Corte di giustizia UEsentenzaSezione I
Corte di giustizia UE/2004
ECLI:EU:C:2004:6
Testo integrale del provvedimento
Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
Arrêt de la [OSCURATO:PERSONA] riunite C-204/00 P, C-205/00 P, C-211/00 P, C-213/00 P, C-217/00 P e C-219/00 P
[OSCURATO:PERSONA] A/S e altri
contro
[OSCURATO:PERSONA] delle Comunità europee
«Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado – Concorrenza – Mercato del cemento – Art. 85, n. 1, del Trattato CE (divenuto art. 81, n. 1, CE) – Competenza del Tribunale – Diritti della difesa – Accesso al fascicolo – Infrazione unica e continuata – Imputazione di un'infrazione – Prova della partecipazione all'accordo generale e alla sua attuazione – Ammenda – Determinazione dell'importo»
Conclusioni dell'avvocato generale D. Ruiz-[OSCURATO:PERSONA], presentate l'11 febbraio 2003 nella causa C-204/00 P
Conclusioni dell'avvocato generale D. Ruiz-[OSCURATO:PERSONA], presentate l'11 febbraio 2003 nella causa C-205/00 P
Conclusioni dell'avvocato generale D. Ruiz-[OSCURATO:PERSONA], presentate l'11 febbraio 2003 nella causa C-211/00 P
Conclusioni dell'avvocato generale D. Ruiz-[OSCURATO:PERSONA], presentate l'11 febbraio 2003 nella causa C-213/00 P
Conclusioni dell'avvocato generale D. Ruiz-[OSCURATO:PERSONA], presentate l'11 febbraio 2003 nella causa C-217/00 P
Conclusioni dell'avvocato generale D. Ruiz-[OSCURATO:PERSONA], presentate l'11 febbraio 2003 nella causa C-219/00 P
Sentenza della Corte (Quinta Sezione) 7 gennaio 2004
Massime della sentenza
1..
Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado – Motivi – Erronea valutazione dei fatti – Irricevibilità – Controllo da parte della Corte della valutazione degli elementi di prova – Esclusione salvo caso di snaturamento
(Art. 225 CE; Statuto CE della Corte di giustizia, art. 51)
2..
Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado – Motivi – Motivo vertente sullo snaturamento degli elementi di prova – Motivo che riprende tali e quali gli argomenti presentati dinanzi al Tribunale – Irricevibilità
[Art. 225 CE; Statuto CE della Corte di giustizia, art. 51; regolamento di procedura della Corte, art. 112, n. 1, primo comma,
lett. c)]
3..
Concorrenza – Regole comunitarie – Infrazioni – Imputazione – Criterio cosiddetto «della continuità economica dell'impresa» – Imputazione ad una società di nuova creazione di un'infrazione commessa da un'altra società che non ha cessato di esistere – Ammissibilità in considerazione dei vincoli capitalistici tra le due società
[Trattato CE, art. 85, n. 1 (divenuto art. 81, n. 1, CE)]
4..
Concorrenza – Procedimento amministrativo – Rispetto dei diritti della difesa – Richiesta di informazioni indirizzata ad un'impresa – Diritto di negare una risposta che implichi il riconoscimento di un'infrazione – Richiesta indirizzata ad un'associazione di imprese – Diritto di rifiutarsi di testimoniare contro i propri membri – Esclusione
(Regolamento del Consiglio n. 17, art. 11)
5..
Concorrenza – Procedimento amministrativo – Comunicazione degli addebiti – Provvisorietà – Rinuncia agli addebiti rivelatisi non fondati – Obbligo per la [OSCURATO:PERSONA] di informarne gli interessati mediante un'ulteriore comunicazione degli addebiti – Esclusione
(Regolamento del Consiglio n. 17, art. 19; regolamento della [OSCURATO:PERSONA] n. 99/63/CEE, art. 2)
6..
Concorrenza – Procedimento amministrativo – Inapplicabilità dell'art. 6 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo – Rispetto delle garanzie procedurali da parte della [OSCURATO:PERSONA] – Principio del contraddittorio – Portata – Limiti – Diritto dell'impresa di interrogare gli autori dei documenti a carico – Esclusione
7..
Concorrenza – Procedimento amministrativo – Rispetto dei diritti della difesa – Accesso al fascicolo – Portata – Rifiuto di comunicare un documento – Conseguenze – Necessità di distinguere, a livello di onere della prova incombente sull'impresa interessata, tra i documenti a carico e quelli
a discarico
8..
Concorrenza – Intese – Partecipazione di un'impresa ad un'iniziativa anticoncorrenziale – Idoneità a far sorgere la responsabilità dell'impresa di un'approvazione tacita, senza presa di distanze pubblica né denuncia
alle autorità competenti
[Trattato CE, art. 85, n. 1 (divenuto art. 81, n. 1, CE)]
9..
Concorrenza – Ammende – Importo – Determinazione – Criteri – Gravità e durata dell'infrazione – Infrazione commessa da più imprese – Gravità relativa della partecipazione di ciascuna di loro
(Regolamento del Consiglio n. 17, art. 15, n. 2)
10..
Concorrenza – Procedimento amministrativo – Violazione dei diritti della difesa – Accesso irregolare al fascicolo – Accesso assicurato nel corso del procedimento giudiziario – Regolarizzazione – Esclusione
11..
Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado – Motivi – Motivo con cui si contesta la valutazione da parte del Tribunale sull'esistenza di una violazione dei diritti della difesa
in un procedimento di applicazione delle regole di concorrenza – Ricevibilità
(Art. 225 CE; Statuto CE della Corte di giustizia, art. 51)
12..
Concorrenza – Procedimento amministrativo – Rispetto dei diritti della difesa – Accesso al fascicolo – Determinazione dei documenti utili alla difesa da parte della sola [OSCURATO:PERSONA] – Inammissibilità – Esclusione dal fascicolo dei documenti privi di nesso obiettivo con le allegazioni contenute nella comunicazione degli addebiti – Ammissibilità
13..
Concorrenza – Intese – Divieto – Infrazioni – Accordi e pratiche concordate idonei ad essere considerati costitutivi di un'infrazione unica – Imputazione di una responsabilità a un'impresa in ragione di una partecipazione all'infrazione considerata nel suo insieme
nonostante il suo ruolo limitato – Ammissibilità
[Trattato CE, art. 85, n. 1 (divenuto art. 81, n. 1, CE)]
14..
Concorrenza – Procedimento amministrativo – Decisione della [OSCURATO:PERSONA] che accerta un'infrazione adottata successivamente alla decisione di un'autorità nazionale della
concorrenza riguardante la stessa impresa – Assenza di identità tra le infrazioni oggetto delle due decisioni – Violazione del principio del «ne bis in idem» – Insussistenza
15..
Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado – Motivi – Insufficienza di motivazione – Impiego da parte del Tribunale di una motivazione implicita – Ammissibilità – Presupposti
(Art. 225 CE; Statuto CE della Corte di giustizia, art. 51)
1.
Ai sensi degli artt. 225 CE e 51, primo comma, dello Statuto CE della Corte di giustizia, l'impugnazione dev'essere limitata
a questioni di diritto e fondata su motivi attinenti all'incompetenza del Tribunale, a vizi del procedimento dinanzi al Tribunale
recanti pregiudizio agli interessi della parte ricorrente nonché alla violazione del diritto comunitario da parte di quest'ultimo.
Il ricorso contro una sentenza del Tribunale di primo grado può quindi fondarsi solo su motivi relativi alla violazione di
norme di diritto, ad esclusione di qualsiasi valutazione dei fatti. Solo il Tribunale è competente, da un lato, ad accertare
i fatti, salvo il caso in cui l'inesattezza materiale dei suoi accertamenti risulti dai documenti del fascicolo ad esso sottoposto,
e, dall'altro, a valutare tali fatti. Ne consegue che la valutazione dei fatti, salvo il caso dello snaturamento degli elementi
di prova addotti dinanzi al Tribunale, non costituisce una questione di diritto, come tale soggetta al sindacato della Corte
in sede d'impugnazione. v. punti 47-49
2.
Gli artt. 225 CE, 51, primo comma, dello Statuto CE della Corte di giustizia e 112, n. 1, primo comma, lett. c), del regolamento
di procedura impongono al ricorrente che alleghi uno snaturamento di elementi di prova da parte del Tribunale di indicare
con precisione gli elementi che sarebbero stati snaturati da quest'ultimo e di dimostrare gli errori di valutazione che, a
suo avviso, avrebbero portato il Tribunale a tale snaturamento. Non soddisfa i requisiti risultanti da tali disposizioni l'impugnazione che si limiti a ripetere i motivi e gli argomenti
già presentati dinanzi a tale giudice, compresi quelli basati su fatti esplicitamente negati da quest'ultimo. Infatti, un'impugnazione
di tal genere costituisce in realtà una domanda diretta ad ottenere un semplice riesame del ricorso presentato dinanzi al
Tribunale, il che esula dalla competenza della Corte. v. punti 50-51
3.
Ai fini dell'applicazione dell'art. 85 del Trattato CE (divenuto art. 81, n. 1, CE), il cambiamento della forma giuridica
e del nome dell'impresa non ha necessariamente l'effetto di creare una nuova impresa esente dalla responsabilità per i comportamenti
anticoncorrenziali della precedente, qualora, sotto l'aspetto economico, vi sia identità fra le due imprese. Si è in presenza di un'identità del genere allorché le attività precedentemente svolte da una società, prima della sua trasformazione
in holding, sono riprese da una società di nuova creazione di cui essa detiene la metà del capitale. v. punti 59, 357-358
4.
Nell'esercizio del compito affidatole dall'art. 89 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 85 CE), la [OSCURATO:PERSONA]
ha il diritto di interrogare l'impresa oggetto di una misura d'indagine in merito alle condotte di tutte le altre imprese
interessate e il regolamento n. 17 impone all'impresa un obbligo di collaborazione attiva che trova un limite solo nel diritto,
per quest'ultima, di rifiutarsi, qualora le sia rivolta una richiesta di informazioni, di fornire risposte attraverso le quali
essa sarebbe indotta ad ammettere l'esistenza dell'infrazione, che deve invece essere provata dalla [OSCURATO:PERSONA]. Tali considerazioni valgono altresì per quanto riguarda l'interrogatorio di un'associazione di imprese sul comportamento individuale
dei suoi membri. Pertanto, il riconoscimento di un diritto al silenzio dell'associazione, che avrebbe l'effetto di proteggere
i suoi membri impedendo a quest'ultima di testimoniare contro di loro, andrebbe oltre quanto necessario per preservare i diritti
della difesa delle imprese e costituirebbe un ostacolo ingiustificato allo svolgimento, da parte della [OSCURATO:PERSONA], del suo
compito, che consiste nel vigilare sul rispetto delle regole di concorrenza nel mercato comune. v. punti 65, 207-208
5.
La comunicazione degli addebiti rappresenta un documento preparatorio le cui valutazioni di fatto e di diritto hanno un carattere
puramente provvisorio, in quanto la decisione che chiude il procedimento amministrativo non deve necessariamente ricalcarne
tutti gli addebiti. Di conseguenza, la [OSCURATO:PERSONA] può, e anzi deve, tener conto delle risultanze del procedimento amministrativo,
tra l'altro per rinunciare agli addebiti che si siano rivelati infondati. In un caso del genere, la [OSCURATO:PERSONA] non è obbligata a fornire alle parti interessate l'opportunità di far conoscere il loro
punto di vista sulla rinuncia agli addebiti, in quanto un'ulteriore comunicazione degli addebiti agli interessati è necessaria
solo qualora il risultato degli accertamenti induca la [OSCURATO:PERSONA] a porre atti nuovi a carico delle imprese o ad assumere
fatti notevolmente diversi come prova delle infrazioni contestate. v. punti 67, 192
6.
Il rispetto del principio del contraddittorio, come quello delle altre garanzie processuali sancite dall'art. 6, n. 1, della
Convenzione europea dei diritti dell'uomo, riguarda solo il procedimento giurisdizionale dinanzi ad un «tribunale», senza
implicare alcun principio generale ed astratto secondo cui le parti devono avere, in ogni caso, la facoltà di assistere ai
colloqui svolti o di ricevere comunicazione di tutti i documenti presi in considerazione che coinvolgono altri soggetti.
Pertanto, nell'ambito di un procedimento amministrativo dinanzi alla [OSCURATO:PERSONA] in materia di applicazione delle regole di
concorrenza, non spetta a quest'ultima fornire all'impresa interessata la possibilità di controinterrogare un particolare
testimone, come l'autore di documenti contenenti elementi di prova a carico, e di analizzare le sue dichiarazioni nella fase
istruttoria. v. punti 70, 200
7.
Corollario del principio del rispetto dei diritti della difesa, il diritto di accesso al fascicolo, in un procedimento amministrativo
in materia di applicazione delle regole di concorrenza, implica che la [OSCURATO:PERSONA] debba dare all'impresa interessata la possibilità
di procedere ad un esame di tutti i documenti presenti nel fascicolo istruttorio che potrebbero essere rilevanti per la sua
difesa. Questi ultimi comprendono tanto i documenti a carico quanto quelli a discarico, fatti salvi i segreti aziendali di
altre imprese, i documenti interni della [OSCURATO:PERSONA] e le altre informazioni riservate. Tuttavia, la mancata comunicazione di un documento costituisce una violazione dei diritti della difesa solo se l'impresa interessata
dimostra, da un lato, che la [OSCURATO:PERSONA] si è basata su tale documento per suffragare il suo addebito relativo all'esistenza
di un'infrazione e, dall'altro, che tale addebito può essere provato solo facendo riferimento al detto documento. In particolare,
all'impresa interessata spetta dimostrare che il risultato al quale è pervenuta la [OSCURATO:PERSONA] nella sua decisione sarebbe
stato diverso se dai mezzi di prova a carico avesse dovuto essere eliminato un documento non comunicato sul quale la [OSCURATO:PERSONA]
si è basata per incriminare tale impresa. Invece, per quanto riguarda la mancata comunicazione di un documento a discarico,
l'impresa interessata deve solo provare che la sua mancata divulgazione ha potuto influenzare, a scapito di quest'ultima,
lo svolgimento del procedimento ed il contenuto della decisione della [OSCURATO:PERSONA], in quanto l'impresa avrebbe potuto far
valere elementi che non concordavano con le deduzioni operate dalla [OSCURATO:PERSONA]. v. punti 68, 71, 73-75
8.
La tacita approvazione, da parte di un'impresa, di un'iniziativa illecita, in quanto anticoncorrenziale, senza distanziarsi
pubblicamente dal suo contenuto o denunciarla agli organi amministrativi, ha l'effetto di incoraggiare la continuazione dell'infrazione
e pregiudica la sua scoperta. Tale complicità rappresenta una modalità passiva di partecipazione all'infrazione, idonea a
far sorgere la responsabilità dell'impresa. Inoltre, la circostanza che essa non dia alcun seguito ai risultati di una riunione
avente un oggetto anticoncorrenziale non è atta a escludere la responsabilità della medesima per la sua partecipazione ad
un'intesa, a meno che essa non abbia preso pubblicamente le distanze dal suo contenuto. v. punti 84-85
9.
L'importo dell'ammenda che sanziona la violazione delle regole di concorrenza è fissato in funzione della gravità dell'infrazione
e, se occorre, della sua durata. La gravità dell'infrazione dev'essere accertata sulla scorta di criteri come le circostanze
proprie al caso di specie, il suo contesto e l'effetto dissuasivo delle ammende. Devono essere presi in considerazione elementi
obiettivi come il contenuto e la durata dei comportamenti anticoncorrenziali, il loro numero e la loro intensità, l'estensione
del mercato interessato e il deterioramento subìto dall'ordine pubblico economico. Si devono considerare altresì l'importanza
relativa e la quota di mercato delle imprese responsabili, nonché un'eventuale recidiva. In particolare, quando un'infrazione è stata commessa da più imprese, occorre esaminare la gravità relativa della partecipazione
di ciascuna di esse. Ciò può accertarsi prendendo in considerazione, segnatamente, l'adesione continuata a un accordo anticoncorrenziale
mediante partecipazione o collaborazione a una o più misure di applicazione dello stesso e l'incidenza dei comportamenti sulla
concorrenza e sulla compartimentazione dei mercati nazionali. v. punti 89-92, 374
10.
Un annullamento totale o parziale della decisione che infligge ammende ad alcune imprese per violazione delle regole di concorrenza
può essere pronunciato sul fondamento di un accesso irregolare al fascicolo del procedimento amministrativo solo mediante
la constatazione che tale accesso irregolare ha impedito alle imprese interessate di prendere conoscenza di documenti che
avrebbero potuto eventualmente essere utili alla loro difesa e ha in tal modo violato i loro diritti della difesa. Nell'ambito del ricorso giurisdizionale proposto contro la detta decisione, il Tribunale può ordinare misure di organizzazione
del procedimento ed organizzare un accesso completo al fascicolo, per valutare se il rifiuto della [OSCURATO:PERSONA] di divulgare
un documento o di comunicare un elemento possa nuocere alla difesa dell'impresa incriminata. Poiché tale esame si limita ad un controllo giurisdizionale dei motivi sollevati, esso non ha né per oggetto né per effetto
di sostituire un'istruzione completa della causa nell'ambito di un procedimento amministrativo. Infatti, la conoscenza tardiva
di taluni documenti del fascicolo non reintegra l'impresa che ha proposto un ricorso nella situazione che sarebbe stata la
sua se essa avesse potuto basarsi sugli stessi documenti per presentare le sue osservazioni scritte ed orali dinanzi a tale
istituzione e non sana la violazione dei diritti della difesa intervenuta nella fase del procedimento amministrativo. v. punti 100-104
11.
Il problema di sapere se il Tribunale abbia applicato criteri corretti per determinare se il diniego, opposto dalla [OSCURATO:PERSONA],
di accedere ad un documento, nel corso di un procedimento amministrativo di applicazione delle regole in materia di concorrenza,
abbia arrecato pregiudizio ai diritti della difesa dell'impresa incriminata è una questione di diritto che può formare oggetto
del controllo da parte della Corte in sede di impugnazione. Lo stesso vale per il problema di sapere se un documento debba
essere qualificato come «documento a discarico» che può essere utile alla difesa di un'impresa. v. punto 125
12.
Nell'ambito del procedimento amministrativo di applicazione delle regole in materia di concorrenza, la determinazione dei
documenti utili alla difesa dell'impresa interessata non può spettare alla sola [OSCURATO:PERSONA], che notifica gli addebiti e adotta
la decisione che infligge una sanzione. Tuttavia, le è consentito di escludere dal fascicolo del procedimento amministrativo
gli elementi che non hanno alcun rapporto con le considerazioni di fatto e di diritto riportate nella comunicazione degli
addebiti e che non hanno, quindi, alcuna rilevanza per l'indagine. Questo criterio, che si fonda su un nesso obiettivo, non
consente di escludere i documenti che contengono elementi a discarico o anche indicazioni sul contesto del mercato o sul comportamento
degli operatori presenti su tale mercato, a condizione che essi facciano riferimento in modo obiettivo agli addebiti eventualmente
ascritti all'impresa interessata. v. punti 126, 128
13.
Una violazione dell'art. 85, n. 1, del Trattato CE (divenuto art. 81, n. 1, CE) può risultare non soltanto da un atto isolato,
ma anche da una serie di atti o perfino da un comportamento continuato, benché uno o più elementi di questa serie di atti
o di questo comportamento continuato possano altresì costituire di per sé e presi isolatamente una violazione della detta
disposizione. Ne consegue che, ove queste diverse azioni facciano parte di un «piano d'insieme», a causa del loro identico
oggetto di distorsione del gioco della concorrenza all'interno del mercato comune, la [OSCURATO:PERSONA] può imputare la responsabilità
di tali azioni in funzione della partecipazione all'infrazione considerata nel suo insieme. Allo stesso modo, la distinzione tra un «accordo unico» e un «unico disegno criminoso» non riveste alcuna importanza, poiché,
ai fini dell'applicazione dell'art. 85, n. 1, del Trattato, è superfluo prendere in considerazione gli effetti concreti di
un accordo, ove risulti che quest'ultimo ha per oggetto di restringere, impedire o falsare il gioco della concorrenza all'interno
del mercato comune. Ove si accerti che un'impresa è a conoscenza dei comportamenti illeciti delle altre partecipanti all'intesa o che può ragionevolmente
prevederli ed è pronta ad accettarne i rischi, essa è considerata responsabile, per tutta la durata della sua partecipazione
all'infrazione, dei comportamenti attuati da altre imprese nell'ambito della medesima infrazione. Il fatto che un'impresa non abbia preso parte a tutti gli elementi costitutivi di un'intesa o che abbia svolto un ruolo secondario
negli aspetti cui ha partecipato non è rilevante per provare l'esistenza dell'infrazione da parte sua, poiché un elemento
siffatto dev'essere preso in considerazione solo nel valutare la gravità dell'infrazione e, all'occorrenza, nel determinare
l'ammenda. v. punti 258, 261, 292, 328
14.
L'applicazione del principio del ne bis in idem è soggetta ad una triplice condizione di identità dei fatti, di unità del
contravventore e di unità dell'interesse giuridico tutelato. Esso vieta quindi di sanzionare lo stesso soggetto più di una
volta per un medesimo comportamento illecito, al fine di tutelare lo stesso bene giuridico. Ne consegue che non vi è violazione del principio del ne bis in idem quando la [OSCURATO:PERSONA] sanziona un comportamento di un'impresa
diverso da quello imputato alla stessa impresa che ha fatto oggetto della decisione di un'autorità nazionale della concorrenza.
v. punti 338-340
15.
L'obbligo di motivazione non impone al Tribunale di fornire, nella sua sentenza, una spiegazione che segua esaustivamente
e uno per uno tutti i ragionamenti svolti dalle parti della controversia. La motivazione può quindi essere implicita, a condizione
che consenta agli interessati di conoscere le ragioni sulle quali la sentenza si fonda ed alla Corte di disporre degli elementi
sufficienti per esercitare il suo controllo in sede d'impugnazione. v. punto 372
SENTENZA DELLA CORTE (Quinta Sezione)
7 gennaio 2004
(1)
«Ricorso contro una pronuncia del Tribunale di primo grado – Concorrenza – Mercato del cemento – Art. 85, n. 1, del Trattato CE (divenuto art. 81, n. 1, CE) – Competenza del Tribunale – Diritti della difesa – Accesso al fascicolo – Infrazione unica e continuata – Imputazione di un'infrazione – Prova della partecipazione all'accordo generale e alla sua attuazione – Ammenda – Determinazione dell'importo»
Nei procedimenti riuniti C-204/00 P, C-205/00 P, C-211/00 P, C-213/00 P, C-217/00 P e C-219/00 P,
[OSCURATO:PERSONA] A/S
, con sede in [OSCURATO:PERSONA] (Danimarca), rappresentata dai sigg. K. Dyekjær-Hansen e K. Høegh, advokaterne (C-204/00 P),
[OSCURATO:PERSONA]
, con sede in Dublino (Irlanda), rappresentata dal sig. P. Sreenan, SC, su incarico del sig. J. Glackin, solicitor, con domicilio
eletto in Lussemburgo (C-205/00 P),
[OSCURATO:PERSONA] français SA
, con sede in Parigi (Francia), rappresentata dal sig. A. Winckler, avocat, con domicilio eletto in Lussemburgo (C-211/00
P),
[OSCURATO:PERSONA] ─ [OSCURATO:SOCIETA]
, con sede in Bergamo, rappresentata dagli avv.ti A. Predieri, M. Siragusa, M. Beretta, C. Lanciani e F. M. Moretti, con domicilio
eletto in Lussemburgo (C-213/00 P),
[OSCURATO:SOCIETA]
, già [OSCURATO:SOCIETA], con sede in [OSCURATO:PERSONA], rappresentata dagli avv.ti C. Osti e A. Prastaro, con domicilio eletto in
Lussemburgo (C-217/00 P),e
[OSCURATO:PERSONA] ─ [OSCURATO:SOCIETA]
, con sede in Roma, rappresentata dagli avv.ti G.M. Roberti e G. Bellitti (C-219/00 P),
ricorrenti,
aventi ad oggetto i ricorsi diretti all'annullamento parziale della sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado delle
Comunità europee (Quarta Sezione ampliata) il 15 marzo 2000 nelle cause riunite T-25/95, T-26/95, da T-30/95 a T-32/95, da
T-34/95 a T-39/95, da T-42/95 a T-46/95, T-48/95, da T-50/95 a T-65/95, da T-68/95 a T-71/95, T-87/95, T-88/95, T-103/95 e
T-104/95, Cimenteries CBR e a./[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:PERSONA]. pag. II-491),
procedimento in cui l'altra parte è:
[OSCURATO:PERSONA] delle Comunità europee,
rappresentata, nella causa C-204/00 P, dai sigg. R. Lyal e H.P. Hartvig, in qualità di agenti, e, nelle altre cause, dal
sig. R. Lyal, assistito dal sig. N. Coutrelis, avocat (C-211/00 P), e dall'avv. A. [OSCURATO:PERSONA] (C-213/00 P, C-217/00 P e C-219/00
P), con domicilio eletto in Lussemburgo,convenuta in primo grado,
LA CORTE (Quinta Sezione),,
composta dal sig. P. [OSCURATO:PERSONA], facente funzione di presidente della Quinta Sezione, e dai sigg. D.A.O. [OSCURATO:PERSONA] (relatore) e A. [OSCURATO:PERSONA], giudici,
avvocato generale: sig. D. Ruiz-[OSCURATO:PERSONA]
cancelliere: sigg. H. von Holstein, cancelliere aggiunto, e H.A. Rühl, amministratore principale
vista la relazione d'udienza,
sentite le difese orali svolte dalle parti all'udienza del 4 luglio 2002, durante la quale l'[OSCURATO:PERSONA] A/S è stata
rappresentata dall'avv. K. Dyekjær-Hansen, l'[OSCURATO:PERSONA] dal sig. P. Sreenan, la [OSCURATO:PERSONA] français SA dai sigg. A. Winckler,
avocat, e F. Brunet, avocat, l'[OSCURATO:PERSONA] ─ [OSCURATO:SOCIETA] dagli avv.ti M. Siragusa, C. Lanciani e F.M. Moretti,
la [OSCURATO:SOCIETA] dall'avv. C. Osti, la [OSCURATO:PERSONA] ─ [OSCURATO:SOCIETA] dall'avv. G.M. Roberti e dall'avv. G. Bellitti,
e la [OSCURATO:PERSONA], nella causa C-204/00 P, dai sigg. R. Lyal e H.P. Hartvig e, nelle altre cause, dal sig. R. Lyal, assistito
dal sig. N. Coutrelis, avocat (C-211/00 P) e dall'avv. A. [OSCURATO:PERSONA] (C-213/00 P, C-217/00 P C-219/00 P),
sentite le conclusioni dell'avvocato generale, presentate all'udienza dell'11 febbraio 2003,
ha pronunciato la seguente
Sentenza
1
Con atti depositati nella cancelleria della Corte tra il 24 e il 31 marzo 2000 l'[OSCURATO:PERSONA] A/S (in prosieguo: l'
[OSCURATO:PERSONA]), l'[OSCURATO:PERSONA] (in prosieguo: l'
[OSCURATO:PERSONA]), la [OSCURATO:PERSONA] français SA (in prosieguo: la
[OSCURATO:PERSONA] français), l'[OSCURATO:PERSONA] ─ [OSCURATO:SOCIETA] (in prosieguo: l'
[OSCURATO:PERSONA]), la [OSCURATO:SOCIETA] (in prosieguo: la
[OSCURATO:SOCIETA]), la quale, risultante dalla fusione tra la [OSCURATO:SOCIETA] e l'[OSCURATO:SOCIETA] (in prosieguo: l'
[OSCURATO:SOCIETA]), fa valere nel presente grado di giudizio solo gli interessi di quest'ultima, nonché la [OSCURATO:PERSONA] ─ [OSCURATO:SOCIETA] (in prosieguo: la
[OSCURATO:PERSONA]), hanno proposto, a norma dell'art. 49 dello Statuto CE della Corte di giustizia, ciascuna un ricorso diretto all'annullamento
della sentenza pronunciata dal Tribunale di primo grado il 15 marzo 2000 nelle cause riunite T-25/95, T-26/95, da T-30/95
a T-32/95, da T-34/95 a T-39/95, da T-42/95 a T-46/95, T-48/95, da T-50/95 a T-65/95, da T-68/95 a T-71/95, T-87/95, T-88/95,
T-103/95 e T-104/95, Cimenteries CBR e a./[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:PERSONA]. pag. II-491; in prosieguo: la
sentenza impugnata), con la quale quest'ultimo ha confermato, in particolare, l'esistenza della maggior parte delle infrazioni dell'art. 85,
n. 1, del Trattato CE (divenuto art. 81, n. 1, CE) accertate nei loro confronti dalla decisione della [OSCURATO:PERSONA] 30 novembre
1994, 94/815/CE, relativa ad una procedura d'applicazione dell'art. 85 del Trattato CE (Caso IV/33.126 e 33.322 ─ [OSCURATO:PERSONA])
(GU L 343, pag. 1; in prosieguo: la
decisione [OSCURATO:PERSONA]), ma per una durata più breve di quella constatata da tale decisione.
I ─ Fatti all'origine della controversia
2
Dall'aprile 1989 al luglio 1990 la [OSCURATO:PERSONA] ha effettuato una serie di accertamenti ai sensi dell'art. 14 del regolamento
del Consiglio 6 febbraio 1962, n. 17, primo regolamento d'applicazione degli artt. 85 e 86 del Trattato (GU 1962, n. 13, pag. 204),
presso alcuni produttori europei di cemento e associazioni di categoria del settore.
La comunicazione degli addebiti
3
Il 25 novembre 1991 la [OSCURATO:PERSONA] ha inviato alle 76 imprese ed associazioni di imprese interessate una comunicazione degli
addebiti (in prosieguo: la
CA), conformemente all'art. 2, n. 1, del regolamento della [OSCURATO:PERSONA] 25 luglio 1963, n. 99/63/CEE, relativo alle audizioni
previste all'art. 19, paragrafi 1 e 2, del regolamento n. 17 del Consiglio (GU 1963, n. 127, pag. 2268).
4
La CA distingue due ordini di addebiti, vale a dire i comportamenti che si sono verificati su scala internazionale e quelli
che si sono verificati a livello nazionale in taluni Stati membri. Il testo della CA, contenuto in un unico documento, non
è stato tuttavia inviato in forma integrale a tutte le imprese ed associazioni coinvolte nel procedimento. Ciascuna di esse
ha ricevuto solo la parte della CA relativa alle infrazioni accertate a suo carico. I capitoli relativi ai comportamenti su
scala internazionale sono stati comunicati solo a 61 imprese e associazioni. I capitoli relativi ai comportamenti a livello
nazionale sono stati inviati soltanto a quelle con sede nello Stato membro interessato.
5
[OSCURATO:PERSONA] non ha allegato alla CA i documenti sui quali basava le proprie conclusioni né gli altri documenti che considerava
attinenti. Dato il numero elevato dei documenti di cui trattasi, essa ha preparato una cassa contenente i documenti
più importanti relativi alle intese internazionali (in prosieguo: la
cassa), messa a disposizione di ciascun destinatario della CA alla fine del 1991.
6
[OSCURATO:PERSONA] ha redatto un elenco di tutti i documenti registrati nei fascicoli nn. IV/33.126, IV/33.322 e IV/27.997, con
indicazione, per ciascun destinatario della CA, di quelli da esso consultabili (in prosieguo: l'
elenco). Per quanto riguarda l'accesso al fascicolo del procedimento amministrativo (in prosieguo: il
fascicolo istruttorio), ciascuna impresa o associazione ha avuto accesso ai documenti raccolti dalla [OSCURATO:PERSONA] presso detta impresa o associazione,
nonché ai documenti relativi ai capitoli della CA che le erano stati comunicati. I destinatari hanno avuto accesso solo al
fascicolo nazionale dello Stato membro sul territorio del quale avevano la propria sede.
7
Poiché la [OSCURATO:PERSONA] ha rifiutato di accogliere le domande dei destinatari di trasmettere loro i capitoli della CA che non
avevano ricevuto e di consentire loro la consultazione di tutti i documenti del fascicolo istruttorio, eccetto i documenti
interni e riservati, talune imprese ed associazioni, da un lato, hanno proposto, dinanzi al Tribunale, un ricorso diretto
all'annullamento della decisione della [OSCURATO:PERSONA] recante rigetto dell'istanza di trasmissione dei documenti richiesti e,
dall'altro, hanno chiesto l'adozione, con procedimento sommario, di provvedimenti provvisori diretti alla sospensione del
procedimento avviato. Le domande di provvedimenti provvisori sono state respinte con ordinanza 23 marzo 1992, cause riunite
da T-10/92 R a T-12/92 R, T-14/92 R e T-15/92 R, Cimenteries CBR e a./[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:PERSONA]. pag. II-1571).
8
Tutte le imprese e associazioni coinvolte hanno presentato, non oltre il 31 marzo 1992, le loro osservazioni in merito alla
CA loro inviata dalla [OSCURATO:PERSONA]. Sono state sentite dal 1° marzo al 1° aprile 1993. Le audizioni sono state strutturate
in tre fasi: una fase riguardante il mercato del cemento, aperta alla partecipazione di tutte le imprese e associazioni d'imprese;
una fase dedicata alla parte internazionale della CA, alla quale potevano partecipare soltanto le imprese e associazioni d'imprese
che avevano ricevuto questa parte della CA, e una fase riguardante le parti nazionali, cui potevano assistere, separatamente
per ciascuna parte, le imprese e associazioni d'imprese dello Stato membro interessato.
9
In seguito alle risposte scritte alla CA ed ai chiarimenti forniti oralmente durante le audizioni la [OSCURATO:PERSONA] ha deciso,
il 23 settembre 1993, di rinunciare agli addebiti relativi alle intese nazionali (in prosieguo: la
decisione di rinuncia agli addebiti nazionali). Essa ha altresì deciso di rinunciare agli addebiti relativi alla parte internazionale della CA nei confronti di dodici
imprese tedesche e di sei imprese spagnole e, conseguentemente, di chiudere il procedimento avviato a loro carico.
10
Il 5 ottobre e il 23 novembre 1994 la [OSCURATO:PERSONA] ha sentito il parere del comitato consultivo in materia di intese e posizioni
dominanti.
La decisione [OSCURATO:PERSONA]
11
Al termine del procedimento amministrativo, il 30 novembre 1994, la [OSCURATO:PERSONA] ha adottato la decisione [OSCURATO:PERSONA], con la quale
ha inflitto ammende a 42 imprese ed associazioni attive nel settore del mercato del cemento grigio. Gli importi delle ammende
inflitte oscillavano fra ECU 40 000 ed ECU 32 492 000, per un totale pari a ECU 242 420 000. Inoltre, la detta decisione ha
condannato sei imprese impegnate nel settore del mercato del cemento bianco ad ammende i cui importi oscillavano tra ECU 554 000
ed ECU 1 088 000, per un totale di ECU 5 546 000.
12
Per quanto riguarda il mercato del cemento grigio, l'art. 1 della decisione [OSCURATO:PERSONA] ha constatato l'esistenza di un accordo
generale (in prosieguo: l'
accordo [OSCURATO:PERSONA]), avente ad oggetto l'osservanza dei limiti dei mercati nazionali e la regolamentazione dei trasferimenti di cemento da un
paese all'altro, in violazione dell'art. 85, n. 1, del Trattato. Per quanto riguarda le sei ricorrenti nelle impugnazioni
in esame, l'inizio dell'infrazione è stato fissato dalla [OSCURATO:PERSONA] al 14 gennaio 1983, data in cui si è svolta una riunione
dei capidelegazione dei produttori europei di cemento membri della [OSCURATO:PERSONA] ─ Association européenne du ciment (in prosieguo:
la
[OSCURATO:PERSONA]). Salvo la [OSCURATO:PERSONA] français, tutti i ricorrenti nelle impugnazioni in esame erano membri di tale associazione.
