CassazionesentenzaSezione 7Decisione del 28 febbraio 2022
Cassazione n. 20298/2022
Testo disponibile della fonte
Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 20/05/2020 della CORTE APPELLO di BOLOGNAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA] 1. [OSCURATO:PERSONA] ricorre, a mezzo del proprio difensore, avverso la sentenza della Corte di appello di Bologna confermativa della pronuncia di condanna espressa dal Tribunale di Ferrara in ordine al reato di cui all'art. 186, comma 7, d.lgs. 285/92 (fatto avvenuto il 29/07/2016). 2. Il ricorrente eccepisce l'inosservanza della legge penale, concretantesi nella violazione del favor rei per non aver tenuto conto, il Giudice di secondo grado, delle doglianze rese nell'atto di appello circa l'errata interpretazione dell'ordinanza prefettizia e delle circostanze di fatto e per essersi pronunciato con illogicità e contraddittorietà della motivazione. 3. Osserva il Collegio che sussistono i presupposti per rilevare, ai sensi dell'art. 129, comma 1, cod. proc. pen., l'intervenuta causa estintiva del reato per cui si procede, essendo spirato il relativo termine di prescrizione. 3.1. Deve rilevarsi che il ricorso in esame non presenta profili di inammissibilità tali da non consentire di rilevare l'intervenuta prescrizione. Sussistono, pertanto, i presupposti, discendenti dalla intervenuta instaurazione di un valido rapporto processuale di impugnazione, per rilevare e dichiarare le cause di non punibilità a norma dell'art. 129 cod. proc. pen. maturate, come nel caso di specie, successivamente all'adozione della sentenza impugnata (fatto commesso in data 29/07/2016; sentenza di secondo grado del 20/05/2020; prescrizione maturata in data 29/07/2021). 3.2. È poi appena il caso di sottolineare che risulta superfluo qualsiasi approfondimento al riguardo, proprio in considerazione della intervenuta prescrizione: invero, a prescindere dalla fondatezza o meno degli assunti del ricorrente, è ben noto che, secondo consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità, qualora già risulti una causa di estinzione del reato, non rileva la sussistenza di eventuali nullità, pur se di ordine generale, in quanto l'inevitabile rinvio al giudice di merito è incompatibile con il principio dell'immediata applicabilità della causa estintiva (Sez. U, n. 1021 del 28.11.2001, dep. 2002, Cremonese, Rv. 220511) e non sono rilevabili in sede di legittimità vizi di motivazione della sentenza impugnata in presenza, come nel caso di specie, di una causa di estinzione del reato, quale la prescrizione (Sez. U, n. 35490 del 28/05/2009, Tettamanti, Rv.244275). 3.3. Si osserva, infine, che non ricorrono le condizioni per una pronuncia assolutoria di merito, ai sensi dell'art. 129, comma 2, cod. proc. pen., in considerazione delle congrue e non illogiche valutazioni rese dalla Corte di appello nella sentenza impugnata: non emergendo, dunque, all'evidenza circostanze tali da imporre, quale mera "constatazione" cioè presa d'atto, la necessità di assoluzione (Sez. U, n. 35490 del 28/05/2009, Tettamanti, Rv.244274), discende di necessità la pronunzia in dispositivo. 4. Si impone, pertanto, l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata per essere il reato estinto per prescrizione. Devono, conseguentemente, essere eliminate le sanzioni amministrative accessorie applicate. Va disposta la trasmissione di copia della presente sentenza al Prefetto di Ferrara per quanto di competenza ex art. 224 comma 3 cds. P.Q.M. Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione, con conseguente eliminazione delle sanzioni amministrative accessorie applicate. Disponè trasmettersi copia della presente sentenza al Prefetto di Ferrara per quanto di competenza ex art. 224 comma 3 cds. Così deciso il 28 febbraio 2022 Il Consigliere estensore Il s'dente [OSCURATO:PERSONA] D Ferranti DEPOSITA