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CassazionesentenzaSezione LDecisione del 7 aprile 2022

Cassazione n. 11374/2022

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seguente Rep.

ORDINANZA sul ricorso 26416-2016 proposto da: Ud. 18/01/2022 [OSCURATO:PERSONA] N. 8 [OSCURATO:PERSONA], in persona del CC legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, [OSCURATO:PERSONA] N. 10, presso [OSCURATO:PERSONA], rappresentato e difeso dall’avvocato [OSCURATO:PERSONA]; - ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA]; - intimato - avverso la sentenza n. 468/2016 della CORTE D’APPELLO di CATANIA, depositata il 11/05/2016 R.G.N. 1171/2013; 2022 udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 18/01/2022 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] 108 MAROTTA.

Rilevato che:

1. La Corte d’appello di Catania, con sentenza dell’11 maggio 2016, in riforma della decisione del Tribunale di Ragusa, dichiarava la nullità del termine apposto al contratto di lavoro stipulato in data 18 dicembre 2000 tra [OSCURATO:PERSONA] e il Consorzio di Bonifica n. 8 di Ragusa, condannando il Consorzio alla riammissione in servizio dell’appellante e al pagamento di una indennità pari a 4 mensilità; P a g .

R.G.

N. 26416/2016 F i r m a t o D a : G I A C O I A M A R I A P I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S .

P .

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N G C A 3 S e r i a l # : 7 e f a 9 d 6 a 7 a 7 0 4 0 1 2 3 1 c 0 b 6 7 2 d 5 2 4 b 0 e 6 - F i r m a t o D a : M A N N A A N T O N I O E m e s s o D a : A R U B A P E C S .

P .

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N G C A 3 S e r i a l # : 6 e 2 3 e 8 5 e 2 6 b 5 2 8 5 2 9 3 1 d 0 5 2 6 b 3 8 9 5 c f 2 Numero registro generale 26416/2016 Numero sezionale 108/2022 Numero di raccolta generale 11374/2022

2. [OSCURATO:PERSONA], operaio comune addetto ai lavori di manutenzione ordinaria, Data pubblicazione 07/04/2022 aveva agito in giudizio per ottenere la declaratoria di nullità dei contratti a termine stipulati inter partes a partire dal 18/12/2000 (tanto si evince dalla sentenza qui impugnata, pag. 2);

3. il Tribunale aveva parzialmente accolto la domanda affermando l’illegittimità dei contratti per mancata indicazione delle ‘esigenze funzionali’, escluso la conversione del rapporto, ostandovi la normativa regionale (che aveva previsto l’espletamento del concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato alle dipendenze degli enti consortili), condannato il Consorzio all’indennità ex art. 32 l. n. 183 del 2010 quantificata in 16 mensilità;

4. per quello che ancora rileva, la Corte d’appello, ribadita la nullità del termine e dichiarato il rapporto in questione sin dall’origine a tempo indeterminato, disponeva la riammissione in servizio del lavoratore con condanna del Consorzio al pagamento di una indennità pari a 4 mensilità della retribuzione globale di fatto; premetteva la Corte territoriale che la decisione del Tribunale era stata impugnata tanto dal Ciavarella (che aveva proposto appello avverso la statuizione che aveva negato la conversione) quanto dal Consorzio (che aveva censurato l’affermata illegittimità del termine); riteneva che fosse da confermare la nullità del termine apposto al primo contratto, stipulato il 18 dicembre 2000 (pagg. 2, 7, 8 e 9 della sentenza impugnata), per lo svolgimento di attività di manutenzione ordinaria, con qualifica di operaio comune, stante la mancanza in concreto delle esigenze idonee a giustificare il ricorso a tale tipo contrattuale, facendo riferimento la delibera n. 383 del 28/7/2000, autorizzativa dell’assunzione a termine, a non meglio specificati lavori di manutenzione ordinaria e non avendo il Consorzio prodotto la perizia richiamata nel contratto; considerava il rapporto sin dalla data di tale contratto (pag. 8 della sentenza) con conseguente riammissione in servizio del lavoratore; quanto a tale ultimo aspetto, osservava che ai consorzi di bonifica era applicabile la disciplina prevista dal d.lgs. n. 368 del 2001, trattandosi di enti pubblici economici e che correttamente il Tribunale aveva escluso potesse operare la disposizione dell’art. 36 d.lgs. n. 165 del 2001; la conversione del contratto a termine avrebbe potuto essere impedita da altra disposizione di legge che imponesse l’obbligo del concorso - o di una prova selettiva - per le assunzioni a tempo indeterminato presso la amministrazione pubblica, come affermato dalle Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza del 9 marzo 2015 n. 4685; tuttavia, la citata sentenza, ricostruendo il quadro della normativa regionale, aveva affermato la L.R. 19 agosto 1999 n. 18 (attraverso la introduzione di un comma 1 bis nel P a g .

