CassazionesentenzaSezione 5
Cassazione n. 24685/2025
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
INANZA sul ricorso iscritto al n. 8299/2017R.G. proposto da: AGENZIA DELLE ENTRATE, in persona del Direttore pro tempore, domiciliata in Roma alla via dei Portoghesi n. 12, presso l’Avvocatura Generale dello Stato che la rappresenta e difende; –ricorrente e controricorrente incidentale– contro [OSCURATO:PERSONA] , rappresentat o e difes o dall'avvocato [OSCURATO:PERSONA], in forza di procura speciale in calce al controricorso , elettivamente domiciliato in Roma al la via Confalonieri n. 5 presso l'avvocato [OSCURATO:PERSONA]; –controricorrente e ricorrente incidentale - avverso la sentenza della C ommissione tributaria regionale del la Campania, sezione staccata di Salerno , n. 8130 /201 6 , depositata i n data 23 settembre 2016; [OSCURATO:PERSONA] udita la relazione della causa, nell’ adunanza camerale del l’1 luglio 2025,del consigliere dott. [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] 1. A seguito di avviso di accertamento con cui erano attribuiti alla società [OSCURATO:PERSONA] s.r.l. maggiori ricavi, l’Agenzia delle entrate, Direzione provinciale di Salerno, emetteva avviso di accertamento ai fini Irpef per l'anno di imposta 2008, nei confronti del socio [OSCURATO:PERSONA], ritenendo presuntivamente distribuiti i maggiori utili ripresi nei confronti della società, in considerazione della sua ristretta base, e recuperando altresì redditi da lavoro dipendente e redditi fondiari. 2. [OSCURATO:PERSONA] tributaria provinciale di Salerno accoglieva il ricorso. 3. [OSCURATO:PERSONA] tributaria regionale della Campania, sezione staccata di Salerno, rigettava l’appello richiamando gli esiti dell’annullamento dell’avviso contro la società disposto dalla CTP di Napoli. 4. Contro tale decisione propone ricorso per cassazione l'Agenzia delle entrate sulla base di un motivo. Luigi A naclerico resiste con controricorso proponendo altresì ricorso incidentale condizionato, affidato a tre motivi , cui l’Agenzia resiste a sua volta con controricorso incidentale. La causa è stata fissata per l’adunanza camerale dell’1 luglio 2025. [OSCURATO:PERSONA] 1. Con il primo e unico motivo del ricorso principale, proposto ai sensi dell’art. 360,primo comma, n. 4 c.p.c., la difesa erariale deduce la violazione dell’art. 295 c.p.c.e dell’art. 39 d.lgs. n. 546 del 1992. 1.1. Con il primo motivo di ricorso incidentale il contribuente deduce, sotto il profilo dell'art . 360 , primo comma , n . 4 c.p.c., la violazione dell'art. 36 d.lgs. n. 546 del 1992 nonché dell’art. 132 c.p.c. per radicale inesistenza della motivazione ove la CTR ha rigettato tutte le altre eccezioni. Con il secondo motivo di ricorso incidentale, sotto il profilo dell'art. 360, primo comma , n . 4 c.p.c., si deduce la violazione dell’art. 53 d.lgs. n. 546 del 1992, in relazione alla inammissibilità dell'appello erariale per violazione del principio di specificità dei motivi di impugnazione; ovvero in subordine l’omessa pronuncia dei giudici di secondo grado sull’eccezione di inammissibil ità del l'appello dell'ufficio per violazione del principio di specificità dei motivi di impugnazione, inviolazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c. Con il terzo motivo di ricorso incidentale, sotto il profilo dell'art. 360, primo comma, n . 3 c.p.c., si deduce la violazione degli art t. 38 , comma 3, 39, comma 1, lettera d ) del d .P.R. n. 600 del 1973 nonché dell'art.2729 c.c. 2. Preliminarmente occorre evidenziare che il contribuente ha depositato copia della domanda di definizione agevolata (relativa all’avviso di accertamento TF901 1407208 , indica to nell’epigrafe della sentenza quale att o impugnat o ) ai sensi dell’art. 6 d.l. n. 119 del 2018 conv. in l. n 136 del 2018, cui è allegata la ricevuta di sua presentazione e la quietanza di pagamento della prima rata. Non risulta che entro il termine del 31 luglio 2020 (art. 6, comma 12, d.l. n. 119 del 2018 conv. dalla l. n. 136 del 2018) l’Agenzia delle entrate abbia notificato il diniego relativo alle domande di definizione né entro il termine del 31 dicembre 2020 risulta presentata alcuna istanza di trattazione. Da tali circostanze deriva l’estinzione del processo, con spese a carico delle parti che le hanno anticipate, ai sensi dell’art. 6, comma 13, d.l. n. 119 del 2018. 3. In ragione della qualità di ricorrente dell’Agenzia delle Entrate e della definizione agevolata della controversia, non si ravvisano i presupposti del pagamento del c.d. «doppio contributo unificato», applicabile ai soli casi tipici di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del gravame e, pertanto, non suscettibile, per la sua natura lato sensu sanzionatoria, di interpretazione estensiva o applicazione analogica(Cass. 12/10/2018, n. 25485 ). P.Q.M La Corte d