13
[OSCURATO:PERSONA] è stato considerato unico e continuo dalla [OSCURATO:PERSONA], in quanto sarebbe stato attuato nell'ambito di
intese bilaterali o multilaterali, la cui esistenza viene constatata agli artt. 2-6 della decisione [OSCURATO:PERSONA] (in prosieguo:
le
misure di attuazione). In sostanza, tali misure comprendono, secondo la detta decisione:
─
accordi tra la [OSCURATO:PERSONA] ed i suoi membri relativi allo scambio di informazioni sui prezzi, allo scopo di facilitare l'esecuzione
dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] (art. 2, n. 1, della decisione [OSCURATO:PERSONA]);
accordi tra la [OSCURATO:PERSONA] ed i suoi membri relativi allo scambio di informazioni sui prezzi, allo scopo di facilitare l'esecuzione
dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] (art. 2, n. 1, della decisione [OSCURATO:PERSONA]);
─
pratiche concordate tra la [OSCURATO:PERSONA] ed i suoi membri relative allo scambio di informazioni sui prezzi e miranti a facilitare
l'esecuzione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] (art. 2, n. 2, della decisione [OSCURATO:PERSONA]);
pratiche concordate tra la [OSCURATO:PERSONA] ed i suoi membri relative allo scambio di informazioni sui prezzi e miranti a facilitare
l'esecuzione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] (art. 2, n. 2, della decisione [OSCURATO:PERSONA]);
─
pratiche concordate tra imprese francesi e un'impresa italiana (art. 3, n. 1, della decisione [OSCURATO:PERSONA]); un accordo relativo
ai mercati spagnolo e portoghese (art. 3, n. 2, della decisione [OSCURATO:PERSONA]); accordi e pratiche concordate relativi ai mercati
francese e tedesco (art. 3, n. 3, della decisione [OSCURATO:PERSONA]);
pratiche concordate tra imprese francesi e un'impresa italiana (art. 3, n. 1, della decisione [OSCURATO:PERSONA]); un accordo relativo
ai mercati spagnolo e portoghese (art. 3, n. 2, della decisione [OSCURATO:PERSONA]); accordi e pratiche concordate relativi ai mercati
francese e tedesco (art. 3, n. 3, della decisione [OSCURATO:PERSONA]);
─
una concertazione tra diversi produttori europei per reagire alle importazioni di cemento e di clinker greci negli Stati membri
della Comunità verso la metà degli anni '80. Tale concertazione avrebbe dato luogo alla costituzione della [OSCURATO:PERSONA]
(in prosieguo: l'
ETF) (art. 4, n. 1, della decisione [OSCURATO:PERSONA]), alla creazione della società Interciment (in prosieguo: l'
Interciment), avente come obiettivo l'attuazione di misure persuasive e dissuasive nei confronti di chiunque minacciasse la stabilità
dei mercati (art. 4, n. 2, della decisione [OSCURATO:PERSONA]), e la partecipazione ad accordi e pratiche concordate relative all'adozione
di misure dirette ad impedire e/o a ridurre le importazioni di cemento e clinker greci negli Stati membri, in particolare
sul mercato italiano (art. 4, nn. 3 e 4, della decisione [OSCURATO:PERSONA]), e
una concertazione tra diversi produttori europei per reagire alle importazioni di cemento e di clinker greci negli Stati membri
della Comunità verso la metà degli anni '80. Tale concertazione avrebbe dato luogo alla costituzione della [OSCURATO:PERSONA]
(in prosieguo: l'
ETF) (art. 4, n. 1, della decisione [OSCURATO:PERSONA]), alla creazione della società Interciment (in prosieguo: l'
Interciment), avente come obiettivo l'attuazione di misure persuasive e dissuasive nei confronti di chiunque minacciasse la stabilità
dei mercati (art. 4, n. 2, della decisione [OSCURATO:PERSONA]), e la partecipazione ad accordi e pratiche concordate relative all'adozione
di misure dirette ad impedire e/o a ridurre le importazioni di cemento e clinker greci negli Stati membri, in particolare
sul mercato italiano (art. 4, nn. 3 e 4, della decisione [OSCURATO:PERSONA]), e
─
pratiche concordate nell'ambito di due comitati, cioè lo [OSCURATO:PERSONA] (in prosieguo: l'
ECEC) (art. 5 della decisione [OSCURATO:PERSONA]) e lo [OSCURATO:PERSONA] (in prosieguo: l'
EPC) (art. 6 della decisione [OSCURATO:PERSONA]), relativi, in particolare, allo scambio di informazioni sui prezzi, nonché alla situazione
dell'offerta e della domanda nei paesi terzi importatori e nei mercati interni, allo scopo di prevenire eventuali incursioni
dei concorrenti nei rispettivi mercati nazionali all'interno della Comunità.
pratiche concordate nell'ambito di due comitati, cioè lo [OSCURATO:PERSONA] (in prosieguo: l'
ECEC) (art. 5 della decisione [OSCURATO:PERSONA]) e lo [OSCURATO:PERSONA] (in prosieguo: l'
EPC) (art. 6 della decisione [OSCURATO:PERSONA]), relativi, in particolare, allo scambio di informazioni sui prezzi, nonché alla situazione
dell'offerta e della domanda nei paesi terzi importatori e nei mercati interni, allo scopo di prevenire eventuali incursioni
dei concorrenti nei rispettivi mercati nazionali all'interno della Comunità.
14
Per quanto riguarda il mercato del cemento bianco, l'art. 7 della decisione [OSCURATO:PERSONA] constata la partecipazione di sei imprese
ad accordi e a pratiche concordate nell'ambito del [OSCURATO:PERSONA], relativi, in particolare, all'osservanza dei limiti
dei mercati nazionali.
15
Secondo il dispositivo della decisione [OSCURATO:PERSONA], tutte le ricorrenti nelle impugnazioni in esame hanno partecipato, direttamente
o indirettamente, all'accordo [OSCURATO:PERSONA] nel settore del cemento grigio. Più in particolare, tale decisione descrive nel modo
seguente la loro partecipazione alle misure di attuazione:
─
tutte le ricorrenti nelle impugnazioni in esame, salvo la [OSCURATO:PERSONA] français, hanno partecipato agli scambi di informazioni
sui prezzi menzionati all'art. 2 di tale decisione;
tutte le ricorrenti nelle impugnazioni in esame, salvo la [OSCURATO:PERSONA] français, hanno partecipato agli scambi di informazioni
sui prezzi menzionati all'art. 2 di tale decisione;
─
la [OSCURATO:PERSONA] français ha partecipato alle pratiche concordate menzionate all'art. 3, nn. 1, lett. b), e 3, lett. a), di tale
decisione;
la [OSCURATO:PERSONA] français ha partecipato alle pratiche concordate menzionate all'art. 3, nn. 1, lett. b), e 3, lett. a), di tale
decisione;
─
tutte le ricorrenti nelle impugnazioni in esame hanno partecipato alla costituzione dell'ETF, menzionata all'art. 4, n. 1,
di tale decisione;
tutte le ricorrenti nelle impugnazioni in esame hanno partecipato alla costituzione dell'ETF, menzionata all'art. 4, n. 1,
di tale decisione;
─
la [OSCURATO:PERSONA] français, l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] hanno partecipato alla creazione dell'Interciment, menzionata all'art. 4,
n. 2, di tale decisione;
la [OSCURATO:PERSONA] français, l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] hanno partecipato alla creazione dell'Interciment, menzionata all'art. 4,
n. 2, di tale decisione;
─
tutte le ricorrenti nelle impugnazioni in esame hanno partecipato alle pratiche concordate miranti a sottrarre ai produttori
greci il loro cliente [OSCURATO:SOCIETA] (in prosieguo: la
[OSCURATO:SOCIETA]), menzionate all'art. 4, n. 3, lett. a), di tale decisione, ma solo l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] hanno partecipato
ad un accordo riguardante i contratti, allo scopo di impedire importazioni di cemento greco da parte della [OSCURATO:SOCIETA], come
menzionato all'art. 4, n. 3, lett. b), della detta decisione;
tutte le ricorrenti nelle impugnazioni in esame hanno partecipato alle pratiche concordate miranti a sottrarre ai produttori
greci il loro cliente [OSCURATO:SOCIETA] (in prosieguo: la
[OSCURATO:SOCIETA]), menzionate all'art. 4, n. 3, lett. a), di tale decisione, ma solo l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] hanno partecipato
ad un accordo riguardante i contratti, allo scopo di impedire importazioni di cemento greco da parte della [OSCURATO:SOCIETA], come
menzionato all'art. 4, n. 3, lett. b), della detta decisione;
─
tutte le ricorrenti nelle impugnazioni in esame, salvo la [OSCURATO:PERSONA] français, hanno partecipato alle pratiche concordate nell'ambito
dell'ECEC menzionate all'art. 5 di tale decisione, e
tutte le ricorrenti nelle impugnazioni in esame, salvo la [OSCURATO:PERSONA] français, hanno partecipato alle pratiche concordate nell'ambito
dell'ECEC menzionate all'art. 5 di tale decisione, e
─
la [OSCURATO:PERSONA] français ha partecipato alle pratiche concordate nell'ambito dell'EPC menzionate all'art. 6 della detta decisione.
la [OSCURATO:PERSONA] français ha partecipato alle pratiche concordate nell'ambito dell'EPC menzionate all'art. 6 della detta decisione.
16
La decisione [OSCURATO:PERSONA] ha inflitto un'ammenda globale a ciascuna impresa tenendo conto del ruolo svolto da ciascuna di esse
nella conclusione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] o nell'adozione delle misure di attuazione, nonché della durata delle infrazioni.
17
L'art. 9 della decisione [OSCURATO:PERSONA] infligge alle ricorrenti nelle impugnazioni in esame,
per l'infrazione constatata all'articolo 1, la quale è stata segnatamente messa in atto con i comportamenti descritti negli
articoli 2, 3, 4, 5 e 6, nel settore del mercato del cemento grigio, ammende per gli importi seguenti:
─
per l'[OSCURATO:PERSONA], ECU 4 008 000;
per l'[OSCURATO:PERSONA], ECU 4 008 000;
─
per l'[OSCURATO:PERSONA], ECU 3 524 000;
per l'[OSCURATO:PERSONA], ECU 3 524 000;
─
per la [OSCURATO:PERSONA], ECU 24 716 000;
per la [OSCURATO:PERSONA], ECU 24 716 000;
─
per l'[OSCURATO:PERSONA], ECU 32 492 000;
per l'[OSCURATO:PERSONA], ECU 32 492 000;
─
per l'[OSCURATO:SOCIETA], ECU 11 652 000;
per l'[OSCURATO:SOCIETA], ECU 11 652 000;
─
per la [OSCURATO:PERSONA], ECU 8 248 000.
per la [OSCURATO:PERSONA], ECU 8 248 000.
18
Per quanto riguarda il settore del mercato del cemento bianco, la [OSCURATO:PERSONA] français e l'[OSCURATO:PERSONA] sono state condannate rispettivamente
ad ammende di ECU 1 052 000 e di ECU 1 088 000 per la loro partecipazione agli accordi menzionati all'art. 7 della decisione
[OSCURATO:PERSONA].
II ─ Procedimento dinanzi al Tribunale e sentenza impugnata
19
Con atti introduttivi depositati presso la cancelleria del Tribunale tra il 14 febbraio e il 12 aprile 1995, 41 delle imprese
ed associazioni oggetto della decisione [OSCURATO:PERSONA], comprese le ricorrenti nelle impugnazioni in esame, hanno proposto ricorsi
dinanzi al Tribunale.
20
Esse hanno chiesto, in particolare, l'annullamento, totale o parziale, della decisione [OSCURATO:PERSONA] e, in subordine, l'annullamento
dell'ammenda che tale decisione aveva loro inflitto, ovvero la riduzione del suo importo.
21
Tra il 1996 e il 1997, in seguito a denunce relative a violazioni delle forme sostanziali nel corso del procedimento amministrativo,
il Tribunale ha ordinato diverse misure di organizzazione del procedimento (in prosieguo: le
misure di organizzazione del procedimento) per consentire alle ricorrenti in primo grado di individuare i brani della CA ed i documenti pertinenti che non erano stati
loro comunicati nel corso del procedimento amministrativo.
22
Più in particolare, il Tribunale ha invitato:
─
la [OSCURATO:PERSONA] a produrre diversi documenti, compresa la CA come notificata a ciascuna impresa o associazione interessata,
il verbale dell'audizione di quest'ultima, l'elenco, la cassa e la corrispondenza intercorsa durante il procedimento amministrativo
tra l'istituzione e l'impresa o l'associazione interessata (in prosieguo: le
misure di organizzazione del procedimento 19 gennaio - 2 febbraio 1996);
la [OSCURATO:PERSONA] a produrre diversi documenti, compresa la CA come notificata a ciascuna impresa o associazione interessata,
il verbale dell'audizione di quest'ultima, l'elenco, la cassa e la corrispondenza intercorsa durante il procedimento amministrativo
tra l'istituzione e l'impresa o l'associazione interessata (in prosieguo: le
misure di organizzazione del procedimento 19 gennaio - 2 febbraio 1996);
─
la [OSCURATO:PERSONA] ad autorizzare le ricorrenti in primo grado a consultare, nei suoi locali, i capitoli nazionali della CA e,
per ciascuna intesa nazionale, a dare loro un accesso al fascicolo nazionale identico a quello di cui avevano fruito durante
il procedimento amministrativo i destinatari della CA con sede nel territorio dello Stato membro considerato (in prosieguo:
la
misura di organizzazione del procedimento 2 ottobre 1996);
la [OSCURATO:PERSONA] ad autorizzare le ricorrenti in primo grado a consultare, nei suoi locali, i capitoli nazionali della CA e,
per ciascuna intesa nazionale, a dare loro un accesso al fascicolo nazionale identico a quello di cui avevano fruito durante
il procedimento amministrativo i destinatari della CA con sede nel territorio dello Stato membro considerato (in prosieguo:
la
misura di organizzazione del procedimento 2 ottobre 1996);
─
le ricorrenti in primo grado ad individuare i brani della CA ed i documenti pertinenti che non erano stati loro comunicati
nel corso del procedimento amministrativo e a spiegare in che modo il procedimento amministrativo avrebbe potuto raggiungere
un diverso risultato se detti elementi fossero stati resi loro accessibili durante tale procedimento;
le ricorrenti in primo grado ad individuare i brani della CA ed i documenti pertinenti che non erano stati loro comunicati
nel corso del procedimento amministrativo e a spiegare in che modo il procedimento amministrativo avrebbe potuto raggiungere
un diverso risultato se detti elementi fossero stati resi loro accessibili durante tale procedimento;
─
la [OSCURATO:PERSONA], con decisione notificata il 27 febbraio 1997, a precisare esattamente i documenti resi accessibili alle ricorrenti
in primo grado in seguito all'adozione della misura 2 ottobre 1996, individuandoli nell'elenco. Al riguardo, dalla risposta
della [OSCURATO:PERSONA] dell'8 e del 17 aprile 1997 risulta che essa ha reso loro accessibile solo un quarto circa dell'insieme
dei fascicoli nn. IV/33.126 e IV/33.322;
la [OSCURATO:PERSONA], con decisione notificata il 27 febbraio 1997, a precisare esattamente i documenti resi accessibili alle ricorrenti
in primo grado in seguito all'adozione della misura 2 ottobre 1996, individuandoli nell'elenco. Al riguardo, dalla risposta
della [OSCURATO:PERSONA] dell'8 e del 17 aprile 1997 risulta che essa ha reso loro accessibile solo un quarto circa dell'insieme
dei fascicoli nn. IV/33.126 e IV/33.322;
─
la [OSCURATO:PERSONA], con decisioni notificate il 18 e il 19 giugno 1997, a depositare nella cancelleria del Tribunale, entro il
30 settembre 1997, l'originale di tutti i documenti repertoriati nell'elenco per i fascicoli nn. IV/33.126 e IV/33.322, ad
eccezione dei documenti contenenti segreti commerciali o altre informazioni riservate e dei documenti interni della [OSCURATO:PERSONA].
[OSCURATO:PERSONA] era invitata a precisare la natura di ciascun documento interno presente nell'elenco. Era del pari invitata
a inserire nel fascicolo istruttorio versioni non riservate o sunti non riservati al posto dei documenti riservati;
la [OSCURATO:PERSONA], con decisioni notificate il 18 e il 19 giugno 1997, a depositare nella cancelleria del Tribunale, entro il
30 settembre 1997, l'originale di tutti i documenti repertoriati nell'elenco per i fascicoli nn. IV/33.126 e IV/33.322, ad
eccezione dei documenti contenenti segreti commerciali o altre informazioni riservate e dei documenti interni della [OSCURATO:PERSONA].
[OSCURATO:PERSONA] era invitata a precisare la natura di ciascun documento interno presente nell'elenco. Era del pari invitata
a inserire nel fascicolo istruttorio versioni non riservate o sunti non riservati al posto dei documenti riservati;
─
le 39 ricorrenti in primo grado a consultare, presso la cancelleria del Tribunale, la versione originale e non riservata dei
documenti depositati dalla [OSCURATO:PERSONA]. Esse erano autorizzate a depositare una memoria che si limitasse ad individuare precisamente
ciascun documento non reso accessibile durante il procedimento amministrativo che avrebbe potuto avere un ruolo nella loro
difesa e a spiegare brevemente le ragioni per le quali detto procedimento amministrativo sarebbe potuto pervenire ad un risultato
diverso se il documento di cui trattasi fosse stato reso loro accessibile. [OSCURATO:PERSONA] è stata invitata a depositare un
controricorso nelle cause considerate.
le 39 ricorrenti in primo grado a consultare, presso la cancelleria del Tribunale, la versione originale e non riservata dei
documenti depositati dalla [OSCURATO:PERSONA]. Esse erano autorizzate a depositare una memoria che si limitasse ad individuare precisamente
ciascun documento non reso accessibile durante il procedimento amministrativo che avrebbe potuto avere un ruolo nella loro
difesa e a spiegare brevemente le ragioni per le quali detto procedimento amministrativo sarebbe potuto pervenire ad un risultato
diverso se il documento di cui trattasi fosse stato reso loro accessibile. [OSCURATO:PERSONA] è stata invitata a depositare un
controricorso nelle cause considerate.
23
Le udienze si sono svolte dinanzi al Tribunale nei giorni 16, 18, 23, 25 e 30 settembre 1998, nonché 2, 7, 9, 14, 16 e 21
ottobre 1998.
24
Il 15 marzo 2000 il Tribunale ha pronunciato la sentenza impugnata, riunendo ai fini della sentenza tutte le cause relative
alla decisione [OSCURATO:PERSONA].
25
Nella causa T-39/95, [OSCURATO:PERSONA] français/[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha dichiarato e statuito, al punto 12 del dispositivo della
sentenza impugnata:
─
l'art. 1 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 17 febbraio 1989 e nella parte in cui constata che la ricorrente ha attuato l'accordo [OSCURATO:PERSONA] (...)
partecipando all'infrazione indicata nell'art. 3, n. 1, lett. b);
l'art. 1 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 17 febbraio 1989 e nella parte in cui constata che la ricorrente ha attuato l'accordo [OSCURATO:PERSONA] (...)
partecipando all'infrazione indicata nell'art. 3, n. 1, lett. b);
─
l'art. 3, n. 3, lett. a), della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato
ad un accordo sulla ripartizione del mercato della Saar e nella parte in cui constata la partecipazione della ricorrente a
un'infrazione all'art. 85, n. 1, del Trattato successivamente al 12 agosto 1987;
l'art. 3, n. 3, lett. a), della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato
ad un accordo sulla ripartizione del mercato della Saar e nella parte in cui constata la partecipazione della ricorrente a
un'infrazione all'art. 85, n. 1, del Trattato successivamente al 12 agosto 1987;
─
l'art. 4, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 31 maggio 1987;
l'art. 4, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 31 maggio 1987;
─
l'art. 4, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 7 novembre 1988;
l'art. 4, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 7 novembre 1988;
─
l'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
l'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
─
l'art. 6 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui accerta a carico della ricorrente la partecipazione all'infrazione
contestata prima del 18 novembre 1983;
l'art. 6 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui accerta a carico della ricorrente la partecipazione all'infrazione
contestata prima del 18 novembre 1983;
─
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 9 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 12 519 000 euro;
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 9 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 12 519 000 euro;
─
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 10 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 1 051 000 euro;
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 10 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 1 051 000 euro;
─
[il ricorso è respinto per il resto;]
[il ricorso è respinto per il resto;]
─
la ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché un terzo delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA];
la ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché un terzo delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA];
─
la [OSCURATO:PERSONA] sopporterà due terzi delle proprie spese
la [OSCURATO:PERSONA] sopporterà due terzi delle proprie spese
.
26
Nella causa T-44/95, [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha dichiarato e statuito, al punto 15 del dispositivo della
sentenza impugnata:
─
l'art. 1 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 31 dicembre 1988;
l'art. 1 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 31 dicembre 1988;
─
l'art. 2, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui constata che sono stati raggiunti accordi riguardanti
scambi di informazioni sui prezzi nel corso delle riunioni del comitato esecutivo della [OSCURATO:PERSONA] (...) e nella parte in cui
considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione contestata oltre il 19 marzo 1984;
l'art. 2, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui constata che sono stati raggiunti accordi riguardanti
scambi di informazioni sui prezzi nel corso delle riunioni del comitato esecutivo della [OSCURATO:PERSONA] (...) e nella parte in cui
considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione contestata oltre il 19 marzo 1984;
─
l'art. 2, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente nella parte in cui constata che lo scambio
periodico di informazioni tra la [OSCURATO:PERSONA] (...) e i suoi membri ha riguardato, relativamente ai prezzi belgi e olandesi,
i prezzi minimi per le forniture di cemento autotrasportate dei produttori di questi due paesi e, relativamente al Lussemburgo,
i prezzi scontati praticati dal produttore di tale paese;
l'art. 2, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente nella parte in cui constata che lo scambio
periodico di informazioni tra la [OSCURATO:PERSONA] (...) e i suoi membri ha riguardato, relativamente ai prezzi belgi e olandesi,
i prezzi minimi per le forniture di cemento autotrasportate dei produttori di questi due paesi e, relativamente al Lussemburgo,
i prezzi scontati praticati dal produttore di tale paese;
─
l'art. 4, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata prima del 9 settembre 1986 e oltre il 31 maggio 1987;
l'art. 4, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata prima del 9 settembre 1986 e oltre il 31 maggio 1987;
─
l'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato
all'infrazione contestata prima del 9 settembre 1986;
l'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato
all'infrazione contestata prima del 9 settembre 1986;
─
l'art. 5 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
l'art. 5 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
─
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 9 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 2 349 000 euro;
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 9 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 2 349 000 euro;
─
il ricorso è respinto per il resto;
il ricorso è respinto per il resto;
─
la ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché un terzo delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA];
la ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché un terzo delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA];
─
la [OSCURATO:PERSONA] sopporterà due terzi delle proprie spese
la [OSCURATO:PERSONA] sopporterà due terzi delle proprie spese
.
27
Nella causa T-50/95, [OSCURATO:SOCIETA]/[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha dichiarato e statuito, al punto 19 del dispositivo della sentenza
impugnata:
─
l'art. 1 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata prima del 9 settembre 1986 e oltre il 3 aprile 1992;
l'art. 1 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata prima del 9 settembre 1986 e oltre il 3 aprile 1992;
─
l'art. 2, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
l'art. 2, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
─
l'art. 2, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente, da un lato, nella parte in cui constata
che lo scambio periodico di informazioni tra la [OSCURATO:PERSONA] (...) e i suoi membri ha riguardato, relativamente ai prezzi belgi
e olandesi, i prezzi minimi per le forniture di cemento autotrasportate dei produttori di questi due paesi e, relativamente
al Lussemburgo, i prezzi scontati praticati dal produttore di tale paese, nonché, d'altro lato, nella parte in cui considera
che la ricorrente ha partecipato all'infrazione contestata prima del 9 settembre 1986;
l'art. 2, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente, da un lato, nella parte in cui constata
che lo scambio periodico di informazioni tra la [OSCURATO:PERSONA] (...) e i suoi membri ha riguardato, relativamente ai prezzi belgi
e olandesi, i prezzi minimi per le forniture di cemento autotrasportate dei produttori di questi due paesi e, relativamente
al Lussemburgo, i prezzi scontati praticati dal produttore di tale paese, nonché, d'altro lato, nella parte in cui considera
che la ricorrente ha partecipato all'infrazione contestata prima del 9 settembre 1986;
─
l'art. 4, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata prima del 9 settembre 1986 e oltre il 31 maggio 1987;
l'art. 4, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata prima del 9 settembre 1986 e oltre il 31 maggio 1987;
─
l'art. 4, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
l'art. 4, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
─
l'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato
all'infrazione contestata prima del 9 settembre 1986;
l'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato
all'infrazione contestata prima del 9 settembre 1986;
─
l'art. 5 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
l'art. 5 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
─
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 9 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 6 399 000 euro;
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 9 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 6 399 000 euro;
─
il ricorso è respinto per il resto;
il ricorso è respinto per il resto;
─
la ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché un terzo delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA];
la ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché un terzo delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA];
─
la [OSCURATO:PERSONA] sopporterà due terzi delle proprie spese
la [OSCURATO:PERSONA] sopporterà due terzi delle proprie spese
.
28
Nella causa T-60/95, [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha dichiarato e statuito, al punto 29 del dispositivo della sentenza
impugnata:
─
l'art. 1 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 31 dicembre 1988;
l'art. 1 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 31 dicembre 1988;
─
l'art. 2, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui constata che sono stati raggiunti accordi riguardanti
scambi di informazioni sui prezzi nel corso delle riunioni del comitato esecutivo della [OSCURATO:PERSONA] (...) e nella parte in cui
considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione contestata oltre il 19 marzo 1984;
l'art. 2, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui constata che sono stati raggiunti accordi riguardanti
scambi di informazioni sui prezzi nel corso delle riunioni del comitato esecutivo della [OSCURATO:PERSONA] (...) e nella parte in cui
considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione contestata oltre il 19 marzo 1984;
─
l'art. 2, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente nella parte in cui constata che lo scambio
periodico di informazioni tra la [OSCURATO:PERSONA] (...) e i suoi membri ha riguardato, relativamente ai prezzi belgi e olandesi,
i prezzi minimi per le forniture di cemento autotrasportate dei produttori di questi due paesi e, relativamente al Lussemburgo,
i prezzi scontati praticati dal produttore di tale paese;
l'art. 2, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente nella parte in cui constata che lo scambio
periodico di informazioni tra la [OSCURATO:PERSONA] (...) e i suoi membri ha riguardato, relativamente ai prezzi belgi e olandesi,
i prezzi minimi per le forniture di cemento autotrasportate dei produttori di questi due paesi e, relativamente al Lussemburgo,
i prezzi scontati praticati dal produttore di tale paese;
─
l'art. 4, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata prima del 9 settembre 1986 e oltre il 31 maggio 1987;
l'art. 4, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata prima del 9 settembre 1986 e oltre il 31 maggio 1987;
─
l'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato
all'infrazione contestata prima del 9 settembre 1986;
l'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato
all'infrazione contestata prima del 9 settembre 1986;
─
l'art. 5 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
l'art. 5 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
─
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 9 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 2 065 000 euro;
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 9 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 2 065 000 euro;
─
il ricorso è respinto per il resto;
il ricorso è respinto per il resto;
─
la ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché un terzo delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA];
la ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché un terzo delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA];
─
la [OSCURATO:PERSONA] sopporterà due terzi delle proprie spese
la [OSCURATO:PERSONA] sopporterà due terzi delle proprie spese
.
29
Nella causa T-65/95, [OSCURATO:PERSONA] ─ [OSCURATO:SOCIETA]/[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha dichiarato e statuito, al punto
34 del dispositivo della sentenza impugnata:
─
l'art. 1 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata prima del 19 marzo 1984 e oltre il 3 aprile 1992;
l'art. 1 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata prima del 19 marzo 1984 e oltre il 3 aprile 1992;
─
l'art. 2, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui constata che sono stati raggiunti accordi riguardanti
scambi di informazioni sui prezzi nel corso delle riunioni del comitato esecutivo della [OSCURATO:PERSONA] (...) e nella parte in cui
considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione contestata prima del 19 marzo 1984 e oltre tale data;
l'art. 2, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui constata che sono stati raggiunti accordi riguardanti
scambi di informazioni sui prezzi nel corso delle riunioni del comitato esecutivo della [OSCURATO:PERSONA] (...) e nella parte in cui
considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione contestata prima del 19 marzo 1984 e oltre tale data;
─
l'art. 2, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente, da un lato, nella parte in cui constata
che lo scambio periodico di informazioni tra la [OSCURATO:PERSONA] (...) e i suoi membri ha riguardato, relativamente ai prezzi belgi
e olandesi, i prezzi minimi per le forniture di cemento autotrasportate dei produttori di questi due paesi e, relativamente
al Lussemburgo, i prezzi scontati praticati dal produttore di tale paese, nonché, d'altro lato, nella parte in cui considera
che la ricorrente ha partecipato all'infrazione contestata prima del 19 marzo 1984;
l'art. 2, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente, da un lato, nella parte in cui constata
che lo scambio periodico di informazioni tra la [OSCURATO:PERSONA] (...) e i suoi membri ha riguardato, relativamente ai prezzi belgi
e olandesi, i prezzi minimi per le forniture di cemento autotrasportate dei produttori di questi due paesi e, relativamente
al Lussemburgo, i prezzi scontati praticati dal produttore di tale paese, nonché, d'altro lato, nella parte in cui considera
che la ricorrente ha partecipato all'infrazione contestata prima del 19 marzo 1984;
─
l'art. 4, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 31 maggio 1987;
l'art. 4, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 31 maggio 1987;
─
l'art. 4, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 7 novembre 1988;
l'art. 4, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 7 novembre 1988;
─
l'art. 5 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
l'art. 5 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
─
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 9 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 25 701 000 euro;
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 9 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 25 701 000 euro;
─
il ricorso è respinto per il resto;
il ricorso è respinto per il resto;
─
la ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché un terzo delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA];
la ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché un terzo delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA];
─
la [OSCURATO:PERSONA] sopporterà due terzi delle proprie spese
la [OSCURATO:PERSONA] sopporterà due terzi delle proprie spese
.
30
Nella causa T-87/95, [OSCURATO:PERSONA] ─ [OSCURATO:SOCIETA]/[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha dichiarato e statuito, al punto 39 del
dispositivo della sentenza impugnata:
─
l'art. 1 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 3 aprile 1992;
l'art. 1 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione
contestata oltre il 3 aprile 1992;
─
l'art. 2, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui constata che sono stati raggiunti accordi riguardanti
scambi di informazioni sui prezzi nel corso delle riunioni del comitato esecutivo della [OSCURATO:PERSONA] (...) e nella parte in cui
considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione contestata oltre il 14 gennaio 1983;
l'art. 2, n. 1, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui constata che sono stati raggiunti accordi riguardanti
scambi di informazioni sui prezzi nel corso delle riunioni del comitato esecutivo della [OSCURATO:PERSONA] (...) e nella parte in cui
considera che la ricorrente ha partecipato all'infrazione contestata oltre il 14 gennaio 1983;
─
l'art. 2, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente nella parte in cui constata che lo scambio
periodico di informazioni tra la [OSCURATO:PERSONA] (...) e i suoi membri ha riguardato, relativamente ai prezzi belgi e olandesi,
i prezzi minimi per le forniture di cemento autotrasportate dei produttori di questi due paesi e, relativamente al Lussemburgo,
i prezzi scontati praticati dal produttore di tale paese;
l'art. 2, n. 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente nella parte in cui constata che lo scambio
periodico di informazioni tra la [OSCURATO:PERSONA] (...) e i suoi membri ha riguardato, relativamente ai prezzi belgi e olandesi,
i prezzi minimi per le forniture di cemento autotrasportate dei produttori di questi due paesi e, relativamente al Lussemburgo,
i prezzi scontati praticati dal produttore di tale paese;
─
l'art. 4, nn. 1 e 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
l'art. 4, nn. 1 e 2, della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
─
l'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato
all'infrazione contestata prima del 9 settembre 1986;
l'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nella parte in cui considera che la ricorrente ha partecipato
all'infrazione contestata prima del 9 settembre 1986;
─
l'art. 5 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
l'art. 5 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è annullato nei confronti della ricorrente;
─
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 9 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 7 471 000 euro;
l'importo dell'ammenda inflitta alla ricorrente nell'art. 9 della decisione [[OSCURATO:PERSONA]] è fissato in 7 471 000 euro;
─
il ricorso è respinto per il resto;
il ricorso è respinto per il resto;
─
la ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché un terzo delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA];
la ricorrente sopporterà le proprie spese, nonché un terzo delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA];
─
la [OSCURATO:PERSONA] sopporterà due terzi delle proprie spese
la [OSCURATO:PERSONA] sopporterà due terzi delle proprie spese
.
III ─ Domande nelle impugnazioni
31
L'[OSCURATO:PERSONA] chiede che la Corte voglia:
─
in via principale, annullare la sentenza impugnata per quanto riguarda tale società nella parte in cui conferma nei confronti
di quest'ultima la decisione [OSCURATO:PERSONA] e rinviare la causa al Tribunale per un nuovo esame;
in via principale, annullare la sentenza impugnata per quanto riguarda tale società nella parte in cui conferma nei confronti
di quest'ultima la decisione [OSCURATO:PERSONA] e rinviare la causa al Tribunale per un nuovo esame;
─
in subordine, annullare parzialmente la sentenza impugnata per quanto riguarda l'[OSCURATO:PERSONA] nella misura in cui conferma nei
confronti di quest'ultima la decisione [OSCURATO:PERSONA] e rinviare la causa al Tribunale per un nuovo esame;
in subordine, annullare parzialmente la sentenza impugnata per quanto riguarda l'[OSCURATO:PERSONA] nella misura in cui conferma nei
confronti di quest'ultima la decisione [OSCURATO:PERSONA] e rinviare la causa al Tribunale per un nuovo esame;
─
in via principale, annullare l'ammenda interamente e, in subordine, parzialmente, nonché
in via principale, annullare l'ammenda interamente e, in subordine, parzialmente, nonché
─
condannare la [OSCURATO:PERSONA] al pagamento delle spese sostenute dall'[OSCURATO:PERSONA] nei procedimenti dinanzi al Tribunale e alla Corte.
condannare la [OSCURATO:PERSONA] al pagamento delle spese sostenute dall'[OSCURATO:PERSONA] nei procedimenti dinanzi al Tribunale e alla Corte.
32
L'[OSCURATO:PERSONA] chiede che la Corte voglia:
─
annullare in tutto o parzialmente la sentenza impugnata nella parte in cui conferma la decisione [OSCURATO:PERSONA] nei confronti di
tale società;
annullare in tutto o parzialmente la sentenza impugnata nella parte in cui conferma la decisione [OSCURATO:PERSONA] nei confronti di
tale società;
─
in subordine, dichiarare nulla la decisione [OSCURATO:PERSONA] e/o ridurre l'ammenda inflitta all'[OSCURATO:PERSONA], e
in subordine, dichiarare nulla la decisione [OSCURATO:PERSONA] e/o ridurre l'ammenda inflitta all'[OSCURATO:PERSONA], e
─
condannare la [OSCURATO:PERSONA] alle spese.
condannare la [OSCURATO:PERSONA] alle spese.
33
[OSCURATO:PERSONA] français chiede che la Corte voglia:
─
annullare parzialmente, ai sensi degli artt. 225 CE e 54 dello Statuto CE della Corte di giustizia, la sentenza impugnata;
annullare parzialmente, ai sensi degli artt. 225 CE e 54 dello Statuto CE della Corte di giustizia, la sentenza impugnata;
─
annullare, ai sensi dell'art. 230 CE, la decisione [OSCURATO:PERSONA];
annullare, ai sensi dell'art. 230 CE, la decisione [OSCURATO:PERSONA];
─
in subordine, ridurre, ai sensi degli artt. 229 CE e 17 del regolamento n. 17, l'ammenda inflitta alla [OSCURATO:PERSONA] français, e
in subordine, ridurre, ai sensi degli artt. 229 CE e 17 del regolamento n. 17, l'ammenda inflitta alla [OSCURATO:PERSONA] français, e
─
condannare la [OSCURATO:PERSONA] alle spese.
condannare la [OSCURATO:PERSONA] alle spese.
34
L'[OSCURATO:PERSONA] chiede che la Corte voglia:
─
in via principale, annullare in toto la sentenza impugnata;
in via principale, annullare in toto la sentenza impugnata;
─
in via subordinata, annullare in parte la detta sentenza:
in via subordinata, annullare in parte la detta sentenza:
─
annullare parzialmente la decisione [OSCURATO:PERSONA] nella misura in cui la Corte accolga il ricorso avverso la detta sentenza;
annullare parzialmente la decisione [OSCURATO:PERSONA] nella misura in cui la Corte accolga il ricorso avverso la detta sentenza;
─
ridurre l'ammenda all'importo che la Corte giudicherà adeguato;
ridurre l'ammenda all'importo che la Corte giudicherà adeguato;
─
rinviare la causa al Tribunale, qualora consideri che lo stato del procedimento non le consente, in tutto o in parte, di statuire
definitivamente sulla controversia, e
rinviare la causa al Tribunale, qualora consideri che lo stato del procedimento non le consente, in tutto o in parte, di statuire
definitivamente sulla controversia, e
─
condannare la [OSCURATO:PERSONA] al pagamento delle spese sostenute dinanzi al Tribunale e alla Corte.
condannare la [OSCURATO:PERSONA] al pagamento delle spese sostenute dinanzi al Tribunale e alla Corte.