R.G.

N. 26416/2016 F i r m a t o D a : G I A C O I A M A R I A P I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S .

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N G C A 3 S e r i a l # : 7 e f a 9 d 6 a 7 a 7 0 4 0 1 2 3 1 c 0 b 6 7 2 d 5 2 4 b 0 e 6 - F i r m a t o D a : M A N N A A N T O N I O E m e s s o D a : A R U B A P E C S .

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N G C A 3 S e r i a l # : 6 e 2 3 e 8 5 e 2 6 b 5 2 8 5 2 9 3 1 d 0 5 2 6 b 3 8 9 5 c f 2 Numero registro generale 26416/2016 Numero sezionale 108/2022 Numero di raccolta generale 11374/2022 corpo dell’articolo 1 della L.R. n. 12 del 1991) aveva fatto venire meno per gli enti Data pubblicazione 07/04/2022 pubblici economici quel residuo velo di concorsualità previsto per gli altri enti pubblici indicati dalla norma sicché non vi erano ostacoli alla conversione del rapporto in caso dichiarazione di nullità del termine apposto al contratto di lavoro; la reintroduzione dello strumento concorsuale era avvenuta, in seguito, con la L.R. n. 15 del 2004, art. 49 sicché dalla entrata in vigore di tale legge tornava ad operare il divieto di conversione; in sostanza, per gli enti pubblici economici della Regione Sicilia in relazione ai contratti stipulati nella vigenza della L.R. n. 18 del 1999 e prima della entrata in vigore della L.R. n. 15 del 2004 la conversione operava; riteneva, poi, sussistente il diritto al risarcimento del danno e per la quantificazione dello stesso faceva applicazione dell’art. 32 della l. n. 183 del 2010;

5. ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza il Consorzio, articolato in cinque motivi di censura;

6. [OSCURATO:PERSONA] non ha svolto attività difensiva;

7. il ricorrente ha depositato memoria.

Rilevato che:

1. con il primo motivo di ricorso il Consorzio lamenta la violazione dell’art. 434 cod. proc. civ., per non aver il giudice del gravame accolto l’eccezione di inammissibilità dell’appello del lavoratore nonostante che esso avesse omesso di indicare le parti della sentenza di appello oggetto di impugnazione, le modifiche da apportare alla ricostruzione del fatto e il rapporto tra la violazione di legge ed il pregiudizio lamentato;

2. il motivo è stato rinunziato nella memoria ex art. 380 bis 1 cod. proc. civ., sicché è superflua ogni ulteriore valutazione a riguardo; è principio consolidato che la rinunzia ad uno o più motivi di ricorso è efficace anche in mancanza della sottoscrizione della parte o del rilascio di uno specifico mandato al difensore, in quanto, implicando una valutazione tecnica in ordine alle più opportune modalità di esercizio delle facoltà defensionali e non comportando la disposizione del diritto in contesa, è rimessa alla discrezionalità dell’avvocato e resta, quindi, sottratta alla disciplina di cui all’art. 390 c.p.c. (cfr. da ultimo Cass. 13 gennaio 2021, n. 414);

3. con il secondo motivo il Consorzio denuncia la violazione della l. n. 230 del 1962, dell’art. 23 della l. n. 56 del 1987 e degli artt. 2 e 121 del c.c.n.l. applicabile ratione temporis, nonché l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio; sostiene il ricorrente la legittimità del termine ai sensi della l. n. 56 del 1987 e degli artt. 2 e 121 del c.c.n.l. applicabile ratione temporis, venendo in rilievo l’assunzione di un operaio avventizio e stagionale ed essendo provato documentalmente che il P a g .

R.G.

N. 26416/2016 F i r m a t o D a : G I A C O I A M A R I A P I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S .

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N G C A 3 S e r i a l # : 7 e f a 9 d 6 a 7 a 7 0 4 0 1 2 3 1 c 0 b 6 7 2 d 5 2 4 b 0 e 6 - F i r m a t o D a : M A N N A A N T O N I O E m e s s o D a : A R U B A P E C S .

