CassazionesentenzaSezione 7Decisione del 10 dicembre 1984
Cassazione n. 26979/2026
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
posto da: [OSCURATO:PERSONA] nato il 10/12/1984 avverso la sentenza del 21/10/2025 della CORTE APPELLO di [OSCURATO:PERSONA] dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA];OSSERVA Rilevato che il ricorso, proposto avverso la sentenza in epigrafe, è inammissibile; considerato che le censure relative all'affermazione della responsabilità dell'imputata per il reato di cui all'art. 388, comma ottavo, cod. pen., con particolare riferimento all'insussistenza dell'elemento soggettivo del reato, sono tese a sollecitare una rivalutazione e/o alternativa rilettura delle fonti probatorie, estranee al sindacato di legittimità, e sono meramente riproduttive di profili di doglianza già adeguatamente vagliati e disattesi con corretti argomenti giuridici dal Giudice di merito (cfr. pagine da 4 a 7 della sentenza impugnata); considerato, inoltre, che, nel caso in esame, la Corte territoriale ha ritenuto accertata l'omissione oggetto del su indicato tema d'accusa, muovendo da un triplice rilievo in punto di fatto: a) che l'imputata aveva ricevuto la rituale notifica dell'avviso di cui all'art. 492, comma 4, cod. proc. civ.; b) che ella non aveva fatto pervenire, nel termine previsto dalla legge, la prescritta dichiarazione, espressamente richiamata nel verbale di pignoramento redatto dall'ufficiale giudiziario il 28 febbraio 2011 (con l'esplicito richiamo, fra l'altro, al reato previsto dall'art. 388, comma 6, cod. pen.); c) che, nell'eseguire un pignoramento mobiliare presso l'abitazione dell'imputata, l'ufficiale giudiziario dava atto che non erano stati rinvenuti beni sufficienti a soddisfare la pretesa del creditore, lasciando l'avviso previsto dall'art. 492 cit., con l'invito a presentarsi presso l'ufficio UNEP nel termine di quindici giorni per indicare la presenza di ulteriori beni e/o crediti utilmente pignorabili, accompagnato dall'ulteriore avvertimento circa le conseguenze dalla legge penale riconnesse all'omessa o infedele dichiarazione; rilevato che, a fronte di tali circostanze, deve ritenersi del tutto coerente l'epilogo decisorio di condanna per il reato in questione, che è connotato dal dolo generico; ritenuto che all'inammissibilità del ricorso conseguono le pronunce di cui all'art. 616 cod. proc. pen.. 2 P.Q.M