CassazionesentenzaSezione 5Decisione del 29 aprile 2025
Cassazione n. 15516/2025
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 8321/2018R.G. proposto da [OSCURATO:PERSONA], in qualità di erede di [OSCURATO:PERSONA],rappresentata e difesa dall’Avv. [OSCURATO:PERSONA] e dall’Avv. [OSCURATO:PERSONA] –ricorrente – [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., già [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. -intimata - avverso la sentenza della Commissione tributaria Regionale della Sicilia n. 2896/12/17depositata il 3 agosto 2017 Udita la relazione svolta nella udienza del 29 aprile 2025 dal la Consiglier a [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA] L’oggettodella controversia è l’avviso di intimazione ( n. 29120139001391005 ), con i relativi atti presupposti, cartella di pagamento n. 291200780008977489 Oggetto: e avviso di accertamentoad essa sotteso, notificato il 15.1.2013 da [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., oggi [OSCURATO:PERSONA] s.p.a.(d’ora in poi intimata) a [OSCURATO:PERSONA] (d’ora in poi dante causa dell’odierna ricorrente). La CTP ha rigettato il ricorso e l a CT R ha confermato la pronuncia di primo grado, per quello che ancora oggi rileva,sulla base delle seguenti ragioni: - l 'appello è infondato in quanto si tratta di un'imp u gnativa av verso l'intimazione di pagamento per una precedente cartella esattoriale che risulta ritualmente notificata; non può, pertanto , essere fatta valere alcuna eccezione in riferimento all'intimazione di pagamento che costituisce solo unulteriore avviso prima dell'esecuzione forzata; - i n conformità a quanto affermato dal giudice di primo grado , si deve ritenere legittima la procedura di notificazione della cartella consegnata a mani di persona di famiglia, legata , quindi , al destinatario da vincolo di parentela che legittima la presunzione di futura consegna al reale destinatario dell'appello; - ugualmente da condividere sono le argomentazioni esposte dalla sentenza di primo grado avverso le eccezioni riguardanti la mancanza di qualifica dell'agente di riscossione e tutte le altre che avrebbero potuto essere svolte solo nei confronti degli atti prodromici che invece non sono stati impugnati nei termini prescritti. Ilricorrente ha proposto ricorso fondato su sei motivi e memoria ( si è costituita [OSCURATO:PERSONA], in qualità di erede diCarmelo Arnone ) , mentre [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. è rimasta intimata [OSCURATO:PERSONA] 1. Preliminarmente si osserva che il ricorso è tempestiv o ed è stato regolarmente notificato. La sentenza oggi impugnata è stata depositata il 3 agosto 2017 e non è stata notificata. La notifica, effettuata a mezzo p.e.c., è stata consegnata e accettata dall’odierna intimata il 1° marzo 2018, nel rispetto del termine semestrale previsto dall’art. 327, primo comma,c.p.c., come richiamato dall’art. 38, comma 3, del d.lgs. n. 546 del 1992, tenuto conto della sospensione dei termini processuali nel periodo feriale ( art. 16, comma 1, del d.l. n. 132 del 2014 , conv., con modif., dalla l. n. 162 del 2014). Si ricorda che nel computo dei termini processuali mensili o annuali, fra i quali è compreso quello di decadenza dall'impugnazione ex art. 327 c p.c., per effetto degli artt. 155, comma 2, c.p.c., e 2963, comma 4, c.c., il sistema della computazione civile va effettuato non ex numero bensì ex nominatione dierum, nel senso che il decorso del tempo si ha, indipendentemente dall'effettivo numero dei giorni compresi nel rispettivo periodo, allo spirare del giorno corrispondente a quello del mese iniziale; analogamente si deve procedere quando il termine di decadenza interferisca con il periodo di sospensione feriale dei termini, sicché per calcolare i termini di decadenza dal gravame non occorre tenere conto dei giorni compresi tra il primo e trentunesimo giornoagosto di ciascun anno (Cass., Sez. 6 -1, n. 17640 /2020, Rv. 658722 - 01) . 2. Con il primo motivo il dante causa dell’odierna ricorrente prospetta , in relazione all’art. 360, primo comma, n. 4 , c.p.c ., la violazione e falsa applicazionedell’art. 1 12, 132 , comma 2, n. 4, c.p.c. e dell’art. 118 disp. att. c.p.c., nonché degli artt. 1, comma 2, n. 4, dell’art. 53 del d.lgs. n. 546 del 1992.Contesta c he l a sentenza impugnata si è limitata a rinviare alla pronuncia di primo grado senza riportarne i passi salienti, non consentendo di conoscere quale sia il dato probatorio che è stato ritenuto preponderante e quali siano gli elementi di prova posti a fondamento della decisione. 3.Con il secondo motivo il dante causa dell’odierna ricorrente prospetta , in relazione all’art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c., la violazione e falsa applicazione degli artt. 112 c.p.c., 2697 c.c. e dell’art. 39 della l. n. 112 del 1999. Deduce che la sentenza abbia omesso qualsiasi pronuncia sull'eccezione relativa all'onere a carico della parte ricorrente di chiamata in causa dell'ente impositore. 4. Con il terzo motivo il dante causa dell’odierna ricorrente prospetta , in relazione all’art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c ., la violazione e falsa applicazione dell’art. 112 c.p.c., nonché dell’art. 2697c.c. e degli artt. 26 del d.P.R. n. 600del 1973 e 60 del d.P.R. n. 602 del 1973 . C ontesta che la sentenza impugnata abbia omesso di pronunciarsi sull'eccezione relativa alla mancata notifica dell'avviso di accertamento, atto presupposto e sulla illegittimità o irregolarità della procedura di notifica. 