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N G C A 3 S e r i a l # : 6 e 2 3 e 8 5 e 2 6 b 5 2 8 5 2 9 3 1 d 0 5 2 6 b 3 8 9 5 c f 2 Numero registro generale 26416/2016 Numero sezionale 108/2022 Numero di raccolta generale 11374/2022 lavoratore aveva espletato tali mansioni, circostanze non contestate dal lavoratore e, Data pubblicazione 07/04/2022 quindi, da ritenersi pacifiche tra le parti;

4. il motivo non è fondato; dalla sentenza impugnata (cfr. pag. 2 del provvedimento) emerge che fin dal ricorso introduttivo il lavoratore aveva allegato di essere stato assunto per eseguire opere di manutenzione rispondenti a stabili esigenze dell’ente, anziché ad esigenze temporanee; tale essendo la prospettazione dell’atto introduttivo di lite, non vi era alcuna necessità che l’attore contestasse l’opposto assunto del Consorzio: ciò perché la contestazione da parte del convenuto dei fatti già affermati o già negati nell’atto introduttivo del giudizio non ribalta sull’attore l’onere di contestare l’altrui contestazione, dal momento che egli ha già esposto la propria posizione a riguardo (Cass. 14 marzo 2018, n. 6183); ciò importa l’infondatezza dell’assunto del Consorzio secondo cui costituirebbe circostanza incontestata e pacifica tra le parti la stipula dei contratti a termine per esigenze temporanee; né per altra via si può sollecitare in sede di legittimità una rivisitazione del materiale probatorio;

5. con il terzo motivo il ricorrente denuncia la violazione dell’art. 115 cod. proc. civ. e il travisamento della prova; censura la sentenza impugnata per non aver la Corte territoriale posto a fondamento del compendio probatorio la delibera n. 383 del 2000, dalla quale si evincerebbe la sussistenza delle ragioni giustificative del termine e il contratto di assunzione;

6. il motivo è inammissibile;

6.1. innanzitutto, il richiamo ad una delibera autorizzativa in cui si sarebbe fatto riferimento a interventi manutentori urgenti (da cui evidentemente il Consorzio intenderebbe far desumere l’eccezionalità e temporaneità dell’esigenza) è operato senza procedere alla trascrizione di tale atto, che dunque resta solo genericamente menzionato; il motivo si pone, dunque, in contrasto con i presupposti di specificità di cui all’art. 366, co. 1, cod. proc. civ. (Cass. 24 aprile 2018, n. 10072) e di autonomia del ricorso per cassazione (Cass., Sez.

Un., 22 maggio 2014, n. 11308) che la predetta norma nel suo complesso esprime, con riferimento in particolare, qui, ai nn. 4 e 6 della stessa disposizione, da cui si desume la necessità che la narrativa e l’argomentazione siano idonee, riportando anche la trascrizione esplicita dei passaggi degli atti e documenti su cui le censure si fondano, a manifestare pregnanza, pertinenza e decisività delle ragioni di critica prospettate, senza necessità per la S.C. di ricercare autonomamente tali atti e P a g .

R.G.

N. 26416/2016 F i r m a t o D a : G I A C O I A M A R I A P I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S .

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N G C A 3 S e r i a l # : 7 e f a 9 d 6 a 7 a 7 0 4 0 1 2 3 1 c 0 b 6 7 2 d 5 2 4 b 0 e 6 - F i r m a t o D a : M A N N A A N T O N I O E m e s s o D a : A R U B A P E C S .

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N G C A 3 S e r i a l # : 6 e 2 3 e 8 5 e 2 6 b 5 2 8 5 2 9 3 1 d 0 5 2 6 b 3 8 9 5 c f 2 Numero registro generale 26416/2016 Numero sezionale 108/2022 Numero di raccolta generale 11374/2022 documenti i corrispondenti profili ipoteticamente rilevanti (v. ora, sul punto, Cass., Sez.

Data pubblicazione 07/04/2022 Un., 27 dicembre 2019, n. 34469);

6.2. la doglianza, poi, di travisamento della prova è un vizio non più deducibile in sede di legittimità a seguito della novella apportata all’art. 360, comma 1, n. 5, cod. proc. civ. dall’art. 54 del d.l. n. 83 del 2012, conv. dalla l. n. 134 del 2012, che ha eliminato la possibilità di una censura veicolata attraverso il predetto n. 5, a fortiori in caso di doppia conforme di merito, stante la preclusione di cui all’art. 348-ter, ultimo comma, cod. proc. civ. (cfr. Cass. 3 novembre 2020, n. 24395, in relazione a Cass., Sez.

Un., 7 aprile 2014, n. 8053);

7. con il quarto motivo il ricorrente denuncia la violazione dell’art. 3 della L.R.

Sicilia n. 49 del 1981, degli artt. 6, 7 e 9 della L.R.

Sicilia n. 14 del 1958 e dell’art. 3 della L.R.