35
[OSCURATO:PERSONA] chiede che la Corte voglia:
─
in via principale, annullare la sentenza impugnata e la decisione [OSCURATO:PERSONA], nonché condannare la [OSCURATO:PERSONA] alle spese;
in via principale, annullare la sentenza impugnata e la decisione [OSCURATO:PERSONA], nonché condannare la [OSCURATO:PERSONA] alle spese;
─
in via subordinata, nell'ipotesi in cui la Corte decida di non annullare la sentenza impugnata, ridurre la sanzione inflitta
all'[OSCURATO:SOCIETA], e
in via subordinata, nell'ipotesi in cui la Corte decida di non annullare la sentenza impugnata, ridurre la sanzione inflitta
all'[OSCURATO:SOCIETA], e
─
in ogni caso, assumere ogni altro provvedimento che si imporrà o che la Corte riterrà opportuno o di giustizia.
in ogni caso, assumere ogni altro provvedimento che si imporrà o che la Corte riterrà opportuno o di giustizia.
36
[OSCURATO:PERSONA] chiede che la Corte voglia:
─
in via principale, annullare in tutto o in parte la sentenza impugnata e, conseguentemente, annullare in tutto o in parte
la decisione [OSCURATO:PERSONA] e/o annullare, o quanto meno ridurre, l'ammenda irrogata alla [OSCURATO:PERSONA];
in via principale, annullare in tutto o in parte la sentenza impugnata e, conseguentemente, annullare in tutto o in parte
la decisione [OSCURATO:PERSONA] e/o annullare, o quanto meno ridurre, l'ammenda irrogata alla [OSCURATO:PERSONA];
─
in subordine, annullare, in tutto o in parte, la sentenza impugnata e rimettere la causa dinanzi al Tribunale affinché la
giudichi nel merito alla luce delle indicazioni che la Corte vorrà fornirgli, e
in subordine, annullare, in tutto o in parte, la sentenza impugnata e rimettere la causa dinanzi al Tribunale affinché la
giudichi nel merito alla luce delle indicazioni che la Corte vorrà fornirgli, e
─
condannare la [OSCURATO:PERSONA] alle spese sostenute dinanzi al Tribunale e alla Corte.
condannare la [OSCURATO:PERSONA] alle spese sostenute dinanzi al Tribunale e alla Corte.
37
[OSCURATO:PERSONA] chiede che la Corte voglia:
─
per quanto riguarda l'impugnazione proposta dalla [OSCURATO:PERSONA] français, in via principale, dichiarare irricevibile la domanda
di annullamento della decisione [OSCURATO:PERSONA], nonché dichiarare il ricorso infondato per il resto e, in subordine, dichiarare il
ricorso globalmente infondato;
per quanto riguarda l'impugnazione proposta dalla [OSCURATO:PERSONA] français, in via principale, dichiarare irricevibile la domanda
di annullamento della decisione [OSCURATO:PERSONA], nonché dichiarare il ricorso infondato per il resto e, in subordine, dichiarare il
ricorso globalmente infondato;
─
per quanto riguarda le altre impugnazioni, dichiararle irricevibili, in quanto i motivi fatti valere non possono essere riesaminati
nell'ambito di un'impugnazione e, per il resto, dichiararle infondate, e
per quanto riguarda le altre impugnazioni, dichiararle irricevibili, in quanto i motivi fatti valere non possono essere riesaminati
nell'ambito di un'impugnazione e, per il resto, dichiararle infondate, e
─
condannare tutte le ricorrenti nelle impugnazioni in esame al pagamento delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA] nell'ambito
di tali impugnazioni.
condannare tutte le ricorrenti nelle impugnazioni in esame al pagamento delle spese sostenute dalla [OSCURATO:PERSONA] nell'ambito
di tali impugnazioni.
IV ─ Procedimento dinanzi alla Corte e motivi dell'impugnazione
38
Con ordinanze motivate 5 giugno 2002 la Corte ha subito dichiarato manifestamente irricevibili e/o manifestamente infondati,
in applicazione dell'art. 119 del regolamento di procedura, alcuni dei motivi e degli argomenti fatti valere dalle ricorrenti
nelle impugnazioni in esame.
39
I motivi dell'[OSCURATO:PERSONA] che non sono stati subito respinti con l'ordinanza 5 giugno 2002, causa C-204/00 P, [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA]
(non pubblicata nella Raccolta), attengono:
─
a una violazione dei diritti della difesa risultante dal mancato accesso a documenti idonei a contenere elementi a discarico;
a una violazione dei diritti della difesa risultante dal mancato accesso a documenti idonei a contenere elementi a discarico;
─
a un'errata imputazione della responsabilità delle violazioni dell'art. 85 del Trattato;
a un'errata imputazione della responsabilità delle violazioni dell'art. 85 del Trattato;
─
a una violazione dei principi fondamentali applicabili alla fissazione delle ammende;
a una violazione dei principi fondamentali applicabili alla fissazione delle ammende;
─
a una violazione del regolamento (CEE) del Consiglio 26 novembre 1974, n. 2988, relativo alla prescrizione in materia di azioni
e di esecuzione nel settore del diritto dei trasporti e della concorrenza della Comunità economica europea (GU L 319, pag. 1).
a una violazione del regolamento (CEE) del Consiglio 26 novembre 1974, n. 2988, relativo alla prescrizione in materia di azioni
e di esecuzione nel settore del diritto dei trasporti e della concorrenza della Comunità economica europea (GU L 319, pag. 1).
40
I motivi dell'[OSCURATO:PERSONA] che non sono stati interamente respinti subito con l'ordinanza 5 giugno 2002, causa C-205/00 P,
[OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA] (non pubblicata nella Raccolta), attengono:
─
a un difetto di competenza del Tribunale;
a un difetto di competenza del Tribunale;
─
a un vizio di procedura;
a un vizio di procedura;
─
a una violazione del diritto comunitario e ad errori manifesti di valutazione per quanto riguarda le norme di procedura che
tutelano i diritti della difesa e la pertinenza di talune prove documentali;
a una violazione del diritto comunitario e ad errori manifesti di valutazione per quanto riguarda le norme di procedura che
tutelano i diritti della difesa e la pertinenza di talune prove documentali;
─
a un difetto di motivazione, nonché ad una mancata risposta agli argomenti della ricorrente.
a un difetto di motivazione, nonché ad una mancata risposta agli argomenti della ricorrente.
41
Gli unici motivi della [OSCURATO:PERSONA] français che non sono stati subito respinti con l'ordinanza 5 giugno 2002, causa C-211/00 P,
[OSCURATO:PERSONA] français/[OSCURATO:PERSONA] (non pubblicata nella Raccolta), riguardano:
─
un errore di valutazione in merito alla cifra d'affari impiegata per il calcolo dell'importo dell'ammenda inflittale;
un errore di valutazione in merito alla cifra d'affari impiegata per il calcolo dell'importo dell'ammenda inflittale;
─
una violazione del principio di proporzionalità attinente all'importo di tale ammenda.
una violazione del principio di proporzionalità attinente all'importo di tale ammenda.
42
I motivi dell'[OSCURATO:PERSONA] che non sono stati subito respinti con l'ordinanza 5 giugno 2002, causa C-213/00 P, [OSCURATO:PERSONA]
─ [OSCURATO:SOCIETA]/[OSCURATO:PERSONA] (non pubblicata nella Raccolta), attengono:
─
a violazioni dei diritti della difesa derivanti dall'accesso incompleto ai documenti riportati nel fascicolo istruttorio;
a violazioni dei diritti della difesa derivanti dall'accesso incompleto ai documenti riportati nel fascicolo istruttorio;
─
a una violazione dei diritti della difesa, a una motivazione insufficiente e ad un contrasto con una precedente decisione
per quanto riguarda la rinuncia agli addebiti nazionali;
a una violazione dei diritti della difesa, a una motivazione insufficiente e ad un contrasto con una precedente decisione
per quanto riguarda la rinuncia agli addebiti nazionali;
─
a un'erronea applicazione del diritto comunitario, nonché a una contraddizione nella motivazione per quanto riguarda la valutazione
del carattere illecito dell'accordo relativo alle convenzioni stipulate nel 1987 con la [OSCURATO:SOCIETA];
a un'erronea applicazione del diritto comunitario, nonché a una contraddizione nella motivazione per quanto riguarda la valutazione
del carattere illecito dell'accordo relativo alle convenzioni stipulate nel 1987 con la [OSCURATO:SOCIETA];
─
a una violazione dei principi di equità, di proporzionalità e di non discriminazione per quanto riguarda l'intangibilità dell'ammenda;
a una violazione dei principi di equità, di proporzionalità e di non discriminazione per quanto riguarda l'intangibilità dell'ammenda;
─
a una violazione dell'art. 15, n. 2, del regolamento n. 17, nonché a una motivazione insufficiente per quanto riguarda la
valutazione della gravità dell'infrazione accertata nei confronti dell'[OSCURATO:PERSONA];
a una violazione dell'art. 15, n. 2, del regolamento n. 17, nonché a una motivazione insufficiente per quanto riguarda la
valutazione della gravità dell'infrazione accertata nei confronti dell'[OSCURATO:PERSONA];
─
a una violazione della stessa disposizione per quanto riguarda la valutazione della durata dell'infrazione accertata nei confronti
dell'[OSCURATO:PERSONA].
a una violazione della stessa disposizione per quanto riguarda la valutazione della durata dell'infrazione accertata nei confronti
dell'[OSCURATO:PERSONA].
43
I motivi della [OSCURATO:SOCIETA] che non sono stati interamente respinti con l'ordinanza 5 giugno 2002, causa C-217/00 P, [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA] (non pubblicata nella Raccolta), riguardano:
─
una violazione dei diritti della difesa, un'errata applicazione delle norme di diritto nonché una motivazione erronea e contraddittoria
per quanto riguarda:
una violazione dei diritti della difesa, un'errata applicazione delle norme di diritto nonché una motivazione erronea e contraddittoria
per quanto riguarda:
─
il rifiuto di autorizzare l'accesso alla CA e ai documenti riportati nel fascicolo istruttorio;
─
la rinuncia agli addebiti nazionali;
─
i contratti stipulati tra la [OSCURATO:SOCIETA] e i produttori italiani;
─
la partecipazione dell'[OSCURATO:SOCIETA] all'ETF;
─
il collegamento tra l'ETF e l'accordo [OSCURATO:PERSONA];
─
un'asserita violazione dei principi del ne bis in idem e di parità di trattamento;
un'asserita violazione dei principi del ne bis in idem e di parità di trattamento;
─
un'asserita violazione del diritto di non contribuire alla propria incriminazione;
un'asserita violazione del diritto di non contribuire alla propria incriminazione;
─
un errore manifesto di valutazione dei documenti probatori;
un errore manifesto di valutazione dei documenti probatori;
─
un errore di diritto ed una motivazione insufficiente in merito alla designazione dell'[OSCURATO:SOCIETA] come
membro diretto della [OSCURATO:PERSONA];
un errore di diritto ed una motivazione insufficiente in merito alla designazione dell'[OSCURATO:SOCIETA] come
membro diretto della [OSCURATO:PERSONA];
─
un'asserita violazione dell'art. 190 del Trattato CE (divenuto art. 253 CE), dell'art. 15, n. 2, del regolamento n. 17, del
principio di parità di trattamento e del principio di proporzionalità per quanto riguarda:
un'asserita violazione dell'art. 190 del Trattato CE (divenuto art. 253 CE), dell'art. 15, n. 2, del regolamento n. 17, del
principio di parità di trattamento e del principio di proporzionalità per quanto riguarda:
─
l'irrogazione di un'ammenda unica per l'insieme delle infrazioni constatate sul mercato del cemento grigio;
─
la valutazione delle responsabilità rispettive nell'infrazione relativa alla partecipazione all'accordo [OSCURATO:PERSONA];
─
il calcolo della durata dell'infrazione.
44
I motivi della [OSCURATO:PERSONA] che non sono stati interamente respinti subito con l'ordinanza 5 giugno 2002, causa C-219/00 P, [OSCURATO:PERSONA]
─ [OSCURATO:SOCIETA]/[OSCURATO:PERSONA] (non pubblicata nella Raccolta), attengono:
─
a una violazione dei diritti della difesa per quanto riguarda l'accesso al fascicolo istruttorio;
a una violazione dei diritti della difesa per quanto riguarda l'accesso al fascicolo istruttorio;
─
a un errore di diritto, a un difetto di motivazione e a una violazione dei diritti della difesa per quanto riguarda:
a un errore di diritto, a un difetto di motivazione e a una violazione dei diritti della difesa per quanto riguarda:
─
l'esistenza dell'accordo [OSCURATO:PERSONA];
─
gli scambi di informazioni sui prezzi;
─
le misure menzionate all'art. 4, nn. 3 e 4, della decisione [OSCURATO:PERSONA];
─
a un errore di diritto e a un difetto di motivazione per quanto riguarda la nozione di accordo unico e continuo;
a un errore di diritto e a un difetto di motivazione per quanto riguarda la nozione di accordo unico e continuo;
─
a un errore di diritto e a un'errata valutazione dei criteri per il calcolo della sanzione inflitta alla [OSCURATO:PERSONA].
a un errore di diritto e a un'errata valutazione dei criteri per il calcolo della sanzione inflitta alla [OSCURATO:PERSONA].
45
Occorre, per ragioni di connessione, riunire i procedimenti in esame ai fini della sentenza, conformemente all'art. 43 del
regolamento di procedura della Corte.
V ─ Sul controllo svolto dalla Corte nell'ambito delle impugnazioni in esame
46
Occorre formulare talune osservazioni preliminari quanto al sindacato giurisdizionale svolto in caso di impugnazione, nonché
quanto al contesto giuridico e di fatto della ricerca e della sanzione dei comportamenti anticoncorrenziali. Tali considerazioni
sono dirette a chiarire l'ambito giuridico all'interno del quale la Corte procede all'esame delle impugnazioni di cui trattasi.
Il ruolo della Corte nell'ambito di un'impugnazione
47
Nell'ambito di un'impugnazione, la Corte, nello svolgimento della funzione assegnatale, si limita ad esaminare se, in occasione
dell'esercizio del suo potere di sindacato giurisdizionale, il Tribunale abbia commesso un errore di diritto. Ai sensi degli
artt. 225 CE e 51, primo comma, dello Statuto CE della Corte di giustizia, l'impugnazione dev'essere limitata a questioni
di diritto e fondata su motivi attinenti all'incompetenza del Tribunale, a vizi del procedimento dinanzi al Tribunale recanti
pregiudizio agli interessi della parte ricorrente nonché alla violazione del diritto comunitario da parte di quest'ultimo.
48
Il ricorso contro una sentenza del Tribunale di primo grado può quindi fondarsi solo su motivi relativi alla violazione di
norme di diritto, ad esclusione di qualsiasi valutazione dei fatti. Solo il Tribunale è competente, da un lato, ad accertare
i fatti, salvo il caso in cui l'inesattezza materiale dei suoi accertamenti risulti dai documenti del fascicolo ad esso sottoposto,
e, dall'altro, a valutare tali fatti (v., in particolare, sentenza 16 marzo 2000, causa C-284/98 P, Parlamento/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA].
pag. I-1527, punto 31).
49
Ne consegue che la valutazione dei fatti, salvo il caso dello snaturamento degli elementi di prova addotti dinanzi al Tribunale,
non costituisce una questione di diritto, come tale soggetta al sindacato della Corte (v., in particolare, sentenza 21 giugno
2001, cause riunite da C-280/99 P a C-282/99 P, [OSCURATO:PERSONA] e a./[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I-4717, punto 78).
50
Gli artt. 225 CE, 51, primo comma, dello Statuto CE della Corte di giustizia e 112, n. 1, primo comma, lett. c), del regolamento
di procedura impongono al ricorrente che alleghi uno snaturamento di elementi di prova da parte del Tribunale di indicare
con precisione gli elementi che sarebbero stati snaturati da quest'ultimo e di dimostrare gli errori di valutazione che, a
suo avviso, avrebbero portato il Tribunale a tale snaturamento.
51
Non soddisfa i requisiti risultanti da tali disposizioni l'impugnazione che, senza neppure contenere un argomento specificamente
diretto ad individuare l'errore di diritto che vizierebbe la sentenza del Tribunale, si limiti a ripetere i motivi e gli argomenti
già presentati dinanzi a tale giudice, compresi quelli basati su fatti esplicitamente negati da quest'ultimo. Infatti, un'impugnazione
di tal genere costituisce in realtà una domanda diretta ad ottenere un semplice riesame del ricorso presentato dinanzi al
Tribunale, il che esula dalla competenza della Corte (v., in particolare, ordinanza 9 luglio 1998, causa C-317/97 P, Smanor
e a./[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I-4269, punto 21, e sentenza 4 luglio 2000, causa C-352/98 P, Bergaderm e Goupil/[OSCURATO:PERSONA],
[OSCURATO:PERSONA]. pag. I-5291, punto 35).
52
E' in particolare sulla base di tali considerazioni che la Corte ha subito dichiarato manifestamente irricevibili alcuni dei
motivi e degli argomenti fatti valere dalle ricorrenti nelle impugnazioni in esame (v. punto 38 della presente sentenza).
Il contesto giuridico e di fatto del controllo delle pratiche e degli accordi anticoncorrenziali
53
La partecipazione di un'impresa a pratiche ed accordi anticoncorrenziali costituisce un'infrazione economica diretta a massimizzare
i suoi profitti mediante, generalmente, una limitazione volontaria dell'offerta, una ripartizione artificiale del mercato
ed un aumento artificioso dei prezzi. L'effetto di tali accordi o di tali pratiche è di restringere la libera concorrenza
e di impedire la realizzazione del mercato comune, ostacolando in particolare il commercio intracomunitario. Tali effetti
nocivi si ripercuotono direttamente sui consumatori in termini di aumenti di prezzo e di minore diversità dell'offerta. In
caso di pratica o accordo anticoncorrenziale nel settore del cemento, tutto il settore della costruzione e degli alloggi,
nonché il mercato immobiliare, subiscono effetti del genere.
54
I poteri attribuiti alla [OSCURATO:PERSONA] dal regolamento n. 17 hanno lo scopo di consentirle di espletare il compito, ad essa
affidato dall'art. 89 del Trattato CE (divenuto, in seguito a modifica, art. 85 CE), di vegliare sull'osservanza delle norme
sulla concorrenza nel mercato comune. Infatti, come risulta dal punto precedente, evitare le pratiche e gli accordi anticoncorrenziali,
così come scoprirli e sanzionarli, risponde a un interesse generale.
55
Poiché sono noti tanto il divieto di partecipare a pratiche e accordi anticoncorrenziali quanto le sanzioni che possono essere
irrogate ai contravventori, di norma le attività derivanti da tali pratiche ed accordi si svolgono in modo clandestino, le
riunioni sono segrete, spesso in un paese terzo, e la documentazione ad esse relativa è ridotta al minimo.
56
Anche se la [OSCURATO:PERSONA] scoprisse documenti attestanti in modo esplicito un contatto illegittimo tra operatori, come i resoconti
di una riunione, questi ultimi sarebbero di regola solo frammentari e sporadici, di modo che si rivela spesso necessario ricostituire
taluni dettagli per via di deduzioni.
57
Nella maggior parte dei casi, l'esistenza di una pratica o di un accordo anticoncorrenziale dev'essere dedotta da un certo
numero di coincidenze e di indizi i quali, considerati nel loro insieme, possono rappresentare, in mancanza di un'altra spiegazione
coerente, la prova di una violazione delle regole sulla concorrenza.
58
Inoltre, la [OSCURATO:PERSONA] può trovarsi di fronte a difficoltà inerenti alle strutture complesse di taluni operatori, a ristrutturazioni
e a modifiche della personalità giuridica delle imprese.
59
Occorre in tale contesto ricordare che l'art. 85 del Trattato riguarda le attività delle
imprese. Ai fini di tale disposizione, il cambiamento della forma giuridica e del nome dell'impresa non ha necessariamente l'effetto
di creare una nuova impresa esente dalla responsabilità di comportamenti anticoncorrenziali della precedente, qualora, sotto
l'aspetto economico, vi sia identità fra le due imprese (v., in tal senso, sentenza 28 marzo 1984, cause riunite 29/83 e 30/83,
[OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. 1679, punto 9).
60
Tuttavia, la comunicazione degli addebiti deve precisare in maniera inequivocabile la persona giuridica alla quale potranno
essere inflitte ammende e dev'essere inviata a quest'ultima (sentenza 2 ottobre 2003, causa C-176/99 P, ARBED/[OSCURATO:PERSONA],
[OSCURATO:PERSONA]. pag. I-10687, punto 21).
61
Al fine di preservare l'effetto utile del potere d'indagine conferitole dall'art. 11, nn. 1 e 5, del regolamento n. 17, la
[OSCURATO:PERSONA] ha il diritto di obbligare un'impresa, eventualmente mediante decisione, a fornirle tutte le informazioni necessarie
attinenti ai fatti di cui essa possa avere conoscenza ed a comunicarle, se del caso, i relativi documenti di cui sia in possesso,
anche se questi possono servire a dimostrare, nei confronti di tale impresa o di un'altra impresa, l'esistenza di un comportamento
anticoncorrenziale.
62
Il regolamento n. 17 impone all'impresa nei cui confronti viene svolta un'indagine un obbligo di attiva collaborazione, per
cui deve tenere a disposizione della [OSCURATO:PERSONA] tutte le informazioni riguardanti l'oggetto dell'indagine (v. sentenza 18
ottobre 1989, causa 374/87, Orkem/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. 3283, punto 27).
63
Nello svolgimento delle sue funzioni, la [OSCURATO:PERSONA] deve peraltro vegliare affinché i diritti della difesa non siano pregiudicati
nell'ambito di procedimenti d'indagine previa che possano essere determinanti per la costituzione di prove attestanti l'illegittimità
di comportamenti di imprese che possono farne sorgere la responsabilità (sentenza 21 settembre 1989, cause riunite 46/87 e
227/88, Hoechst/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. 2859, punto 15).
64
I diritti della difesa sono diritti fondamentali che fanno parte integrante dei principi generali del diritto dei quali la
Corte garantisce l'osservanza (v., in tal senso, sentenza 28 marzo 2000, causa C-7/98, [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I-1935, punti 25
e 26) ispirandosi alle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri e alle indicazioni fornite dai Trattati internazionali
a cui gli Stati membri hanno cooperato o aderito, come la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e
delle libertà fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (in prosieguo: la
CEDU) (v. sentenza 6 marzo 2001, causa C-274/99 P, Connolly/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I-1611, punti 37 e 38).
65
Pertanto, la [OSCURATO:PERSONA] non può imporre all'impresa, con una richiesta di informazioni, l'obbligo di fornire risposte attraverso
le quali questa sarebbe indotta ad ammettere l'esistenza dell'infrazione, che deve invece essere provata dalla [OSCURATO:PERSONA]
(v. sentenza Orkem/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 35).
66
Il rispetto dei diritti della difesa esige altresì che l'impresa interessata sia stata messa in grado, durante il procedimento
amministrativo, di far conoscere in modo efficace il proprio punto di vista sulla realtà e sulla rilevanza dei fatti e delle
circostanze allegati, nonché sui documenti di cui la [OSCURATO:PERSONA] ha tenuto conto per suffragare l'asserita infrazione del
Trattato (v. sentenze 7 giugno 1983, cause riunite 100/80-103/80, [OSCURATO:PERSONA] française e a./[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. 1825,
punto 10, e 6 aprile 1995, causa C-310/93 P, BPB [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I-865, punto 21).
67
In tal senso, il regolamento n. 17 prevede l'invio alle parti di una comunicazione degli addebiti che deve enunciare, in modo
chiaro, tutti gli elementi essenziali sui quali si fonda la [OSCURATO:PERSONA] in quello stadio del procedimento. Tuttavia, tale
indicazione può farsi in modo sommario e la decisione non deve necessariamente ricalcare l'elenco degli addebiti (v. sentenza
[OSCURATO:PERSONA] française e a./[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 14), poiché tale comunicazione rappresenta un documento preparatorio
le cui valutazioni di fatto e di diritto hanno un carattere puramente provvisorio (v., in tal senso, sentenza 17 novembre
1987, cause riunite 142/84 e 156/84, BAT e Reynolds/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. 4487, punto 70). Di conseguenza, la [OSCURATO:PERSONA]
può, e anzi deve, tener conto delle risultanze del procedimento amministrativo, tra l'altro per rinunciare agli addebiti che
si siano rivelati infondati (v. sentenza [OSCURATO:PERSONA] française e a./[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 14).
Il diritto di accesso al fascicolo
68
Corollario del principio del rispetto dei diritti della difesa, il diritto di accesso al fascicolo implica che la [OSCURATO:PERSONA]
debba dare all'impresa interessata la possibilità di procedere ad un esame di tutti i documenti presenti nel fascicolo istruttorio
che potrebbero essere rilevanti per la sua difesa (v., in tal senso, sentenze del Tribunale 29 giugno 1995, causa T-30/91,
[OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. II-1775, punto 81, e della Corte 2 ottobre 2003, causa C-199/99 P, Corus UK/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA].
pag. I-11177, punti 125-128). Questi ultimi comprendono tanto i documenti a carico quanto quelli a discarico, fatti salvi
i segreti aziendali di altre imprese, i documenti interni della [OSCURATO:PERSONA] e le altre informazioni riservate (v. sentenze
13 febbraio 1979, causa 85/76, Hoffman-[OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. 461, punti 9 e 11; 8 luglio 1999, causa C-51/92 P,
[OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I-4235, punto 75, e 15 ottobre 2002, cause riunite C-238/99 P, C-244/99 P, C-245/99 P,
C-247/99 P, da C-250/99 P a C-252/99 P e C-254/99 P, [OSCURATO:PERSONA] e a./[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I-8375, punto 315).
69
Può infatti accadere che l'impresa attiri l'attenzione della [OSCURATO:PERSONA] su documenti idonei a dare una spiegazione economica
diversa dalla valutazione economica globale formulata da quest'ultima, in particolare quelli che chiariscono la nozione di
mercato di cui trattasi, nonché l'entità ed il comportamento delle imprese che agiscono su tale mercato (v., in tal senso,
sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punti 76 e 77).
70
La Corte europea dei diritti dell'uomo ha peraltro precisato che il rispetto del principio del contraddittorio, come quello
delle altre garanzie processuali sancite dall'art. 6, n. 1, della CEDU, riguarda solo il procedimento giurisdizionale dinanzi
ad un
tribunale, senza implicare alcun principio generale ed astratto secondo cui le parti devono avere, in ogni caso, la facoltà di assistere
ai colloqui svolti o di ricevere comunicazione di tutti i documenti presi in considerazione che coinvolgono altri soggetti
(v., in tal senso, Corte europea D.U., sentenze 19 luglio 1995, Kerojärvi/Finlandia, serie A, n. 322, paragrafo 42, e 18 marzo
1997, Mantovanelli/Francia,
Recueil des arrêts et décisions
1997-II, paragrafo 33).
71
La mancata comunicazione di un documento costituisce una violazione dei diritti della difesa solo se l'impresa interessata
dimostra, da un lato, che la [OSCURATO:PERSONA] si è basata su tale documento per suffragare il suo addebito relativo all'esistenza
di un'infrazione (v., in tal senso, sentenza 9 novembre 1983, causa 322/81, Michelin/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. 3461, punti 7
e 9) e, dall'altro, che tale addebito può essere provato solo facendo riferimento al detto documento (v. sentenze 25 ottobre
1983, causa 107/82, AEG/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. 3151, punti 24-30, e [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 58).
72
In presenza di altre prove documentali, di cui le parti hanno preso conoscenza durante il procedimento amministrativo, che
sostengono specificamente le conclusioni della [OSCURATO:PERSONA], l'eliminazione dai mezzi di prova del documento a carico non comunicato
non inficerebbe la fondatezza degli addebiti accertati nella decisione contestata (v., in tal senso, citate sentenze [OSCURATO:PERSONA] française e a./[OSCURATO:PERSONA], punto 30, e [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], punto 58).
73
All'impresa interessata spetta altresì dimostrare che il risultato al quale è pervenuta la [OSCURATO:PERSONA] nella sua decisione
sarebbe stato diverso se dai mezzi di prova a carico avesse dovuto essere eliminato un documento non comunicato sul quale
la [OSCURATO:PERSONA] si è basata per incriminare tale impresa.
74
Invece, per quanto riguarda la mancata comunicazione di un documento a discarico, l'impresa interessata deve solo provare
che la sua mancata divulgazione ha potuto influenzare, a scapito di quest'ultima, lo svolgimento del procedimento ed il contenuto
della decisione della [OSCURATO:PERSONA] (v. sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 68).
75
E' sufficiente che l'impresa dimostri che essa avrebbe potuto utilizzare i detti documenti a discarico per la sua difesa (v.
citate sentenze [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], punto 81, e [OSCURATO:PERSONA] e a./[OSCURATO:PERSONA], punto 318), nel
senso che, se essa avesse potuto avvalersene durante il procedimento amministrativo, avrebbe potuto far valere elementi che
non concordavano con le deduzioni operate in quello stadio dalla [OSCURATO:PERSONA] e avrebbe potuto quindi influenzare, in una qualsiasi
maniera, le valutazioni svolte da quest'ultima nell'eventuale decisione, almeno per quanto riguarda la gravità e la durata
del comportamento contestatole e, di conseguenza, l'entità dell'ammenda (v., in tal senso, sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit.,
punto 98).
76
La possibilità che un documento non divulgato abbia potuto influire sullo svolgimento del procedimento e sul contenuto della
decisione della [OSCURATO:PERSONA] può essere accertata solo dopo un esame provvisorio di taluni mezzi di prova che faccia emergere
che i documenti non divulgati avrebbero avuto, alla luce di tali mezzi di prova, un'importanza che non avrebbe potuto essere
trascurata (v. sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 68).
77
Nell'ambito di tale analisi provvisoria, spetta soltanto al Tribunale valutare la portata che occorre attribuire agli elementi
che gli sono stati sottoposti (v. ordinanza 17 settembre 1996, causa C-19/95 P, [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I-4435,
punto 40). Infatti, come rammentato al punto 49 della presente sentenza, la sua valutazione dei fatti non costituisce, salvo
il caso dello snaturamento degli elementi di prova, una questione di diritto soggetta, in quanto tale, al sindacato della
Corte.
L'accertamento della responsabilità delle imprese
78
Come recentemente sottolineato dal Consiglio nel quinto
considerando del regolamento (CE) 16 dicembre 2002, n. 1/2003, concernente l'applicazione delle regole di concorrenza di cui agli artt. 81
e 82 del Trattato (GU 2003, L 1, pag. 1), alla parte o all'autorità che asserisce un'infrazione delle regole sulla concorrenza
spetta l'onere di provare l'esistenza di tale infrazione ed all'impresa o all'associazione di imprese che invocano il beneficio
della difesa contro l'esistenza di un'infrazione incombe l'onere di provare che le condizioni per l'applicazione di detta
difesa sono soddisfatte, di modo che la detta autorità dovrà ricorrere ad altri elementi di prova.
79
Anche se, secondo tali principi, l'onere legale della prova grava tanto sulla [OSCURATO:PERSONA] quanto sull'impresa o sull'associazione
interessata, gli elementi di fatto che una parte fa valere possono essere tali da obbligare l'altra parte a fornire una spiegazione
o una giustificazione, in mancanza della quale è lecito ritenere che l'onere della prova sia stato soddisfatto.
80
Nella decisione [OSCURATO:PERSONA] la [OSCURATO:PERSONA] ha concluso nel senso dell'esistenza di un cartello nel settore del cemento al quale
avevano partecipato, a suo avviso, 42 imprese ed associazioni fra le quali le ricorrenti nelle impugnazioni in esame. Tale
decisione è stata essenzialmente confermata dal Tribunale, che ha modificato le sanzioni inflitte in funzione del suo controllo
delle constatazioni fatte dalla [OSCURATO:PERSONA] in merito al grado di coinvolgimento e di partecipazione delle imprese al cartello.
Le ricorrenti nelle impugnazioni in esame, oltre a far valere errori di diritto e di motivazione nella sentenza impugnata,
contestano sostanzialmente le valutazioni del Tribunale in merito alla loro partecipazione al cartello ed al grado o alla
durata di tale partecipazione.
81
Secondo una giurisprudenza costante, è sufficiente che la [OSCURATO:PERSONA] dimostri che l'impresa interessata ha partecipato a
riunioni durante le quali sono stati conclusi accordi di natura anticoncorrenziale, senza esservisi manifestamente opposta,
affinché sia sufficientemente provata la partecipazione della detta impresa all'intesa. Ove sia stata dimostrata la partecipazione
a riunioni siffatte, spetta a tale impresa dedurre indizi atti a dimostrare che la sua partecipazione alle dette riunioni
era priva di qualunque spirito anticoncorrenziale, dimostrando che essa aveva dichiarato alle sue concorrenti di partecipare
alle riunioni in un'ottica diversa dalla loro (v. sentenze 8 luglio 1999, causa C-199/92 P, Hüls/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I-4287,
punto 155, e causa C-49/92 P, [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I-4125, punto 96).
82
La ragione soggiacente a tale principio di diritto è che, avendo partecipato alla detta riunione senza distanziarsi pubblicamente
dal suo contenuto, l'impresa ha dato l'impressione agli altri partecipanti che essa appoggiava il suo risultato e che vi si
sarebbe conformata.
83
I principi sanciti dalla giurisprudenza rammentata al punto 81 della presente sentenza valgono altresì per la partecipazione
all'attuazione di un unico accordo. Per provare la partecipazione di un'impresa ad un siffatto accordo, la [OSCURATO:PERSONA] deve
dimostrare che l'impresa intendeva contribuire con il proprio comportamento agli obiettivi comuni perseguiti da tutti i partecipanti
e che era a conoscenza dei comportamenti materiali previsti o attuati da altre imprese nel perseguire i medesimi obiettivi,
oppure che poteva ragionevolmente prevederli ed era pronta ad accettarne i rischi (v. sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA],
cit., punto 87).
84
Al riguardo, la tacita approvazione di un'iniziativa illecita, senza distanziarsi pubblicamente dal suo contenuto o denunciarla
agli organi amministrativi, ha l'effetto di incoraggiare la continuazione dell'infrazione e pregiudica la sua scoperta. Tale
complicità rappresenta una modalità passiva di partecipazione all'infrazione, idonea quindi a far sorgere la responsabilità
dell'impresa nell'ambito di un unico accordo.
85
Inoltre, la circostanza che un'impresa non dia alcun seguito ai risultati di una riunione avente un oggetto anticoncorrenziale
non è atta a escludere la responsabilità della medesima per la sua partecipazione ad un'intesa, a meno che essa non abbia
preso pubblicamente le distanze dal suo contenuto (v. sentenza 16 novembre 2000, causa C-291/98 P, Sarrió/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA].
pag. I-9991, punto 50).
86
Peraltro, il fatto che un'impresa non abbia preso parte a tutti gli elementi costitutivi di un'intesa o che abbia svolto un
ruolo secondario negli aspetti cui ha partecipato non è rilevante per dimostrare l'esistenza di un'infrazione da parte sua.
Occorre prendere in considerazione tali elementi solo in sede di valutazione della gravità dell'infrazione e, eventualmente,
della determinazione dell'ammenda (v., in tal senso, sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 90).
87
Qualora, secondo la [OSCURATO:PERSONA], la responsabilità di imprese per comportamenti anticoncorrenziali risulti dalla loro partecipazione
a riunioni aventi ad oggetto tali comportamenti, spetta al Tribunale verificare se tali imprese abbiano avuto la possibilità,
tanto durante il procedimento amministrativo quanto dinanzi ad esso, di confutare le conclusioni che ne erano state tratte
e, eventualmente, di dimostrare circostanze che pongano sotto una luce diversa i fatti stabiliti dalla [OSCURATO:PERSONA] e che permettano
così di dare una diversa spiegazione dei fatti rispetto a quella accolta da tale istituzione.
88
Nell'ambito di un'impugnazione, spetta alla Corte verificare se il Tribunale non sia incorso, al riguardo, in errori di diritto
o di motivazione, ovvero in uno snaturamento degli elementi di prova.
I criteri rilevanti per la fissazione dell'importo dell'ammenda
89
L'art. 15, n. 2, del regolamento n. 17 determina le condizioni che devono essere soddisfatte affinché la [OSCURATO:PERSONA] possa
infliggere ammende in caso di comportamento anticoncorrenziale. L'infrazione dev'essere stata commessa deliberatamente o per
negligenza. D'altra parte, l'importo dell'ammenda è fissato in funzione della gravità dell'infrazione e, se occorre, della
sua durata (v. sentenza 17 luglio 1997, causa C-219/95 P, [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. I-4411, punto 32).
90
Per quanto riguarda la gravità dell'infrazione, la Corte ha dichiarato che essa dev'essere accertata sulla scorta di criteri
come le circostanze proprie al caso di specie, il suo contesto e l'effetto dissuasivo delle ammende (v. sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 33).
