Torna alla ricerca
CassazionesentenzaSezione 1Decisione del 4 gennaio 2024

Cassazione n. 17524/2024

Testo disponibile della fonte

Testo disponibile della fonte

la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 23/03/2023 della CORTE APPELLO di SALERNOvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette le conclusioni del Sost.

Proc.

Gen. [OSCURATO:PERSONA] per l'inammissibilità del ricorso; lette le conclusioni dell'avv. [OSCURATO:PERSONA] per l'accoglimento del ricorso. [OSCURATO:PERSONA]

1. La Corte di Appello di Salerno, con sentenza del 23/3/2023, ha confermato la sentenza di condanna ad anni uno di reclusione pronunciata dal Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] in data [OSCURATO:DATA_NASCITA] nei confronti [OSCURATO:PERSONA] in relazione al reato di cui all'art. 75 D.Lgs. 159/2011.

2. Avverso la sentenza ha proposto ricorso l'imputato che, a mezzo del difensore, ha dedotto il seguente motivo.

2.1. Violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 75 D.Lgs. 159 del 2011.

In un unico motivo la difesa censura la conclusione cui è pervenuta la Corte territoriale evidenziando che durante il periodo di detenzione l'efficacia della misura era sospesa e che, pertanto, l'acquisizione del verbale di sottoposizione alla stessa, che deve essere redatto quando il sottoposto viene scarcerato, era necessaria al fine di verificare se e quando questa era divenuta efficace e, comunque, per valutare la sussistenza dell'elemento psicologico ai fini della configurabilità del reato.

3. In data 29 dicembre 2023 sono pervenute in cancelleria le conclusioni con le quali il Sost.

Proc.

Gen. [OSCURATO:PERSONA] chiede che il ricorso sia dichiarato inammissibile.

4. In data 4 gennaio 2024 sono pervenute le conclusioni con le quali l'avv. [OSCURATO:PERSONA] insiste per l'accoglimento del ricorso. [OSCURATO:PERSONA]

1. Il ricorso è fondato nei termini che seguono e la sentenza deve essere annullata senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione.

2. La doglianza esposta dalla difesa è fondata nella parte in cui rileva che era necessario acquisire il verbale di sottoposizione alla misura che deve, ai sensi dell'art. 14, comma 2 ter, D.Lgs 159 del 2011, essere redatto dopo che è cessata l'applicazione di una misura cautelare, situazione che determina la sospensione dell'esecuzione della misura di prevenzione.

Dagli atti, infatti, risulta che al ricorrente è stata applicata la misura della Sorveglianza speciale con decreto emesso 8 maggio 2012, notificato 1'8 settembre 2012.

Dagli stessi atti risulta anche che all'interessato è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere in due distinti periodi, dal 28 settembre al 21 dicembre 2012 e dal 31 ottobre 2013 al 9 gennaio 2014.

Nel corso del processo e con i motivi di appello la difesa, considerato che la violazione della prescrizione imposta è stata accertata il 17 gennaio 2014, ha chiesto di acquisire il verbale di sottoposizione alla misura cautelare all'atto della scarcerazione al fine di valutare la sussistenza del reato e dell'elemento psicologico.

La Corte territoriale ha rigettato la richiesta ritenendo che ai fini dell'efficacia della misura era sufficiente la notifica originaria del decreto, avendo il verbale di sottoposizione alla misura natura meramente dichiarativa e non costitutiva.

La motivazione del provvedimento impugnato sul punto, corretta nel caso di ordinaria esecuzione della misura, risulta carente nel caso di specie quanto alla necessità di verificare la sussistenza dell'elemento psicologico del reato.

A fronte della peculiare situazione, caratterizzata dal susseguirsi di due periodi di custodia cautelare, il secondo cessato solo pochi giorni prima che venisse accertata la violazione, infatti, i giudici d'appello hanno omesso di evidenziare le ragioni sulle quali hanno fondato la conclusione in ordine alla consapevolezza del ricorrente circa l'efficacia della misura e quelle per le quali non hanno ritenuto di procedere all'approfondimento istruttorio richiesto dalla difesa.

3. Per le ragioni esposte la sentenza impugnata deve essere annullata e l'annullamento deve essere disposto senza rinvio in quanto il termine di prescrizione del reato, preso atto che i fatti sono avvenuti il 17 gennaio 2014, è interamente decorso.

L'art. 129 cod proc. pen., esclusa la possibilità di pronunciare una diversa e più favorevole sentenza, infatti, impone di dichiarare l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione (Cass S.U., n. 32 del 22/11/2000, D.L., Rv 217266; Sez. 3, n. 31415 del 15/1/2016, Ganzer, Rv 267518 - 01; Sez. 2, n. 28848 del 8/5/2013, Ciaffoni, Rv 256463 - 01; Sez. 4, n. 18641 del 20/1/2004, Tricorni, Rv 228349 - 01).

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione.