Sicilia n. 12 del 1991, oltre che dell’art. 97 della Carta costituzionale; nella sostanza lamentata la violazione delle norme innanzi indicate dalle quali si desumerebbe l’obbligo, per i consorzi di bonifica siciliani, di assumere i propri dipendenti solamente previo espletamento di un concorso o di una prova pubblica selettiva, con conseguente impossibilità di trasformare i rapporti a termine in rapporti a tempo indeterminato;

8. il motivo è fondato;

8.1. si deve qui richiamare integralmente, anche ai sensi dell’art. 118 disp. att. cod. proc. civ., quanto affermato in Cass. 9 gennaio 2019, n. 274 in cui si opera una completa ed esaustiva ricostruzione di tutta la normativa di settore, anche alla luce della legislazione regionale (si vedano i punti da 54 a seguire della pronunzia); per quanto qui di più stretto interesse, nella citata sentenza si afferma che “la l.r. n. 76 del 1995 laddove ha autorizzato i consorzi di bonifica a ricorrere alle assunzioni a tempo determinato, da svolgersi ai sensi della l. n. 230 del 1962 (…) non si pone affatto in contrasto con il divieto di assunzione a tempo indeterminato dettato dall’art. 32 della l.r. n. 45 del 1995, non introduce alcuna norma derogatoria a tale divieto, né abroga l’art. 32” (…).

La legge n. 76 del 1995 e le disposizioni di legge regionale intervenute successivamente si sono, infatti, limitate a prorogare nel tempo l’utilizzo di siffatta tipologia di assunzioni e, al contempo, le misure di garanzia occupazionale-assistenziale. (…).

Risulta, dunque, chiara la volontà del legislatore di consentire nel sistema delle assunzioni dei Consorzi di bonifica solo circoscritte ipotesi di assunzione a tempo determinato, rinviando per le modalità di assunzione alla legge n. 230 del 1962. (…) La circostanza che i rapporti a termine dedotti in giudizio siano stati stipulati al di fuori delle ipotesi previste dalla l. n. 230 del 1962, richiamata negli artt. 3 e 4 della l.r. n. 76 del 1995 non ne consente la trasformazione o conversione in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, non essendo possibile sanare, per tal via, rapporti di lavoro invalidi sin P a g .

R.G.

N. 26416/2016 F i r m a t o D a : G I A C O I A M A R I A P I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S .

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N G C A 3 S e r i a l # : 7 e f a 9 d 6 a 7 a 7 0 4 0 1 2 3 1 c 0 b 6 7 2 d 5 2 4 b 0 e 6 - F i r m a t o D a : M A N N A A N T O N I O E m e s s o D a : A R U B A P E C S .

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N G C A 3 S e r i a l # : 6 e 2 3 e 8 5 e 2 6 b 5 2 8 5 2 9 3 1 d 0 5 2 6 b 3 8 9 5 c f 2 Numero registro generale 26416/2016 Numero sezionale 108/2022 Numero di raccolta generale 11374/2022 dalla loro origine, in quanto tale effetto è precluso dal richiamato divieto di assunzione a Data pubblicazione 07/04/2022 tempo indeterminato” (si vedano specificamente i punti 69, 70, 73 e 76 della sentenza);

8.2. tale essendo il quadro normativo di riferimento, il motivo in esame, pur erroneo quanto alla disciplina legislativa invocata (soccorrendo, sul punto, il principio iura novit curia), è fondato nella parte in cui deduce l’impossibilità giuridica di far luogo alla conversione dei rapporti con termine illegittimo in rapporti a tempo indeterminato; in una parola, il divieto di conversione del contratto a termine in rapporto a tempo indeterminato si coniuga - quanto a dette ipotesi - con il divieto imposto ai Consorzi di Bonifica dalla legislazione regionale innanzi richiamata di procedere a nuove assunzioni di personale a tempo indeterminato (si vedano sul punto i precedenti in senso conforme, fra le altre, Cass. 21 ottobre 2020, n. 22981; Cass. 6 dicembre 2021, n. 38657);

8.3. ne consegue l’accoglimento del quarto motivo nei sensi di cui sopra;

9. con il quinto motivo il Consorzio chiede che venga cassata - quale mero effetto della ritenuta legittimità del termine - la statuizione relativa al risarcimento del danno disposto in favore del lavoratore ai sensi dell’art. 32 della l. n. 183 del 2010;

10. il motivo è infondato, atteso che la legittimità del termine è stata - come sopra esposto - esclusa;

11. la cassazione della statuizione relativa alla domanda di conversione del rapporto implica la pronuncia nel merito sulla stessa ex art. 384, comma 2, cod. proc. civ. non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto; tale domanda va rigettata per le ragioni già esposte nei paragrafi che precedono;

12. il diverso esito dei gradi di merito ed il consolidarsi solo in epoca successiva all’introduzione del giudizio della giurisprudenza di legittimità in ordine alle questioni qui esaminate consiglia la compensazione delle spese dell’intero giudizio;

13. non sussistono le condizioni di cui all’art. 13, comma 1, quater d.P.R. n. 115 del 2002.

P.Q.M.

La Corte accoglie il quarto motivo di ricorso e rigetta gli altri; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e, decidendo nel merito, rigetta la domanda di conversione del rapporto; compensa tra le parti le spese dell’intero giudizio.

