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CassazionesentenzaSezione 2

Cassazione n. 42744/2021

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la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 01/07/2019 della CORTE APPELLO di BRESCIAvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; udito il Pubblico Ministero, in persona del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore [OSCURATO:PERSONA] che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso. udito il difensore avvocato [OSCURATO:PERSONA] in difesa di [OSCURATO:PERSONA].[OSCURATO:PERSONA] che si associa alle richieste del Procuratore Generale, deposita conclusioni scritte e nota spese delle quali chiede la liquidazione. . [OSCURATO:PERSONA] E IN DIRITTO -

1. La CORTE di APPELLO di BRESCIA, con sentenza in data 1/7/2019, confermava la condanna alla pena ritenuta di giustizia pronunciata dal TRIBUNALE di BRESCIA, in data 17/9/2018, nei confronti di [OSCURATO:PERSONA] in relazione ai reati di lesioni stradali colpose, omissione di soccorso e frode assicurativa in relazione ad un sinistro stradale avvenuto in data 6.10.2011; la frode assicurativa è contestata come commessa nelle date del 6, 8 e 31 ottobre 2011.

1.1. Secondo la concorde ricostruzione dei fatti recepita dai giudici del merito, l'imputato ha causato alla persona offesa [OSCURATO:PERSONA] le lesioni di causa procurando con la propria vettura la collisione con il mezzo condotto dalla Ciotola, non rispettando il diritto di precedenza di cui quest'ultima godeva.

Dopo il sinistro l'imputato si è allontanato dal luogo senza soccorrere la persona offesa (nonostante questa abbia riportato lesioni da trauma al rachide cervicale). [OSCURATO:PERSONA], inoltre, rappresentando una falsa dinamica del sinistro e adducendo testimoni falsi, ha commesso frode assicurativa ai danni della [OSCURATO:PERSONA].ni .

2. Propone ricorso per cassazione l'imputato, tramite difensore , deducendo i seguenti motivi: - violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento alla ritenuta sussistenza dell'elemento soggettivo del reato di omissione di soccorso, difettando la dimostrazione della consapevolezza, in capo all'imputato, della ricorrenza di lesioni in capo alla persona offesa. - violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento all'affermazione di responsabilità rispetto alla frode assicurativa; l'imputato non ha denunciato un falso sinistro, ma ha rappresentato i fatti per come percepiti, seppure introducendo testimonianze compiacenti, senza simulare fatti non accaduti. - violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento al diniego delle attenuanti generiche e alla mancata riduzione della pena. - violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento alla omessa riduzione del periodo di sospensione della patente.

3. Con memoria scritta la parte civile [OSCURATO:PERSONA].ni ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso, con riconoscimento delle spese del grado.

4. Il ricorso è inammissibile perché si affida a motivi generici e meramente reiterativi.

4.1. Le doglianze riproducono infatti pedissequamente gli argomenti prospettati nel gravame, ai quali la Corte d'appello ha dato adeguate e argomentate risposte, esaustive in fatto e corrette in diritto, che il ricorrente non considera ne' specificatamente censura.

Il giudice di appello, per affermare l'infondatezza della tesi difensiva, ha infatti, con argomentazioni ineccepibili sia logicamente che giuridicamente, evidenziato i seguenti aspetti.

Quanto al primo motivo, che, secondo condivisa giurisprudenza (cfr., Sez. 4, n. 3982 del 12/11/2002, Rv. 223499 - 01) il reato di fuga previsto dall'art. 189 comma 6 cod. strad. è reato omissivo di pericolo che impone all'agente di fermarsi in presenza di un incidente, da lui percepito, che sia riconducibile al suo comportamento e che sia concretamente idoneo a produrre eventi lesivi, non essendo necessario che si debba riscontrare l'esistenza di un effettivo danno alle persone, peraltro non accertabile immediatamente nella sua sussistenza e consistenza (la Corte ha precisato come una diversa interpretazione che collegasse l'obbligo di fermarsi alla condotta da cui sia derivato un danno effettivo alle persone limiterebbe l'ambito dì operatività della fattispecie ai soli casi di macroscopica e immediata evidenza di lesioni odi morte).

Massime precedenti conformi: N. 5416 del 2000 Rv. 216465 - 01 .