Sentenza redatta con motivazio

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 23/03/2023 della CORTE APPELLO di SALERNOvisti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette le conclusioni del Sost. Proc. Gen. [OSCURATO:PERSONA] per l'inammissibilità del ricorso; lette le conclusioni dell'avv. [OSCURATO:PERSONA] per l'accoglimento del ricorso. [OSCURATO:PERSONA] 1. La Corte di Appello di Salerno, con sentenza del 23/3/2023, ha confermato la sentenza di condanna ad anni uno di reclusione pronunciata dal Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] in data [OSCURATO:DATA_NASCITA] nei confronti [OSCURATO:PERSONA] in relazione al reato di cui all'art. 75 D.Lgs. 159/2011. 2. Avverso la sentenza ha proposto ricorso l'imputato che, a mezzo del difensore, ha dedotto il seguente motivo. 2.1. Violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'art. 75 D.Lgs. 159 del 2011. In un unico motivo la difesa censura la conclusione cui è pervenuta la Corte territoriale evidenziando che durante il periodo di detenzione l'efficacia della misura era sospesa e che, pertanto, l'acquisizione del verbale di sottoposizione alla stessa, che deve essere redatto quando il sottoposto viene scarcerato, era necessaria al fine di verificare se e quando questa era divenuta efficace e, comunque, per valutare la sussistenza dell'elemento psicologico ai fini della configurabilità del reato. 3. In data 29 dicembre 2023 sono pervenute in cancelleria le conclusioni con le quali il Sost. Proc. Gen. [OSCURATO:PERSONA] chiede che il ricorso sia dichiarato inammissibile. 4. In data 4 gennaio 2024 sono pervenute le conclusioni con le quali l'avv. [OSCURATO:PERSONA] insiste per l'accoglimento del ricorso. [OSCURATO:PERSONA] 1. Il ricorso è fondato nei termini che seguono e la sentenza deve essere annullata senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione. 2. La doglianza esposta dalla difesa è fondata nella parte in cui rileva che era necessario acquisire il verbale di sottoposizione alla misura che deve, ai sensi dell'art. 14, comma 2 ter, D.Lgs 159 del 2011, essere redatto dopo che è cessata l'applicazione di una misura cautelare, situazione che determina la sospensione dell'esecuzione della misura di prevenzione. Dagli atti, infatti, risulta che al ricorrente è stata applicata la misura della Sorveglianza speciale con decreto emesso 8 maggio 2012, notificato 1'8 settembre 2012. Dagli stessi atti risulta anche che all'interessato è stata applicata la misura della custodia cautelare in carcere in due distinti periodi, dal 28 settembre al 21 dicembre 2012 e dal 31 ottobre 2013 al 9 gennaio 2014. Nel corso del processo e con i motivi di appello la difesa, considerato che la violazione della prescrizione imposta è stata accertata il 17 gennaio 2014, ha chiesto di acquisire il verbale di sottoposizione alla misura cautelare all'atto della scarcerazione al fine di valutare la sussistenza del reato e dell'elemento psicologico. La Corte territoriale ha rigettato la richiesta ritenendo che ai fini dell'efficacia della misura era sufficiente la notifica originaria del decreto, avendo il verbale di sottoposizione alla misura natura meramente dichiarativa e non costitutiva. La motivazione del provvedimento impugnato sul punto, corretta nel caso di ordinaria esecuzione della misura, risulta carente nel caso di specie quanto alla necessità di verificare la sussistenza dell'elemento psicologico del reato. A fronte della peculiare situazione, caratterizzata dal susseguirsi di due periodi di custodia cautelare, il secondo cessato solo pochi giorni prima che venisse accertata la violazione, infatti, i giudici d'appello hanno omesso di evidenziare le ragioni sulle quali hanno fondato la conclusione in ordine alla consapevolezza del ricorrente circa l'efficacia della misura e quelle per le quali non hanno ritenuto di procedere all'approfondimento istruttorio richiesto dalla difesa. 3. Per le ragioni esposte la sentenza impugnata deve essere annullata e l'annullamento deve essere disposto senza rinvio in quanto il termine di prescrizione del reato, preso atto che i fatti sono avvenuti il 17 gennaio 2014, è interamente decorso. L'art. 129 cod proc. pen., esclusa la possibilità di pronunciare una diversa e più favorevole sentenza, infatti, impone di dichiarare l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione (Cass S.U., n. 32 del 22/11/2000, D.L., Rv 217266; Sez. 3, n. 31415 del 15/1/2016, Ganzer, Rv 267518 - 01; Sez. 2, n. 28848 del 8/5/2013, Ciaffoni, Rv 256463 - 01; Sez. 4, n. 18641 del 20/1/2004, Tricorni, Rv 228349 - 01). P.Q.M. Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per prescrizione. Sentenza redatta con motivazio
Sentenza Cassazione n. 17524/2024 — Fons Iuris — Fons Iuris