Roma, così deciso all’adunanza Camerale del 18 gennaio 2022. [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] P a g .

R.G.

N. 26416/2016 F i r m a t o D a : G I A C O I A M A R I A P I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S .

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N G C A 3 S e r i a l # : 7 e f a 9 d 6

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
seguente Rep. ORDINANZA sul ricorso 26416-2016 proposto da: Ud. 18/01/2022 [OSCURATO:PERSONA] N. 8 [OSCURATO:PERSONA], in persona del CC legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, [OSCURATO:PERSONA] N. 10, presso [OSCURATO:PERSONA], rappresentato e difeso dall’avvocato [OSCURATO:PERSONA]; - ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA]; - intimato - avverso la sentenza n. 468/2016 della CORTE D’APPELLO di CATANIA, depositata il 11/05/2016 R.G.N. 1171/2013; 2022 udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 18/01/2022 dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] 108 MAROTTA. Rilevato che: 1. La Corte d’appello di Catania, con sentenza dell’11 maggio 2016, in riforma della decisione del Tribunale di Ragusa, dichiarava la nullità del termine apposto al contratto di lavoro stipulato in data 18 dicembre 2000 tra [OSCURATO:PERSONA] e il Consorzio di Bonifica n. 8 di Ragusa, condannando il Consorzio alla riammissione in servizio dell’appellante e al pagamento di una indennità pari a 4 mensilità; P a g . R.G. N. 26416/2016 F i r m a t o D a : G I A C O I A M A R I A P I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 7 e f a 9 d 6 a 7 a 7 0 4 0 1 2 3 1 c 0 b 6 7 2 d 5 2 4 b 0 e 6 - F i r m a t o D a : M A N N A A N T O N I O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 6 e 2 3 e 8 5 e 2 6 b 5 2 8 5 2 9 3 1 d 0 5 2 6 b 3 8 9 5 c f 2 Numero registro generale 26416/2016 Numero sezionale 108/2022 Numero di raccolta generale 11374/2022 2. [OSCURATO:PERSONA], operaio comune addetto ai lavori di manutenzione ordinaria, Data pubblicazione 07/04/2022 aveva agito in giudizio per ottenere la declaratoria di nullità dei contratti a termine stipulati inter partes a partire dal 18/12/2000 (tanto si evince dalla sentenza qui impugnata, pag. 2); 3. il Tribunale aveva parzialmente accolto la domanda affermando l’illegittimità dei contratti per mancata indicazione delle ‘esigenze funzionali’, escluso la conversione del rapporto, ostandovi la normativa regionale (che aveva previsto l’espletamento del concorso pubblico per l’assunzione a tempo indeterminato alle dipendenze degli enti consortili), condannato il Consorzio all’indennità ex art. 32 l. n. 183 del 2010 quantificata in 16 mensilità; 4. per quello che ancora rileva, la Corte d’appello, ribadita la nullità del termine e dichiarato il rapporto in questione sin dall’origine a tempo indeterminato, disponeva la riammissione in servizio del lavoratore con condanna del Consorzio al pagamento di una indennità pari a 4 mensilità della retribuzione globale di fatto; premetteva la Corte territoriale che la decisione del Tribunale era stata impugnata tanto dal Ciavarella (che aveva proposto appello avverso la statuizione che aveva negato la conversione) quanto dal Consorzio (che aveva censurato l’affermata illegittimità del termine); riteneva che fosse da confermare la nullità del termine apposto al primo contratto, stipulato il 18 dicembre 2000 (pagg. 2, 7, 8 e 9 della sentenza impugnata), per lo svolgimento di attività di manutenzione ordinaria, con qualifica di operaio comune, stante la mancanza in concreto delle esigenze idonee a giustificare il ricorso a tale tipo contrattuale, facendo riferimento la delibera n. 383 del 28/7/2000, autorizzativa dell’assunzione a termine, a non meglio specificati lavori di manutenzione ordinaria e non avendo il Consorzio prodotto la perizia richiamata nel contratto; considerava il rapporto sin dalla data di tale contratto (pag. 8 della sentenza) con conseguente riammissione in servizio del lavoratore; quanto a tale ultimo aspetto, osservava che ai consorzi di bonifica era applicabile la disciplina prevista dal d.lgs. n. 368 del 2001, trattandosi di enti pubblici economici e che correttamente il Tribunale aveva escluso potesse operare la disposizione dell’art. 36 d.lgs. n. 165 del 2001; la conversione del contratto a termine avrebbe potuto essere impedita da altra disposizione di legge che imponesse l’obbligo del concorso - o di una prova