5.Con il quarto motivo il dante causa dell’odierna ricorrente prospetta, in relazione all’art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c., la violazione e falsa applicazione dell’art. 18 del d.P.R. n. 4 45 del 2000, dell’art. 2967 c.c., dell’art. 26 del d.P.R. n. 602 del 1973, dell’art. 60 del d.P.R. n. 600 del 1973 e dell’art. 112 c.p.c. Contesta di avere eccepito che la [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. non rivestiva la qualifica di pubblico ufficiale, ed anche ammessa tale qualifica, la conformità delle copie all’originale non era stata rilasciata secondo i criteri di legge. 6. Con il quinto motivo il dante causa dell’odierna ricorrente prospetta , in relazione all’art. 360, primo comma, n. 4, c.p.c ., la violazione e falsa applicazione.dell’art. 26 del d.P.R. n. 602 del 1973, dell’art. 2967 c.c. , dell’art. 60 del d.P.R. n. 600 del 1973. Contesta l’omessa motivazione sul motivo con il quale è stata disconosciuta la produzione documentale, in particolare quella denominata Informazioni carico iscritto a ruolo , e della copia della relata di notifica,volta a dimostrare l’avvenuta notificazione. 7. Con il sesto motivo il dante causa dell’odierna ricorrente prospetta, in relazione all’art. 360, primo comma, n. 4, cod. proc. civ., la violazione e falsa applicazione degli artt. 2697 e 2948 c.c., nonché dell’art. 112 c.p.c. Contesta l’omessa pronuncia sul motivo riguardante l’eccepita prescrizione e decadenza del tributo. 8.La ricorrente con la memoria ha chiesto che venisse dichiarata la cessata materia del contendereinvocando l’ applicazione dell’art 4, comma 1, del d.l. n. 119del 2018, convertito dalla l. n. 136 del 2018. La disposizione prevede lo stralcio ex lege dei debiti tributari che non superano l'importo di € 1.000,00, affidati agli agenti di riscossione nel periodo compreso tra il 2000 e il 2010. La norma non richiede la presentazione di alcuna domanda da parte degli interessati, perché l'annullamento è automatico. In particolare, il comma 1 dell'art. 4 del d.l. cit. ha stabilito che: «i debiti di importo residuo, alla data di entrata in vigore del presente decreto, fino a mille euro, comprensivo di capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni, risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 10gennaio 2000 al 31 dicembre 2010, ancorché riferiti alle cartelle per le quali è già intervenuta la richiesta di cui all'articolo 3, sono automaticamente annullati. L'annullamento è effettuato alla data del 31 dicembre 2018 per consentire il regolare svolgimento dei necessari adempimenti tecnici e contabili...». L'art. 16-quater del d.l. n. 34 del 2019, conv. con modif. in l . n. 58 del 2019, ha poi aggiunto che «Gli enti creditori, sulla base dell'elenco trasmesso dall'agente della riscossione, adeguano le proprie scritture contabili entro la data del 31 dicembre 2019, tenendo conto degli eventuali effetti negativi già nel corso della gestione e vincolando allo scopo le eventuali risorse disponibili alla data della comunicazione». Lo stralcio automatico da parte del Fisco riguarda, con effetto al 31 dicembre 2018, le cartelle esattoriali in cui: a) il carico risulta affidato dall'ente impositore all'agente della riscossione tra il 10 gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010; b) i debiti (risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione) alla data del 24 ottobre 2018 sono di importo residuo massimo di €1000,00 (comprensivo di sanzioni ed interessi). Ritiene il Collegio di aderire all’orientamento seguito dalla Sezione Tributaria, secondo cui i l limite di valore si riferisce ai debiti di importo residuo comprensivi di sorte capitale, interessi e sanzioni. Non si tiene conto, invece, degli interessi di mora e dell'aggio della riscossione. Tale limite è riferito al "singolo carico affidato", sicché nell'ambito operativo della norma rientrano tutte quelle cartelle, anche di importo complessivo superiore a € 1000,00, il cui singolo carico affidato all'agente della riscossione non superi l'importo di mille euro. Per "carico" si intende, infatti, la singola partita di ruolo, cioè l'insieme dell'imposta, delle sanzioni e degli interessi accessori. Ne discende che oggetto del condono è il singolo debito e non l'importo complessivo della cartella. Ovviamente l'importo del debito residuo di € 1000,00 per singolo carico va calcolato alla data di entrata in vigore del decreto (24 ottobre 2018)(tra le tante Cass., Sez. 5, n. 11817/2020,Rv. 658928 – 01 , Sez. 5, n. 17595 del 2024, S ez. n. 658 del 2025). Nel caso di specie l’ intimazione di pagamento n. 29120139001391005 pone a fondamento la cartella n. 29120070008977489 che integra n. 2 ruoli: il primo n. 1441/2007 di € 896,76 (doc. n.1) e il secondo, n. 141 di € 140,22 (doc. n.2). 9. Il ricorso deve essere, pertanto, dichiarato inammissibile percarenza di interesse,stante l’intervenut o annullamento ex lege dei titoli contestati. Nulla sulle spese stante la mancata costituzione dell’intimata. Visto l’esito della lite, si dà atto che non sussistono i presupposti per il versamento da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato dell'art. 13, comma 1 - quater , del d .P.R. n. 115