91
Devono essere presi in considerazione elementi obiettivi come il contenuto e la durata dei comportamenti anticoncorrenziali,
il loro numero e la loro intensità, l'estensione del mercato interessato e il deterioramento subìto dall'ordine pubblico economico.
L'analisi deve considerare altresì l'importanza relativa e la parte di mercato delle imprese responsabili, nonché un'eventuale
recidiva.
92
Quando un'infrazione è stata commessa da più persone, sarà esaminata la gravità relativa della partecipazione di ciascuna
di esse (v. sentenza 16 dicembre 1975, cause riunite 40/73-48/73, 50/73, 54/73-56/73, 111/73, 113/73 e 114/73, [OSCURATO:PERSONA]
e a./[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. 1663, punti 622 e 623).
VI ─ Sui motivi delle impugnazioni
A ─
I motivi attinenti agli asseriti vizi del procedimento e ad una violazione dei diritti della difesa
1. I motivi riguardanti il ruolo del Tribunale nell'organizzazione del procedimento
[OSCURATO:PERSONA] delle parti
93
L'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] contestano al Tribunale di aver violato norme processuali
o sostanziali non annullando automaticamente la decisione [OSCURATO:PERSONA], sebbene esso abbia espressamente riconosciuto, al punto 52
della sentenza impugnata, che la [OSCURATO:PERSONA] non aveva dato un accesso regolare al fascicolo istruttorio, poiché essa aveva
negato l'accesso a circa tre quarti dei documenti ivi presenti.
94
Con riferimento alla sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., l'[OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:SOCIETA] fanno valere che il diritto
delle parti a prendere conoscenza dei documenti che costituiscono il fascicolo istruttorio rappresenta il corollario indispensabile
del diritto di difendersi, strettamente connesso al diritto di essere sentiti, alla presunzione d'innocenza, alla necessità
di rispettare il principio audi alteram partem durante il procedimento e al principio fondamentale della parità delle armi
tra la [OSCURATO:PERSONA] e le imprese interessate. Il diritto d'accesso a tali documenti dovrebbe essere considerato un diritto
fondamentale, ai fini dell'art. F del Trattato sull'Unione europea (divenuto, in seguito a modifica, art. 6 UE), nonché ai
sensi dell'art. 6 della CEDU e dell'art. 42 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea, proclamata a Nizza il
7 dicembre 2000 (GU C 364, pag. 1).
95
Il diritto d'accesso al fascicolo dovrebbe quindi essere effettivo nel contesto del procedimento amministrativo che si svolge
dinanzi alla [OSCURATO:PERSONA] e non in quello di una fase successiva. Non si può ammettere che la [OSCURATO:PERSONA], nella sua doppia
funzione di autorità che notifica e di autorità che statuisce sull'esistenza eventuale delle infrazioni contestate, sia autorizzata
a decidere unilateralmente sull'utilità dei documenti in suo possesso e ad impedire all'impresa interessata di prenderne conoscenza
per elaborare la sua strategia di difesa nell'ambito del procedimento in contraddittorio alla quale essa partecipa con i servizi
della [OSCURATO:PERSONA]. Ciò è vero a maggior ragione in quanto il Tribunale non avrebbe alcuna competenza per riservarsi il diritto
di effettuare, nell'ambito giurisdizionale, valutazioni sulla rilevanza di documenti, ai fini dell'amministrazione della prova,
che avrebbero dovuto essere svolte a livello dell'indagine amministrativa.
96
Sottolineando che una violazione dei diritti della difesa nello stadio del procedimento amministrativo non può essere sanata
durante il procedimento dinanzi al Tribunale, l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] contestano al Tribunale
di aver tentato, con misure di organizzazione del procedimento, di rimediare al mancato rispetto, da parte della [OSCURATO:PERSONA],
delle esigenze del procedimento. Tale approccio sarebbe in contrasto con le citate sentenze [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA]
e [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], nonché con le sentenze del Tribunale 29 giugno 1995, causa T-36/91, ICI/[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:PERSONA]. pag. II-1847),
e causa T-37/91, ICI/[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:PERSONA]. pag. II-1901), e con le conclusioni presentate dall'avvocato generale Warner nella
causa 30/78, [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], decisa con sentenza 10 luglio 1980 ([OSCURATO:PERSONA]. pag. 2229).
97
Tale modo di operare non rientrerebbe nella competenza riservata al Tribunale e altererebbe quindi l'equilibrio dei poteri
e delle funzioni instaurato dal Trattato.
98
[OSCURATO:PERSONA], pur riconoscendo che l'organizzazione di accesso al fascicolo istruttorio non è stata all'altezza del livello
di trasparenza auspicabile, fa valere che l'argomento secondo cui la mancata divulgazione di documenti durante il procedimento
amministrativo rappresenta un vizio del procedimento che conduce automaticamente all'annullamento della decisione presa in
esito a tale procedimento è contraria tanto alla giurisprudenza menzionata al punto precedente quanto ai principi generali
del diritto.
99
Il Tribunale avrebbe verificato se ed in quale misura si fosse realmente prodotta un'irregolarità del procedimento tale da
comportare l'annullamento della decisione [OSCURATO:PERSONA]. Ordinando le misure di organizzazione del procedimento menzionate, esso
non avrebbe organizzato un accesso al fascicolo in uno stadio successivo con l'intenzione di riparare alle eventuali carenze
dell'accesso accordato dalla [OSCURATO:PERSONA], ma avrebbe voluto esaminare se, non mettendo a disposizione delle parti documenti
utili alla loro difesa, la [OSCURATO:PERSONA] avesse effettivamente arrecato pregiudizio ai diritti della difesa. Di conseguenza,
esso non avrebbe oltrepassato la sfera di sua competenza.
Giudizio della Corte
100
E' pacifico che, durante il procedimento amministrativo, la [OSCURATO:PERSONA] non ha comunicato la maggior parte dei documenti del
fascicolo istruttorio e non ha dato alle ricorrenti nelle impugnazioni in esame un accesso regolare al fascicolo istruttorio,
di modo che il procedimento amministrativo è stato sicuramente irregolare al riguardo.
101
Tuttavia, come constatato dal Tribunale al punto 240 della sentenza impugnata, l'annullamento totale o parziale della decisione
[OSCURATO:PERSONA] avrebbe potuto essere pronunciato su tale base solo mediante la constatazione che l'accesso irregolare al fascicolo
istruttorio accordato alle imprese interessate durante il procedimento amministrativo aveva impedito loro di prendere conoscenza
di documenti che avrebbero potuto eventualmente essere utili alla loro difesa e aveva in tal modo violato i loro diritti della
difesa.
102
Nell'ambito del ricorso giurisdizionale proposto contro la decisione che chiude un procedimento amministrativo, il Tribunale
può ordinare misure di organizzazione del procedimento ed organizzare un accesso completo al fascicolo, per valutare se il
rifiuto della [OSCURATO:PERSONA] di divulgare un documento o di comunicare un elemento possa nuocere alla difesa dell'impresa incriminata.
103
Poiché tale esame si limita ad un controllo giurisdizionale dei motivi sollevati, esso non ha né per oggetto né per effetto
di sostituire un'istruzione completa della causa nell'ambito di un procedimento amministrativo (v. sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA],
cit., punti 98 e 103). E' pacifico che la conoscenza tardiva di taluni documenti del fascicolo non restituisce l'impresa che
ha proposto un ricorso nei confronti di una decisione della [OSCURATO:PERSONA] nella situazione che sarebbe stata la sua se essa
avesse potuto basarsi sugli stessi documenti per presentare le sue osservazioni scritte ed orali dinanzi a tale istituzione
(v. sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 79).
104
Inoltre, è incontestabile che qualsiasi violazione dei diritti della difesa intervenuta nella fase del procedimento amministrativo
non può essere sanata dal semplice fatto che l'accesso è stato reso possibile in una fase ulteriore, in particolare nel corso
del procedimento giurisdizionale relativo ad un eventuale ricorso diretto all'annullamento della decisione contestata (v.
citate sentenze [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], punto 78, e [OSCURATO:PERSONA] e a./[OSCURATO:PERSONA], punto 318).
105
Nel caso di specie, contrariamente a quanto sostenuto dalle ricorrenti nelle impugnazioni in esame, il Tribunale, quando ha
ordinato le misure di organizzazione del procedimento, non ha affatto tentato di sostituirsi alla [OSCURATO:PERSONA] nel suo ruolo
di istruzione, né di sanare i vizi del procedimento imputabili a quest'ultima. Al riguardo esso ha soltanto proceduto, nell'ambito
delle funzioni ad esso devolute, ad un esame provvisorio dei mezzi di prova, per determinare se avesse avuto luogo una violazione
dei diritti della difesa.
106
Poiché il Tribunale non ha commesso alcun errore di diritto ordinando le misure di organizzazione del procedimento invece
di annullare subito la decisione [OSCURATO:PERSONA], i motivi attinenti al ruolo del Tribunale nell'organizzazione del procedimento non
sono fondati.
2. I motivi attinenti alla valutazione, da parte del Tribunale, dell'utilità di documenti per la difesa delle imprese interessate
[OSCURATO:PERSONA] delle parti
107
Le ricorrenti nelle impugnazioni in esame fanno valere diversi argomenti, con i quali esse contestano il quadro analitico
esposto dal Tribunale ai punti 241-248 della sentenza impugnata.
─ Sul criterio di
nesso obiettivo
108
L'[OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:PERSONA] sostengono che il requisito di un nesso obiettivo, come enunciato dal Tribunale, tra i documenti
non divulgati e un addebito accertato nei confronti dell'impresa interessata nella decisione [OSCURATO:PERSONA] è del tutto arbitrario
e privo di fondamento. La sua applicazione equivarrebbe in sostanza a privare di qualsiasi significato il diritto fondamentale
di accesso al fascicolo istruttorio.
109
Da un lato, tale requisito disconoscerebbe la natura generale del diritto di accesso al fascicolo istruttorio, che sarebbe
esteso alla totalità dei documenti in esso contenuti. Infatti, essa implicherebbe che anche una restrizione grave all'esercizio
dei diritti della difesa durante la fase istruttoria non rappresenterebbe necessariamente un vizio del procedimento tale da
invalidare la decisione finale. Dall'altro, escludendo documenti che, pur non presentando alcun nesso diretto con gli addebiti
specificamente accertati nei confronti dell'impresa interessata, sono tali da gettare una luce diversa sul contenuto del mercato,
nonché sul comportamento e il grado di partecipazione di quest'ultima ai fatti controversi, il Tribunale avrebbe violato il
principio secondo cui qualsiasi infrazione dev'essere valutata nel suo contesto economico e di fatto.
110
Ciò è vero a maggior ragione in quanto tali documenti potrebbero contenere elementi a discarico e, quindi, rivestire un'importanza
essenziale per la fondatezza degli addebiti accertati contro un'impresa determinata. Fornendo indicazioni utili sul mercato,
essi potrebbero influire sul significato stesso e sulla forza probatoria di documenti che si ritiene contengano la prova dell'infrazione.
111
[OSCURATO:PERSONA], invece, approva pienamente il requisito di un nesso obiettivo, applicato dal Tribunale nella sentenza impugnata.
Un documento privo di collegamento con gli addebiti contenuti nella decisione [OSCURATO:PERSONA] non può infatti comparire nell'ambito
dell'infrazione contestata dalla detta decisione e sarebbe difficile distinguere in che modo possa essere utile all'impresa
un documento senza alcun rapporto con gli addebiti accertati nei suoi confronti.
─ Sul criterio relativo alla conseguenza della mancata divulgazione di documenti
112
L'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] contestano l'affermazione del Tribunale, al punto 247 della sentenza
impugnata, secondo cui la mancata divulgazione di un documento può costituire una violazione dei diritti della difesa solo
nell'ipotesi in cui, alla luce degli elementi di prova forniti dalla [OSCURATO:PERSONA] a sostegno degli addebiti presi in considerazione
nella decisione [OSCURATO:PERSONA], la produzione di tale documento avrebbe avuto una possibilità, anche minima, di far giungere il procedimento
amministrativo a un risultato diverso se l'impresa avesse potuto avvalersene durante tale procedimento.
113
In primo luogo, l'[OSCURATO:PERSONA] critica l'applicazione di tale principio al caso di specie. A suo avviso, vi sarebbe una diversità
palese ed arbitraria tra l'esame teorico al quale il Tribunale ha espressamente affermato di voler limitare le proprie verifiche
e l'esame pratico dell'utilità dei diversi documenti non comunicati che esso avrebbe di fatto svolto in gran parte della sentenza
impugnata.
114
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha confuso la valutazione dei motivi di forma avanzati dalle ricorrenti
in primo grado con l'analisi di merito della rilevanza effettiva di documenti ai fini dell'apprezzamento della fondatezza
degli addebiti accertati dalla [OSCURATO:PERSONA]. Esso avrebbe così finito per sostituire la propria valutazione a quella che la
[OSCURATO:PERSONA] avrebbe dovuto effettuare in pendenza del procedimento amministrativo. In tal modo, il Tribunale avrebbe agito
come giudice di ultima ─ ed unica ─ istanza, privando le imprese interessate del loro diritto ad un vaglio della loro posizione
prima da parte dell'autorità amministrativa e poi da parte dell'autorità giudiziaria.
115
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale non disponeva del potere di trarre le conclusioni alle quali è giunto, in quanto gli
era impossibile porsi effettivamente nella stessa situazione, con lo stesso livello di conoscenza e di comprensione della
[OSCURATO:PERSONA] nel 1992 e nel 1993.
116
In secondo luogo, l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] sostengono che, adottando tale criterio arbitrario,
il Tribunale ha commesso un errore di diritto ed ha violato i principi sanciti nelle citate sentenze [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA],
[OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA] e nella sentenza 29 giugno 1995, causa T-36/91, ICI/[OSCURATO:PERSONA]. Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], la distinzione
operata dal Tribunale per allontanarsi da tale giurisprudenza è fondata su un ragionamento circolare che implica un pregiudizio
della soluzione della controversia.
117
Tanto l'[OSCURATO:PERSONA] quanto la [OSCURATO:SOCIETA] fanno valere il fatto che, nella sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit.,
la Corte ha precisato che non è necessario che le imprese provino ex post che la loro conoscenza eventuale del fascicolo durante
il procedimento amministrativo avrebbe condotto la [OSCURATO:PERSONA] ad adottare una decisione finale radicalmente diversa da quella
effettivamente presa. Sarebbe sufficiente che queste ultime provassero che i documenti non comunicati avrebbero potuto presentare
una qualsiasi utilità per la loro difesa.
118
Tale regola di valutazione ─ meno restrittiva ─ consentirebbe anche di evitare che il Tribunale, nell'ambito del suo controllo
giurisdizionale, svolga una valutazione analitica del significato e delle implicazioni dei diversi documenti rimasti inaccessibili
durante la fase istruttoria.
119
Infine, l'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] sostengono che, in violazione del principio secondo cui spetta alla [OSCURATO:PERSONA]
fornire la prova che un'infrazione è stata commessa, l'approccio adottato dal Tribunale ha come conseguenza quella di invertire
i ruoli, imponendo alle imprese interessate l'onere di dimostrare che i documenti di cui esse non avevano fino ad allora conoscenza
sono, di per sé, idonei a confutare le conclusioni formulate nella decisione della [OSCURATO:PERSONA].
─ Sulla rilevanza di prove documentali specifiche
120
In primo luogo, facendo valere la debolezza delle prove apportate dalla [OSCURATO:PERSONA] a sostegno dell'esistenza dell'accordo
[OSCURATO:PERSONA], tanto l'[OSCURATO:PERSONA] quanto l'[OSCURATO:PERSONA] contestano l'affermazione del Tribunale, al punto 260 della sentenza
impugnata, secondo cui la [OSCURATO:PERSONA] ha basato la constatazione di infrazioni nella CA e nella decisione [OSCURATO:PERSONA]
unicamente su prove documentali dirette. Secondo la [OSCURATO:PERSONA], tale criterio ─ che conduce il Tribunale a svolgere una specie di indagine differita sul significato
e sulle implicazioni dei documenti non comunicati ─ non trova alcun fondamento nella giurisprudenza comunitaria.
121
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], concludendo nel senso che essa aveva aderito all'oggetto dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] per il semplice fatto
di aver partecipato alla riunione dei capidelegazione dei produttori europei di cemento membri della [OSCURATO:PERSONA] del 19 marzo
1984 (in prosieguo: la
riunione del 19 marzo 1984) senza manifestare pubblicamente il suo dissenso, il Tribunale si è basato su un'interpretazione estensiva del concetto di
prova diretta ed ha ammesso un uso smisurato di presunzioni, il che giustificherebbe l'annullamento della sentenza impugnata.
122
In secondo luogo, l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:PERSONA] contestano al Tribunale di aver male interpretato la sentenza
29 giugno 1995, causa T-37/91, ICI/[OSCURATO:PERSONA], cit., esigendo dalle ricorrenti in primo grado la prova che gli elementi del
fascicolo istruttorio rimasti inaccessibili contraddicevano il tenore delle prove dirette addotte dalla [OSCURATO:PERSONA]. Esso
avrebbe così escluso a priori l'utilità di documenti che avrebbero potuto dare un'altra spiegazione economica dei comportamenti
dei produttori di cemento sul mercato. Tale modo di operare avrebbe seriamente limitato le loro possibilità di difesa.
123
Inoltre, la [OSCURATO:PERSONA] rileva che, nella sentenza 29 giugno 1995, causa T-37/91, ICI/[OSCURATO:PERSONA], cit., il Tribunale si è chiaramente
limitato ad una valutazione generale ex ante e non ha proceduto ad una valutazione ex post del contenuto specifico e della
rilevanza di ciascun documento non comunicato sotto il profilo probatorio.
124
Infine, la [OSCURATO:SOCIETA] fa valere che la motivazione del Tribunale è contraddittoria. Il Tribunale avrebbe chiaramente indicato,
al punto 264 della sentenza impugnata, in un modo incompatibile con i principi emersi al punto precedente di tale sentenza,
che la presentazione di altre spiegazioni economiche non avrebbe comunque potuto far giungere il procedimento amministrativo
ad un diverso risultato, proprio perché la fondatezza della tesi della [OSCURATO:PERSONA] sarebbe stata confermata da prove documentali
dirette.
Giudizio della Corte
125
Il problema di sapere se il Tribunale abbia applicato criteri corretti per determinare se l'esclusione, da parte della [OSCURATO:PERSONA],
di un determinato documento abbia arrecato pregiudizio ai diritti della difesa di un'impresa incriminata è un problema di
diritto che può formare oggetto di un controllo da parte della Corte. Lo stesso vale per il problema di sapere se un documento
debba essere qualificato come
documento a discarico che può essere utile alla difesa di un'impresa (v., in tal senso, sentenza Corus/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 131).
126
Per quanto riguarda, in primo luogo, il criterio del nesso obiettivo, la determinazione dei documenti utili alla difesa dell'impresa
interessata non può spettare alla sola [OSCURATO:PERSONA], che notifica gli addebiti e adotta la decisione che infligge una sanzione
(v. sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punti 81 e 83). Tuttavia, le è consentito di escludere dal procedimento amministrativo
gli elementi che non hanno alcun rapporto con le considerazioni di fatto e di diritto riportate nella comunicazione degli
addebiti e che non hanno, quindi, alcuna rilevanza per l'indagine. Un ricorrente non può utilmente invocare come motivo di
annullamento la mancata comunicazione di documenti non rilevanti.
127
Occorre al riguardo rilevare che una violazione dei diritti della difesa dev'essere esaminata in relazione alle circostanze
specifiche del caso di specie, in quanto è sostanzialmente legata agli addebiti di cui la [OSCURATO:PERSONA] ha tenuto conto per
dimostrare l'infrazione contestata all'impresa interessata (v. sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 60).
128
Contrariamente a quanto sostenuto dall'[OSCURATO:PERSONA] e dalla [OSCURATO:PERSONA], il criterio di un nesso obiettivo non esclude i documenti
che contengono elementi a discarico o anche indicazioni sul contesto del mercato o sul comportamento degli operatori presenti
su tale mercato, a condizione che essi facciano riferimento in modo obiettivo agli addebiti eventualmente ascritti all'impresa
interessata.
129
Il Tribunale non ha quindi commesso alcun errore di diritto giudicando, al punto 241 della sentenza impugnata, che occorreva
esaminare se i documenti che non erano stati resi accessibili durante il procedimento amministrativo presentassero un nesso
obiettivo con un qualsiasi addebito ascritto all'impresa nella decisione [OSCURATO:PERSONA].
130
Per quanto riguarda poi i criteri di valutazione ai quali il Tribunale ha fatto ricorso nel caso di specie per giudicare se
la mancata divulgazione di un documento abbia potuto nuocere alla difesa di un'impresa interessata durante il procedimento
amministrativo, occorre operare, come fatto dal Tribunale ai punti 237-248 e 281-379 della sentenza impugnata, una distinzione
tra l'accesso a documenti idonei a discolpare l'impresa e l'accesso a documenti che provano l'esistenza dell'infrazione contestata
(v. sentenza 29 giugno 1995, causa T-37/91, ICI/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 60).
131
Il Tribunale non ha commesso alcun errore di diritto giudicando, ai punti 241 e 247 della sentenza impugnata, che esso doveva
valutare, alla luce degli elementi di prova presentati dalla [OSCURATO:PERSONA] a sostegno degli addebiti formulati nella decisione
[OSCURATO:PERSONA], se la divulgazione di un documento avesse avuto una possibilità, anche minima, di far giungere il procedimento amministrativo
ad un risultato diverso nell'ipotesi in cui l'impresa interessata avesse potuto avvalersene nel corso del detto procedimento.
[OSCURATO:PERSONA] facendo, esso ha solo enunciato la condizione secondo cui tale impresa deve dimostrare che un documento avrebbe potuto
essere utile per la sua difesa.
132
Un esame siffatto implica necessariamente che il Tribunale proceda ad un'analisi comparativa e provvisoria del valore probatorio
dei documenti non divulgati nonché degli elementi di prova che la [OSCURATO:PERSONA] considera sufficienti per giungere alle conclusioni
formulate nella decisione [OSCURATO:PERSONA]. Qualora la [OSCURATO:PERSONA] accerti che l'impresa di cui trattasi ha partecipato ad una misura
anticoncorrenziale, spetta a tale impresa fornire, ricorrendo non solo a documenti non divulgati, ma altresì a tutti i mezzi
di cui dispone, una diversa spiegazione del suo comportamento. Ne deriva che gli addebiti relativi ad un'asserita inversione
dell'onere della prova e ad un'asserita violazione della presunzione d'innocenza non sono fondati.
133
Infine, il Tribunale non ha commesso alcun errore di diritto dichiarando, ai punti 260-264 della sentenza impugnata, che,
qualora la [OSCURATO:PERSONA], per accertare diverse infrazioni e la partecipazione di imprese a queste ultime, si fondi, tanto nella
CA quanto nella decisione [OSCURATO:PERSONA], unicamente su prove documentali dirette, le dette imprese devono dimostrare che elementi
rimasti inaccessibili nel corso del procedimento amministrativo contraddicono il tenore di tali prove o, quanto meno, offrono
di esse una luce diversa. Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto dalla [OSCURATO:SOCIETA], tali punti non comportano alcuna
contraddizione.
134
Alla luce di quanto precede, i motivi relativi alla valutazione, da parte del Tribunale, dell'utilità di documenti per la
difesa delle imprese interessate devono essere respinti.
3. I diversi motivi riguardanti l'applicazione alle circostanze di specie, da parte del Tribunale, dei criteri relativi alla
forza probatoria di documenti non divulgati
[OSCURATO:PERSONA] delle parti
135
L'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:PERSONA] contestano al Tribunale di aver applicato in modo troppo restrittivo nel caso di specie
i principi da esso enunciati al punto 247 della sentenza impugnata per la valutazione del valore probatorio dei documenti
non divulgati. ─ Le prove attinenti all'esistenza dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] (infrazione riportata all'art. 1 della decisione [OSCURATO:PERSONA])
136
In primo luogo, la [OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di aver rifiutato di riaprire la fase orale del procedimento nonostante
il fatto che la [OSCURATO:PERSONA] avesse espressamente riconosciuto dinanzi a tale giudice, durante le udienze, che le imprese interessate
avrebbero dovuto avere accesso, durante il procedimento amministrativo, alla nota del sig. [OSCURATO:PERSONA] del 17 febbraio 1983 (in
prosieguo: la
nota del sig. [OSCURATO:PERSONA]), riguardante la riunione dei capidelegazione dei produttori europei di cemento membri della [OSCURATO:PERSONA] del 14 gennaio 1983
(in prosieguo: la
riunione del 14 gennaio 1983), nota secondo cui, durante la detta riunione, si sarebbe discusso di problemi di dumping. Tali dichiarazioni sarebbero fondamentali
per valutare correttamente la rilevanza della nota del sig. [OSCURATO:PERSONA] e quindi le conseguenze del mancato accesso a tale documento
durante il procedimento amministrativo.
137
In secondo luogo, l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:PERSONA] considerano manifestamente errata la valutazione del Tribunale,
ai punti 1122-1132 della sentenza impugnata, secondo cui l'impiego della nota del sig. [OSCURATO:PERSONA] nell'ambito della loro difesa
non avrebbe comportato una possibilità, anche minima, di far giungere il procedimento amministrativo ad un risultato diverso.
138
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale non ha risposto al suo argomento secondo cui la detta nota inficerebbe l'interpretazione
data dalla [OSCURATO:PERSONA] in merito all'obiettivo o al contenuto della riunione del 14 gennaio 1983. Secondo la [OSCURATO:PERSONA], tale
nota, che fa riferimento esclusivamente a discussioni relative ad importazioni in dumping da altri paesi del continente, fornisce
un'altra interpretazione dell'ordine del giorno della detta riunione. Il Tribunale avrebbe dunque dovuto considerare che essa
rappresentava un documento
utile per la difesa e che la sua mancata comunicazione violava i diritti della difesa.
139
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], la nota del sig. [OSCURATO:PERSONA], che sarebbe un documento interno che rende conto direttamente della riunione
del 14 gennaio 1983, senza riferirsi in alcun modo ad un accordo anticoncorrenziale, avrebbe potuto evidentemente avere un'incidenza
determinante sull'esito del procedimento amministrativo.
140
L'[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di aver commesso un errore attribuendo più importanza ai documenti preparatori della
riunione del 14 gennaio 1983 fatti valere dalla [OSCURATO:PERSONA] che a un resoconto autentico della stessa riunione. Esso non avrebbe
dato alcuna spiegazione circa la ragione per la quale ha respinto l'argomento secondo cui un passaggio della nota del sig.
[OSCURATO:PERSONA] confermava che l'intenzione dei partecipanti a tale riunione era di rispettare le regole comunitarie della concorrenza.
141
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale si è altresì sbagliato concludendo nel senso che la nota del sig. [OSCURATO:PERSONA] non sembrava
costituire un resoconto esaustivo della riunione. Il Tribunale sarebbe quindi caduto nella trappola di un ragionamento circolare
ed avrebbe effettivamente spostato l'onere della prova dalla [OSCURATO:PERSONA] all'impresa.
142
[OSCURATO:PERSONA] aggiunge che il valore probatorio della nota del sig. [OSCURATO:PERSONA] è rafforzato da altri due documenti, menzionati
al punto 1131 della sentenza impugnata, che non conterrebbero alcuna traccia di una discussione sulla regola del rispetto
dei mercati nazionali. Di conseguenza, vi sarebbe una serie di elementi probatori che confutano chiaramente la tesi della
[OSCURATO:PERSONA] secondo cui il tema degli scambi infraeuropei trattato nella riunione del 14 gennaio 1983 implicava necessariamente
che i partecipanti a tale riunione intendessero concludere un accordo anticoncorrenziale.
143
L'[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di avere erroneamente concluso, ai punti 1209-1213 della sentenza impugnata, nel senso che
diversi documenti relativi al dumping e un sistema di punti di parità non erano idonei a mettere in una luce diversa le diverse
prove documentali dirette citate nella CA e nella decisione [OSCURATO:PERSONA].
144
Da un lato, l'[OSCURATO:PERSONA] fa valere che essa avrebbe potuto far riferimento, durante il procedimento amministrativo, ai fascicoli
di notifica presentati dalla [OSCURATO:PERSONA] britannica (in prosieguo: la
CMF), nonché ai contatti intercorsi tra l'industria europea del cemento e la [OSCURATO:PERSONA] in merito all'introduzione di un sistema
di formazione di prezzi (in prosieguo: il
BPS), per dimostrare che la presentazione del sig. [OSCURATO:PERSONA] durante la riunione del 14 gennaio 1983 riguardava un sistema di
punti di parità legale e che l'oggetto delle discussioni condotte era l'instaurazione su scala bilaterale o europea, nel rispetto
del diritto comunitario della concorrenza, di un sistema di formazione dei prezzi analogo al BPS.
145
D'altro lato, l'[OSCURATO:PERSONA] sostiene che essa avrebbe potuto fondarsi su diversi altri documenti (inclusi la lettera del sig.
[OSCURATO:PERSONA] del 18 febbraio 1983 e il documento n. 33.126/6162, che allude alle
regole del gioco) per suffragare il suo argomento secondo cui il dumping era il soggetto al quale erano in realtà dedicate le riunioni di
cui trattasi del 1983 e del 1984.
146
Il Tribunale avrebbe quindi applicato un criterio più restrittivo di quello sancito dalla giurisprudenza comunitaria. L'errore
di diritto così commesso dovrebbe condurre, secondo l'[OSCURATO:PERSONA], all'annullamento in toto della sentenza impugnata. ─ Le prove relative agli scambi di informazioni sui prezzi (infrazioni menzionate all'art. 2 della decisione [OSCURATO:PERSONA])
147
[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di aver rifiutato di prendere in considerazione documenti che avrebbero confermato come
i prezzi praticati da una società variavano marcatamente in funzione di vari fattori. A suo avviso, tali documenti presentavano
un'utilità obiettiva ai fini della difesa, in quanto dimostravano che gli scambi di informazioni sui prezzi non potevano in
alcun modo contribuire alla funzionalità dell'asserito accordo [OSCURATO:PERSONA]. Essi sarebbero quindi idonei a porre in una prospettiva
diversa gli elementi presi in considerazione dalla [OSCURATO:PERSONA]. ─ Le prove attinenti alla riunione nel corso della quale è stato costituito l'ETF (infrazione menzionata all'art. 4, n. 1,
della decisione [OSCURATO:PERSONA])
148
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], diversi documenti contenenti elementi a discarico, compresi i resoconti di riunioni della CMF, una nota
interna della società [OSCURATO:PERSONA] plc (in prosieguo: la
[OSCURATO:PERSONA]) ed altri documenti relativi ad iniziative di lobbying, avrebbero potuto suffragare il suo argomento secondo cui la sua presenza
alla riunione dei produttori europei di cemento membri della [OSCURATO:PERSONA] a Baden-Baden (Germania) del 9 settembre 1986 (in prosieguo:
la
riunione del 9 settembre 1986), nel corso della quale è stato costituito l'ETF, non era il segno della sua partecipazione all'intesa illecita dell'ETF.
L'[OSCURATO:PERSONA] avrebbe solo partecipato a una riunione di preparazione, nell'ambito di attività di lobbying, di un'azione di sensibilizzazione,
prevista l'indomani a Strasburgo (Francia), di membri del Parlamento europeo nei confronti del problema posto dalle sovvenzioni
illegali accordate dalla Repubblica ellenica alla sua industria del cemento.
149
Più in particolare, l'[OSCURATO:PERSONA] sottolinea l'importanza di tali documenti come elementi a discarico, in quanto essi dimostrerebbero
la sua passività durante una breve riunione, nell'ambito della quale gli altri partecipanti avrebbero saputo che essa era
presente con uno scopo diverso e lecito. Di conseguenza, tali documenti avrebbero dovuto influenzare il grado della sua responsabilità
per quanto riguarda l'ETF, nonché l'importo dell'ammenda inflitta.
150
L'[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di aver erroneamente concluso, ai punti 2888-2898 della sentenza impugnata, nel senso che
nessuno dei suoi commenti avrebbe avuto una possibilità, anche minima, di far giungere il procedimento amministrativo ad un
risultato diverso. A suo avviso, il Tribunale non ha applicato in pratica il criterio da esso esposto al punto 241 della sentenza
impugnata. Infatti, il suo approccio esigerebbe dall'impresa interessata che essa provi con certezza che, se fossero stati
divulgati i documenti di cui trattasi, sarebbe stata adottata un'altra decisione, fondata su una valutazione di prove diverse.
In realtà, il Tribunale avrebbe riconosciuto al detto criterio un campo di applicazione talmente limitato che non sussisterebbe
alcun caso in cui violazioni, anche molto gravi, del diritto di accesso al fascicolo e, quindi, dei diritti della difesa delle
imprese potrebbero comportare conseguenze.
151
Pertanto, il Tribunale avrebbe commesso un errore di diritto nell'applicazione del criterio dell'utilità dei documenti per
la difesa, come esso risulta dalla giurisprudenza comunitaria, il che implicherebbe che la sentenza impugnata debba essere
annullata in toto o, in ogni caso, parzialmente, nella parte in cui conferma le infrazioni relative all'ETF. ─ Le prove riguardanti gli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA] [infrazione menzionata all'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione
[OSCURATO:PERSONA]]
152
[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di aver omesso di spiegare le ragioni per cui esso non ha tenuto conto dei documenti seguenti,
che confermerebbero che la sua partecipazione agli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA] era guidata esclusivamente da considerazioni
commerciali:
─
il verbale della riunione del 23 luglio 1986 del consiglio di amministrazione della [OSCURATO:PERSONA] (in prosieguo:
la
[OSCURATO:PERSONA]) (documenti nn. 33.126/19878-19880), che dimostra, secondo la [OSCURATO:PERSONA], che la [OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:PERSONA] SA (in
prosieguo: la
[OSCURATO:PERSONA]) avevano concluso tra loro accordi per far fronte ad una comune fornitura in Italia e conferma la fondatezza della sua tesi
secondo cui, considerata la rilevanza del volume della domanda espressa dalla [OSCURATO:SOCIETA], la [OSCURATO:PERSONA] doveva partecipare
a un accordo che coinvolgeva altri produttori, accordo sottoscritto unicamente per ragioni commerciali;
il verbale della riunione del 23 luglio 1986 del consiglio di amministrazione della [OSCURATO:PERSONA] (in prosieguo:
la
[OSCURATO:PERSONA]) (documenti nn. 33.126/19878-19880), che dimostra, secondo la [OSCURATO:PERSONA], che la [OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:PERSONA] SA (in
prosieguo: la
[OSCURATO:PERSONA]) avevano concluso tra loro accordi per far fronte ad una comune fornitura in Italia e conferma la fondatezza della sua tesi
secondo cui, considerata la rilevanza del volume della domanda espressa dalla [OSCURATO:SOCIETA], la [OSCURATO:PERSONA] doveva partecipare
a un accordo che coinvolgeva altri produttori, accordo sottoscritto unicamente per ragioni commerciali;
─
i documenti nn. 33.126/2945-2951, 2934, 2935, 3065-3068 e 2954-2966, che mostrerebbero, secondo la [OSCURATO:PERSONA], che taluni produttori
italiani avevano adottato misure
locali dirette a tutelare il loro mercato dalle importazioni provenienti dalla Grecia, misure che non avrebbero avuto alcun collegamento
con l'accordo [OSCURATO:PERSONA];
i documenti nn. 33.126/2945-2951, 2934, 2935, 3065-3068 e 2954-2966, che mostrerebbero, secondo la [OSCURATO:PERSONA], che taluni produttori
italiani avevano adottato misure
locali dirette a tutelare il loro mercato dalle importazioni provenienti dalla Grecia, misure che non avrebbero avuto alcun collegamento
con l'accordo [OSCURATO:PERSONA];
─
i documenti nn. 33.126/19369-19377, 19387, 19389 e 19412, nonché nn. 20275-20282, 20294, 19889, 19781, 20124-20137, 20140-20156,
19433, 20001, 19401 e 19410, che, esponendo la marcata penetrazione delle importazioni greche in Italia, suffragano, secondo
la [OSCURATO:PERSONA], la sua tesi secondo cui gli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA] non hanno prodotto alcun effetto pregiudizievole sul
commercio di cemento tra l'Italia e la Grecia.
i documenti nn. 33.126/19369-19377, 19387, 19389 e 19412, nonché nn. 20275-20282, 20294, 19889, 19781, 20124-20137, 20140-20156,
19433, 20001, 19401 e 19410, che, esponendo la marcata penetrazione delle importazioni greche in Italia, suffragano, secondo
la [OSCURATO:PERSONA], la sua tesi secondo cui gli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA] non hanno prodotto alcun effetto pregiudizievole sul
commercio di cemento tra l'Italia e la Grecia.