selettiva - per le assunzioni a tempo indeterminato presso la amministrazione pubblica, come affermato dalle Sezioni Unite di questa Corte con la sentenza del 9 marzo 2015 n. 4685; tuttavia, la citata sentenza, ricostruendo il quadro della normativa regionale, aveva affermato la L.R. 19 agosto 1999 n. 18 (attraverso la introduzione di un comma 1 bis nel P a g . R.G. N. 26416/2016 F i r m a t o D a : G I A C O I A M A R I A P I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 7 e f a 9 d 6 a 7 a 7 0 4 0 1 2 3 1 c 0 b 6 7 2 d 5 2 4 b 0 e 6 - F i r m a t o D a : M A N N A A N T O N I O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 6 e 2 3 e 8 5 e 2 6 b 5 2 8 5 2 9 3 1 d 0 5 2 6 b 3 8 9 5 c f 2 Numero registro generale 26416/2016 Numero sezionale 108/2022 Numero di raccolta generale 11374/2022 corpo dell’articolo 1 della L.R. n. 12 del 1991) aveva fatto venire meno per gli enti Data pubblicazione 07/04/2022 pubblici economici quel residuo velo di concorsualità previsto per gli altri enti pubblici indicati dalla norma sicché non vi erano ostacoli alla conversione del rapporto in caso dichiarazione di nullità del termine apposto al contratto di lavoro; la reintroduzione dello strumento concorsuale era avvenuta, in seguito, con la L.R. n. 15 del 2004, art. 49 sicché dalla entrata in vigore di tale legge tornava ad operare il divieto di conversione; in sostanza, per gli enti pubblici economici della Regione Sicilia in relazione ai contratti stipulati nella vigenza della L.R. n. 18 del 1999 e prima della entrata in vigore della L.R. n. 15 del 2004 la conversione operava; riteneva, poi, sussistente il diritto al risarcimento del danno e per la quantificazione dello stesso faceva applicazione dell’art. 32 della l. n. 183 del 2010; 5. ha proposto ricorso per la cassazione della sentenza il Consorzio, articolato in cinque motivi di censura; 6. [OSCURATO:PERSONA] non ha svolto attività difensiva; 7. il ricorrente ha depositato memoria. Rilevato che: 1. con il primo motivo di ricorso il Consorzio lamenta la violazione dell’art. 434 cod. proc. civ., per non aver il giudice del gravame accolto l’eccezione di inammissibilità dell’appello del lavoratore nonostante che esso avesse omesso di indicare le parti della sentenza di appello oggetto di impugnazione, le modifiche da apportare alla ricostruzione del fatto e il rapporto tra la violazione di legge ed il pregiudizio lamentato; 2. il motivo è stato rinunziato nella memoria ex art. 380 bis 1 cod. proc. civ., sicché è superflua ogni ulteriore valutazione a riguardo; è principio consolidato che la rinunzia ad uno o più motivi di ricorso è efficace anche in mancanza della sottoscrizione della parte o del rilascio di uno specifico mandato al difensore, in quanto, implicando una valutazione tecnica in ordine alle più opportune modalità di esercizio delle facoltà defensionali e non comportando la disposizione del diritto in contesa, è rimessa alla discrezionalità dell’avvocato e resta, quindi, sottratta alla disciplina di cui all’art. 390 c.p.c. (cfr. da ultimo Cass. 13 gennaio 2021, n. 414); 3. con il secondo motivo il Consorzio denuncia la violazione della l. n. 230 del 1962, dell’art. 23 della l. n. 56 del 1987 e degli artt. 2 e 121 del c.c.n.l. applicabile ratione temporis, nonché l’omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio; sostiene il ricorrente la legittimità del termine ai sensi della l. n. 56 del 1987 e degli artt. 2 e 121 del c.c.n.l. applicabile ratione temporis, venendo in rilievo l’assunzione di un operaio avventizio e stagionale ed essendo provato documentalmente che il P a g . R.G. N. 26416/2016 F i r m a t o D a : G I A C O I A M A R I A P I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 7 e f a 9 d 6 a 7 a 7 0 4 0 1 2 3 1 c 0 b 6 7 2 d 5 2 4 b 0 e 6 - F i r m a t o D a : M A N N A A N T O N I O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 6 e 2 3 e 8 5 e 2 6 b 5 2 8 5 2 9 3 1 d 0 5 2 6 b 3 8 9 5 c f 2 Numero registro generale 26416/2016 Numero sezionale 108/2022 Numero di raccolta generale 11374/2022 lavoratore aveva espletato tali mansioni, circostanze non contestate dal lavoratore e, Data pubblicazione 07/04/2022 quindi, da ritenersi pacifiche tra le parti; 4. il motivo non è fondato; dalla sentenza impugnata (cfr. pag. 2 del provvedimento) emerge che fin dal ricorso introduttivo il lavoratore aveva allegato di essere stato assunto per eseguire opere di