Inoltre, si sono valorizzate le modalità del sinistro e la traiettoria tangente dei veicoli, del tutto logicamente causativa di lesioni al conducente del mezzo investito dalla vettura condotta dall'imputato (cfr. pag.18 della sentenza impugnata).

Quanto al secondo motivo, che il reato di cui all'art. 642 cod.pen. è anche integrato dalla conclamata falsità delle dichiarazioni testimoniali trasmesse alla [OSCURATO:PERSONA].ni spa da parte del Capasso al fine di ottenere un indennizzo a cui non aveva diritto (cfr. pag. 12 della sentenza di primo grado e pagg.11 e 19 di quella d'appello).

Quanto all'ultimo motivo, che la richiesta di riduzione della sanzione amministrativa fosse aspecifica e comunque ingiustificata, trattandosi di pena collocata in via mediana rispetto alla cornice edittale Tali specifici e dettagliati argomenti giustificativi della decisione, il ricorrente non prende nemmeno in considerazione, limitandosi a ribadire la tesi già esposta nei motivi di appello ma confutata, con diffuse e ragionevoli argomentazioni, nella sentenza impugnata.

Il ricorso, invece, si limita a reiterare motivi riproducenti le stesse ragioni già discusse e ritenute infondate dal giudice del gravame, dovendosi così gli stessi considerarsi non specifici.

La mancanza di specificità del motivo, invero, deve essere apprezzata non solo per la sua genericità, come indeterminatezza, ma anche per la mancanza di correlazione tra le ragioni argomentate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell'impugnazione, questa non potendo ignorare le esplicitazioni del giudice censurato senza cadere nel vizio di aspecificità conducente, a mente dell'art. 591 comma 1 lett. c), all'inammissibilità (Sez. 4, [OSCURATO:DATA_NASCITA], n. 5191, Barone, Rv. 216473; Sez. 1, 30/09/2004, n. 39598, Burzotta, Rv. 230634; Sez. 4, 39598, Burzotta, Rv. 230634; Sez. 4, 03/07/2007, n. 34270, Scicchitano, Rv. 236945; Sez. 3, 06/07/2007, n. 35492, Tasca, Rv. 237596).

4.2. Manifestamente infondato, infine, è il motivo sulle attenuanti generiche, negate con attenta valutazione della negativa condotta pervicacemente tenuta dall'imputato (cfr. pag. 17 della sentenza impugnata); dunque, la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche è giustificata da motivazione esente da manifesta illogicità, che, pertanto, è insindacabile in cassazione (Cass., Sez. 6, n. 42688 del 24/9/2008, Rv. 242419), anche considerato il principio affermato da questa Corte secondo cui non è necessario che il giudice di merito, nel motivare il diniego della concessione delle attenuanti generiche, prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che egli faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti, rimanendo disattesi o superati tutti gli altri da tale valutazione (Sez. 2, n.3609 del 18/1/2011, Sermone, Rv. 249163; Sez. 6, n. 34364 del 16/6/2010, Giovane, Rv. 248244).

5. L'inammissibilità del ricorso preclude il rilievo della eventuale prescrizione maturata successivamente alla sentenza impugnata (Sez.

Un., n. 32 del 22/11/2000, [OSCURATO:PERSONA], Rv. 217266); evento comunque che mai risulta essere stato dedotto dalla parte, rispetto alla cui maturazione andrebbero pure considerati i periodi di sospensione emergenti dagli atti, tali da collocarlo non prima del 30.7.2019.6.

Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del -ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., valutati i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità emergenti dal ricorso (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento della somma, che ritiene equa, di euro tremila a favore della cassa delle ammende.

Segue inoltre la condanna del ricorrente alla rifusione delle spese sostenute nel grado dalla costituita parte civile [OSCURATO:PERSONA].[OSCURATO:PERSONA] liquidate in dispositivo.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende nonché alla rifusione delle spese sostenute nel grado dalla costituita parte civile [OSCURATO:PERSONA].[OSCURATO:PERSONA] liquidate in C 3510,00 oltre accessori di legge.

Sentenza a motivazione semplificata.