153
Rammentando che non esistono prove dirette del fatto che la sua adesione agli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA] era connessa a discussioni
all'interno dell'ETF, la [OSCURATO:PERSONA] sostiene che il Tribunale non ha correttamente valutato la rilevanza dei documenti di cui
trattasi per garantire il pieno esercizio dei diritti della difesa e che esso ha trascurato in particolare elementi di sicura
importanza che pongono in una luce completamente diversa la condotta commerciale dell'impresa. ─ Le prove riguardanti l'accordo tra cementieri italiani [infrazione menzionata all'art. 4, n. 3, lett. b), della decisione
[OSCURATO:PERSONA]]
154
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha commesso un errore di interpretazione quando ha considerato, al punto 118 della sentenza
impugnata, che il nesso inscindibile tra le intese nazionali e le intese internazionali esisteva in un solo senso, dato che
l'accordo [OSCURATO:PERSONA] e le misure di attuazione di quest'ultimo a livello internazionale non dipendevano in alcun modo dall'esistenza
di intese nazionali.
155
L'[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di avere giudicato, sulla base di tale ragionamento errato, che la prova dell'esistenza
di intese illecite a livello nazionale era priva d'interesse e non aveva alcun impatto sui rapporti intracomunitari. Esso
si sarebbe quindi astenuto, in violazione dei diritti della difesa, dall'esaminare i documenti prodotti dall'[OSCURATO:PERSONA] a
sostegno della sua analisi complessa e dettagliata dei rapporti tra cementieri a livello nazionale, compiuta a seguito della
consultazione del fascicolo amministrativo.
Giudizio della Corte
─ Sulle prove riguardanti l'esistenza dell'accordo [OSCURATO:PERSONA]
156
Per quanto riguarda il rifiuto del Tribunale di accogliere la domanda della [OSCURATO:PERSONA] diretta ad ottenere la riapertura della
fase orale del procedimento, tale giudice ha giustamente riconosciuto, al punto 1123 della sentenza impugnata, che la nota
del sig. [OSCURATO:PERSONA] era rilevante per la difesa nel senso che essa faceva direttamente riferimento agli addebiti formulati dalla
[OSCURATO:PERSONA] e che, pertanto, tale documento del fascicolo istruttorio avrebbe dovuto essere comunicato alle imprese oggetto
dell'indagine.
157
Tuttavia, la mancata divulgazione di tale nota non implica automaticamente una violazione dei diritti della difesa. Le dichiarazioni
della [OSCURATO:PERSONA] durante le udienze dinanzi al Tribunale hanno avuto come oggetto solo quello di ribadire tale posizione
e quindi non costituiscono affatto una qualsivoglia confessione. Esse non hanno avuto alcuna incidenza decisiva sul corso
del procedimento.
158
Per quanto riguarda la valutazione, da parte del Tribunale, dell'utilità della nota del sig. [OSCURATO:PERSONA] come documento a discarico
per la difesa delle imprese incriminate, il Tribunale non ha mai negato che tale nota provasse il fatto che, in occasione
della riunione del 14 gennaio 1983, era stato discusso il problema delle importazioni di cemento in dumping (v. punto 1130
della sentenza impugnata). Tuttavia, secondo la valutazione del Tribunale, letta alla luce degli altri elementi di prova,
la detta nota non può essere considerata lo specchio fedele ed esauriente delle discussioni svoltesi durante la detta riunione
e non poteva giustificare una diversa interpretazione delle prove documentali dirette su cui si è basata la [OSCURATO:PERSONA] (v.
punti 1129 e 1130 della sentenza impugnata).
159
Le ricorrenti nelle impugnazioni in esame non hanno indicato in modo preciso gli elementi che sarebbero stati snaturati dal
Tribunale e non hanno dimostrato gli errori che l'avrebbero condotto a tale snaturamento.
160
D'altra parte, contrariamente a quanto sostenuto dall'[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale non ha erroneamente attribuito più importanza
ai documenti preparatori della riunione del 14 gennaio 1983 fatti valere dalla [OSCURATO:PERSONA] che al resoconto di tale riunione,
bensì ha considerato che la nota del sig. [OSCURATO:PERSONA] fosse irrilevante rispetto agli elementi di prova presentati dalla [OSCURATO:PERSONA].
161
Inoltre, le censure dedotte dall'[OSCURATO:PERSONA] per il fatto che il Tribunale non avrebbe risposto ai suoi argomenti relativi
alla nota del sig. [OSCURATO:PERSONA] non possono essere accolte. Il Tribunale ha risposto in modo dettagliato ai detti argomenti ai
punti 1126-1130 della sentenza impugnata prima di dichiararli infondati e l'[OSCURATO:PERSONA] non può contestare il ragionamento
del Tribunale per il solo motivo che essa avrebbe preferito una diversa interpretazione.
162
Secondo il Tribunale, le diverse prove documentali menzionate ai punti 9 e 61 della CA, nonché ai punti 18, 19 e 45 della
motivazione della decisione [OSCURATO:PERSONA], hanno dimostrato in misura sufficiente che, durante la riunione del 14 gennaio 1983,
i capidelegazione si sono accordati sul principio dell'osservanza dei limiti dei mercati nazionali. Secondo la valutazione
del Tribunale, i documenti a discarico fatti valere dalle ricorrenti in primo grado provavano al massimo che anche i problemi
del dumping e del BPS erano stati discussi durante tale riunione. Essi non potevano giustificare una diversa interpretazione
delle prove documentali dirette sulle quali si era fondata la [OSCURATO:PERSONA] (v. punti 1183 e 1211 della sentenza impugnata).
163
Il Tribunale ha concluso nel senso che l'insieme di tali documenti era irrilevante rispetto agli elementi di prova fatti valere
dalla [OSCURATO:PERSONA].
164
L'[OSCURATO:PERSONA] si limita a riprodurre testualmente gli argomenti da essa fatti valere dinanzi al Tribunale, senza indicare in modo
preciso gli elementi che sarebbero stati snaturati dal Tribunale o dimostrare gli errori che l'avrebbero condotto a tale snaturamento.
Per i motivi esposti ai punti 47-52 della presente sentenza, tali argomenti devono essere pertanto respinti.
─ Sulle prove relative agli scambi d'informazioni sui prezzi
165
Il motivo della [OSCURATO:PERSONA] attinente ad una violazione dei diritti della difesa mira a inficiare la fondatezza della conclusione
del Tribunale secondo cui gli scambi di informazioni sui prezzi contestati costituivano una misura di attuazione dell'accordo
[OSCURATO:PERSONA]. Contrariamente a quanto sostenuto dalla [OSCURATO:PERSONA], risulta chiaramente dai punti 1772 e 1773 della sentenza impugnata
che il Tribunale ha constatato che i detti documenti erano stati presi in considerazione dalla [OSCURATO:PERSONA] durante il procedimento
amministrativo, ma non apparivano a quest'ultima sufficientemente convincenti alla luce delle altre prove di cui disponeva.
I commenti aggiuntivi che la [OSCURATO:PERSONA] avrebbe potuto formulare all'epoca per dimostrare il carattere variabile delle informazioni
sui prezzi scambiate non avrebbero quindi potuto inficiare le valutazioni svolte dalla [OSCURATO:PERSONA]. Ne consegue che non è
stata commessa alcuna violazione dei diritti della difesa.
─ Sulle prove relative alla riunione del 9 settembre 1986
166
Per quanto riguarda la valutazione, da parte del Tribunale, delle prove relative alla riunione del 9 settembre 1986, quest'ultimo
ha rilevato, al punto 2890 della sentenza impugnata, che la [OSCURATO:PERSONA] aveva giustamente preso in considerazione, nella decisione
[OSCURATO:PERSONA], la dimensione politica ed il contesto economico del problema connesso alle importazioni provenienti dalla Grecia.
Tuttavia, secondo la sua valutazione, i documenti fatti valere dall'[OSCURATO:PERSONA] non erano tali da condurre ad escludere i documenti
sulla base dei quali la [OSCURATO:PERSONA] aveva concluso che, parallelamente alle azioni di sensibilizzazione, l'insorgere della
questione di tali importazioni aveva dato luogo alla costituzione dell'ETF finalizzata allo studio delle misure di dissuasione
e di persuasione atte ad eliminare le importazioni di cemento a basso prezzo (prioritariamente quelle provenienti dalla Grecia)
in Europa occidentale.
167
Contrariamente a quanto sostenuto dall'[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale non ha chiesto in realtà che quest'ultima dimostrasse che la
decisione [OSCURATO:PERSONA] sarebbe stata diversa se tale impresa avesse potuto fondarsi sui documenti a discarico. Nel caso di specie,
esso ha sentito gli argomenti fatti valere dall'[OSCURATO:PERSONA] in merito al vero motivo della partecipazione del suo rappresentante,
il sig. [OSCURATO:PERSONA], alla riunione del 9 settembre 1986 ed alle conseguenze che i documenti a discarico avrebbero potuto avere
sulle valutazioni della [OSCURATO:PERSONA] quanto alla gravità ed alla durata della partecipazione di tale impresa all'ETF.
168
Tuttavia, il Tribunale ha respinto tali argomenti alla luce delle prove presentate dalla [OSCURATO:PERSONA]. Da un lato, come giudicato
dal Tribunale al punto 2891 della sentenza impugnata, i documenti a discarico allegati non erano tali da inficiare la constatazione
oggettiva fatta dalla [OSCURATO:PERSONA], secondo cui il sig. [OSCURATO:PERSONA] aveva assistito alla riunione del 9 settembre 1986, durante
la quale sono state ricordate in successione la costituzione dell'ETF, il suo obiettivo anticoncorrenziale, la sua composizione,
la sua organizzazione dei lavori e le varie misure affidate alla sua valutazione.
169
D'altro lato, come rilevato dal Tribunale allo stesso punto della sentenza impugnata, le osservazioni che l'[OSCURATO:PERSONA] avrebbe
potuto formulare durante il procedimento amministrativo sulla base dei documenti a discarico allegati per tentare di dimostrare
di aver partecipato a tale riunione unicamente nella prospettiva di azioni politiche non avrebbero potuto ovviare alla totale
mancanza di elementi atti a dimostrare che, durante la riunione del 9 settembre 1986, essa aveva esplicitamente informato
gli altri partecipanti che assisteva a tale riunione in una prospettiva completamente diversa dalla loro.
170
In realtà, tale censura si limita ad una mera riproduzione dei motivi già sollevati dinanzi al Tribunale e mira ad ottenere
un mero riesame del ricorso proposto dinanzi al Tribunale.
─ Sulle prove riguardanti gli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA]
171
Per quanto riguarda le prove relative agli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA], come risulta chiaramente dai punti 3390 e 3391 della
sentenza impugnata, la [OSCURATO:PERSONA] non fa che ribadire dinanzi alla Corte censure già formulate dinanzi al Tribunale e dichiarate
infondate da quest'ultimo al termine di una motivazione dettagliata. Al riguardo la [OSCURATO:PERSONA] non può contestare al Tribunale
alcuna carenza di motivazione.
172
Contrariamente a quanto sostenuto dalla [OSCURATO:PERSONA], il Tribunale, al punto 3392 della sentenza impugnata, ha ammesso la forza
probatoria dei resoconti della riunione dell'ETF dell'11 febbraio 1987 (in prosieguo: la
riunione dell'11 febbraio 1987) e di quella del 15 marzo 1987, durante le quali il rappresentante italiano ha presentato un rapporto sull'evoluzione dell'accordo
tra le cementerie italiane e la società madre della [OSCURATO:SOCIETA], la Ferruzzi (v. punto 27, n. 5, della motivazione della
decisione [OSCURATO:PERSONA]). Inoltre, tali prove sono rafforzate dal fatto che la [OSCURATO:PERSONA] ha sottoscritto, il 3 e il 15 aprile 1987,
convenzioni e contratti con la [OSCURATO:SOCIETA], con l'[OSCURATO:PERSONA] e con l'[OSCURATO:SOCIETA], con i quali essa si impegnava in solido a soddisfare
tutti i bisogni di cemento del gruppo [OSCURATO:SOCIETA] ed a cooperare con i detti produttori italiani di cemento (v. punto 27,
n. 6, della motivazione della decisione [OSCURATO:PERSONA]). Per di più, la [OSCURATO:PERSONA] ha attivamente partecipato alla negoziazione con
la [OSCURATO:PERSONA] e gli altri produttori italiani svoltasi a Lussemburgo nel maggio 1987 (in prosieguo: la
riunione di Lussemburgo, v. punto 27, nn. 7-10, della motivazione della decisione [OSCURATO:PERSONA]).
173
Il Tribunale ha quindi considerato che tale insieme di documenti costituiva la prova convincente di un accordo tra l'[OSCURATO:PERSONA],
l'[OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] diretto ad evitare una minaccia d'importazione di cemento proveniente dalla Grecia da parte della [OSCURATO:SOCIETA].
A suo avviso, gli argomenti fatti valere dalla [OSCURATO:PERSONA] quanto alla sua motivazione commerciale ed al contesto economico del
mercato italiano di fronte alla forte penetrazione degli esportatori greci non erano tali da inficiare le conclusioni alle
quali conducevano i documenti fatti valere dalla [OSCURATO:PERSONA].
174
Poiché la [OSCURATO:PERSONA] si è limitata a contestare la valutazione della prova da parte del Tribunale, le sue censure esulano dal
controllo della Corte e devono essere respinte.
─ Sulle prove relative agli accordi tra cementieri italiani
175
Per quanto riguarda le prove relative agli accordi ed alle pratiche concordate tra cementieri italiani, la CA operava una
distinzione netta tra le intese a livello nazionale in Italia, cioè gli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA] che hanno dato luogo alla
costituzione della Società Italiana per le Promozioni ed [OSCURATO:SOCIETA] (in prosieguo: la
SIPAC), e le intese tra tali cementieri aventi effetti a livello internazionale, cioè le pratiche concordate tra l'[OSCURATO:PERSONA],
l'[OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA], dirette a sottrarre ai produttori greci un cliente importante per garantire la loro penetrazione sul
mercato italiano.
176
Sembra che le intese a livello internazionale non dipendessero affatto dall'esistenza delle intese nazionali. Il ragionamento
del Tribunale non è quindi viziato da alcuna contraddizione al riguardo.
177
La censura relativa alla rilevanza dei documenti relativi ai rapporti tra cementieri italiani a livello nazionale non contiene
alcun riferimento che consenta di identificare gli argomenti presentati dinanzi al Tribunale, i documenti fatti valere a sostegno
ovvero i punti contestati della sentenza impugnata. Più in particolare, omettendo di fornire tali informazioni, l'[OSCURATO:PERSONA]
non ha dimostrato gli errori che, a suo avviso, hanno condotto il Tribunale a snaturare elementi di prova.
178
Alla luce di quanto precede, i motivi riguardanti l'applicazione da parte del Tribunale alle circostanze di specie dei criteri
riguardanti la forza probatoria di documenti non divulgati devono essere respinti.
4. I motivi attinenti ad una violazione dei diritti della difesa per quanto riguarda la decisione di stralcio degli addebiti
nazionali
[OSCURATO:PERSONA] dell'[OSCURATO:PERSONA]
179
L'[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale, da un lato, di aver rifiutato di censurare la violazione dei diritti della difesa che
sarebbe stata commessa per il fatto della mancata comunicazione previa della decisione di stralcio degli addebiti nazionali
e, dall'altro, di non aver tenuto conto della contraddizione tra tale decisione e la decisione [OSCURATO:PERSONA].
180
Essa sostiene che, se la decisione di procedere allo stralcio degli addebiti nazionali le fosse stata comunicata prima della
sua adozione definitiva, essa avrebbe potuto quanto meno convincere la [OSCURATO:PERSONA] a limitare le sue accuse agli effetti della
conclusione dell'accordo tra cementieri italiani direttamente legati dall'accordo [OSCURATO:PERSONA]. A suo avviso, non esiste alcun
nesso tra la finalità dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] e l'esecuzione dei contratti di fornitura conclusi tra i cementieri italiani
e la [OSCURATO:SOCIETA].
181
L'[OSCURATO:PERSONA] fa altresì valere che emerge una contraddizione tra la decisione della [OSCURATO:PERSONA] di stralciare i suoi addebiti
a livello nazionale, come descritti ai capitoli 3-9 e 13-19 della CA, e l'art. 4, n. 3, lett. b), della decisione [OSCURATO:PERSONA],
che pone a livello internazionale l'infrazione asseritamente commessa dai produttori italiani a causa della loro partecipazione
ad un accordo avente la finalità di evitare importazioni di cemento greco da parte della [OSCURATO:SOCIETA].
182
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha erroneamente affermato che tale accordo formava altresì oggetto della parte della CA
dedicata agli addebiti internazionali, sottintendendo così che non vi era alcuna contraddizione tra la decisione di stralciare
gli addebiti nazionali e la decisione [OSCURATO:PERSONA]. L'[OSCURATO:PERSONA] fa valere che, ai capitoli 2 e 10 della CA, dedicati ad addebiti
internazionali, non si fa alcun riferimento ad un accordo tra produttori italiani di cemento diretto ad arginare le importazioni
greche. Invece, i rapporti fra tali produttori sarebbero analizzati al capitolo 13, punto 70, della CA, intitolato
Accordi e pratiche descritti al capitolo 3 ─ Italia.
183
L'[OSCURATO:PERSONA] precisa che la decisione di stralciare addebiti nazionali menziona tuttavia espressamente i capitoli 3 e 13
come facenti parte di quelli il cui oggetto è stralciato. Il Tribunale avrebbe effettuato un'analisi approssimativa della
decisione [OSCURATO:PERSONA], alla luce della CA e della decisione di stralcio degli addebiti nazionali, omettendo di appurare l'illegittimità
dell'art. 4, n. 3, lett. b), della decisione [OSCURATO:PERSONA] e di sanzionare il comportamento della [OSCURATO:PERSONA] in proposito.
184
Più in particolare, essa sostiene che, se avesse avuto la possibilità di esprimersi sulle intenzioni della [OSCURATO:PERSONA] circa
lo stralcio degli addebiti nazionali, essa non avrebbe mancato di segnalare tale anomalia e avrebbe forse potuto convincere
la [OSCURATO:PERSONA] ad assumere un altro atteggiamento, ossia a ritirare ogni accusa relativa ai rapporti tra i produttori italiani
di cemento e la [OSCURATO:SOCIETA].
185
Al riguardo l'[OSCURATO:PERSONA] contesta la valutazione del Tribunale secondo cui gli argomenti che essa avrebbe potuto far valere
riguardo alle conseguenze dello stralcio degli addebiti nazionali non avrebbero avuto una possibilità, anche minima, di condurre
la [OSCURATO:PERSONA] a non sanzionare l'accordo tra i cementieri italiani e la [OSCURATO:SOCIETA] come espressione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA].
A suo avviso, considerato che il primo accordo è l'unico aspetto degli addebiti nazionali che non è stato stralciato dalla
[OSCURATO:PERSONA], non è logico escludere che tali argomenti avrebbero potuto convincere la [OSCURATO:PERSONA].
Giudizio della Corte
186
Per quanto riguarda, in primo luogo, l'asserita contraddizione tra la decisione di stralcio degli addebiti nazionali e la
decisione [OSCURATO:PERSONA], è vero che lo stralcio dei capitoli 3 e 13 della CA, relativi all'Italia, ha avuto l'effetto di rinunciare
alle accuse relative alla costituzione, in seguito ad accordi tra l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:SOCIETA], la [OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:SOCIETA],
della filiale, la SIPAC, attraverso la quale i tre cementieri italiani hanno cooperato per soddisfare solidalmente tutti i
bisogni di cemento del gruppo [OSCURATO:SOCIETA] e per praticare riduzioni di prezzo.
187
Nonostante tale rinuncia, la [OSCURATO:PERSONA] ha continuato ad esaminare gli effetti internazionali dell'accordo tra l'[OSCURATO:PERSONA],
l'[OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] relativo a tali convenzioni con la [OSCURATO:SOCIETA] prima di accertare nei loro confronti l'infrazione
menzionata all'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione [OSCURATO:PERSONA].
188
Ora, contrariamente a quanto sostenuto dall'[OSCURATO:PERSONA], tale esame e tale incriminazione da parte della [OSCURATO:PERSONA] non sono
affatto incompatibili con la sua decisione di stralciare gli addebiti nazionali. Tale istituzione ha solo operato una distinzione
tra le misure aventi conseguenze puramente nazionali e quelle aventi effetti internazionali.
189
Per quanto riguarda, poi, l'asserita mancanza di qualsiasi riferimento a un accordo tra l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA]
nella CA, come rilevato dal Tribunale al punto 443 della sentenza impugnata, risulta chiaramente dal punto 61, lett. h), iv),
della CA, che fa parte del capitolo 10 del capo della CA relativo agli addebiti internazionali ed il cui contenuto è riprodotto
al punto 55, lett. a), n. 1, della decisione [OSCURATO:PERSONA], che
[l]e pressioni esercitate su [OSCURATO:SOCIETA] e la mancata esecuzione da parte sua del contratto di acquisto di cemento da [OSCURATO:PERSONA]
sono il risultato di pratiche concordate tra i produttori italiani [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:SOCIETA] e [OSCURATO:PERSONA] e tra questi ultimi e gli
altri partecipanti alla
[OSCURATO:PERSONA], (...), finalizzate a sottrarre ai produttori greci un cliente importante per consentire la loro penetrazione sul mercato
italiano.
190
Questo passaggio della CA opera una netta distinzione tra, da un lato, le
pratiche concordate tra i produttori italiani [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:SOCIETA] e [OSCURATO:PERSONA] [oggetto degli addebiti formulati dall'art. 4, n. 3, lett. b), della decisione [OSCURATO:PERSONA]] e, dall'altro, le pratiche concordate
tra gli stessi produttori italiani e gli altri partecipanti all'ETF [oggetto degli addebiti formulati all'art. 4, n. 3, lett. a),
della decisione [OSCURATO:PERSONA]].
191
Di conseguenza, non può essere accolto l'argomento dell'[OSCURATO:PERSONA] secondo cui il Tribunale avrebbe erroneamente ignorato
la mancanza di qualsiasi menzione, nel capo della CA relativo agli addebiti internazionali, di un accordo tra tali soli produttori
italiani.
192
Per quanto riguarda, infine, la necessità di fornire all'[OSCURATO:PERSONA] l'opportunità di far conoscere il suo punto di vista
sullo stralcio degli addebiti nazionali, occorre rammentare che, secondo la giurisprudenza della Corte, un'ulteriore comunicazione
degli addebiti agli interessati è necessaria solo qualora il risultato degli accertamenti induca la [OSCURATO:PERSONA] a porre atti
nuovi a carico delle imprese o ad assumere fatti notevolmente diversi come prova delle infrazioni contestate (v. sentenza
14 luglio 1972, causa 53/69, Sandoz/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. 845, punto 14).
193
Ora, nel caso di specie, come giustamente rilevato dal Tribunale ai punti 439 e 440 della sentenza impugnata, lo stralcio
degli addebiti nazionali non ha affatto modificato il contesto fattuale e giuridico degli addebiti accertati nei confronti
dell'[OSCURATO:PERSONA]. Tale stralcio era anzi conforme al suo interesse. Di conseguenza, il rispetto dei diritti della difesa non
richiedeva che l'[OSCURATO:PERSONA] fosse autorizzata a presentare ulteriori sue osservazioni.
194
D'altra parte, l'[OSCURATO:PERSONA] aveva già avuto occasione di tentare di convincere la [OSCURATO:PERSONA] a limitare le sue accuse relative
al nesso tra la conclusione dell'accordo stipulato dai cementieri italiani e l'accordo [OSCURATO:PERSONA], da un lato, quando ha presentato
le sue osservazioni sulla CA (il cui capo relativo agli addebiti internazionali attestava pratiche concordate fra tali cementieri)
nonché, dall'altro, quando è stata sentita dalla [OSCURATO:PERSONA] tra il marzo e l'aprile 1993.
195
Inoltre, considerato il fatto che il capo della CA relativo agli addebiti nazionali riguardava espressamente le pratiche concordate
tra i cementieri italiani, sono irrilevanti gli argomenti che contestano la valutazione del Tribunale, al punto 447 della
sentenza impugnata, secondo cui i commenti che l'[OSCURATO:PERSONA] avrebbe potuto far valere sullo stralcio degli addebiti nazionali
non avrebbero, chiaramente, indotto la [OSCURATO:PERSONA] ad abbandonare l'addebito internazionale relativo all'accordo tra i produttori
italiani di cemento.
196
Considerato quanto precede, si devono dichiarare infondati i motivi attinenti ad una violazione dei diritti della difesa per
quanto riguarda la decisione di stralcio degli addebiti nazionali.
5. Il motivo attinente al diritto di controinterrogare gli autori dei documenti fatti valere dalla [OSCURATO:PERSONA] dell'[OSCURATO:PERSONA]
197
L'[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di avere erroneamente respinto, al punto 1399 della sentenza impugnata, il suo argomento
relativo all'inopponibilità delle note interne della [OSCURATO:PERSONA] (documenti nn. 33.126/11332-11337) e della dichiarazione
del sig. [OSCURATO:PERSONA] (documenti nn. 33.126/19875-19877), dato che essa non avrebbe avuto modo di controinterrogare gli
autori di tali documenti.
198
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], l'utilizzazione nei suoi confronti di tali documenti, che non emanano da essa e gli autori dei quali
non ha potuto controinterrogare, rappresenta una violazione dei principi fondamentali di giustizia e delle norme procedurali.
Giudizio della Corte
199
Come rilevato dal Tribunale al punto 1399 della sentenza impugnata, le note interne della [OSCURATO:PERSONA] e la dichiarazione del
sig. [OSCURATO:PERSONA] non costituivano la base esclusiva o determinante dell'incriminazione dell'[OSCURATO:PERSONA], poiché altri
documenti, che l'[OSCURATO:PERSONA] ha avuto modo di consultare e di commentare, dimostravano la conclusione e la conferma dell'accordo
[OSCURATO:PERSONA] nel corso di riunioni dei capidelegazione, nonché la partecipazione a queste ultime dell'[OSCURATO:PERSONA].
200
Poiché il procedimento dinanzi alla [OSCURATO:PERSONA] ha solo natura amministrativa, non spetta a tale istituzione fornire all'impresa
interessata la possibilità di controinterrogare un particolare testimone e di analizzare le sue dichiarazioni nella fase istruttoria.
Quanto alla CEDU, essa non disciplina il regime delle prove in quanto tale (v. sentenza Mantovanelli/Francia, cit., paragrafo 34).
201
Pertanto, il Tribunale non ha commesso alcun errore di diritto respingendo gli argomenti dell'[OSCURATO:PERSONA] in quanto il controinterrogatorio
dell'autore di documenti da parte dell'impresa alla quale essi sono opposti non è previsto dalle pertinenti disposizioni dei
regolamenti nn. 17 e 99/63 e dichiarando che, al riguardo, non era stata commessa alcuna violazione dei diritti della difesa.
202
Il motivo dev'essere quindi dichiarato infondato.
6. Il motivo attinente ad un'asserita violazione del diritto di non contribuire alla propria incriminazione
[OSCURATO:PERSONA] della [OSCURATO:SOCIETA]
203
[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di aver disatteso la sentenza Orkem/[OSCURATO:PERSONA], cit., avendo rifiutato di riconoscere
che la [OSCURATO:PERSONA] aveva violato i diritti della difesa dell'[OSCURATO:SOCIETA] fondando la sua argomentazione su dichiarazioni fatte
dalle parti durante il procedimento, in spregio al principio di
non testimonianza contro se stessi.
204
Da un lato, il Tribunale, al punto 733 della sentenza impugnata, avrebbe erroneamente concluso nel senso che la [OSCURATO:PERSONA]
aveva il diritto di basarsi, nei confronti dell'[OSCURATO:SOCIETA], sul riconoscimento dell'esistenza di un'infrazione commessa da soggetti
diversi dall'[OSCURATO:SOCIETA]. Se una siffatta dichiarazione non può essere utilizzata nei confronti del soggetto dal quale emana, ne
risulterebbe necessariamente che essa non può essere prodotta come prova del comportamento illecito di un'altra impresa, a
pena di violazione del principio di parità di trattamento e di difesa.
205
D'altro lato, la motivazione riportata al punto 735 della sentenza impugnata sarebbe errata. L'affermazione del Tribunale
secondo cui le imprese non erano tenute a rispondere a una richiesta di informazioni ai sensi dell'art. 11, n. 1, del regolamento
n. 17 sarebbe del tutto irrilevante per quanto riguarda l'[OSCURATO:SOCIETA], in quanto le informazioni che l'avrebbero riguardata sarebbero
state fornite sulla base dell'art. 14, n. 2, del detto regolamento.
Giudizio della Corte
206
[OSCURATO:PERSONA] non sostiene affatto che la [OSCURATO:PERSONA] ha posto all'[OSCURATO:SOCIETA] quesiti relativi a talune pratiche o misure che
potevano costringerla ad ammettere le infrazioni. La violazione dei diritti della difesa fatta valere dall'[OSCURATO:SOCIETA] sarebbe
stata causata solo dalle risposte fornite dalla [OSCURATO:PERSONA] in occasione di un accertamento effettuato ai sensi dell'art. 14,
n. 2, del regolamento n. 17, nonché dalle risposte date da quest'ultima a seguito della CA.
207
Nell'esercizio del compito affidatole dall'art. 89 del Trattato, la [OSCURATO:PERSONA] ha il diritto di interrogare l'impresa oggetto
di una misura d'indagine in merito alle condotte di tutte le altre imprese interessate. Inoltre, il regolamento n. 17 impone
all'impresa un obbligo di collaborazione attiva e la [OSCURATO:PERSONA] può ridurre l'importo dell'ammenda eventualmente inflitta
alla detta impresa in funzione della sua collaborazione all'indagine (v., in tal senso, sentenza 10 marzo 1992, causa T-13/89,
ICI/[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. II-1021, punto 393).
208
Tali considerazioni valgono altresì per quanto riguarda l'interrogatorio delle associazioni di imprese sul comportamento individuale
dei loro membri. Il riconoscimento di un diritto al silenzio nei termini definiti dalla [OSCURATO:SOCIETA], che avrebbe l'effetto
di proteggere i membri di un'associazione di imprese impedendo a quest'ultima di testimoniare contro i suoi membri, andrebbe
infatti oltre quanto necessario per preservare i diritti della difesa delle imprese e costituirebbe un ostacolo ingiustificato
allo svolgimento, da parte della [OSCURATO:PERSONA], del suo compito, che consiste nel vigilare sul rispetto delle regole di concorrenza
nel mercato comune.
209
Ne consegue che il Tribunale non ha commesso un errore di diritto considerando, al punto 733 della sentenza impugnata, che
la [OSCURATO:PERSONA] non aveva violato, durante il procedimento amministrativo, il diritto dell'[OSCURATO:SOCIETA] di non testimoniare contro
se stessa, in quanto le risposte di cui trattasi provenivano dalla [OSCURATO:PERSONA] e non da tale impresa.
210
Occorre quindi dichiarare il motivo infondato.
211
Dall'insieme di quanto precede deriva che i motivi attinenti agli asseriti vizi del procedimento e ad una violazione dei diritti
della difesa devono essere respinti nel loro insieme.
B ─
I motivi di merito
212
Le ricorrenti nelle impugnazioni in esame hanno sollevato diversi motivi con i quali si contesta al Tribunale di aver commesso
errori di diritto, di motivazione e di valutazione dei documenti probatori quando ha confermato la loro partecipazione all'accordo
[OSCURATO:PERSONA] ed alle misure di attuazione dello stesso.
213
[OSCURATO:PERSONA] fa valere che, con taluni di questi motivi, le dette ricorrenti si limitano, essenzialmente, a criticare le
conclusioni di fatto del Tribunale o ad invitare la Corte a constatare i fatti in termini diversi da quelli utilizzati da
quest'ultimo. 1. I motivi attinenti ad asseriti errori di diritto, a difetti di motivazione ed allo snaturamento di elementi di prova per
quanto riguarda l'esistenza dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] (infrazione menzionata all'art. 1 della decisione [OSCURATO:PERSONA])
[OSCURATO:PERSONA] delle parti
─ La qualificazione giuridica delle prove come
prove documentali dirette
214
L'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] contestano l'affermazione del Tribunale, contenuta al punto 260
della sentenza impugnata, secondo cui la [OSCURATO:PERSONA] si è basata
unicamente su prove documentali dirette per dimostrare l'esistenza dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] nei loro confronti.
215
Più in particolare, l'[OSCURATO:PERSONA] sottolinea l'inconsistenza delle sole prove documentali dirette che la [OSCURATO:PERSONA] ha prodotto
a sostegno dell'esistenza dell'accordo [OSCURATO:PERSONA], cioè quelle relative alla qualifica delle imprese interessate come membri
della [OSCURATO:PERSONA], alla partecipazione di talune di esse alle riunioni del 14 gennaio 1983 e del 19 marzo 1984, nonché alla
riunione dei capidelegazione dei produttori europei del cemento membri della [OSCURATO:PERSONA] del 7 novembre 1984 (in prosieguo:
la
riunione del 7 novembre 1984), ed al contenuto dell'ordine del giorno di tali riunioni. A suo avviso, il Tribunale ha considerato che il semplice fatto
di aver partecipato alla riunione del 19 marzo 1984 senza aver manifestato un aperto dissenso consentiva di concludere che
l'[OSCURATO:PERSONA] aveva inteso aderire all'oggetto dell'accordo [OSCURATO:PERSONA]. Una siffatta conclusione non deriverebbe da una prova
diretta, bensì da una presunzione.
216
[OSCURATO:PERSONA] aggiunge che l'esistenza di un consenso, tra imprese determinate, in merito alla conclusione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA]
doveva essere provata sulla base di evidenze certe ed univoche e dunque al di là di ogni ragionevole dubbio. A suo avviso,
le conclusioni formulate dal Tribunale, che confermano le valutazioni della [OSCURATO:PERSONA] relative alle riunioni dei capidelegazione
in seno alla [OSCURATO:PERSONA], nonché alla conclusione dell'asserito accordo [OSCURATO:PERSONA], sono prive di fondamento sul piano della
logica giuridica e derivano da uno snaturamento di elementi probatori essenziali. Il Tribunale sarebbe quindi giunto ad una
qualificazione giuridica del comportamento della [OSCURATO:PERSONA] contravvenendo ai principi dell'onere della prova e della presunzione
d'innocenza. Inoltre, tale qualificazione non sarebbe correttamente motivata.
217
Rilevando che nessuno dei documenti fatti valere al riguardo dalla [OSCURATO:PERSONA] menziona l'[OSCURATO:SOCIETA], la [OSCURATO:SOCIETA] considera
che il Tribunale ha dedotto l'illiceità dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] per via presuntiva e meramente interpretativa. Non pronunciandosi
sul fatto che l'[OSCURATO:SOCIETA] non era menzionata nei detti documenti, il Tribunale avrebbe commesso un errore di motivazione. Il
ragionamento del Tribunale sarebbe confuso, impreciso e contraddittorio sotto molteplici profili.
─ La dichiarazione del sig. [OSCURATO:PERSONA]
218
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA], il Tribunale si è manifestamente sbagliato nel valutare la rilevanza
della dichiarazione del sig. [OSCURATO:PERSONA] al punto 904 della sentenza impugnata. Poiché risale al 1986, tale dichiarazione
non consentirebbe di valutare la tesi della [OSCURATO:PERSONA] secondo cui durante la riunione del 14 gennaio 1983 era stato concluso
un accordo. Inoltre, il Tribunale non avrebbe risposto al loro argomento secondo cui la dichiarazione del sig. [OSCURATO:PERSONA]
era una dichiarazione politica destinata a spiegare le difficoltà della [OSCURATO:PERSONA], nonché a tentare di giustificare e di prorogare
gli aiuti di Stato concessi a tale impresa.
─ Le note interne della [OSCURATO:PERSONA]
219
L'[OSCURATO:PERSONA] sostiene che il Tribunale non ha risposto agli argomenti di contestazione del valore probatorio delle note
interne della [OSCURATO:PERSONA]. Tali note non dimostrerebbero che l'accordo [OSCURATO:PERSONA] o il principio di tale accordo era quello
che era stato accettato in occasione della riunione del 14 gennaio 1983.
220
Secondo la [OSCURATO:SOCIETA], tali note, che non menzionerebbero l'[OSCURATO:SOCIETA], non costituiscono una prova diretta della realizzazione
dell'accordo [OSCURATO:PERSONA], né della partecipazione dell'[OSCURATO:SOCIETA] al detto accordo. In ogni caso, esse non dimostrerebbero che l'accordo
[OSCURATO:PERSONA] riguardava tutta l'Europa.
221
[OSCURATO:PERSONA] fa valere che il suo nome non è affatto menzionato nelle note interne della [OSCURATO:PERSONA], che sarebbero state redatte
da un terzo ad essa ignoto. Inoltre, essa critica la valutazione del Tribunale secondo cui tali note non potevano essere interpretate
nel senso che riguardavano importazioni in dumping da paesi terzi. Secondo la [OSCURATO:PERSONA], le dette note non possono costituire,
in quanto tali, un indizio certo ─ e ancor meno una prova diretta ─ della sua responsabilità.