manutenzione rispondenti a stabili esigenze dell’ente, anziché ad esigenze temporanee; tale essendo la prospettazione dell’atto introduttivo di lite, non vi era alcuna necessità che l’attore contestasse l’opposto assunto del Consorzio: ciò perché la contestazione da parte del convenuto dei fatti già affermati o già negati nell’atto introduttivo del giudizio non ribalta sull’attore l’onere di contestare l’altrui contestazione, dal momento che egli ha già esposto la propria posizione a riguardo (Cass. 14 marzo 2018, n. 6183); ciò importa l’infondatezza dell’assunto del Consorzio secondo cui costituirebbe circostanza incontestata e pacifica tra le parti la stipula dei contratti a termine per esigenze temporanee; né per altra via si può sollecitare in sede di legittimità una rivisitazione del materiale probatorio; 5. con il terzo motivo il ricorrente denuncia la violazione dell’art. 115 cod. proc. civ. e il travisamento della prova; censura la sentenza impugnata per non aver la Corte territoriale posto a fondamento del compendio probatorio la delibera n. 383 del 2000, dalla quale si evincerebbe la sussistenza delle ragioni giustificative del termine e il contratto di assunzione; 6. il motivo è inammissibile; 6.1. innanzitutto, il richiamo ad una delibera autorizzativa in cui si sarebbe fatto riferimento a interventi manutentori urgenti (da cui evidentemente il Consorzio intenderebbe far desumere l’eccezionalità e temporaneità dell’esigenza) è operato senza procedere alla trascrizione di tale atto, che dunque resta solo genericamente menzionato; il motivo si pone, dunque, in contrasto con i presupposti di specificità di cui all’art. 366, co. 1, cod. proc. civ. (Cass. 24 aprile 2018, n. 10072) e di autonomia del ricorso per cassazione (Cass., Sez. Un., 22 maggio 2014, n. 11308) che la predetta norma nel suo complesso esprime, con riferimento in particolare, qui, ai nn. 4 e 6 della stessa disposizione, da cui si desume la necessità che la narrativa e l’argomentazione siano idonee, riportando anche la trascrizione esplicita dei passaggi degli atti e documenti su cui le censure si fondano, a manifestare pregnanza, pertinenza e decisività delle ragioni di critica prospettate, senza necessità per la S.C. di ricercare autonomamente tali atti e P a g . R.G. N. 26416/2016 F i r m a t o D a : G I A C O I A M A R I A P I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 7 e f a 9 d 6 a 7 a 7 0 4 0 1 2 3 1 c 0 b 6 7 2 d 5 2 4 b 0 e 6 - F i r m a t o D a : M A N N A A N T O N I O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 6 e 2 3 e 8 5 e 2 6 b 5 2 8 5 2 9 3 1 d 0 5 2 6 b 3 8 9 5 c f 2 Numero registro generale 26416/2016 Numero sezionale 108/2022 Numero di raccolta generale 11374/2022 documenti i corrispondenti profili ipoteticamente rilevanti (v. ora, sul punto, Cass., Sez. Data pubblicazione 07/04/2022 Un., 27 dicembre 2019, n. 34469); 6.2. la doglianza, poi, di travisamento della prova è un vizio non più deducibile in sede di legittimità a seguito della novella apportata all’art. 360, comma 1, n. 5, cod. proc. civ. dall’art. 54 del d.l. n. 83 del 2012, conv. dalla l. n. 134 del 2012, che ha eliminato la possibilità di una censura veicolata attraverso il predetto n. 5, a fortiori in caso di doppia conforme di merito, stante la preclusione di cui all’art. 348-ter, ultimo comma, cod. proc. civ. (cfr. Cass. 3 novembre 2020, n. 24395, in relazione a Cass., Sez. Un., 7 aprile 2014, n. 8053); 7. con il quarto motivo il ricorrente denuncia la violazione dell’art. 3 della L.R. Sicilia n. 49 del 1981, degli artt. 6, 7 e 9 della L.R. Sicilia n. 14 del 1958 e dell’art. 3 della L.R. Sicilia n. 12 del 1991, oltre che dell’art. 97 della Carta costituzionale; nella sostanza lamentata la violazione delle norme innanzi indicate dalle quali si desumerebbe l’obbligo, per i consorzi di bonifica siciliani, di assumere i propri dipendenti solamente previo espletamento di un concorso o di una prova pubblica selettiva, con conseguente impossibilità di trasformare i rapporti a termine in rapporti a tempo indeterminato; 8. il motivo è fondato; 8.1. si deve qui richiamare integralmente, anche ai sensi dell’art. 118 disp. att. cod. proc. civ., quanto affermato in Cass. 9 gennaio 2019, n. 274 in cui si opera una completa ed esaustiva ricostruzione di tutta la normativa di settore, anche alla luce della legislazione regionale (si vedano i punti da 54 a seguire della pronunzia); per