte d’appello di Lecce ha escluso la proponibilità da parte di [OSCURATO:PERSONA] dell’azione generale di arricchimento senza causa, di cui all’art. 2041 cod. civ. sulla base dell’assunto che lo stesso avrebbe potuto esperire l’azione di indebito oggettivo ai sensi dell’art. 2033 cod. civ., poiché l’azione di arricchimento senza causa secondo la motivazione della Corte territoriale, « non è legittimamente esperibile qualora il danneggiato abbia la facoltà di esercitare un’altra azione tipica nei confronti dell’arricchito onde evitare il pregiudizio economico paventato». [OSCURATO:PERSONA] ritiene l’affermazione della Corte territoriale errata in quanto la residualità dell’azione di arricchimento senza causa deve essere valutata a lla stregua della più recente giurisprudenza di questa Corte in argomento Sez U n. 33954 del 05/12/2023 ( Rv. R.g. n. 5618 del 2020; Ad. 10/06/2024; estensore: C. Valle 669447 - 01) secondo la quale « la domanda di ingiustificato arricchimento (avanzata autonomamente ovvero in via subordinata rispetto ad altra domanda principale) è proponibile ove la diversa azione - sia essa fondata sul contratto ovvero su una specifica disposizione di legge ovvero ancora su clausola generale - si riveli carente ab origine del titolo giustificativo, restando viceversa preclusa ove quest'ultima sia rigettata per prescrizione o decadenza del diritto azionato o per carenza di prova del pregiudizio subito o per nullità derivante dall'illiceità del titolo contrattuale per contrasto con norme imperative o con l'ordine pubblico». Nella specie la Corte territoriale ha escluso la residualità dell’azione di cui all’art. 2041 cod. civ., così non ritenendola proponibile, ritenendo che era esperibile, d a parte del Nocco, un’azione tipica, di indebito oggettivo, ai sensi dell’art. 2033 cod. civ., senza accertare che l’azione di indebito fosse stata ritenuta infondata per le dette ragioni individuate da ultimo dalle Sezioni Unite (per intervenuta decadenza o prescrizione, per carenza di prova o, infine, per nullità radicale del titolo per contrarietà a norme imperative o all’ordine pubblico). Sul punto, e con riferimento alla fattispecie concreta in esame occorre osservare che non risulta, dalla sentenza impugnata, che sia rimasta priva di prova la circostanza dell’avvenuto esborso di denaro, proveniente dagli stipendi e dal trattamento di fine rapporto, da parte del Nocco per provvedere al rimborso del mutuo contratto per l’acquisito, in capo alla Cassar, della villadi Monteroni di Lecce. Ritiene, quindi, il Collegio che , non potendo il Nocco esperire l’azione di indebito oggettivo, di cui all’art. 2033 cod. civ. , in quantocomunque il pagamento delle rate di mutuo era dovuto alla banca mutuante e dunque ricorrendo un’ipotesi di esclusione originaria dell’esperibilità di un’azione tipica, l’unica azione esperibile dall’odierno ricorrente per recuperare in parte quanto R.g. n. 5618 del 2020; Ad. 10/06/2024; estensore: C. Valle sborsato mediante il pagamento delle dette rate, è l’azione di cui all’art. 2041 cod. civ. A tanto consegue la fondatezza del ricorso, in accoglimento dell’unico motivoproposto. La sentenza impugnata è, pertanto, errata in diritto e deve essere cassata. La causa, in quanto sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, in ordine all’ammontare dell’eventuale indennizzo e in ogni caso preclusi in questa sede di legittimità, deve essere rinviata alla Corte di appello di Lecce, che in diversa composizione, si atterrà a quanto in questa sede statuito e alla quale è demandato di provvedere anche sulle spese di questo giudizio di legittimità. P.Q.M. La Corte accoglie il ricorso; rinvia la causa alla Corte di appello di Lecce in diversa composizione, cui demanda di provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità. Così
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