CassazionesentenzaSezione 7Decisione del 10 gennaio 2023
Cassazione n. 10800/2023
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 21/06/2022 della CORTE APPELLO di MILANOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA] La Corte di appello di Milano, con sentenza del 21 giugno 2022, ha confermato la sentenza del Tribunale di Milano, pronunciata il4 febbraio 20111 che aveva condannato [OSCURATO:PERSONA] alla pena ritenuta di giustizia per il reato di tentata rapina impropria. Ritenuto che l'unico motivo di ricorso, con cui si censura il difetto della motivazione in ordine al mancato riconoscimento della riduzione della pena nella massima estensione prevista per l'ipotesi tentata, è manifestamente infondato, avendo la Corte territoriale puntualmente motivato la riduzione della pena della metà, in luogo di quella massima di 2/3, in considerazione della condotta violenta posta in essere dall'imputata dopo aver sottratto la merce ed essere stata fermata dalla responsabile dell'esercizio commerciale; considerato che, in ogni caso, in generale la graduazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito, secondo il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità; rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna la ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso, in data 10 gennaio 2023 Con ere Estenso