─ La confessione della [OSCURATO:PERSONA]
222
[OSCURATO:PERSONA] sostiene che la confessione della [OSCURATO:PERSONA] (documenti nn. 33.126/11525 e 13568-13573) non contiene alcun
riferimento all'eventuale partecipazione dell'[OSCURATO:SOCIETA] all'accordo [OSCURATO:PERSONA] e non può quindi costituire una prova diretta del
suo coinvolgimento nel detto accordo. Non pronunciandosi su tale punto, il Tribunale avrebbe commesso un errore di motivazione.
─ Le lettere di convocazione alla riunione del 14 gennaio 1983
223
L'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] criticano il valore probatorio attribuito dal Tribunale, ai punti 934-940 della
sentenza impugnata, alle lettere di convocazione alla riunione del 14 gennaio 1983.
224
L'[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di aver omesso di esaminare il suo argomento secondo cui la lettera del sig. [OSCURATO:PERSONA] de
Oliveira non aveva la natura di una lettera di convocazione alla riunione dei capidelegazione, poiché l'autore non agiva in
qualità di rappresentante ufficiale della [OSCURATO:PERSONA], bensì solo in quanto membro del comitato esecutivo di quest'ultima. La
detta lettera avrebbe avuto la sola finalità di informare i due altri membri del detto comitato, cioè i rappresentanti danese
e irlandese, del fatto che era stata organizzata una riunione.
225
[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di aver omesso di rilevare che l'esempio di
misure appropriate citato in tale lettera di convocazione riguardava esclusivamente gli scambi tra il Belgio ed i [OSCURATO:PERSONA].
226
[OSCURATO:PERSONA] critica la conclusione del Tribunale, ai punti 935 e 936 della sentenza impugnata, secondo cui le due versioni
della lettera di convocazione (cioè, da un lato, la lettera firmata dal sig. [OSCURATO:PERSONA] de Oliveira che fa riferimento agli scambi
di cemento tra i paesi d'origine dei membri della [OSCURATO:PERSONA] e, dall'altro, la convocazione
ufficiale alla riunione del 14 gennaio 1983, che omette un siffatto riferimento) non erano affatto contraddittorie. Secondo la [OSCURATO:PERSONA],
il Tribunale è giunto a tale conclusione mediante deduzione.
227
D'altra parte, la [OSCURATO:PERSONA] fa valere che la conclusione del Tribunale, al punto 940 della sentenza impugnata, secondo cui
la detta convocazione
ufficiale è un elemento di prova rilevante nei suoi confronti, è fondata su motivi privi di pertinenza. Al riguardo essa sostiene di
non aver mai ricevuto la lettera del sig. [OSCURATO:PERSONA] de Oliveira che faceva riferimento agli scambi di cemento. Inoltre, essa non
avrebbe partecipato alla riunione del comitato esecutivo della [OSCURATO:PERSONA] del 5 novembre 1982, alla quale, secondo il Tribunale,
faceva riferimento tale convocazione e durante la quale avrebbero avuto luogo discussioni in merito al bisogno di proteggere
l'industria del cemento da
problemi seri con
misure appropriate.
─ La relazione introduttiva del presidente della riunione del 14 gennaio 1983
228
Secondo la [OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha erroneamente concluso, sulla base del testo meramente provvisorio della relazione introduttiva
del presidente della riunione del 14 gennaio 1983, che la fissazione, da parte di operatori economici, di
regole del gioco costituiva un accordo anticoncorrenziale. Considerato che il detto documento esprimeva solo un auspicio di vedere fissate
eventuali regole, non si potrebbe fornire una prova certa ed univoca in merito al fatto che la [OSCURATO:PERSONA] abbia prestato un
consenso con riferimento ad un'intesa anticoncorrenziale, per giunta di carattere quasi decennale. La conclusione del Tribunale
sarebbe quindi manifestamente illogica e mal motivata. Essa risulterebbe da uno snaturamento radicale del documento di cui
trattasi ai fini della qualificazione giuridica della condotta di tale impresa.
229
Inoltre, la [OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di aver erroneamente confermato la sua responsabilità nella conclusione dell'accordo
[OSCURATO:PERSONA] sulla base del fatto che il presidente della riunione del 14 gennaio 1983 aveva annunciato che non vi sarebbe stato
un resoconto di quest'ultima. L'assenza di resoconti della riunione non potrebbe rappresentare una prova diretta e positiva
della conclusione di tale accordo. La volontà dei partecipanti a tale riunione di mantenere segrete le loro eventuali azioni
sarebbe irrilevante ai fini della prova della partecipazione della [OSCURATO:PERSONA] al detto accordo.
─ Le riunioni del 19 marzo e del 7 novembre 1984
230
[OSCURATO:PERSONA] contesta la valutazione del Tribunale relativa al carattere
confermativo della riunione del 19 marzo 1984, facendo valere che essa non era presente alla detta riunione.
231
[OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:SOCIETA] criticano il ragionamento del Tribunale secondo cui la dichiarazione dei capidelegazione favorevole
alla conclusione di un accordo tra produttori spagnoli e greci (in prosieguo: l'
accordo greco-spagnolo) suffragava la conclusione secondo cui, durante la riunione del 7 novembre 1984, i capidelegazione avevano manifestato la
volontà di confermare la loro adesione all'asserito accordo [OSCURATO:PERSONA]. Una siffatta dichiarazione non potrebbe essere considerata
un indizio chiaro ed univoco dell'esistenza dell'asserito accordo [OSCURATO:PERSONA] senza violare il principio di presunzione d'innocenza.
232
Secondo la [OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha commesso un errore nella qualificazione della natura stessa delle prove, considerando
prova diretta un elemento che in realtà ha formato oggetto di una deduzione logica e rappresenta quindi una prova indiretta.
Tale errore rivelerebbe altresì il carattere contraddittorio della motivazione del Tribunale.
233
[OSCURATO:PERSONA] sostiene che il Tribunale ha ingiustamente respinto il suo argomento, con il quale contestava l'interpretazione,
da parte della [OSCURATO:PERSONA], del documento del 12 novembre 1984 che riassumeva le discussioni svoltesi durante la riunione
del 7 novembre precedente (in prosieguo: le
[OSCURATO:PERSONA]), in base alla quale l'espressione
raggiungere un accordo definito tra i maggiori esportatori europei ivi riportata non proverebbe la conclusione di un accordo tra i produttori europei. Inoltre, l'[OSCURATO:SOCIETA] non avrebbe potuto
far parte del gruppo dei grandi esportatori di cemento.
─ Altri elementi a discarico
234
Secondo la [OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha prestato scarsa attenzione ad elementi come il fatto che, dal 1983 al 1985, si sono svolte
altre due riunioni dei capidelegazione, durante le quali non si è discusso di commercio intracomunitario, la constatazione
che la [OSCURATO:PERSONA] avrebbe partecipato solo a due riunioni sulle cinque di cui trattasi, di cui la seconda non riguardava sicuramente
il tema degli scambi intracomunitari, e la circostanza che tale società avrebbe partecipato solo in misura minima alle attività
della [OSCURATO:PERSONA], poiché avrebbe concentrato la sua attività sulla clientela a carattere regionale.
235
[OSCURATO:PERSONA] sostiene che il rigetto, da parte del Tribunale, di tali elementi non riflette una valutazione corretta dei comportamenti
delle diverse imprese. In presenza di prove frammentarie, incerte e non univoche, essenzialmente incentrate sulla natura di
discussioni asseritamente tenute nella riunione del 14 gennaio 1983, ed alla luce della confusione tra prove dirette ed indirette,
gli elementi menzionati al punto precedente non avrebbero potuto essere considerati del tutto privi di rilevanza probatoria.
Giudizio della Corte
236
L'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] contestano al Tribunale di aver trascurato il fatto che i documenti
sui quali la [OSCURATO:PERSONA] si era basata non rappresentavano prove inconfutabili della conclusione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] e
della loro complicità in tale intesa. Tali censure sembrano fondate su un'interpretazione inesatta della nozione di
prove dirette.
237
Contrariamente a quanto sostenuto dall'[OSCURATO:PERSONA] e dalla [OSCURATO:PERSONA], il Tribunale non ha operato né un'inversione indebita
dell'onere della prova, né una violazione della presunzione d'innocenza. Il Tribunale ha concluso, da un lato, che i documenti
menzionati al punto 18 della motivazione della decisione [OSCURATO:PERSONA], cioè le note interne della [OSCURATO:PERSONA], la dichiarazione
del sig. [OSCURATO:PERSONA] e le dichiarazioni della stessa [OSCURATO:PERSONA] (documenti nn. 33.126/11525 e 13568-13573), attestavano
esplicitamente l'esistenza di un'intesa tra i produttori europei di cemento avente ad oggetto l'osservanza dei limiti dei
mercati interni e la regolamentazione delle vendite da un paese all'altro (v. punto 920 della sentenza impugnata) e, dall'altro,
che i documenti menzionati ai punti 19 e 45 della motivazione della decisione [OSCURATO:PERSONA] indicavano che, nell'ambito della riunione
del 14 gennaio 1983, era stato concluso un accordo ai sensi dell'art. 85, n. 1, del Trattato (v. punto 1003 della sentenza
impugnata). Il Tribunale ha quindi legittimamente qualificato i detti documenti, al punto 862 della sentenza impugnata, come
prove documentali dirette dell'esistenza dell'accordo [OSCURATO:PERSONA].
238
Poiché costituiscono solo la riproduzione testuale di motivi già sollevati dinanzi al Tribunale e non identificano alcun errore
di diritto, gli argomenti relativi alla rilevanza della dichiarazione del sig. [OSCURATO:PERSONA] devono essere respinti nell'ambito
delle impugnazioni in esame, conformemente ai principi richiamati al punto 51 della presente sentenza.
239
Per quanto riguarda la censura attinente a un difetto di motivazione del rigetto, con la sentenza impugnata, dell'argomento
relativo alla natura di tale dichiarazione, è sufficiente constatare che il Tribunale ha espressamente menzionato tale argomento
al punto 902 della sentenza impugnata prima di respingerlo come non credibile al punto 907 della stessa sentenza, considerato
il fatto che la detta dichiarazione non conteneva alcun riferimento ad aiuti di Stato dei quali la [OSCURATO:PERSONA] avrebbe potuto
beneficiare, né alcuna giustificazione riguardante il comportamento precedente di tale società. Tale motivazione dettagliata
non può essere oggetto di alcuna critica.
240
La contestazione del valore probatorio delle note interne della [OSCURATO:PERSONA], in quanto esse non avrebbero menzionato né l'accordo
[OSCURATO:PERSONA] né le parti di tale accordo, è fondata sullo stesso errore già identificato al punto 235 della presente sentenza,
relativo alla nozione di
prove dirette. Come rilevato dal Tribunale ai punti 876-878 della sentenza impugnata, da un lato, tali note attestano un accordo, un principio
o una politica di osservanza dei limiti dei mercati interni europei, che esse ricollegano alla [OSCURATO:PERSONA]. Dall'altro, la [OSCURATO:PERSONA] ha svolto un ruolo attivo in seno alla [OSCURATO:PERSONA] ed il sig. [OSCURATO:PERSONA], autore delle dette note e direttore regionale della
divisione esportazioni della [OSCURATO:PERSONA], ha partecipato a numerose riunioni dell'EPC. Tali elementi sono sufficienti per
qualificare le due note come
prove dirette dell'esistenza dell'accordo [OSCURATO:PERSONA].
241
La natura di
prove dirette delle dette note non è affatto inficiata dalla circostanza che esse non riguardano esplicitamente le imprese di cui trattasi.
Al contrario, la partecipazione di tali imprese all'accordo [OSCURATO:PERSONA] risulta dalla loro partecipazione alla riunione dei
capidelegazione o, nel caso dell'[OSCURATO:SOCIETA], dalla sua partecipazione ad una misura di attuazione, cioè la costituzione dell'ETF,
con la presenza del suo rappresentante, il sig. [OSCURATO:PERSONA], alla riunione del sottogruppo
Misure di difesa del 17 marzo 1987 (in prosieguo: la
riunione del 17 marzo 1987).
242
[OSCURATO:PERSONA] si limita a criticare le conclusioni del Tribunale senza dimostrare gli errori che l'avrebbero condotto ad uno
snaturamento degli elementi di prova. La sua critica costituisce solo un tentativo di sostituire la sua versione dei fatti
alla valutazione del Tribunale.
243
Per quanto riguarda le dichiarazioni della [OSCURATO:PERSONA], il Tribunale, dopo aver menzionato l'affermazione della [OSCURATO:PERSONA] secondo
cui i riferimenti all'accordo [OSCURATO:PERSONA] nelle note interne della [OSCURATO:PERSONA] rinviavano al rispetto
degli usi e della deontologia progressivamente emersi dalle relazioni tra imprese e dall'evoluzione economica nei vari paesi, ha concluso, al punto 917 della sentenza impugnata, che la [OSCURATO:PERSONA] non aveva negato l'esistenza di un consenso tra se
stessa ed i suoi membri in merito a norme di buon vicinato o a usi e norme deontologiche.
244
Anche se la confessione della [OSCURATO:PERSONA] non riguarda espressamente l'[OSCURATO:SOCIETA], essa possiede una forza probatoria circa l'esistenza
del consenso necessario per aversi un accordo ai sensi dell'art. 85, n. 1, del Trattato. Poiché tale confessione non riguardava
la partecipazione dell'[OSCURATO:SOCIETA] all'accordo, il Tribunale non ha commesso alcun errore di motivazione non pronunciandosi sull'argomento
secondo cui l'[OSCURATO:SOCIETA] non era menzionata nella detta confessione.
245
Gli argomenti relativi alle lettere di convocazione alla riunione del 14 gennaio 1983 si limitano a criticare la fondatezza
delle valutazioni di fatto del Tribunale e non fanno che ribadire una presentazione dei fatti che è già stata respinta dal
Tribunale. Per quanto riguarda l'asserita assenza di motivazione della valutazione della natura della lettera del sig. [OSCURATO:PERSONA]
de Oliveira, il Tribunale ha esposto, al punto 933 della sentenza impugnata, l'argomento dell'[OSCURATO:PERSONA] secondo cui la
detta lettera era stata inviata
dal suo autore, a titolo personale, ai soli capidelegazione danese (sig. [OSCURATO:PERSONA]) ed irlandese (sig. [OSCURATO:PERSONA]). Tuttavia, esso ha respinto tale argomento, al punto 934 della sentenza impugnata, in quanto la lettera di convocazione era
stata
inviata all'[OSCURATO:PERSONA], nonché all'[OSCURATO:PERSONA] (...)
a nome del presidente della [OSCURATO:PERSONA], il sig. [OSCURATO:PERSONA]. Tale motivazione chiara e logica non può essere oggetto di alcuna critica.
246
L'argomento della [OSCURATO:SOCIETA] relativo agli scambi tra il Belgio e i [OSCURATO:PERSONA] dev'essere respinto, dato che esso non contiene
elementi di diritto.
247
Per quanto riguarda l'argomento fondato sulla coerenza tra la lettera del sig. [OSCURATO:PERSONA] de Oliveira e la convocazione
ufficiale alla riunione del 14 gennaio 1983, le critiche della [OSCURATO:PERSONA] attengono solo all'interpretazione dei mezzi di prova da parte
del Tribunale e non identificano uno snaturamento degli elementi di prova. Anche se le lettere di convocazione a tale riunione
non riguardano la [OSCURATO:PERSONA] personalmente, esse confermano, alla luce dell'insieme degli elementi di prova, l'obiettivo anticoncorrenziale
della riunione del 14 gennaio 1983, riunione alla quale la [OSCURATO:PERSONA] ha assistito.
248
Gli argomenti relativi alla relazione introduttiva del presidente della riunione del 14 gennaio 1983 sono fondati sullo stesso
errore identificato al punto 236 della presente sentenza in merito alla portata della nozione di
prove dirette. Anche se tale presidente non ha proposto l'adozione di un accordo formale in seno alla [OSCURATO:PERSONA], esso ha espresso l'auspicio
che i partecipanti alla detta riunione si intendessero su
regole del gioco. Ora, la fissazione, da parte di operatori economici, di
regole del gioco applicabili al loro comportamento sul mercato rappresenta innegabilmente, alla luce della giurisprudenza comunitaria, un
accordo ai sensi dell'art. 85, n. 1, del Trattato. Al riguardo non può essere constatato alcuno snaturamento degli elementi
di prova, né alcun difetto di motivazione. Quanto alla critica fondata sul valore probatorio della mancanza di resoconto della
riunione, essa costituisce solo una riproduzione dei motivi già respinti dal Tribunale al punto 976 della sentenza impugnata.
249
Per quanto riguarda la riunione del 19 marzo 1984, il Tribunale ha giudicato, al punto 1353 della sentenza impugnata, che
la responsabilità della [OSCURATO:PERSONA] nella conclusione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] deriva dal fatto che, con la sua presenza ad una
o a più riunioni dei capidelegazione durante le quali è stato manifestato o ribadito un consenso generale sul principio dell'osservanza
dei limiti dei mercati interni e sulla regolamentazione delle vendite da un paese all'altro, essa aveva aderito o, quanto
meno, fatto pensare agli altri partecipanti di aderire al contenuto dell'accordo [OSCURATO:PERSONA]. Il Tribunale non ha commesso alcun
errore di diritto concludendo, al punto 1376 della sentenza impugnata, che la semplice presenza della [OSCURATO:PERSONA] a una delle
riunioni dei capidelegazione durante le quali è stato concluso o confermato l'accordo [OSCURATO:PERSONA] bastava a far giudicare accertata
la sua partecipazione al concorso di volontà raggiunto. La valutazione del Tribunale quanto al carattere
confermativo della riunione del 19 marzo 1984 non è quindi affatto inficiata dalla circostanza che la [OSCURATO:PERSONA] non era presente alla detta
riunione.
250
Per quanto riguarda la riunione del 7 novembre 1984, dopo aver scrupolosamente esaminato le diverse interpretazioni possibili
delle
[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha respinto gli argomenti dell'[OSCURATO:SOCIETA] e della [OSCURATO:PERSONA], in particolare, secondo cui l'accordo greco-spagnolo
menzionato in tale documento aveva per solo oggetto la stabilizzazione dei prezzi all'esportazione al di fuori dell'Europa.
Secondo il Tribunale, al quale spetta in via esclusiva la valutazione degli elementi di prova sottopostigli, i capidelegazione,
con il loro sostegno al detto accordo, hanno perseguito un duplice obiettivo, cioè, da un lato, ottenere prezzi migliori all'esportazione
e, dall'altro, evitare il rischio di una destabilizzazione in Europa. Secondo il Tribunale, l'osservanza dei limiti dei mercati
interni e la canalizzazione delle esportazioni andavano di pari passo (v. punti 1034-1036 della sentenza impugnata).
251
Ora, gli argomenti della [OSCURATO:SOCIETA] e della [OSCURATO:PERSONA] attinenti ad una qualificazione asseritamente erronea degli elementi
di prova ed al carattere contraddittorio della motivazione del Tribunale mirano in realtà solo a rimettere in discussione
valutazioni di fatto, il che non può essere ammesso nell'ambito di un'impugnazione. Più in particolare, gli argomenti attinenti
ad una qualificazione asseritamente erronea degli elementi di prova sono fondati su un'interpretazione inesatta della nozione
di
prove dirette.
252
Considerato che il sostegno all'accordo greco-spagnolo manifestato durante la riunione del 7 novembre 1984 aveva esattamente
lo stesso scopo dell'accordo [OSCURATO:PERSONA], cioè la prevenzione di una destabilizzazione dei mercati europei, il Tribunale ha
giustamente concluso, al punto 1046 della sentenza impugnata, nel senso che le
[OSCURATO:PERSONA] erano elementi di prova rilevanti, in quanto indicavano che il concorso di volontà riguardante il principio dell'osservanza
dei limiti dei mercati interni e della regolamentazione delle vendite da un paese all'altro era stata confermata durante la
detta riunione. Il Tribunale non è quindi incorso in alcuno snaturamento degli elementi di prova né, d'altra parte, in alcuna
illogicità della motivazione confermando, al punto 1037 della sentenza impugnata, la fondatezza della conclusione formulata
al punto 45, n. 2, secondo comma, della motivazione della decisione [OSCURATO:PERSONA], secondo cui il contenuto dell'accordo [OSCURATO:PERSONA]
era stato confermato durante la riunione del 7 novembre 1984.
253
Inoltre, per quanto riguarda l'esistenza di altre riunioni dei capidelegazione tra il 1983 e il 1985, in cui non sarebbe stato
discusso il commercio intracomunitario, la valutazione, da parte del Tribunale, della forza probatoria di elementi asseritamente
a discarico opposti alle prove presentate dalla [OSCURATO:PERSONA] non è soggetta, in quanto tale, al controllo della Corte e nulla
negli argomenti presentati dalla [OSCURATO:PERSONA] giustifica un riesame di tale valutazione nel caso di specie. Il Tribunale non è
incorso in alcuno snaturamento degli elementi di prova giudicando, al punto 1049 della sentenza impugnata, che i documenti
attestanti che il commercio comunitario non era stato argomento di discussione durante le riunioni del 30 maggio 1983 e del
10 giugno 1985 non erano tali da giustificare una diversa interpretazione della nutrita serie di prove documentali presentate
dalla [OSCURATO:PERSONA], dalla quale si ricava che durante le riunioni del 14 gennaio 1983, del 19 marzo e del 7 novembre 1984 è
stato concluso, e poi confermato, un accordo sull'osservanza dei limiti dei mercati interni.
254
Occorre quindi dichiarare irricevibili e/o infondati i motivi attinenti ad asseriti errori di diritto, a difetti di motivazione
ed allo snaturamento di elementi di prova per quanto riguarda l'esistenza dell'accordo [OSCURATO:PERSONA].
2. I motivi relativi ad asseriti errori di diritto, a difetti di motivazione ed allo snaturamento di elementi di prova per
quanto riguarda la natura unica e continua dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] delle parti
255
L'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] contestano al Tribunale di aver erroneamente considerato come
accordo unico l'accordo [OSCURATO:PERSONA] e le misure di attuazione, ritenendo che l'oggetto fosse in tutti i casi identico e rilevando che vi
era identità delle parti.
256
Secondo la [OSCURATO:SOCIETA], la nozione di
accordo unico presuppone un comportamento unico, ininterrotto e continuato nel tempo. Essa sostiene che le condotte esaminate durante le
fasi amministrativa e giurisdizionale non rappresentano un comportamento siffatto. Ciò sarebbe provato dai lunghi intervalli
tra le riunioni dei capidelegazione. Il periodo di quattordici mesi trascorso tra la riunione del 14 gennaio 1983 e quella
del 19 marzo 1984 escluderebbe, alla luce della sentenza del Tribunale 7 luglio 1994, causa T-43/92, [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA]
([OSCURATO:PERSONA]. pag. II-441), che esse possano considerarsi sufficientemente vicine nel tempo per dedurne la continuazione di un comportamento
unico. L'esatta riconduzione dei comportamenti imputati alle ricorrenti nell'ambito di un
unico disegno criminoso, piuttosto che nell'ambito di un
accordo unico, avrebbe potuto indurre la [OSCURATO:PERSONA] e il Tribunale a fissare l'ammenda in funzione del ruolo svolto da ciascuna impresa.
257
L'[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di aver erroneamente giudicato che, una volta desunta l'adesione al principio dell'accordo
[OSCURATO:PERSONA], tutti i comportamenti delle imprese interessate sul mercato non potevano che costituire misure di attuazione che
ne confermavano la concreta vigenza. Poiché tali misure miravano, secondo quanto asserito, ad attuare un'intesa la cui esistenza
era stata ritenuta dimostrata direttamente mediante prove documentali, si sarebbe presunto che esse fossero state dimostrate
da prove documentali dirette.
Giudizio della Corte
258
Una violazione dell'art. 85, n. 1, del Trattato può risultare non soltanto da un atto isolato, ma anche da una serie di atti
o perfino da un comportamento continuato. Tale interpretazione non può essere contestata sulla base del fatto che uno o più
elementi di questa serie di atti o di questo comportamento continuato potrebbero altresì costituire di per sé e presi isolatamente
una violazione della detta disposizione (v., in tal senso, sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 81). Ove
le diverse azioni facciano parte di un
piano d'insieme, a causa del loro identico oggetto di distorsione del gioco della concorrenza all'interno del mercato comune, la [OSCURATO:PERSONA]
può imputare la responsabilità di tali azioni in funzione della partecipazione all'infrazione considerata nel suo insieme.
259
Nel caso di specie, contrariamente a quanto sostenuto dalla [OSCURATO:SOCIETA], è artificioso suddividere in più comportamenti distinti
l'accordo [OSCURATO:PERSONA], caratterizzato da una serie di sforzi diretti ad un'unica finalità economica, cioè l'osservanza dei limiti
dei mercati interni.
260
Considerando che ciascuno dei detti comportamenti rientra nella nozione di infrazione ai sensi dell'art. 85, n. 1, del Trattato,
occorre escludere, in quanto manifestamente irrilevante nel caso di specie, la sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit.,
che riguardava la certezza del diritto in materia di onere della prova. Nell'ambito di un accordo globale esteso su diversi
anni, importa poco un intervallo di qualche mese tra le estrinsecazioni dell'intesa. E' invece determinante il fatto che le
diverse azioni rientrino in un
piano d'insieme a causa del loro identico oggetto.
261
Allo stesso modo, la distinzione operata dalla [OSCURATO:SOCIETA] tra un
accordo unico e un
unico disegno criminoso non riveste alcuna importanza. Ai fini dell'applicazione dell'art. 85, n. 1, del Trattato, è superfluo prendere in considerazione
gli effetti concreti di un accordo, ove risulti che quest'ultimo ha per oggetto di restringere, impedire o falsare il gioco
della concorrenza all'interno del mercato comune (v. sentenza 11 gennaio 1990, causa C-277/87, Sandoz prodotti farmaceutici/[OSCURATO:PERSONA],
[OSCURATO:PERSONA]. pag. I-45).
262
Ne consegue che il Tribunale, confermando l'analisi della [OSCURATO:PERSONA] secondo cui l'accordo [OSCURATO:PERSONA] è unico nonché continuo
e costituito dagli
accordi conclusi nel quadro di [OSCURATO:PERSONA] e delle riunioni e contatti bilaterali e multilaterali (punto 46, n. 1, della motivazione della decisione [OSCURATO:PERSONA]), non ha commesso alcun errore di valutazione.
263
Occorre quindi dichiarare infondati i motivi attinenti ad asseriti errori di diritto, a difetti di motivazione ed allo snaturamento
di elementi di prova per quanto riguarda la natura unica e continua dell'accordo [OSCURATO:PERSONA].
3. I motivi attinenti ad asseriti errori di diritto, a un difetto di motivazione e ad una violazione dei diritti della difesa
per quanto riguarda gli scambi di informazioni sui prezzi
[OSCURATO:PERSONA] delle parti
264
L'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] sollevano diversi motivi con i quali si contesta al Tribunale di aver applicato un'errata
qualificazione giuridica, da un lato, agli scambi puntuali di informazioni sui prezzi durante le riunioni dei capidelegazione
(menzionati all'art. 2, n. 1, della decisione [OSCURATO:PERSONA]; in prosieguo: gli
scambi puntuali) e, dall'altro, agli scambi periodici di informazioni [menzionati all'art. 2, n. 2, lett. b), della decisione [OSCURATO:PERSONA]; in
prosieguo: gli
scambi periodici], avendoli considerati alla stregua di misure di attuazione. Il Tribunale avrebbe altresì esagerato la durata dell'accordo
[OSCURATO:PERSONA].
─ L'oggetto anticoncorrenziale degli scambi di informazioni sui prezzi
265
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA], gli scambi periodici, nonché, secondo la [OSCURATO:PERSONA], gli scambi puntuali erano
neutri dal punto di vista della concorrenza per i motivi seguenti:
─
i prezzi di vendita del cemento erano facilmente accessibili al pubblico e addirittura, per quanto riguarda il mercato danese,
pubblicati;
i prezzi di vendita del cemento erano facilmente accessibili al pubblico e addirittura, per quanto riguarda il mercato danese,
pubblicati;
─
tali prezzi erano spesso soggetti a misure di controllo pubblico, come l'approvazione del Monopoltilsyn danese;
tali prezzi erano spesso soggetti a misure di controllo pubblico, come l'approvazione del Monopoltilsyn danese;
─
la raccolta di dati relativi ai prezzi praticati faceva tradizionalmente parte dei compiti di un'associazione professionale
e non aveva alcuna importanza dal punto di vista della concorrenza, considerata la sua portata limitata, e
la raccolta di dati relativi ai prezzi praticati faceva tradizionalmente parte dei compiti di un'associazione professionale
e non aveva alcuna importanza dal punto di vista della concorrenza, considerata la sua portata limitata, e
─
le informazioni sui prezzi erano sempre state inviate dalla [OSCURATO:PERSONA] ai suoi membri dopo che i prezzi comunicati erano entrati
in vigore al momento di un aggiornamento annuale.
le informazioni sui prezzi erano sempre state inviate dalla [OSCURATO:PERSONA] ai suoi membri dopo che i prezzi comunicati erano entrati
in vigore al momento di un aggiornamento annuale.
266
L'[OSCURATO:PERSONA] sostiene che il Tribunale, sebbene abbia considerato che gli scambi periodici erano irrilevanti dal punto di vista
della concorrenza, ha erroneamente esteso la portata dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] ad una pratica lecita che sarebbe esistita tra
le stesse parti durante un lungo periodo prima della conclusione di tale accordo.
267
[OSCURATO:PERSONA] aderisce a tali argomenti e fa valere che le valutazioni del Tribunale sono in contraddizione con i criteri
incontestabili utilizzati in modo costante nella materia dalla giurisprudenza comunitaria, secondo cui una violazione dell'art. 85,
n. 1, del Trattato presuppone che le informazioni scambiate possano essere considerate alla stregua di segreti professionali.
268
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:SOCIETA], la motivazione utilizzata dal Tribunale ai punti 1651 e 1652 della sentenza impugnata
per provare che gli scambi periodici facilitavano l'esecuzione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] è poco chiara ed illogica. Constatare
che tali scambi hanno natura concorrenziale perché hanno la stessa finalità anticoncorrenziale dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] equivarrebbe
ad un ragionamento circolare.
─ L'errore nella versione italiana della sentenza impugnata
269
[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di aver motivato in modo errato il rigetto del suo motivo, ai punti 1680-1682 della
sentenza impugnata, secondo cui gli scambi di informazioni erano in ogni caso leciti poiché il mercato non era oligopolistico.
Anche se, come sostiene la [OSCURATO:PERSONA], si tratta di un semplice errore di redazione nella versione italiana che non invalida
affatto la conclusione formulata dal Tribunale, la [OSCURATO:SOCIETA] fa valere che i suoi diritti della difesa sono stati violati
in quanto non era possibile identificare tale errore e quindi presentare diversamente il suo motivo.
─ L'asserita disparità di trattamento
270
[OSCURATO:PERSONA] critica la motivazione del rigetto da parte del Tribunale del suo motivo attinente ad una disparità di trattamento
e ad una violazione dei diritti della difesa, in quanto gli addebiti relativi allo scambio di informazioni non sono stati
contestati nei confronti dell'Associazione italiana tecnico-economica del cemento (in prosieguo: l'
AITEC), che si sarebbe trovata in una situazione analoga alla sua. [OSCURATO:PERSONA] fa valere che il requisito impostole dal Tribunale,
cioè di dimostrare che la mancata contestazione di questo stesso addebito nei confronti dell'AITEC l'ha posta in una situazione
meno favorevole, è una sorta di probatio diabolica. Solo se anche l'AITEC fosse stata inclusa nel procedimento l'[OSCURATO:SOCIETA] avrebbe
potuto fornire una prova tangibile e certa di ciò che sarebbe potuto accadere in tale ipotesi.
271
Secondo la [OSCURATO:SOCIETA], il Tribunale ha altresì commesso un errore di diritto non tenendo conto della costante giurisprudenza
comunitaria che condanna il comportamento delle associazioni di categoria attraverso le quali siano posti in essere scambi
di informazioni.
─ La qualificazione degli scambi come misura di attuazione
272
L'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] contestano al Tribunale di aver commesso un errore di diritto, uno snaturamento degli
elementi di prova nonché un errore di motivazione affermando che gli scambi di informazioni sui prezzi facevano parte integrante
di un asserito accordo pluriennale unico e continuo. A loro avviso, mancherebbe il nesso temporale necessario fra tali scambi
e le riunioni del 14 gennaio 1983, del 19 marzo e del 7 novembre 1984, durante le quali si è considerato che sia stato concluso
e confermato l'accordo [OSCURATO:PERSONA], e i detti scambi non potrebbero essere considerati come una misura di esecuzione di tale
accordo.
273
In primo luogo, la [OSCURATO:PERSONA] fa valere che non risulta da alcun passaggio della relazione introduttiva del presidente della
riunione del 14 gennaio 1983 che i dati scambiati puntualmente in tale ambito potevano facilitare la creazione o il funzionamento
di un meccanismo collusivo. A suo avviso, tale testo ha un carattere assolutamente generico, che non permette di trarre alcuna
conclusione circa la valenza anticoncorrenziale dei dati diffusi.
274
In secondo luogo, la [OSCURATO:PERSONA] sostiene che i due documenti citati dalla [OSCURATO:PERSONA] in relazione alla riunione del 19 marzo
1984 non le sono opponibili, atteso che essa non era presente alla detta riunione. Il Tribunale avrebbe riconosciuto che non
le può essere imputata alcuna responsabilità per gli scambi intervenuti in quella circostanza. Di conseguenza, l'ipotesi formulata
dal Tribunale, secondo cui i dati scambiati avrebbero reso possibile un confronto tra il livello dei prezzi esistente sui
diversi mercati nazionali, sarebbe priva di fondamento.
275
In terzo luogo, per quanto riguarda gli scambi periodici, la [OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di avere snaturato elementi di
prova e di aver viziato la sua motivazione per quanto riguarda la valutazione giuridica dei detti scambi, per i motivi seguenti:
─
Il Tribunale avrebbe commesso un errore logico dichiarando che i riferimenti ai prezzi nazionali contenuti nella relazione
introduttiva del presidente della riunione del 14 gennaio 1983 dovevano essere messi in rapporto con lo scambio di dati verificatosi
in quella riunione. Ciò non sarebbe sufficiente per considerare illegittimo un sistema di scambio di dati in vigore molto
tempo prima della detta riunione.
Il Tribunale avrebbe commesso un errore logico dichiarando che i riferimenti ai prezzi nazionali contenuti nella relazione
introduttiva del presidente della riunione del 14 gennaio 1983 dovevano essere messi in rapporto con lo scambio di dati verificatosi
in quella riunione. Ciò non sarebbe sufficiente per considerare illegittimo un sistema di scambio di dati in vigore molto
tempo prima della detta riunione.
─
Contrariamente a quanto affermato dal Tribunale ai punti 1645 e 1646 della sentenza impugnata, il documento relativo ai prezzi
medi nazionali che, secondo il Tribunale, illustrava lo scambio di informazioni sui prezzi tra i membri della [OSCURATO:PERSONA] sarebbe
stato distribuito durante la riunione del 30 maggio 1983, riunione alla quale la [OSCURATO:PERSONA] non avrebbe partecipato, e non durante
quella del 14 gennaio 1983. Tale documento non sarebbe quindi rilevante per dimostrare un'infrazione a carico della [OSCURATO:PERSONA].
Contrariamente a quanto affermato dal Tribunale ai punti 1645 e 1646 della sentenza impugnata, il documento relativo ai prezzi
medi nazionali che, secondo il Tribunale, illustrava lo scambio di informazioni sui prezzi tra i membri della [OSCURATO:PERSONA] sarebbe
stato distribuito durante la riunione del 30 maggio 1983, riunione alla quale la [OSCURATO:PERSONA] non avrebbe partecipato, e non durante
quella del 14 gennaio 1983. Tale documento non sarebbe quindi rilevante per dimostrare un'infrazione a carico della [OSCURATO:PERSONA].
276
Più in particolare, la [OSCURATO:SOCIETA] fa valere che il punto 1698 della sentenza impugnata racchiude un ragionamento circolare,
in quanto considera come prova del coinvolgimento dell'[OSCURATO:SOCIETA] nell'accordo [OSCURATO:PERSONA] la sua partecipazione allo scambio di
informazioni e, come prova di quest'ultima, la sua partecipazione al detto accordo.
277
A suo avviso, le deduzioni del Tribunale in merito all'esistenza di un nesso tra il rispetto dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] e la partecipazione
dell'[OSCURATO:SOCIETA] agli scambi periodici non rappresentano, conformemente alla giurisprudenza comunitaria,
l'unica plausibile spiegazione per tale condotta, ma mere supposizioni ed ipotesi dal valore probatorio non certamente maggiore rispetto a quello delle motivazioni, assolutamente
plausibili, addotte dall'[OSCURATO:SOCIETA].
