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CassazionedecretoSezione 1

Cassazione n. 02445/2025

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ronunciato la seguente ORDINANZA sul ricorso n. r.g.26940/2022 proposto da: [OSCURATO:PERSONA]e [OSCURATO:PERSONA], rappresentati e difesi dall’Avv. [OSCURATO:PERSONA]([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) per procura speciale in calce al ricorso - ricorrent i - contro [OSCURATO:PERSONA] s.r.l., e per essa [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t. , rappresentata e difesa dall’[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) per procura speciale in calce al controricorso -controricorrente - e contro [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA], COMUNE SCARPERIA, [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:SOCIETA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], REGIONE UMBRIA, [OSCURATO:PERSONA], A [OSCURATO:PERSONA], CA P [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] - intimat i - avverso il decreto n. cronol. 123/2022 della Corte di Appello di Perugia depositato il 13 maggio 2022; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 11/7/2024dal Consigliere dott. [OSCURATO:PERSONA]; [OSCURATO:PERSONA] 1.La Corte di Appello di Perugia, con decreto del 13.5.2022,ha respinto il reclamo pr oposto , ai sensi dell’art. 26 e 143 l. fall., da [OSCURATO:PERSONA] e Fabio F ringuello - fallit i, quali soci illimitatamente responsabili della [OSCURATO:PERSONA] s.n.c.,per ripercussione del fallimento della società- avverso il decreto d el tribunale reiettivo della loro istanza di esdebitazione 2.La corte territoriale ha ritenuto insussistenti i presupposti per la concessione del beneficio ai reclamanti , i quali : i) non avevano collaborato con gli organi della procedura , omettendo fra l’altro di ottemperare al decreto ex art. 46, 2° comma del G.D. che imponeva loro di versare parte delle retribuzioni percepite, in termini che, se ritenuti iniqui, avrebbero potuto essere modificati mediante gli appositi rimedi previsti dalla legge; ii) avevano ritardato la chiusura del fallimento mediante la proposizione di opposizioni manifestamente infondate; iii) avevano posto in essere condotte distrattive in danno dei creditori, volte a privare la s.n.c. poi fallita della quasi totalità degli automezzi di cui era proprietaria.

Ha inoltre rilevato che i creditori erano stati soddisfatti in misura esiguae che nei confronti di [OSCURATO:PERSONA] erano stati emessi un decreto penale di condanna e una sentenza di applicazione concordata della pena per reati inerenti l’attività di impresa, per i quali non era intervenuta la riabilitazione.

2. Il decreto è stat o impugnat o da Antonella e Fabio F ringuello con ricorso per cassazione affidato adue motivi, cui P onente [OSCURATO:SOCIETA]. ha resistito con controricorso. [OSCURATO:PERSONA] e gli altri creditori ammessi allo stato passivo non hanno svolto difese. [OSCURATO:PERSONA] 1.Con il primo motivo, che denuncia “violazione art. 142 l.f. –omesso esame circa fatti decisivi per il giudizio che sono stati oggetto di discussione tra le parti.”i ricorrenti lamentano che la corte d’appello abbia ritenuto insussistenti i presupposti per accordare il beneficio senza tener conto del parere favorevole espresso dal curatore, che certificava la loro meritevolezza, e senza fondare le proprie valutazioni su dati certi, anziché su argomenti induttivi.

Aggiungono che i reati per i quali era intervenuto il patteggiamento erano stati dichiarati estinti ai sensi dell’art. 145, 2° comma, c.p.p., con provvedimento equiparabile in tutto e per tutto alla riabilitazione. 1.1 Il motivo è inammissibile, laddove - nel dedurre l’ omesso esame di fatti decisivi che non vengono in alcun modo indicati - ri chiede in realtà a questa Corte u n nuov o e divers o apprezzamento de lle circostanze sulla cui scorta il giudice del reclamo ha assunto la decisione, ovvero un sostanziale riesame dell e condott e tenut e da i ricorrenti nel corso della procedura di fallimento, pretendendo in tal modo di trasformare il giudizio di legittimità in un nuovo, non consentito, ulteriore grado di merito, nel quale ridiscutere le valutazioni espresse nel decreto impugnato, non condivise e per ciò solo censurate, al fine di ottenerne la sostituzione con altre più consone alle proprie aspettative.

L’inammissibilità delle censure concernenti i primi tre profili di fatto in base ai quali, con accertamento integrante un’autonoma ratio decidendi,di per sé sufficiente a sorreggere la decisione, la corte del meritoha rigettato il reclamo, rende inammissibile, per sopravvenuto difetto di interesse all’impugnazione (cfr.,fra molte, Cass. nn. 5122/2024, 15399/2018, 21490/2005) la censura con la quale si sostiene, in diritto, che il provvedimento di estinzione del reato ai sensi dell’art. 145, 2à comma, c .p.p. equivale a riabilitazione, nonché il secondo motivo di ricorso, col quale si contesta l’ulteriore(terza) ratio decidendi, costituita dal difetto del presupposto di cui all’art. 142, 2 ° comma l. fall., e si invoca, in ogni caso, l’applicazione dell’art. 281 CCII.

Le spese del giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo.

P.Q.M.

La Corte rigetta il ricorso e condanna iricorrenti, in via fra loro solidale, al pagamento in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in euro 3.500 per compensi e in € 200 per esborsi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15% e ad Iva e Cpa come per legge.

Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall’art. 1, comma 17 della l. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte deiricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, se dovuto,per il ricorso principale, a norma del

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
ronunciato la seguente ORDINANZA sul ricorso n. r.g.26940/2022 proposto da: [OSCURATO:PERSONA]e [OSCURATO:PERSONA], rappresentati e difesi dall’Avv. [OSCURATO:PERSONA]([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) per procura speciale in calce al ricorso - ricorrent i - contro [OSCURATO:PERSONA] s.r.l., e per essa [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., in persona del legale rappresentante p.t. , rappresentata e difesa dall’[OSCURATO:PERSONA] ([OSCURATO:CODICE_FISCALE]) per procura speciale in calce al controricorso -controricorrente - e contro [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA], COMUNE SCARPERIA, [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:SOCIETA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], REGIONE UMBRIA, [OSCURATO:PERSONA], A [OSCURATO:PERSONA], CA P [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:SOCIETA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] - intimat i - avverso il decreto n. cronol. 123/2022 della Corte di Appello di Perugia depositato il 13 maggio 2022; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 11/7/2024dal Consigliere dott. [OSCURATO:PERSONA]; [OSCURATO:PERSONA] 1.La Corte di Appello di Perugia, con decreto del 13.5.2022,ha respinto il reclamo pr oposto , ai sensi dell’art. 26 e 143 l. fall., da [OSCURATO:PERSONA] e Fabio F ringuello - fallit i, quali soci illimitatamente responsabili della [OSCURATO:PERSONA] s.n.c.,per ripercussione del fallimento della società- avverso il decreto d el tribunale reiettivo della loro istanza di esdebitazione 2.La corte territoriale ha ritenuto insussistenti i presupposti per la concessione del beneficio ai reclamanti , i quali : i) non avevano collaborato con gli organi della procedura , omettendo fra l’altro di ottemperare al decreto ex art. 46, 2° comma del G.D. che imponeva loro di versare parte delle retribuzioni percepite, in termini che, se ritenuti iniqui, avrebbero potuto essere modificati mediante gli appositi rimedi previsti dalla legge; ii) avevano ritardato la chiusura del fallimento mediante la proposizione di opposizioni manifestamente infondate; iii) avevano posto in essere condotte distrattive in danno dei creditori, volte a privare la s.n.c. poi fallita della quasi totalità degli automezzi di cui era proprietaria. Ha inoltre rilevato che i creditori erano stati soddisfatti in misura esiguae che nei confronti di [OSCURATO:PERSONA] erano stati emessi un decreto penale di condanna e una sentenza di applicazione concordata della pena per reati inerenti l’attività di impresa, per i quali non era intervenuta la riabilitazione. 2. Il decreto è stat o impugnat o da Antonella e Fabio F ringuello con ricorso per cassazione affidato adue motivi, cui P onente [OSCURATO:SOCIETA]. ha resistito con controricorso. [OSCURATO:PERSONA] e gli altri creditori ammessi allo stato passivo non hanno svolto difese. [OSCURATO:PERSONA] 1.Con il primo motivo, che denuncia “violazione art. 142 l.f. –omesso esame circa fatti decisivi per il giudizio che sono stati oggetto di discussione tra le parti.”i ricorrenti lamentano che la corte d’appello abbia ritenuto insussistenti i presupposti per accordare il beneficio senza tener conto del parere favorevole espresso dal curatore, che certificava la loro meritevolezza, e senza fondare le proprie valutazioni su dati certi, anziché su argomenti induttivi. Aggiungono che i reati per i quali era intervenuto il patteggiamento erano stati dichiarati estinti ai sensi dell’art. 145, 2° comma, c.p.p., con provvedimento equiparabile in tutto e per tutto alla riabilitazione. 1.1 Il motivo è inammissibile, laddove - nel dedurre l’ omesso esame di fatti decisivi che non vengono in alcun modo indicati - ri chiede in realtà a questa Corte u n nuov o e divers o apprezzamento de lle circostanze sulla cui scorta il giudice del reclamo ha assunto la decisione, ovvero un sostanziale riesame dell e condott e tenut e da i ricorrenti nel corso della procedura di fallimento, pretendendo in tal modo di trasformare il giudizio di legittimità in un nuovo, non consentito, ulteriore grado di merito, nel quale ridiscutere le valutazioni espresse nel decreto impugnato, non condivise e per ciò solo censurate, al fine di ottenerne la sostituzione con altre più consone alle proprie aspettative. L’inammissibilità delle censure concernenti i primi tre profili di fatto in base ai quali, con accertamento integrante un’autonoma ratio decidendi,di per sé sufficiente a sorreggere la decisione, la corte del meritoha rigettato il reclamo, rende inammissibile, per sopravvenuto difetto di interesse all’impugnazione (cfr.,fra molte, Cass. nn. 5122/2024, 15399/2018, 21490/2005) la censura con la quale si sostiene, in diritto, che il provvedimento di estinzione del reato ai sensi dell’art. 145, 2à comma, c .p.p. equivale a riabilitazione, nonché il secondo motivo di ricorso, col quale si contesta l’ulteriore(terza) ratio decidendi, costituita dal difetto del presupposto di cui all’art. 142, 2 ° comma l. fall., e si invoca, in ogni caso, l’applicazione dell’art. 281 CCII. Le spese del giudizio seguono la soccombenza e vengono liquidate come da dispositivo. P.Q.M. La Corte rigetta il ricorso e condanna iricorrenti, in via fra loro solidale, al pagamento in favore della controricorrente, delle spese del giudizio di legittimità, che liquida in euro 3.500 per compensi e in € 200 per esborsi, oltre alle spese forfettarie nella misura del 15% e ad Iva e Cpa come per legge. Ai sensi dell’art. 13 comma 1 quater del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall’art. 1, comma 17 della l. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte deiricorrenti, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello, se dovuto,per il ricorso principale, a norma del
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