Così deciso il 22/9/20

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 01/07/2019 della CORTE APPELLO di BRESCIAvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; udito il Pubblico Ministero, in persona del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore [OSCURATO:PERSONA] che ha concluso per l'inammissibilità del ricorso. udito il difensore avvocato [OSCURATO:PERSONA] in difesa di [OSCURATO:PERSONA].[OSCURATO:PERSONA] che si associa alle richieste del Procuratore Generale, deposita conclusioni scritte e nota spese delle quali chiede la liquidazione. . [OSCURATO:PERSONA] E IN DIRITTO - 1. La CORTE di APPELLO di BRESCIA, con sentenza in data 1/7/2019, confermava la condanna alla pena ritenuta di giustizia pronunciata dal TRIBUNALE di BRESCIA, in data 17/9/2018, nei confronti di [OSCURATO:PERSONA] in relazione ai reati di lesioni stradali colpose, omissione di soccorso e frode assicurativa in relazione ad un sinistro stradale avvenuto in data 6.10.2011; la frode assicurativa è contestata come commessa nelle date del 6, 8 e 31 ottobre 2011. 1.1. Secondo la concorde ricostruzione dei fatti recepita dai giudici del merito, l'imputato ha causato alla persona offesa [OSCURATO:PERSONA] le lesioni di causa procurando con la propria vettura la collisione con il mezzo condotto dalla Ciotola, non rispettando il diritto di precedenza di cui quest'ultima godeva. Dopo il sinistro l'imputato si è allontanato dal luogo senza soccorrere la persona offesa (nonostante questa abbia riportato lesioni da trauma al rachide cervicale). [OSCURATO:PERSONA], inoltre, rappresentando una falsa dinamica del sinistro e adducendo testimoni falsi, ha commesso frode assicurativa ai danni della [OSCURATO:PERSONA].ni . 2. Propone ricorso per cassazione l'imputato, tramite difensore , deducendo i seguenti motivi: - violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento alla ritenuta sussistenza dell'elemento soggettivo del reato di omissione di soccorso, difettando la dimostrazione della consapevolezza, in capo all'imputato, della ricorrenza di lesioni in capo alla persona offesa. - violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento all'affermazione di responsabilità rispetto alla frode assicurativa; l'imputato non ha denunciato un falso sinistro, ma ha rappresentato i fatti per come percepiti, seppure introducendo testimonianze compiacenti, senza simulare fatti non accaduti. - violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento al diniego delle attenuanti generiche e alla mancata riduzione della pena. - violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento alla omessa riduzione del periodo di sospensione della patente. 3. Con memoria scritta la parte civile [OSCURATO:PERSONA].ni ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso, con riconoscimento delle spese del grado. 4. Il ricorso è inammissibile perché si affida a motivi generici e meramente reiterativi. 4.1. Le doglianze riproducono infatti pedissequamente gli argomenti prospettati nel gravame, ai quali la Corte d'appello ha dato adeguate e argomentate risposte, esaustive in fatto e corrette in diritto, che il ricorrente non considera ne' specificatamente censura. Il giudice di appello, per affermare l'infondatezza della tesi difensiva, ha infatti, con argomentazioni ineccepibili sia logicamente che giuridicamente, evidenziato i seguenti aspetti. Quanto al primo motivo, che, secondo condivisa giurisprudenza (cfr., Sez. 4, n. 3982 del 12/11/2002, Rv. 223499 - 01) il reato di fuga previsto dall'art. 189 comma 6 cod. strad. è reato omissivo di pericolo che impone all'agente di fermarsi in presenza di un incidente, da lui percepito, che sia riconducibile al suo comportamento e che sia concretamente idoneo a produrre eventi lesivi, non essendo necessario che si debba riscontrare l'esistenza di un effettivo danno alle persone, peraltro non accertabile immediatamente nella sua sussistenza e consistenza (la Corte ha precisato come una diversa interpretazione che collegasse l'obbligo di fermarsi alla condotta da cui sia derivato un danno effettivo alle persone limiterebbe l'ambito dì operatività della fattispecie ai soli casi di macroscopica e immediata evidenza di lesioni odi morte). Massime precedenti conformi: N. 5416 del 2000 Rv. 216465 - 01 . Inoltre, si sono valorizzate le modalità del sinistro e la traiettoria tangente dei veicoli, del tutto logicamente causativa di lesioni al conducente del mezzo investito dalla vettura condotta dall'imputato (cfr. pag.18 della sentenza impugnata). Quanto al secondo motivo, che il reato di cui all'art. 642 cod.pen. è anche integrato dalla conclamata falsità delle dichiarazioni testimoniali trasmesse alla [OSCURATO:PERSONA].ni spa da parte del Capasso al fine di ottenere un indennizzo a cui non aveva diritto (cfr. pag. 12 della sentenza di primo grado e pagg.11 e 19 di quella d'appello). Quanto all'ultimo motivo, che la richiesta di riduzione della sanzione amministrativa fosse aspecifica e comunque ingiustificata, trattandosi di pena collocata in via mediana rispetto alla cornice edittale Tali specifici e dettagliati argomenti giustificativi della decisione, il ricorrente non prende nemmeno in considerazione, limitandosi a ribadire la tesi già esposta nei motivi di appello ma confutata, con diffuse e ragionevoli argomentazioni, nella sentenza impugnata. Il ricorso, invece, si limita a reiterare motivi riproducenti le stesse ragioni già discusse e ritenute infondate dal giudice del gravame, dovendosi così gli stessi considerarsi non specifici. La mancanza di specificità del motivo, invero, deve essere apprezzata non solo per la sua genericità, come indeterminatezza, ma anche per la mancanza di correlazione tra le ragioni argomentate dalla decisione impugnata e quelle poste a fondamento dell'impugnazione, questa non potendo ignorare le esplicitazioni del giudice censurato senza cadere nel vizio di aspecificità conducente, a mente dell'art. 591 comma 1 lett. c), all'inammissibilità (Sez. 4, [OSCURATO:DATA_NASCITA], n. 5191, Barone, Rv. 216473; Sez. 1, 30/09/2004, n. 39598, Burzotta, Rv. 230634; Sez. 4, 39598, Burzotta, Rv. 230634; Sez. 4, 03/07/2007, n. 34270, Scicchitano, Rv. 236945; Sez. 3, 06/07/2007, n. 35492, Tasca, Rv. 237596). 4.2. Manifestamente infondato, infine, è il motivo sulle attenuanti generiche, negate con attenta valutazione della negativa condotta pervicacemente tenuta dall'imputato (cfr. pag. 17 della sentenza impugnata); dunque, la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche è giustificata da motivazione esente da manifesta illogicità, che, pertanto, è insindacabile in cassazione (Cass., Sez. 6, n. 42688 del 24/9/2008, Rv. 242419), anche considerato il principio affermato da questa Corte secondo cui non è necessario che il giudice di merito, nel motivare il diniego della concessione delle attenuanti generiche, prenda in considerazione tutti gli elementi favorevoli o sfavorevoli dedotti dalle parti o rilevabili dagli atti, ma è sufficiente che egli faccia riferimento a quelli ritenuti decisivi o comunque rilevanti, rimanendo disattesi o superati tutti gli altri da tale valutazione (Sez. 2, n.3609 del 18/1/2011, Sermone, Rv. 249163; Sez. 6, n. 34364 del 16/6/2010, Giovane, Rv. 248244). 5. L'inammissibilità del ricorso preclude il rilievo della eventuale prescrizione maturata successivamente alla sentenza impugnata (Sez. Un., n. 32 del 22/11/2000, [OSCURATO:PERSONA], Rv. 217266); evento comunque che mai risulta essere stato dedotto dalla parte, rispetto alla cui maturazione andrebbero pure considerati i periodi di sospensione emergenti dagli atti, tali da collocarlo non prima del 30.7.2019.6. Alla inammissibilità del ricorso consegue la condanna del -ricorrente al pagamento delle spese processuali, nonché, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., valutati i profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità emergenti dal ricorso (Corte Cost. 13 giugno 2000, n. 186), al versamento della somma, che ritiene equa, di euro tremila a favore della cassa delle ammende. Segue inoltre la condanna del ricorrente alla rifusione delle spese sostenute nel grado dalla costituita parte civile [OSCURATO:PERSONA].[OSCURATO:PERSONA] liquidate in dispositivo. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende nonché alla rifusione delle spese sostenute nel grado dalla costituita parte civile [OSCURATO:PERSONA].[OSCURATO:PERSONA] liquidate in C 3510,00 oltre accessori di legge. Sentenza a motivazione semplificata. Così deciso il 22/9/20
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