─ La durata degli scambi
278
Sottolineando che il carattere lecito degli scambi di informazioni sui prezzi non era affatto cambiato dopo la conclusione
dell'accordo [OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA] ritiene che nulla nella giurisprudenza comunitaria né negli stessi scambi possa giustificare
l'estensione della durata dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] fino al 31 dicembre 1988. Ne risulterebbe che i fatti per i quali la decisione
[OSCURATO:PERSONA] ha inflitto un'ammenda sarebbero prescritti per quanto la riguarda e l'ammenda inflittale dovrebbe quindi essere annullata
o ridotta.
Giudizio della Corte
279
Per quanto riguarda gli scambi di informazioni sui prezzi, l'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] riproducono essenzialmente
gli stessi argomenti già invocati invano dinanzi al Tribunale. Ora, il controllo che i giudici comunitari esercitano sulle
valutazioni economiche complesse fatte dalla [OSCURATO:PERSONA] si limita necessariamente alla verifica del rispetto delle regole
di procedura e di motivazione, dell'esattezza materiale dei fatti, nonché dell'insussistenza di errore manifesto di valutazione
e di sviamento di potere (v., in particolare, sentenze 11 luglio 1985, causa 42/84, Remia e a./[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]. pag. 2545,
punto 34, nonché BAT e Reynolds/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 62).
280
Per quanto riguarda gli scambi periodici, il Tribunale, ai punti 1628-1630 della sentenza impugnata, ha esplicitamente dichiarato
infondati gli argomenti attinenti alla natura lecita delle informazioni sui prezzi scambiati, in quanto tali informazioni
erano meno neutre di quanto asserito dalle imprese interessate.
281
Come esposto dal Tribunale ai punti 1510, 1511 e 1634 della sentenza impugnata, anche se le informazioni oggetto dei detti
scambi sono di dominio pubblico o riguardano prezzi storici e puramente statistici, il loro scambio viola l'art. 85, n. 1,
del Trattato se rappresenta il supporto di un altro meccanismo anticoncorrenziale. Tale interpretazione è basata sulla considerazione
che la circolazione di informazioni sui prezzi, limitata ai membri di un'intesa anticoncorrenziale, ha l'effetto di aumentare
la trasparenza su un mercato in cui la concorrenza è già fortemente attenuata e di facilitare la sorveglianza del rispetto
dell'intesa da parte dei suoi membri.
282
Nel caso di specie, importa poco che le informazioni sui prezzi di cui trattasi siano state fornite due settimane prima della
riunione del 14 gennaio 1983, dato che esse sono servite da base di discussione durante la detta riunione. Neanche l'argomento
dell'[OSCURATO:PERSONA] circa la legittimità della trasmissione di informazioni siffatte da parte di un'associazione di categoria come
la [OSCURATO:PERSONA] può essere accolto.
283
Inoltre, ai punti 1648-1653 della sentenza impugnata, il Tribunale ha esaminato e respinto, in quanto irrilevante, il fatto
che i prezzi danesi erano stati soggetti al controllo delle autorità danesi della concorrenza fino al 1989. Rifiutando, da
un lato, di esaminare se le caratteristiche intrinseche delle informazioni scambiate abbiano potuto o meno conferire un carattere
illegittimo agli scambi e concludendo, dall'altro, che tanto gli scambi puntuali quanto quelli periodici avevano la finalità
di facilitare l'esecuzione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] e, quindi, rivestivano un carattere anticoncorrenziale, il Tribunale non
è incorso in alcun errore di diritto. La qualificazione giuridica che il Tribunale ha dato a detti scambi non può essere rimessa
in discussione.
284
Per quanto riguarda l'assenza della negazione davanti alla parola corrispondente a
oligopolistico al punto 1680 della versione italiana della sentenza impugnata, si tratta solo di un mero errore materiale di scrittura che
non figura nelle altre versioni linguistiche. In quanto tale, esso è senza importanza, considerato che il contesto e gli altri
punti della sentenza impugnata conducono ad un'interpretazione di tale punto diversa dal suo tenore letterale. Alla luce del
fatto che il punto 1681 della sentenza impugnata elimina qualsiasi ambiguità al riguardo, il detto errore non è tale da viziare
la motivazione della sentenza impugnata. Non avendo potuto indurre in errore la [OSCURATO:SOCIETA], esso non ha in nessun caso inciso
sui suoi diritti della difesa.
285
L'argomento attinente ad un'asserita disparità di trattamento tra l'[OSCURATO:SOCIETA] e l'AITEC è stato respinto dal Tribunale, ai punti 1701-1703
della sentenza impugnata. Basandosi sulla sentenza della Corte 31 marzo 1993, cause riunite C-85/95, C-104/85, C-114/85, C-116/85,
C-117/85 e da C-125/85 a C-129/85, [OSCURATO:PERSONA] e a./[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:PERSONA]. pag. I-1307, punto 146), il Tribunale ha precisato
che la circostanza che l'AITEC non si è vista imputare l'infrazione di cui trattasi non consentiva di escludere la responsabilità
dell'[OSCURATO:SOCIETA]. Poiché all'[OSCURATO:SOCIETA] non è stato impedito di venire in possesso di documenti in grado di suffragare proficuamente
la sua difesa durante il procedimento amministrativo, non può essere constatata alcuna violazione dei diritti della difesa.
286
Per quanto riguarda l'attuazione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] mediante gli scambi di informazioni sui prezzi, il Tribunale ha verificato
che la [OSCURATO:PERSONA] aveva fornito gli elementi di prova idonei a dimostrare sufficientemente, da un lato, che i diversi comportamenti
anticoncorrenziali avevano contribuito, dato il loro identico obiettivo, alla realizzazione dell'infrazione nel suo insieme
e, dall'altro, che l'elemento soggettivo richiesto esisteva in capo alle imprese coinvolte.
287
Dopo aver esaminato con cura le prove sottopostegli, il Tribunale non ha trovato errori nelle conclusioni della [OSCURATO:PERSONA].
Esso ha confermato, da un lato, che la finalità degli scambi puntuali intervenuti durante le riunioni del 14 gennaio 1983
e del 19 marzo 1984 era di rafforzare l'accordo generale di osservanza dei limiti dei mercati interni concluso, poi confermato
durante tali riunioni (v. punto 1518 della sentenza impugnata) e, dall'altro, che una delle funzioni assegnate agli scambi
periodici era stata di garantire l'applicazione del detto accordo (v. punto 1644 della sentenza impugnata).
288
Secondo il giudizio del Tribunale, tali scambi avevano quindi la finalità di frenare le importazioni intracomunitarie di cemento,
cioè, in definitiva, di facilitare l'esecuzione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA].
289
Ora, nel caso di specie, gli argomenti della [OSCURATO:PERSONA] attinenti alla forza probatoria del progetto di relazione introduttiva
del presidente della riunione del 14 gennaio 1983 sono prive di rilevanza. Occorre fare riferimento alla constatazione del
Tribunale, al punto 1521 della sentenza impugnata, data in risposta ad un analogo argomento dell'[OSCURATO:PERSONA], secondo cui
un passaggio del progetto della detta relazione mostrava che la finalità di tale riunione era
di valutare i rischi che possono derivare dall'espansione di alcune importazioni unita alla marcata riduzione di alcuni prezzi. Secondo il Tribunale,
[c]ollocate nel loro contesto (...), queste indicazioni significano chiaramente che l'oggetto dello scambio di informazioni
sui prezzi dei paesi membri della [OSCURATO:PERSONA] avvenuto durante tale riunione era quello di porre in risalto i divari esistenti
tra i vari livelli di prezzo nazionali, alcuni dei quali avevano subìto marcate riduzioni, al fine
di esaminare (...) soluzioni capaci di attenuare l'andamento dei mercati, prima che il
fenomeno dell'espansione delle importazioni e della notevole diminuzione di alcuni prezzi avesse
il tempo di assumere grande dimensione e gravità. Pertanto, esso non ha riscontrato alcun errore nella conclusione della [OSCURATO:PERSONA] secondo cui lo scambio di cui trattasi
mirava ad agevolare l'applicazione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA], concluso durante la detta riunione. Tali valutazioni di fatto non
possono essere inficiate nell'ambito di un'impugnazione.
290
Per quanto riguarda le critiche formulate dalla [OSCURATO:PERSONA] e dall'[OSCURATO:PERSONA] a proposito dell'assenza di nesso temporale tra gli
scambi periodici e le riunioni del 14 gennaio 1983 e del 19 marzo 1984, occorre rilevare che, in proposito, si deve solo determinare
se gli scambi facciano parte di un
piano d'insieme, considerato il loro identico oggetto, senza tener conto della loro particolare cronologia. Il Tribunale ha correttamente
dichiarato, al punto 1644 della sentenza impugnata, che la circostanza che il sistema degli scambi periodici era stato allestito
molto tempo prima dell'adozione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] non poteva impedire alla [OSCURATO:PERSONA] di considerare che, a partire
dalla conclusione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA], tale sistema aveva accolto e poi perpetuato la finalità anticoncorrenziale perseguita
con le discussioni svoltesi durante le riunioni del 14 gennaio 1983 e del 19 marzo 1984, nonché con gli scambi puntuali avvenuti
nella cornice di queste due riunioni.
291
Per quanto riguarda la prova dell'elemento soggettivo in capo a ciascuna impresa coinvolta, spettava al Tribunale verificare
se la [OSCURATO:PERSONA] avesse dimostrato che la detta impresa intendeva contribuire, con il proprio comportamento, agli obiettivi
comuni perseguiti da tutti i partecipanti e se fosse a conoscenza dei comportamenti materiali previsti o attuati da altre
imprese nel perseguire i medesimi obiettivi, oppure se potesse ragionevolmente prevederli e fosse pronta ad accettarne i rischi
(v. sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 87).
292
Il fatto che un'impresa non abbia preso parte a tutti gli elementi costitutivi di un'intesa o che abbia svolto un ruolo secondario
negli aspetti cui ha partecipato non è rilevante per provare l'esistenza dell'infrazione. Un elemento siffatto dev'essere
preso in considerazione solo nel valutare la gravità dell'infrazione e, all'occorrenza, nel determinare l'ammenda (v., in
tal senso, sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 90).
293
Poiché la [OSCURATO:PERSONA] ha espressamente ammesso di aver assistito alla riunione del 14 gennaio 1983, durante la quale sono avvenuti
scambi d'informazioni (v. punto 1566 della sentenza impugnata), non è importante, ai fini della prova dell'esistenza di un'infrazione
complessiva, il fatto che essa non sia stata presente alla riunione del 19 marzo 1984. Il Tribunale non ha quindi commesso
alcun errore considerando che la [OSCURATO:PERSONA] si era giustamente basata, per dimostrare l'esistenza dell'infrazione e la partecipazione
della [OSCURATO:PERSONA] alla detta riunione, sulle note di seduta e sul documento relativo ai prezzi medi nazionali che fa riferimento
a tale riunione.
294
Per quanto riguarda gli argomenti della [OSCURATO:SOCIETA] attinenti ad un'asserita illogicità di motivazione e ad uno snaturamento
degli elementi di prova per quanto attiene alla partecipazione dell'[OSCURATO:SOCIETA] agli scambi periodici, è pacifico che, poiché l'[OSCURATO:SOCIETA]
non ha assistito alle riunioni del 14 gennaio 1983 e del 19 marzo 1984, la decisione [OSCURATO:PERSONA] non conteneva alcun indizio idoneo
a dimostrare che tale impresa aveva aderito all'accordo [OSCURATO:PERSONA] prima del 9 settembre 1986 attraverso la sua partecipazione
agli scambi periodici (v. punto 4246 della sentenza impugnata). Tuttavia, al punto 1698 della sentenza impugnata, il Tribunale
ha constatato che, a partire dal 9 settembre 1986 (data di costituzione dell'ETF), l'[OSCURATO:SOCIETA] aveva partecipato, spinta dalla
volontà di vedere applicato l'accordo [OSCURATO:PERSONA], agli scambi periodici. In nessun punto della sentenza impugnata il Tribunale
ha affermato che la partecipazione dell'[OSCURATO:SOCIETA] ai detti scambi accreditava la sua adesione all'accordo [OSCURATO:PERSONA]. E' la sua
adesione a partire dalla data di costituzione dell'ETF, il 9 settembre 1986, che spiega la sua partecipazione negli scambi
di informazioni sui prezzi. Il ragionamento del Tribunale non contiene quindi illogicità.
295
Per quanto riguarda la durata degli scambi periodici in quanto misura di attuazione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA], il Tribunale,
al punto 1641 della sentenza impugnata, ha constatato che era pacifico che tali scambi sono proseguiti dopo le riunioni dei
capidelegazione del 1983 e del 1984, quanto meno sino alla fine del 1988.
296
Considerato che i detti scambi costituivano il supporto dell'accordo [OSCURATO:PERSONA], è del tutto logico considerare, in mancanza
di elementi di prova in senso contrario, che tale accordo è giunto a termine in occasione dell'ultimo di tali scambi. Ne consegue
che non si può ammettere che vengano rimesse in discussione le valutazioni o la motivazione del Tribunale in merito alla durata
dell'accordo [OSCURATO:PERSONA]. Allegando in modo generico che tale giudice avrebbe dovuto giungere ad una conclusione diversa se
avesse accolto i suoi argomenti, l'[OSCURATO:PERSONA] si limita in realtà a contestare nella sua globalità la valutazione dei fatti operata
dal Tribunale, senza far valere alcun argomento serio per sostenere che quest'ultimo avrebbe snaturato elementi di prova o
commesso un errore di diritto. Gli argomenti relativi alla durata degli scambi periodici sono quindi irricevibili.
297
Si devono quindi dichiarare irricevibili e/o infondati i motivi attinenti ad asseriti errori di diritto, ad un difetto di
motivazione e ad una violazione dei diritti della difesa per quanto riguarda gli scambi di informazioni sui prezzi.
4. I motivi attinenti ad asseriti errori di diritto, ad un difetto di motivazione, allo snaturamento di elementi di prova
e ad una violazione dei diritti della difesa per quanto riguarda le attività nell'ambito dell'ETF, nonché gli accordi e le
pratiche dirette a difendere il mercato italiano
[OSCURATO:PERSONA] delle parti
─ La partecipazione alla costituzione dell'ETF
298
L'[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di averle erroneamente imputato la responsabilità per la costituzione dell'ETF (infrazione
menzionata all'art. 4, n. 1, della decisione [OSCURATO:PERSONA]). Il Tribunale si sarebbe basato unicamente sulla presenza passiva del
sig. [OSCURATO:PERSONA] durante la brevissima presentazione dell'ETF che sarebbe stata svolta alla fine della riunione del 9 settembre
1986.
299
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale si basa unicamente sul fatto che essa non si è espressamente distanziata durante tale presentazione
dell'ETF. Facendo valere che essa era presente alla detta riunione solo per ragioni lecite, cioè per fare lobbying, l'[OSCURATO:PERSONA]
sostiene che una siffatta responsabilità non può essere basata su informazioni fornite
a margine di una riunione di cui essa non aveva alcuna conoscenza e che, a maggior ragione, essa non poteva affatto condizionare.
300
Il Tribunale sarebbe quindi incorso in un errore di diritto estendendo la responsabilità dell'[OSCURATO:PERSONA] per
mancata presa di distanza molto al di là di quanto consentito dai criteri di un
accordo continuo emersi nella giurisprudenza comunitaria. La costituzione dell'ETF e il suo mantenimento fino al maggio 1987 nonché le attività
degli attori principali di quest'ultima non possono, secondo l'[OSCURATO:PERSONA], essere considerati alla stregua di condotte facenti
parte di un piano globale del quale essa avrebbe consentito l'adozione e che conterrebbe elementi costitutivi di un'intesa.
301
Lo stesso vale, a maggior ragione, in quanto il Tribunale avrebbe riconosciuto che essa non aveva partecipato ad alcun'altra
riunione, non era stata informata in merito ad iniziative ulteriori e non aveva partecipato alle misure dissuasive e persuasive
o ad altre azioni svolte dall'ETF. La sua responsabilità non potrebbe quindi essere basata sulla sua presenza puramente passiva
durante la relazione relativa all'ETF, il 9 settembre 1986, né essere constatata al di là di tale data.
─ La qualificazione della costituzione dell'ETF come accordo unico relativo all'ETF e misura di attuazione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA]
302
L'[OSCURATO:PERSONA] sostiene che il nesso temporale tra, da un lato, la riunione del 9 settembre 1986 e, dall'altro, le riunioni del
14 gennaio 1983 e del 19 marzo e 7 novembre 1984, durante le quali, secondo la [OSCURATO:PERSONA] e il Tribunale, è stato concluso
e confermato l'accordo [OSCURATO:PERSONA], non è sufficiente per far considerare la costituzione dell'ETF, per quanto riguarda la detta
impresa, alla stregua di una misura esecutiva del detto accordo.
303
[OSCURATO:PERSONA] sostiene che il Tribunale ha erroneamente basato la sua valutazione sugli
elementi costitutivi dell'ETF e sulla
proposta del sig. [OSCURATO:PERSONA] per affermare che l'[OSCURATO:SOCIETA] era necessariamente cosciente del fatto che l'accordo [OSCURATO:PERSONA] e le pratiche
concordate cui aveva partecipato si inserivano in una strategia complessiva destinata ad eliminare le importazioni.
─ Durata dell'infrazione relativa alla costituzione dell'ETF
304
L'[OSCURATO:PERSONA] contesta il fatto che la sua responsabilità per la costituzione dell'ETF sia stata accertata fino al 31 maggio 1987
in quanto i suoi partecipanti attivi hanno svolto riunioni fino a tale data. Tuttavia il Tribunale avrebbe riconosciuto che
essa aveva partecipato solo alla riunione del 9 settembre 1986, non era stata informata in merito ad iniziative ulteriori
e non aveva partecipato alle misure dissuasive e persuasive o ad altre azioni svolte dall'ETF. La sua responsabilità non potrebbe
quindi essere constatata al di là della data della detta riunione, alla quale essa avrebbe assistito in modo assolutamente
passivo.
─ La partecipazione all'infrazione relativa alla costituzione dell'ETF
305
L'[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di averla erroneamente resa responsabile, a causa della sua partecipazione all'ETF, della
pratica concordata diretta a sottrarre la [OSCURATO:SOCIETA], nella sua qualità di cliente, ai produttori greci, in particolare
alla [OSCURATO:PERSONA], segnatamente nella misura in cui tale infrazione le viene imputata per il periodo successivo al 9 settembre 1986.
306
Al riguardo essa solleva gli stessi argomenti già fatti valere per contestare l'infrazione consistente nella costituzione
dell'ETF, cioè che il Tribunale si sarebbe basato unicamente sulla presenza passiva di uno dei rappresentanti dell'[OSCURATO:PERSONA]
alla riunione del 9 settembre 1986 e sul fatto che essa non si era espressamente distanziata, durante la breve comunicazione
fatta in tale occasione, in merito alle riunioni tra i produttori italiani di cemento e la Ferruzzi.
307
Tale pratica sarebbe stata applicata sul mercato italiano, lontano dal suo mercato di prossimità naturale, considerato il
costo del trasporto del cemento e, a quanto pare, essenzialmente da imprese italiane. Né la decisione [OSCURATO:PERSONA] né la sentenza
impugnata conterrebbero una qualsivoglia spiegazione e ancor meno una spiegazione convincente della conoscenza, dell'interesse
o dell'influsso che essa avrebbe potuto avere relativamente alla detta pratica concordata.
308
Secondo la [OSCURATO:PERSONA], nessuno degli elementi sui quali il Tribunale si è basato per dichiarare l'esistenza di una pratica concordata
su scala europea diretta a far sì che la [OSCURATO:SOCIETA] non fosse più cliente dei produttori greci accredita la tesi di una
partecipazione della [OSCURATO:PERSONA] a tale pratica concordata:
─
il verbale della riunione del 9 settembre 1986 non sarebbe rilevante nei suoi confronti, considerato che essa non ha partecipato
a tale riunione;
il verbale della riunione del 9 settembre 1986 non sarebbe rilevante nei suoi confronti, considerato che essa non ha partecipato
a tale riunione;
─
la lettera della [OSCURATO:PERSONA] ai suoi avvocati londinesi del 2 settembre 1988 (doc. n. 33.126/19196) non potrebbe in alcun modo dimostrare
che il comportamento della [OSCURATO:PERSONA] nei confronti della [OSCURATO:SOCIETA] era connesso ad una pratica concordata con altri produttori
europei nell'ambito dell'ETF, organismo del quale la [OSCURATO:PERSONA] non avrebbe fatto parte, come avrebbe ammesso il Tribunale;
la lettera della [OSCURATO:PERSONA] ai suoi avvocati londinesi del 2 settembre 1988 (doc. n. 33.126/19196) non potrebbe in alcun modo dimostrare
che il comportamento della [OSCURATO:PERSONA] nei confronti della [OSCURATO:SOCIETA] era connesso ad una pratica concordata con altri produttori
europei nell'ambito dell'ETF, organismo del quale la [OSCURATO:PERSONA] non avrebbe fatto parte, come avrebbe ammesso il Tribunale;
─
né la riunione dell'11 febbraio 1987 né quella del 17 marzo 1987 riguarderebbero la [OSCURATO:PERSONA], dato che essa non ha partecipato
ad alcuna riunione dell'ETF;
né la riunione dell'11 febbraio 1987 né quella del 17 marzo 1987 riguarderebbero la [OSCURATO:PERSONA], dato che essa non ha partecipato
ad alcuna riunione dell'ETF;
─
i due telex inviati alla [OSCURATO:PERSONA] per confermare la sospensione delle forniture di cemento convenute fra tale impresa e la [OSCURATO:SOCIETA]
non indicherebbero che la [OSCURATO:PERSONA] o altre società hanno concluso un accordo commerciale con la [OSCURATO:SOCIETA] nell'ambito dell'esecuzione
di un piano anticoncorrenziale definito a livello europeo.
i due telex inviati alla [OSCURATO:PERSONA] per confermare la sospensione delle forniture di cemento convenute fra tale impresa e la [OSCURATO:SOCIETA]
non indicherebbero che la [OSCURATO:PERSONA] o altre società hanno concluso un accordo commerciale con la [OSCURATO:SOCIETA] nell'ambito dell'esecuzione
di un piano anticoncorrenziale definito a livello europeo.
309
Le valutazioni del Tribunale su tale punto sarebbero quindi prive di congrua motivazione. Il Tribunale si sarebbe basato su
una mera presunzione, non suffragata né da prove dirette né da prove indirette. Inoltre, una siffatta presunzione imporrebbe
alla [OSCURATO:PERSONA] l'onere di una probatio diabolica, consistente nella prova dell'assenza di un collegamento, contrariamente ai
principi che reggono l'acquisizione delle prove a tutela della presunzione di innocenza.
310
[OSCURATO:PERSONA] aggiunge di non aver mai contestato il fatto che la [OSCURATO:SOCIETA] era un cliente dal 1979 e che, tenuto conto delle
notevoli quantità fornite, lo considerava come un cliente da non perdere. In presenza di tali elementi, il comportamento della
[OSCURATO:PERSONA] avrebbe dovuto essere qualificato, sul piano del diritto della concorrenza, come un comportamento del tutto autonomo
e competitivo, e non certo come un comportamento collusivo pluriannuale da assoggettare, come tale, ad una gravosissima sanzione.
─ La qualificazione degli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA] come un accordo unico relativo all'ETF e come misure di attuazione dell'accordo
[OSCURATO:PERSONA]
311
Secondo la [OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha commesso un errore evidente di qualificazione affermando un collegamento tra l'adesione
della [OSCURATO:PERSONA] agli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA] e le intese anticoncorrenziali eventualmente concluse da altri produttori
nell'ambito dell'ETF. In primo luogo, la sentenza impugnata non attesterebbe alcuna prova diretta di un siffatto collegamento.
In secondo luogo, il Tribunale non avrebbe ricercato l'esistenza o meno delle prove indirette del detto collegamento. Secondo
la [OSCURATO:PERSONA], tali prove non esistevano, dato che essa avrebbe partecipato agli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA] unicamente per
ragioni commerciali che nulla avevano a che vedere con le iniziative dell'ETF. Essa avrebbe quindi partecipato alla riunione
di Lussemburgo all'unico scopo di preservare il funzionamento del suo accordo con la [OSCURATO:SOCIETA] e non, come affermerebbe
erroneamente la sentenza impugnata, quello dell'accordo tra la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA]. L'analisi del Tribunale al punto 3359
della sentenza impugnata avrebbe snaturato il suo argomento.
─ L'asserito errore di analisi giuridica circa la natura illecita degli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA]
312
Secondo l'[OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha commesso un errore considerando rilevante e sanzionabile l'esecuzione dei contratti
di fornitura tra i cementieri italiani e la [OSCURATO:SOCIETA] perché, da un lato, tali contratti non costituivano l'oggetto dell'accusa
e, dall'altro, lo scopo della protezione del mercato italiano dalle importazioni sarebbe stato realizzato con la rottura del
contratto tra la [OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:SOCIETA].
313
L'[OSCURATO:PERSONA] non comprende per quale ragione il Tribunale concluda la sua analisi degli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA] imputando
ad essa, all'[OSCURATO:SOCIETA] e alla [OSCURATO:PERSONA] un'infrazione alle disposizioni dell'art. 85, n. 1, del Trattato, dal 3 aprile 1987 al
3 aprile 1992, posto che ciò implica che l'illecito sia consistito anche nell'esecuzione dei contratti con la [OSCURATO:SOCIETA].
A suo avviso, si tratta di una profonda contraddizione, nonché di un errore di analisi giuridica.
314
Per l'[OSCURATO:PERSONA] è chiaro che, nel momento in cui l'accordo orizzontale fra i tre cementieri italiani e le pressioni sulla
[OSCURATO:SOCIETA] avevano ottenuto il risultato di interrompere il rapporto di fornitura tra quest'ultima e la [OSCURATO:PERSONA], essi avevano
altresì esaurito i loro effetti anticoncorrenziali riconducibili all'accordo [OSCURATO:PERSONA]. Invece, il Tribunale sembrerebbe aver
considerato, senza produrre alcuna motivazione al riguardo, che anche i contratti con la [OSCURATO:SOCIETA] costituivano espressione
di tale accordo.
315
L'[OSCURATO:PERSONA] sostiene di aver dimostrato, senza essere smentita sul punto dal Tribunale, che le importazioni di cemento greco
in Italia erano aumentate in modo esponenziale dal 1986 in poi. Infatti, la [OSCURATO:SOCIETA] avrebbe rappresentato solo il 5%
della domanda italiana di cemento e il cemento greco avrebbe quindi potuto agevolmente dirigersi su altri acquirenti. Secondo
l'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] poteva approvvigionarsi altrove per una parte consistente (20%) del proprio fabbisogno. Di
conseguenza, l'accordo non avrebbe avuto l'obiettivo di arginare il flusso delle importazioni greche in Italia, bensì mirava
ad escludere che queste ultime avessero luogo nell'ambito di un contratto di una certa durata concluso tra la [OSCURATO:SOCIETA]
e la [OSCURATO:PERSONA]. La conclusione dei contratti con la [OSCURATO:SOCIETA] segnerebbe quindi la fine, e non l'inizio, dell'illecito imputato
all'art. 4, n. 3, lett. b), della decisione [OSCURATO:PERSONA].
─ Il motivo attinente al principio del ne bis in idem
316
Tanto la [OSCURATO:SOCIETA] quanto l'[OSCURATO:PERSONA] sostengono che la sanzione delle convenzioni da esse concluse con la [OSCURATO:SOCIETA],
nonché degli accordi fra i tre cementieri italiani è incompatibile con la decisione di stralciare gli addebiti nazionali ed
inconciliabile con la decisione dell'autorità italiana della concorrenza. Riprendere gli addebiti attinenti a tali convenzioni
e a tali accordi nell'art. 4, n. 3, della decisione [OSCURATO:PERSONA] avrebbe comportato nei loro confronti una doppia imputazione di
responsabilità, a livello comunitario ed a livello nazionale, per un medesimo comportamento, in violazione del principio del
ne bis in idem.
317
[OSCURATO:PERSONA] ribadisce che la decisione di stralciare gli addebiti nazionali costituiva un evidente indice del fatto che
gli accordi nazionali eventualmente intercorsi tra i cementieri italiani non si inserivano nell'ambito dell'ETF e dell'accordo
[OSCURATO:PERSONA]. Tuttavia, la [OSCURATO:PERSONA] avrebbe considerato i detti accordi come una prova del coinvolgimento di tali cementieri
nell'accordo [OSCURATO:PERSONA] al fine di evitare eventuali importazioni di cemento greco da parte della [OSCURATO:SOCIETA].
318
[OSCURATO:PERSONA] considera che la motivazione con cui il Tribunale ha giustificato, al punto 3386 della sentenza impugnata,
il duplice esame di comportamenti nazionali non è convincente, ed appare anzi macchinosa e cavillosa. Il Tribunale si sarebbe
infatti basato a torto su una differenziazione dell'oggetto dei due procedimenti, nazionale e comunitario, rilevando, in primo
luogo, che l'esame dell'autorità italiana della concorrenza aveva l'obiettivo di verificare la liceità dei contratti conclusi
tra la [OSCURATO:SOCIETA] ed i produttori italiani e, in secondo luogo, che l'analisi condotta dalla [OSCURATO:PERSONA] e dal Tribunale
riguardava l'accordo, intercorso tra gli stessi produttori, dal quale deriverebbero tali contratti e che avrebbe avuto l'obiettivo
di impedire alla [OSCURATO:SOCIETA] di importare cemento dalla Grecia. Ora, in realtà, dai punti 3356 e 3396 della sentenza impugnata
risulterebbe che tale ultima analisi riguardava altresì i detti contratti.
319
L'[OSCURATO:PERSONA] fa valere argomenti analoghi. Essa sostiene che, dal punto di vista del loro contenuto, i contratti conclusi
con la [OSCURATO:SOCIETA] regolavano relazioni di vendita esclusivamente nazionali, i cui elementi anticoncorrenziali erano già
stati sanzionati a livello nazionale con una decisione dell'autorità italiana della concorrenza nel marzo 1996. La loro esecuzione
non avrebbe avuto alcun rapporto né con l'ETF né con l'accordo [OSCURATO:PERSONA].
─ L'asserito snaturamento degli elementi di prova
320
[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di avere snaturato il significato dei resoconti delle riunioni del 17 giugno e del 4
settembre 1987, nonché di aver fornito una motivazione insufficiente e contraddittoria, al punto 2683 della sentenza impugnata,
per dichiarare la partecipazione dell'[OSCURATO:SOCIETA] a pratiche concordate. Essa sostiene che le prove documentali dirette non hanno
la natura di prove inconfutabili attribuita loro dal Tribunale.
─ Durata dell'infrazione menzionata all'art. 4, n. 3, lett. b), della decisione [OSCURATO:PERSONA]
321
L'[OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:SOCIETA] contestano la valutazione del Tribunale relativa alla durata dell'infrazione rappresentata
dall'accordo [OSCURATO:PERSONA]. La sentenza impugnata modificherebbe il termine di tale infrazione e giungerebbe alla conseguenza
che, dal 19 maggio 1989 al 3 aprile 1992, i soli aderenti all'accordo [OSCURATO:PERSONA] erano i cementieri italiani.
Giudizio della Corte
322
Gli argomenti dell'[OSCURATO:PERSONA] riguardanti la sua partecipazione all'ETF ribadiscono in parte la sua versione degli avvenimenti
che hanno avuto luogo durante la riunione del 9 settembre 1986. Ora, poiché tali argomenti diretti a dimostrare il carattere
lecito degli oggetti della detta riunione sono già stati respinti, in quanto non convincenti, ai punti 2600, 2656 e 2891 della
sentenza impugnata, l'[OSCURATO:PERSONA] non può rimettere in discussione tali valutazioni in fatto svolte del Tribunale.
323
E' incontestabile che il sig. [OSCURATO:PERSONA], dell'[OSCURATO:PERSONA], era presente alla riunione del 9 settembre 1986, nella quale tanto l'obiettivo
dell'ETF quanto le sue misure dissuasive e persuasive contro le incursioni di cemento a basso prezzo sui mercati europei sono
stati ricordati fin dall'inizio. Poiché l'[OSCURATO:PERSONA] non ha provato di essersi distanziata dalle discussioni sull'ETF, il Tribunale
poteva legittimamente confermare le conclusioni della [OSCURATO:PERSONA] secondo cui, con la sua presenza senza riserve alla riunione
del 9 settembre 1986, durante la quale è stato evocato l'obiettivo dell'ETF, l'[OSCURATO:PERSONA] ha partecipato al concorso di volontà
che ha condotto alla costituzione di quest'ultima. Esso non ha commesso alcun errore respingendo, in quanto irrilevante, il
ruolo passivo dell'[OSCURATO:PERSONA] durante la detta riunione e la sua mancata partecipazione alle riunioni successive e di esecuzione
delle iniziative menzionate (punto 2891 della sentenza impugnata).
324
Per quanto riguarda gli argomenti della [OSCURATO:SOCIETA] relativi alla costituzione dell'ETF, occorre rammentare che i motivi
attinenti ad errori in merito alla partecipazione dell'[OSCURATO:SOCIETA] all'ETF sono già stati dichiarati manifestamente infondati dalla
Corte (v. ordinanza [OSCURATO:SOCIETA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punti 133-165).
325
Per quanto riguarda la qualificazione della costituzione dell'ETF come accordo unico, il Tribunale, ai punti 2537, 2538 e
3701 della sentenza impugnata, ha dichiarato che tale costituzione mirava all'esame di misure dissuasive e persuasive idonee
ad eliminare le importazioni in Europa, in particolare quelle provenienti dalla Grecia. L'ETF era quindi animata dalla medesima
finalità economica anticoncorrenziale degli altri accordi e pratiche concordate menzionati all'art. 4 della decisione [OSCURATO:PERSONA].
Il Tribunale ha considerato che tale identità oggettiva è rafforzata dalla circostanza che le dette misure illecite sono state
adottate, o quanto meno discusse, nel corso di una serie di riunioni dell'ETF o relative all'ETF, svoltesi tra il 28 maggio
1986 e la fine del mese di maggio 1987 (v. punto 3705 della sentenza impugnata).
326
Per quanto riguarda l'attuazione dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] da parte dell'ETF, il Tribunale, ai punti 2560 e 3701 della sentenza
impugnata, ha dichiarato che quest'ultima aveva una sfera di azione più ampia di quella di impedire le importazioni a basso
prezzo provenienti dalla Grecia, cioè quella di impedire qualsiasi importazione di cemento a basso prezzo che potesse destabilizzare
i mercati europei.
327
Per quanto riguarda la durata delle infrazioni, dal punto 2795 della sentenza impugnata risulta che la sorte dell'ETF è stata
discussa per l'ultima volta in occasione della riunione di Lussemburgo svoltasi alla fine di maggio 1987. Al punto 3309 della
sentenza impugnata, il Tribunale ha motivato in modo chiaro la ragione per cui era stata accertata la data del 15 marzo 1987
come data della fine dell'infrazione relativa alle misure di difesa. Essa faceva riferimento alla riunione del 17 marzo 1987,
nel corso della quale si è riferito per l'ultima volta in merito alle trattative tra i produttori italiani di cemento ed il
gruppo Ferruzzi.
328
E' vero che la [OSCURATO:PERSONA] non ha dimostrato che l'[OSCURATO:PERSONA] aveva assistito a tali riunioni. Tuttavia, secondo la giurisprudenza
della Corte, il fatto che un'impresa non abbia preso parte a tutti gli elementi costitutivi di un'intesa o che abbia svolto
un ruolo secondario negli aspetti cui ha partecipato non è rilevante per dimostrare l'esistenza di un'infrazione (v., in tal
senso, sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 90). Ove si accerti che un'impresa era a conoscenza dei comportamenti
illeciti delle altre partecipanti o che poteva ragionevolmente prevederli ed era pronta ad accettarne i rischi, essa è altresì
considerata responsabile, per tutta la durata della sua partecipazione all'infrazione, dei comportamenti attuati da altre
imprese nell'ambito della medesima infrazione (v. sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit., punto 83). Ora, l'[OSCURATO:PERSONA]
non ha fornito alcun elemento determinante per dimostrare che essa avrebbe revocato il suo sostegno all'ETF o alle misure
di difesa prima delle ultime discussioni ad esse relative.
329
Per quanto riguarda la responsabilità dell'[OSCURATO:PERSONA] per le misure di difesa del mercato italiano, occorre rammentare che il
Tribunale, ai punti 3200-3202 della sentenza impugnata, ha chiarito dettagliatamente che l'[OSCURATO:PERSONA] aveva assistito alla riunione
del 9 settembre 1986, durante la quale era stata esaminata la situazione delle importazioni di cemento greco da parte della
Ferruzzi e si era preso atto della possibilità che le trattative tra i produttori italiani di cemento e la Ferruzzi giungessero
a risultati concreti. Come risulta dal punto 3196 della sentenza impugnata, l'[OSCURATO:PERSONA] non ha mai contestato tali fatti.