quanto qui di più stretto interesse, nella citata sentenza si afferma che “la l.r. n. 76 del 1995 laddove ha autorizzato i consorzi di bonifica a ricorrere alle assunzioni a tempo determinato, da svolgersi ai sensi della l. n. 230 del 1962 (…) non si pone affatto in contrasto con il divieto di assunzione a tempo indeterminato dettato dall’art. 32 della l.r. n. 45 del 1995, non introduce alcuna norma derogatoria a tale divieto, né abroga l’art. 32” (…). La legge n. 76 del 1995 e le disposizioni di legge regionale intervenute successivamente si sono, infatti, limitate a prorogare nel tempo l’utilizzo di siffatta tipologia di assunzioni e, al contempo, le misure di garanzia occupazionale-assistenziale. (…). Risulta, dunque, chiara la volontà del legislatore di consentire nel sistema delle assunzioni dei Consorzi di bonifica solo circoscritte ipotesi di assunzione a tempo determinato, rinviando per le modalità di assunzione alla legge n. 230 del 1962. (…) La circostanza che i rapporti a termine dedotti in giudizio siano stati stipulati al di fuori delle ipotesi previste dalla l. n. 230 del 1962, richiamata negli artt. 3 e 4 della l.r. n. 76 del 1995 non ne consente la trasformazione o conversione in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, non essendo possibile sanare, per tal via, rapporti di lavoro invalidi sin P a g . R.G. N. 26416/2016 F i r m a t o D a : G I A C O I A M A R I A P I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 7 e f a 9 d 6 a 7 a 7 0 4 0 1 2 3 1 c 0 b 6 7 2 d 5 2 4 b 0 e 6 - F i r m a t o D a : M A N N A A N T O N I O E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 6 e 2 3 e 8 5 e 2 6 b 5 2 8 5 2 9 3 1 d 0 5 2 6 b 3 8 9 5 c f 2 Numero registro generale 26416/2016 Numero sezionale 108/2022 Numero di raccolta generale 11374/2022 dalla loro origine, in quanto tale effetto è precluso dal richiamato divieto di assunzione a Data pubblicazione 07/04/2022 tempo indeterminato” (si vedano specificamente i punti 69, 70, 73 e 76 della sentenza); 8.2. tale essendo il quadro normativo di riferimento, il motivo in esame, pur erroneo quanto alla disciplina legislativa invocata (soccorrendo, sul punto, il principio iura novit curia), è fondato nella parte in cui deduce l’impossibilità giuridica di far luogo alla conversione dei rapporti con termine illegittimo in rapporti a tempo indeterminato; in una parola, il divieto di conversione del contratto a termine in rapporto a tempo indeterminato si coniuga - quanto a dette ipotesi - con il divieto imposto ai Consorzi di Bonifica dalla legislazione regionale innanzi richiamata di procedere a nuove assunzioni di personale a tempo indeterminato (si vedano sul punto i precedenti in senso conforme, fra le altre, Cass. 21 ottobre 2020, n. 22981; Cass. 6 dicembre 2021, n. 38657); 8.3. ne consegue l’accoglimento del quarto motivo nei sensi di cui sopra; 9. con il quinto motivo il Consorzio chiede che venga cassata - quale mero effetto della ritenuta legittimità del termine - la statuizione relativa al risarcimento del danno disposto in favore del lavoratore ai sensi dell’art. 32 della l. n. 183 del 2010; 10. il motivo è infondato, atteso che la legittimità del termine è stata - come sopra esposto - esclusa; 11. la cassazione della statuizione relativa alla domanda di conversione del rapporto implica la pronuncia nel merito sulla stessa ex art. 384, comma 2, cod. proc. civ. non essendo necessari ulteriori accertamenti di fatto; tale domanda va rigettata per le ragioni già esposte nei paragrafi che precedono; 12. il diverso esito dei gradi di merito ed il consolidarsi solo in epoca successiva all’introduzione del giudizio della giurisprudenza di legittimità in ordine alle questioni qui esaminate consiglia la compensazione delle spese dell’intero giudizio; 13. non sussistono le condizioni di cui all’art. 13, comma 1, quater d.P.R. n. 115 del 2002. P.Q.M. La Corte accoglie il quarto motivo di ricorso e rigetta gli altri; cassa la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e, decidendo nel merito, rigetta la domanda di conversione del rapporto; compensa tra le parti le spese dell’intero giudizio. Roma, così deciso all’adunanza Camerale del 18 gennaio 2022. [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] P a g . R.G. N. 26416/2016 F i r m a t o D a : G I A C O I A M A R I A P I A E m e s s o D a : A R U B A P E C S . P . A . N G C A 3 S e r i a l # : 7 e f a 9 d 6