330
Inoltre, come emerge dal punto 3203 della sentenza impugnata, l'[OSCURATO:PERSONA] non ha dimostrato che, durante tale riunione, essa
aveva apertamente manifestato la sua disapprovazione nei confronti di tali pratiche illecite o aveva informato gli altri partecipanti
che intendeva assistere alla riunione in un'ottica diversa dalla loro.
331
Il Tribunale non ha commesso alcun errore dichiarando, allo stesso punto, che la [OSCURATO:PERSONA] poteva legittimamente considerare
che l'[OSCURATO:PERSONA], tra l'altro, aveva aderito a tali pratiche o, quanto meno, aveva dato questa impressione agli altri partecipanti
per spirito di solidarietà di fronte alla decisione delle industrie greche del cemento di esportare le proprie eccedenze produttive
sui mercati dell'Europa occidentale, decisione avvertita come una gravissima minaccia per la stabilità del complesso di questi
mercati.
332
Per quanto riguarda gli argomenti fatti valere dalla [OSCURATO:PERSONA], diretti a rimettere in discussione le valutazioni del Tribunale
a proposito di elementi di prova, è pacifico che, come rilevato dal Tribunale al punto 2768 della sentenza impugnata, tale
impresa non ha assistito alle riunioni dell'ETF. Tuttavia, il Tribunale ha accertato che la decisione [OSCURATO:PERSONA] conteneva diversi
indizi idonei a dimostrare che la [OSCURATO:PERSONA] intendeva contribuire con il proprio comportamento agli obiettivi comuni perseguiti
dall'insieme dei partecipanti all'ETF (punti 3153-3155 e 3284-3287 della sentenza impugnata).
333
Ora, gli argomenti della [OSCURATO:PERSONA] non contengono alcun elemento serio idoneo a dimostrare che il Tribunale ha snaturato tali
elementi di prova. Il fatto che la [OSCURATO:PERSONA] non abbia assistito alle riunioni dell'ETF assume una rilevanza minore, dato che
dai documenti relativi alle dette riunioni emerge chiaramente che essa ha contribuito, con il proprio comportamento, agli
obiettivi comuni perseguiti dall'insieme dei partecipanti. A tal riguardo, secondo il giudizio formulato dal Tribunale al
punto 3288 della sentenza impugnata, il complesso di tali documenti dimostrava che la [OSCURATO:PERSONA] era uno dei produttori italiani
di cemento che erano intervenuti presso il gruppo Ferruzzi per ottenere che la [OSCURATO:SOCIETA] sospendesse l'esecuzione del contratto
di fornitura che aveva concluso con la [OSCURATO:PERSONA].
334
Inoltre, dalle constatazioni di fatto svolte dal Tribunale al punto 3155 della sentenza impugnata emerge che i cementieri
italiani, rappresentati dall'[OSCURATO:PERSONA], hanno chiesto
ai loro colleghi europei di avvertire i rispettivi rappresentanti presso la CEE affinché non si oppongano alla richiesta di applicazione della legge italiana in base alla quale ogni importazione di cemento dev'essere preventivamente notificata.
Pertanto, tali cementieri, inclusa la [OSCURATO:PERSONA], erano a conoscenza dei comportamenti sostanziali previsti o attuati da altre
imprese nel perseguimento di obiettivi anticoncorrenziali.
335
D'altra parte, il fatto che vi fossero motivi commerciali che potevano indurre la [OSCURATO:PERSONA] a partecipare all'intesa anticoncorrenziale
non è importante, dato che quest'ultima ha avuto l'effetto di restringere la concorrenza. Poiché è dimostrata la sua partecipazione
all'intesa, non è necessario esaminare se essa avesse un interesse a parteciparvi.
336
Per quanto riguarda la qualificazione degli accordi con la [OSCURATO:SOCIETA], considerato che la [OSCURATO:PERSONA] ha collaborato alle azioni
ed alle convenzioni relative alla [OSCURATO:SOCIETA] per far fronte alle importazioni provenienti dalla Grecia, la conclusione del
Tribunale secondo cui la [OSCURATO:PERSONA] era consapevole di partecipare ad un'intesa generale di ripartizione dei mercati non può
essere considerata arbitraria o erronea.
337
Il Tribunale non ha commesso alcun errore di diritto dichiarando, al punto 3289 della sentenza impugnata, che la [OSCURATO:PERSONA]
poteva legittimamente considerare, all'art. 4, n. 3, lett. a), della decisione [OSCURATO:PERSONA], che la [OSCURATO:PERSONA] aveva partecipato
alle pratiche concordate dirette a sottrarre ai produttori greci, e in particolare alla [OSCURATO:PERSONA], il cliente [OSCURATO:SOCIETA].
338
Circa il rispetto del principio del ne bis in idem, si deve rammentare che l'applicazione di tale principio è soggetta ad
una triplice condizione di identità dei fatti, di unità del contravventore e di unità dell'interesse giuridico tutelato. Tale
principio vieta quindi di sanzionare lo stesso soggetto più di una volta per un medesimo comportamento illecito, al fine di
tutelare lo stesso bene giuridico.
339
Il Tribunale si è limitato a constatare la differenza di oggetto tra, da un lato, i contratti di fornitura e le convenzioni
di collaborazione stipulati tra la [OSCURATO:SOCIETA] ed i tre cementieri italiani e, dall'altro, la parte dell'accordo fra tali
cementieri diretta ad evitare importazioni di cemento provenienti dalla Grecia da parte della [OSCURATO:SOCIETA]. La partecipazione
all'accordo [OSCURATO:PERSONA] di osservanza dei limiti dei mercati nazionali rappresenta l'infrazione sanzionata con la decisione
[OSCURATO:PERSONA] e il Tribunale ha considerato che quest'ultima aveva un oggetto diverso da quello esaminato dalla decisione dell'autorità
italiana della concorrenza in merito ai contratti di fornitura ed alle convenzioni di cooperazione tra la [OSCURATO:SOCIETA] e i
detti cementieri.
340
Poiché manca l'identità dei fatti, non sussistono violazioni del principio del ne bis in idem.
341
Per quanto riguarda l'argomento della [OSCURATO:SOCIETA] secondo cui il Tribunale avrebbe snaturato il senso che avrebbe dovuto
essere attribuito ai resoconti delle riunioni del 17 giugno e del 4 settembre 1987, si deve rilevare che il Tribunale non
ha né deformato le prove né esposto una motivazione contraddittoria. [OSCURATO:PERSONA] si è limitata ad esprimere il suo disaccordo
nei confronti della valutazione dei documenti pertinenti operata dal Tribunale ed ha ribadito la sua versione dei fatti, già
respinta dal Tribunale.
342
Per quanto riguarda la durata dell'infrazione, essa è stata fissata sulla base della durata dei contratti di fornitura e delle
convenzioni di cooperazione stipulati tra i cementieri italiani e la [OSCURATO:SOCIETA]. La circostanza che tali cementieri hanno
rispettato l'accordo [OSCURATO:PERSONA] fino al 3 aprile 1992, mentre gli altri produttori di cemento avevano cessato di applicarlo,
indica che essi hanno mantenuto in vigore l'accordo più a lungo dei detti produttori. Per quanto riguarda la pratica concordata
diretta a sottrarre ai produttori greci e in particolare alla [OSCURATO:PERSONA] il cliente [OSCURATO:SOCIETA], essa è stata prorogata fino all'ultima
riunione tenuta a tal fine in seno all'ETF (v. punti 3301-3310 della sentenza impugnata).
343
Occorre quindi dichiarare irricevibili e/o infondati i motivi attinenti ad asseriti errori di diritto, ad un difetto di motivazione,
allo snaturamento di elementi di prova e ad una violazione dei diritti della difesa per quanto riguarda le attività nell'ambito
dell'ETF, nonché gli accordi e le pratiche dirette a difendere il mercato italiano.
C ─
Sull'imputazione di responsabilità
344
Dalla sentenza impugnata risulta che l'[OSCURATO:PERSONA] è stata costituita il 26 giugno 1990 ed ha acquistato, con effetto retroattivo
al 1° gennaio 1990, la cementeria della società [OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA]. Quest'ultima è divenuta una
holding che detiene, come la [OSCURATO:PERSONA], il 50% delle azioni dell'[OSCURATO:PERSONA].
[OSCURATO:PERSONA] delle parti
345
L'[OSCURATO:PERSONA] fa valere che il Tribunale ha illegittimamente confermato, nella decisione impugnata, la decisione della [OSCURATO:PERSONA]
di imputare a tale società la responsabilità delle infrazioni commesse dall'[OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA].
346
L'[OSCURATO:PERSONA] conclude che il Tribunale, al punto 1336 della sentenza impugnata, sembra fondare la sua responsabilità sulla considerazione
che i fatti menzionati al punto 344 della presente sentenza costituivano una riorganizzazione in seno alla stessa entità giuridica.
Essa sostiene di aver affermato durante le udienze dinanzi al Tribunale che non era esatto che la sua creazione si iscrivesse
nell'ambito di una riorganizzazione del gruppo al quale appartiene. Infatti, un'altra entità giuridica, la [OSCURATO:PERSONA], avrebbe
acquisito la proprietà economica della metà delle attività precedentemente esercitate dall'[OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA].
347
L'[OSCURATO:PERSONA] fa valere che la giurisprudenza della Corte riguardante il trasferimento della responsabilità (citate sentenze [OSCURATO:PERSONA] e a./[OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA] nonché [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA]) concerne solo casi in cui l'impresa
responsabile aveva cessato di esistere ed un'altra impresa aveva acquistato l'insieme delle sue risorse materiali ed umane.
La Corte vi avrebbe indicato che il criterio cosiddetto della
continuità economica entra in gioco solo qualora la persona giuridica responsabile della gestione dell'impresa abbia cessato di esistere giuridicamente
dopo aver commesso l'infrazione.
348
Nel caso di specie, la persona giuridica responsabile delle infrazioni contestate nella decisione [OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA], non avrebbe cessato di esistere, il che, d'altronde, non sembrerebbe essere stato oggetto
di contestazione da parte della [OSCURATO:PERSONA]. Di conseguenza, tale responsabilità, secondo l'[OSCURATO:PERSONA], non può esserle imputata,
come è invece stato fatto nella detta decisione e nella sentenza impugnata.
349
L'[OSCURATO:PERSONA] sostiene inoltre che il difetto di motivazione per quanto riguarda la persona giuridica responsabile dell'infrazione
deve implicare l'annullamento della sentenza impugnata. Il fatto che essa non abbia specificamente segnalato, durante il procedimento
amministrativo, un'eventuale ambiguità per quanto attiene alla persona giuridica responsabile non può avere la conseguenza
che la [OSCURATO:PERSONA] non era tenuta a designare precisamente il soggetto responsabile, motivando la sua scelta.
350
L'[OSCURATO:PERSONA] precisa al riguardo che essa non aveva ragioni particolari per correggere l'indicazione, da parte della [OSCURATO:PERSONA],
del destinatario della CA, in quanto tale indicazione sarebbe stata basata su una diversa tesi, quella di un'intesa asseritamente
ancora vigente.
351
Tuttavia, poiché tale tesi è stata modificata nella decisione [OSCURATO:PERSONA], il problema dell'identità del destinatario della decisione
sarebbe divenuto essenziale. L'[OSCURATO:PERSONA] non avrebbe potuto essere ritenuta responsabile delle attività di un'impresa durante
il periodo storico al quale la decisione [OSCURATO:PERSONA], contrariamente alla CA, ricollega tale infrazione. Considerato che l'[OSCURATO:PERSONA]
non era stata ancora costituita al momento delle riunioni di cui trattasi, i suoi rappresentanti sarebbero stati incontestabilmente
assenti alle riunioni ritenute fondamentali per l'intesa constatata nella decisione [OSCURATO:PERSONA].
352
[OSCURATO:PERSONA] considera che un'entità economica resta la stessa ove l'insieme dei mezzi di produzione impiegati per la fabbricazione
del cemento sia trasferito da un'impresa a un'altra che prosegue tale attività industriale. Essa fa valere che un apporto
di capitale da parte di una nuova impresa non modifica in nulla il fatto che, per quanto riguarda la produzione, si tratta
sempre della stessa entità economica.
353
Per la [OSCURATO:PERSONA], il Tribunale non ha commesso alcuna irregolarità procedurale quando ha preso in considerazione il fatto
che l'[OSCURATO:PERSONA] ha riconosciuto, durante le udienze, di non aver contestato, nella sua risposta alla CA, la possibilità di essere
ritenuta responsabile degli atti dell'[OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA].
Giudizio della Corte
354
Nell'ambito dell'impugnazione proposta dall'[OSCURATO:PERSONA], spetta alla Corte esaminare se il Tribunale sia incorso in un errore
considerando che la [OSCURATO:PERSONA] aveva il diritto di procedere contro tale società e di considerarla responsabile dei comportamenti
anticoncorrenziali dell'[OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA] prima della costituzione dell'[OSCURATO:PERSONA].
355
Più in particolare, occorre determinare se il fatto che l'[OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA] esiste ancora escluda
totalmente e necessariamente la possibilità, per la [OSCURATO:PERSONA], di procedere contro l'[OSCURATO:PERSONA] in quanto autore dell'infrazione
da un punto di vista economico ed organizzativo.
356
Non è contestato che le attività economiche nel settore del cemento dell'[OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA] sono
state trasferite all'[OSCURATO:PERSONA] nel 1990.
357
Quando il Tribunale ha considerato, al punto 1335 della sentenza impugnata, che l'[OSCURATO:PERSONA] e l'[OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA] costituiscono un identico soggetto economico ai fini dell'applicazione dell'art. 85, n. 1, del Trattato, tale constatazione
dev'essere intesa nel senso che l'impresa gestita dall'[OSCURATO:PERSONA] a partire dal 1990 è identica a quella precedentemente gestita
dall'[OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA] (v., al riguardo, punto 59 della presente sentenza).
358
Il fatto che l'[OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA] esiste ancora come entità giuridica non inficia tale conclusione
e non costituiva quindi, di per sé, un motivo di annullamento della decisione [OSCURATO:PERSONA] per quanto riguarda l'[OSCURATO:PERSONA].
359
Al riguardo, è vero che nella sentenza [OSCURATO:PERSONA]/[OSCURATO:PERSONA], cit. (punto 145), la Corte ha dichiarato che può esservi
continuità economica solo nel caso in cui la persona giuridica responsabile della gestione dell'impresa abbia cessato di esistere
giuridicamente dopo la commissione dell'infrazione. Tale causa riguardava tuttavia il caso di due imprese esistenti ed operative,
una delle quali aveva semplicemente ceduto all'altra una certa parte delle sue attività, e che non avevano tra di esse nessi
strutturali. Ora, come risulta dal punto 343 della presente sentenza, ciò non si verifica nel caso di specie.
360
Quanto all'asserito difetto di motivazione, il Tribunale poteva legittimamente considerare, al punto 1336 della sentenza impugnata,
che, poiché l'[OSCURATO:PERSONA] non ha affermato dinanzi alla [OSCURATO:PERSONA] di non poter essere ritenuta responsabile degli atti compiuti
dall'[OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:PERSONA] non era tenuta ad approfondire, nella decisione [OSCURATO:PERSONA],
le ragioni per le quali essa imputava all'[OSCURATO:PERSONA] tale responsabilità.
361
Tale motivo di annullamento deve quindi essere dichiarato infondato.
D ─
Sulle ammende
1. La determinazione delle ammende nella decisione [OSCURATO:PERSONA]
362
La decisione [OSCURATO:PERSONA] ha distinto due categorie o gruppi di imprese e di associazioni: da un lato, quelle che hanno partecipato
all'accordo [OSCURATO:PERSONA] e, dall'altro, quelle il cui intervento è stato meno decisivo e di minore gravità. I comportamenti descritti
agli artt. 2-4 della decisione [OSCURATO:PERSONA] sono stati considerati dalla [OSCURATO:PERSONA] più gravi di quelli descritti agli artt. 5
e 6 di tale decisione, che avevano effetti meno diretti sulla compartimentazione dei mercati nazionali.
363
Alle imprese ed alle associazioni della prima categoria, che si sono sforzate di garantire il rispetto dei mercati nazionali
con la stessa intensità ed hanno esercitato un influsso diretto sulla compartimentazione di tali mercati, è stata inflitta
un'ammenda il cui importo corrispondeva al 4% del fatturato realizzato da ciascuna di esse sul mercato del cemento grigio
nel 1992. L'importo dell'ammenda irrogata a quelle della seconda categoria equivaleva al 2,8% dello stesso parametro.
364
La valutazione della proporzionalità delle ammende inflitte alla gravità e alla durata dell'infrazione rientra nella competenza
giurisdizionale anche di merito conferita al Tribunale dall'art. 17 del regolamento n. 17. Svolgendo tale controllo, il Tribunale
ha parzialmente accolto il ricorso delle ricorrenti in primo grado. Infatti, nella fissazione degli importi delle ammende,
la [OSCURATO:PERSONA] aveva considerato che tali imprese avessero partecipato all'intesa durante 122 mesi, mentre il procedimento
dinanzi al Tribunale ha permesso di accertare che la reale durata della loro partecipazione era più breve. Il Tribunale ha
quindi ridotto proporzionalmente gli importi delle ammende.
365
Nell'ambito delle impugnazioni in esame, l'analisi della Corte si limita al problema di sapere se, confermando i criteri impiegati
dalla [OSCURATO:PERSONA] per la fissazione delle ammende e controllando la loro applicazione, o addirittura correggendo tale applicazione,
il Tribunale abbia commesso un errore manifesto o sia venuto meno ai principi di proporzionalità e di uguaglianza che disciplinano
l'irrogazione delle ammende.
366
I motivi fatti valere nell'ambito di tali impugnazioni sono raggruppati ai fini della presente sentenza, salvo per quanto
riguarda i motivi di una delle ricorrenti.
2. I motivi attinenti ai criteri di fissazione delle ammende, nonché ai principi di uguaglianza e di proporzionalità
[OSCURATO:PERSONA] delle parti
367
Tutte le ricorrenti nelle impugnazioni in esame hanno sollevato motivi diretti all'annullamento o alla riduzione delle ammende
loro inflitte con la decisione [OSCURATO:PERSONA] e ridotte in seguito dal Tribunale. Essi riguardano in particolare i criteri impiegati
dalla [OSCURATO:PERSONA] per irrogare le ammende, nonché asserite violazioni dei principi di proporzionalità e di uguaglianza nel
calcolo delle ammende con l'irrogazione di sanzioni molto elevate senza prendere in considerazione il grado di partecipazione
di ciascuna impresa. Le ricorrenti criticano altresì il fatto che la sanzione non è stata diminuita in misura maggiore dopo
l'annullamento di diverse infrazioni e la riduzione della durata di altre infrazioni, di modo che imprese il cui intervento
sarebbe stato meno decisivo e di minore gravità sarebbero state destinatarie della stessa sanzione.
368
L'[OSCURATO:PERSONA] e la [OSCURATO:PERSONA] considerano, più in particolare, che il principio di uguaglianza è stato violato nella misura in cui
altre imprese, inquadrate come loro nel sottogruppo di quelle la cui responsabilità era maggiore, avevano partecipato all'intesa
più intensamente. [OSCURATO:PERSONA] considera altresì che l'annullamento, da parte del Tribunale, di taluni articoli della decisione
[OSCURATO:PERSONA], in quanto non era dimostrata la partecipazione dell'[OSCURATO:SOCIETA] alle infrazioni ivi descritte, deve implicare una riduzione
dell'ammenda.
369
Secondo la [OSCURATO:PERSONA], la posizione del Tribunale è diretta conseguenza del rigetto dell'argomento secondo cui le ammende
dovrebbero essere proporzionali alle misure esecutive dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] attuate da ciascuna impresa. Il Tribunale avrebbe
così confermato l'analisi della [OSCURATO:PERSONA], al punto 65 della motivazione della decisione [OSCURATO:PERSONA], secondo cui occorreva
sanzionare la partecipazione in generale all'esecuzione di tale accordo. La scelta di non ridurre l'importo dell'ammenda come
conseguenza dell'annullamento di talune parti degli artt. 3 e 4 della detta decisione sarebbe conforme a tale analisi, dato
che, per quanto riguarda il mercato del cemento grigio, l'ammenda sarebbe basata sull'art. 1 della stessa decisione. In ogni
caso il Tribunale, conformemente all'art. 15, n. 2, del regolamento n. 17, avrebbe graduato la sanzione a seconda della gravità
del comportamento di ciascuna impresa, nonché della sua durata e del ruolo svolto da ciascuna di esse nell'intesa.
Giudizio della Corte
370
Poiché fanno riferimento a questioni di fatto o si limitano a riprodurre argomenti già esposti in primo grado ed ai quali
il Tribunale ha risposto ai punti 4964-4969 della sentenza impugnata, i motivi attinenti ai criteri di fissazione delle ammende
e alla gravità della partecipazione delle ricorrenti nelle presenti impugnazioni sono irricevibili.
371
Per quanto riguarda l'asserito difetto di motivazione della sentenza impugnata in merito ai criteri di fissazione delle ammende,
occorre rilevare che, senza escludere che il Tribunale non abbia risposto in modo esplicito all'uno o all'altro argomento
isolato in un testo unitario e completo, la sentenza impugnata contiene una motivazione sufficiente. Infatti, il Tribunale
ha confermato la scelta della [OSCURATO:PERSONA] di valutare la responsabilità complessiva delle imprese e di sanzionare l'infrazione
rappresentata dall'accordo [OSCURATO:PERSONA] piuttosto che i diversi elementi costitutivi della detta infrazione. Esso ha spiegato
che il numero di infrazioni specifiche commesse da un'impresa non costituiva un criterio pertinente di valutazione del suo
grado di responsabilità nel detto accordo. Esso ha altresì confermato la valutazione della [OSCURATO:PERSONA] secondo cui le misure
di protezione dirette dei mercati nazionali erano più gravi delle misure di canalizzazione delle eccedenze di produzione verso
i paesi terzi (punti 4965, 4966-4968 e 4975 della sentenza impugnata).
372
D'altra parte, l'obbligo di motivazione non impone al Tribunale di fornire una spiegazione che segua esaustivamente e uno
per uno tutti i ragionamenti svolti dalle parti della controversia. La motivazione può quindi essere implicita, a condizione
che consenta agli interessati di conoscere le ragioni per le quali sono state adottate le misure di cui trattasi ed al giudice
competente di disporre degli elementi sufficienti per esercitare il suo controllo (v., in tal senso, sentenza 25 ottobre 2001,
causa C-120/99, Italia/Consiglio, [OSCURATO:PERSONA]. pag. I-7997, punto 28).
373
Per quanto riguarda i criteri di fissazione dell'ammenda e il rispetto dei principi di uguaglianza e di proporzionalità, il
Tribunale ha confermato i criteri adottati dalla [OSCURATO:PERSONA]. Esso ha quindi dichiarato che la [OSCURATO:PERSONA] ha legittimamente
scelto di sanzionare la partecipazione all'accordo [OSCURATO:PERSONA] in quanto tale, a prescindere dai comportamenti e dal numero
di misure di esecuzione adottati da ciascuna impresa. Allo stesso modo, il Tribunale ha considerato che la distinzione operata
dalla [OSCURATO:PERSONA] tra partecipanti diretti (prima categoria) e indiretti (seconda categoria) era fondata e che la [OSCURATO:PERSONA]
non era quindi tenuta a valutare il ruolo specifico svolto da ciascuna di esse nei diversi fatti costitutivi d'infrazione
constatati. Il Tribunale ha altresì dichiarato che il numero di infrazioni specifiche commesse da una data impresa nell'ambito
dell'accordo [OSCURATO:PERSONA] non costituiva, nella fattispecie, un criterio pertinente di valutazione del suo grado di responsabilità.
374
I criteri utilizzati dal Tribunale, cioè l'adesione continuata all'accordo [OSCURATO:PERSONA] mediante partecipazione o collaborazione
a una o più misure di applicazione di tale accordo e l'incidenza dei comportamenti sulla concorrenza e sulla compartimentazione
dei mercati nazionali, sono conformi ai principi, esposti ai punti 89-92 della presente sentenza, che disciplinano l'irrogazione
di ammende.
375
Occorre quindi dichiarare irricevibili e/o infondati i motivi attinenti ai criteri di fissazione delle ammende, nonché ai
principi di uguaglianza e di proporzionalità.
3. Sul capo del sesto motivo della [OSCURATO:PERSONA], attinente al calcolo del fatturato
[OSCURATO:PERSONA] della [OSCURATO:PERSONA]
376
[OSCURATO:PERSONA] fa valere un errore contabile nel calcolo del fatturato effettuato dalla [OSCURATO:PERSONA], nel senso che il prezzo
del trasporto del cemento o quello dei sacchi in cui esso era consegnato sarebbero stati inclusi nel prezzo di vendita. Dato
che il fatturato delle altre imprese oggetto della decisione [OSCURATO:PERSONA] non includeva tali elementi di costo, essa sarebbe vittima
di una disparità di trattamento.
Giudizio della Corte
377
Tale capo del sesto motivo della [OSCURATO:PERSONA] è irricevibile, in quanto tale impresa si limita a ribadire argomenti già esposti
in primo grado ed ai quali il Tribunale ha risposto ai punti 5030-5032 della sentenza impugnata. Quanto al punto di tale capo
del motivo riguardante il principio di parità di trattamento, è sufficiente rilevare che la [OSCURATO:PERSONA] non ha prodotto alcun
elemento che consenta di dimostrare che la sentenza impugnata costituisce una violazione del detto principio nei suoi confronti.
378
Occorre quindi dichiarare in parte irricevibile e in parte infondato il capo del sesto motivo della [OSCURATO:PERSONA] relativo al calcolo
del fatturato.
4. Sul secondo motivo della [OSCURATO:PERSONA] français, relativo alla sua controllata belga
[OSCURATO:PERSONA] delle parti
379
Nel calcolo delle ammende inflitte alla [OSCURATO:PERSONA] français, la [OSCURATO:PERSONA] ha tenuto conto dei fatturati realizzati dalle controllate
spagnole, greca e belga di tale società. Il Tribunale avrebbe confermato nel proprio calcolo il fatturato della controllata
belga, dato che la [OSCURATO:PERSONA] français non aveva contestato di averne il controllo al momento in cui erano state commesse le
infrazioni. Secondo la [OSCURATO:PERSONA] français la sentenza impugnata contiene al riguardo un errore di valutazione manifesto, in
quanto dal fascicolo del procedimento di primo grado risulta che essa ha assunto il controllo della Compagnie des ciments
belges SA (in prosieguo: la
CCB) a partire dall'ottobre 1990. La valutazione del Tribunale conterrebbe altresì un errore di diritto per violazione del divieto
di discriminazione, poiché tale valutazione avrebbe indotto il Tribunale a trattare diversamente imprese che si trovavano
nella stessa situazione: le controllate della [OSCURATO:PERSONA] français sarebbero state sanzionate più severamente delle controllate
di altre società e la controllata belga della [OSCURATO:PERSONA] français sarebbe stata trattata più severamente delle controllate spagnole
e greca di quest'ultima. [OSCURATO:PERSONA] français chiede quindi l'annullamento parziale della sentenza impugnata e la riduzione
da EUR 12,52 milioni a EUR 9,62 milioni dell'importo dell'ammenda inflittale per l'infrazione commessa sul mercato del cemento
grigio.
380
[OSCURATO:PERSONA] fa valere che il motivo solleva un problema di mero fatto ed è quindi irricevibile. Il Tribunale avrebbe indicato
che un calcolo dell'ammenda sulla base del fatturato complessivo del gruppo non significa che sono le controllate a dover
versare tale ammenda. Il motivo sarebbe inoltre privo di fondamento in quanto, in primo grado, la [OSCURATO:PERSONA] français avrebbe
fatto riferimento solo alla propria lettera del 28 febbraio 1994, nella quale non avrebbe menzionato la data in cui aveva
assunto il controllo della sua filiale belga. I documenti che ne fornirebbero la prova sarebbero stati prodotti solo in sede
di replica e il dibattimento dinanzi al Tribunale non avrebbe riguardato l'incidenza della data di acquisizione della controllata
sul calcolo dell'ammenda, di modo che l'errore eventualmente commesso a tal proposito dal Tribunale non può essere considerato
manifesto. Infine, la posizione del Tribunale non sarebbe del tutto coerente in quanto, se l'ammenda dev'essere calcolata
in funzione del fatturato globale dell'impresa responsabile, si dovrebbe tener conto del fatturato delle controllate che facevano
parte del gruppo alla data presa in considerazione per fissare le ammende. Non vi sarebbe alcuna ragione di escludere le imprese
che non facevano parte del gruppo al momento dell'infrazione.
Giudizio della Corte
381
Il fascicolo amministrativo, la stessa decisione [OSCURATO:PERSONA] [punto 5, n. 7, lett. g), terzo trattino, secondo comma, della motivazione]
e il fascicolo di primo grado, inclusa una lettera del 22 settembre 1998 in risposta ad un quesito del giudice relatore, fanno
emergere che la [OSCURATO:PERSONA] français aveva indicato a più riprese di aver assunto il controllo della CCB solo nel mese di ottobre
1990.
382
Il Tribunale ha escluso dal calcolo delle ammende inflitte alla [OSCURATO:PERSONA] français il fatturato delle controllate spagnole e
greca di tale società in quanto aveva accertato che quest'ultima non le controllava ancora al momento in cui si era resa colpevole
dei comportamenti costitutivi dell'infrazione. Il Tribunale ha peraltro ammesso che, nel 1990, la [OSCURATO:PERSONA] français aveva cessato
qualsiasi comportamento controverso.
383
Ora, dalla stessa decisione [OSCURATO:PERSONA] risulta che la [OSCURATO:PERSONA] français aveva assunto il controllo della CCB durante il 1990,
cioè lo stesso anno in cui aveva assunto il controllo delle sue filiali spagnole e greca. Contrariamente a quanto sostenuto
dalla [OSCURATO:PERSONA], il Tribunale ha quindi commesso un errore manifesto riscontrabile leggendo un documento come la decisione
[OSCURATO:PERSONA], che si trovava evidentemente, fin dall'inizio, al centro del dibattimento.
384
Si deve quindi accogliere il secondo motivo della [OSCURATO:PERSONA] français e ricollegare a tale errore del Tribunale la stessa conseguenza
giuridica che esso ha applicato alle controllate spagnole e greca di tale società, sottraendo il fatturato realizzato dalla
CCB nel 1992 dalla base di calcolo delle ammende. La sentenza impugnata è quindi annullata nella parte in cui ha fissato a
EUR 12 519 000 l'importo dell'ammenda che sanziona le infrazioni commesse dalla [OSCURATO:PERSONA] français sul mercato del cemento grigio.
385
Considerato che la Corte dispone di tutti gli elementi necessari per statuire essa stessa definitivamente sulla controversia,
in applicazione dell'art. 61, primo comma, dello Statuto della Corte di giustizia, l'ammenda inflitta alla [OSCURATO:PERSONA] français
dall'art. 9 della decisione è ricondotta a EUR 9 620 000, calcolo basato sui dati che tale impresa ha fornito dinanzi al Tribunale,
poi dinanzi alla Corte, e che non sono stati contestati dalla [OSCURATO:PERSONA].
5. Altri motivi
386
L'[OSCURATO:PERSONA] sostiene che il Tribunale non ha distinto le epoche durante le quali la sua adesione all'accordo [OSCURATO:PERSONA] era
stata meno intensa da quelle durante le quali essa vi era più coinvolta. L'[OSCURATO:PERSONA] contesta al Tribunale di non aver ridotto
l'importo dell'ammenda, nonostante l'annullamento dell'art. 2, nn. 1 e 2, della decisione [OSCURATO:PERSONA] e la constatazione che il
comportamento descritto all'art. 5 della stessa decisione non era contrario all'art. 85, n. 1, del Trattato.
387
Al riguardo si deve rilevare che il Tribunale ha proceduto ad una riduzione proporzionale dell'importo dell'ammenda in funzione
della durata della partecipazione dell'[OSCURATO:PERSONA] all'accordo [OSCURATO:PERSONA], di modo che l'annullamento del detto art. 2, per
quanto la riguarda, si è ripercosso sull'importo dell'ammenda (v. punto 4381 della sentenza impugnata). Quanto all'annullamento
dell'art. 5, esso non diminuisce né la gravità né la durata del comportamento dell'[OSCURATO:PERSONA] e non è quindi tale da avere
una ripercussione sull'importo dell'ammenda. Il Tribunale non ha violato il principio di proporzionalità considerando che
il numero di infrazioni specifiche commesse da un'impresa non determina la valutazione del suo grado di responsabilità in
un accordo. Quanto alla distinzione tra diversi periodi secondo il grado di coinvolgimento dell'[OSCURATO:PERSONA], tale argomento
si riferisce ai fatti e non può essere esaminato nell'ambito di un'impugnazione. Pertanto, tale motivo dev'essere dichiarato
in parte irricevibile e in parte infondato.
388
D'altra parte, l'[OSCURATO:PERSONA] sostiene che il Tribunale non ha risposto al suo argomento secondo cui il suo comportamento
non era tale da incidere sulla compartimentazione dei mercati nazionali e secondo cui essa ha partecipato solo in misura marginale
ai fatti contestati dalla [OSCURATO:PERSONA].
389
Tale motivo dev'essere respinto in quanto il Tribunale ha risposto implicitamente al detto argomento ai punti 4966 e 4975
della sentenza impugnata. Inoltre, esso fa riferimento ai fatti, senza sollevare alcun problema di diritto.
Sulle spese
390
Conformemente all'art. 69, n. 2, primo comma, del regolamento di procedura, reso applicabile al procedimento di impugnazione
in forza dell'art. 118 dello stesso regolamento, la parte soccombente è condannata alle spese se ne è stata fatta domanda.
Poiché la [OSCURATO:PERSONA] ha fatto domanda di condannare alle spese le ricorrenti nelle impugnazioni in esame, l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA], rimaste soccombenti, devono essere condannate alle spese nelle cause
C-204/00 P, C-205/00 P, C-213/00 P, C-217/00 P e C-219/00 P.
391
Ai sensi dell'art. 122, primo comma, del regolamento di procedura, quando l'impugnazione è accolta e la controversia viene
definitivamente decisa dalla Corte, quest'ultima statuisce sulle spese. Ai sensi dell'art. 69, n. 3, primo comma, di tale
regolamento, reso applicabile al procedimento d'impugnazione in forza dell'art. 118 dello stesso regolamento, la Corte può
decidere che ciascuna delle parti sopporti le proprie spese se le parti soccombono rispettivamente su uno o più punti. Poiché
la [OSCURATO:PERSONA] français e la [OSCURATO:PERSONA] sono rimaste parzialmente soccombenti nella causa C-211/00 P, occorre statuire che ciascuna
di esse sopporterà le proprie spese in tale causa.
Per questi motivi,
LA CORTE (Quinta Sezione)
dichiara e statuisce:
1)
Il punto 12, settimo trattino, del dispositivo della sentenza del Tribunale di primo grado delle Comunità europee 15 marzo
2000, cause riunite T-25/95, T-26/95, da T-30/95 a T-32/95, da T-34/95 a T-39/95, da T-42/95 a T-46/95, T-48/95, da T-50/95
a T-65/95, da T-68/95 a T-71/95, T-87/95, T-88/95, T-103/95 e T-104/95, Cimenteries CBR e a./[OSCURATO:PERSONA], è annullato.
2)
L'importo dell'ammenda inflitta alla [OSCURATO:PERSONA] français SA per l'infrazione constatata all'art. 1 della decisione della [OSCURATO:PERSONA]
30 novembre 1994, 94/815/CE, relativa ad una procedura d'applicazione dell'art. 85 del Trattato CE (Caso IV/33.126 e 33.322
─ [OSCURATO:PERSONA]), è fissato a EUR 9 620 000.
3)
I ricorsi contro la sentenza del Tribunale di primo grado sono respinti quanto al resto.
4)
L'[OSCURATO:PERSONA] AS, l'[OSCURATO:PERSONA], l'[OSCURATO:PERSONA] ─ [OSCURATO:SOCIETA], la [OSCURATO:SOCIETA] e la [OSCURATO:PERSONA] ─ [OSCURATO:SOCIETA] sono condannate alle spese rispettivamente nelle cause C-204/00 P, C-205/00 P, C-213/00 P, C-217/00 P e C-219/00 P.
5)
[OSCURATO:PERSONA] français SA e la [OSCURATO:PERSONA] delle Comunità europee sopporteranno ciascuna le proprie spese nella causa C-211/00 P.
[OSCURATO:PERSONA] deciso e pronunciato a Lussemburgo il 7 gennaio 2004.
Il cancelliere
Il presidente
R. Grass
V. Skouris
1
–
Lingue processuali: il danese,il francesee l'italiano.