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CassazionesentenzaSezione 5

Cassazione n. 03089/2024

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ato la seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n.14898/2014 R.G. proposto da : [OSCURATO:PERSONA] S.P.A., in persona del Direttore p.t., rappresentat a e difesa dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], in forza di procura in calce al ricorso ed elettivamente domiciliata presso l’avv. [OSCURATO:PERSONA] I ngenito in Roma al viale delle Milizie n. 34; –ricorrente – contro [OSCURATO:PERSONA] -intimato– avverso la sentenza n. 783 / 12 /201 4 della Commissione tributaria regionale della Campania, sezione staccata di Salerno, pronunciata in data 1 6 dicembre 2013 e pubblicata in data 27 gennaio 201 4, non notificata; IPOTECAdato atto che il pubblico ministero, in persona del sostituto Procuratore generale, dott. [OSCURATO:PERSONA], ha depositato conclusioni scritte per il rigetto del ricorso; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 29 novembre 2023dal consigliere dott. [OSCURATO:PERSONA].

Rilevato che:

1. [OSCURATO:PERSONA] tributaria regionale della Campania, sezione staccata di Salerno, dichiarava inammissibile l’appello contro la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Salerno che aveva accolto il ricorso contro l’iscrizione ipotecaria n. 17107 e le 89 presupposte cartelle di pagamento.

In particolare, la C .

T .

R . evidenziava che l’appellante non aveva provato l’avvenuta notificazione dell’atto di appello mediante l’esibizione della ricevuta di ritorno e pertanto l’appello era inammissibile ai sensi del combinato disposto degli artt. 22 e 53 del d.lgs.n. 546 del 1992. 2 Contro tale decisione propone ricorso [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. affidandosi a settemotivi, illustrati da successiva memoria.

E’ rimasto intimato [OSCURATO:PERSONA], cui il ricorso è stato notificato sia in proprio che nel domicilio eletto presso lo studio dell’avv. [OSCURATO:PERSONA].

La causa è stata fissata per l’adunanza camerale del 27aprile 2023, per la quale il pubblico ministero, in persona del sostituto Procuratore generale, dott. [OSCURATO:PERSONA], ha depositato conclusioni scritte per il rigetto del ricorso, e poi nuovamente per il 29 novembre 2023, previa acquisizione del fascicolo dei gradi di merito.

Considerato che:

1. Con il primo motivo la ricorrente deduce   violazione, errata e falsa interpretazione di norme di diritto in relazione all’art. 360, n. 4 e n. 5 c.p.c. in relazione all’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio, lamentando che la C.T.R. abbia errato nel dichiarare inammissibile l’appello per la mancanza dell’avviso di ricevimento della notificazione dell’appello, regolarmente depositato, anche omettendo di rimettere la causa sul ruolo al fine della produzione.

Con il secondo motivo deduce   violazione, errata e falsa interpretazione di norme di diritto in relazione all’art. 360, n. 4 c.p.c. in relazione alla nullità del ricorso introduttivo.

Col terzo motivo deduce violazione, errata e falsa interpretazione di norme di diritto in relazione all’art. 360, n. 3, n. 4 e n. 5 c.p.c. in relazione all’ammissibilità della domanda.

Col quarto motivo, rubricato nuovamente come n. 3, deduce omessa, contraddittoria e insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversia nonché errata e falsa applicazione dell’art.360, n. 3, 4 e 5 c.p.c. in relazione alla costituzione in giudizio da parte della [OSCURATO:PERSONA] sud s.p.a..

Col quinto motivo, rubricato con il n. 4, deduce omessa, contraddittoria e insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversa nonché errata e falsa applicazione dell’art. 26 d.P.R. 602/73 in relazione all’art. 360 nn. 3, 4,5 c.p.c. alla inammissibilità del ricorso per regolare notifica delle cartelle e della iscrizione di ipoteca.

Col sesto motivo, rubricato al n. 5, deduce violazione delle norme sulla giurisdizione, errata e falsa interpretazione di norme di diritto in in relazione all’art. 360 nn. 3, 4,5 c.p.c. in relazione alla posizione dell’Agente della Riscossione nel processo tributario.

Col settimo motivo deduce   violazione delle norme sulla giurisdizione, errata e falsa interpretazione di norme di diritto in relazione all’art. 360 nn. 3, 4,5 c.p.c. in relazione alla omessa vocatio in iusdei litisconsorti ed improcedibilità della domanda. 2.In via preliminare va osservato che:- per effetto del principio della cd. perpetuatio dell'ufficio di difensore (di cui è espressione l'art. 85 cod. proc. civ.), l'estinzione dell'agente della riscossione [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. e l'automatico subentro ad esso del successore Agenzia delle Entrate-Riscossione, disposti dall'art. 1 del d.l. n. 193 del 2016, conv. con modif. dalla l. n. 225 del 2016, non privano il procuratore della società estinta, che sia già ritualmente costituito nel processo anteriormente alla data della predetta successione, dello ius postulandi e, quindi, della capacità di svolgere attività difensiva nel medesimo grado di giudizio sino alla sua sostituzione (Cass. 3/02/2022, n. 3312), nella specie non avvenuta; -va dichiarata però l’inammissibilità della memoria depositata da Agenzia delle entrate-Riscossione.

Fermo quanto sopra, infatti, l’attività del difensore non sostituito può essere svolta nei confronti del soggetto già formalmente estinto e non rispetto ad un nuovo soggetto, la cui spendita del nome richiede necessariamente un nuovo conferimento della procura, nella specie non indicata nè depositata (Cass. n. 9/01/2024, n. 749; Cass. 18/05/2023, n. 13750; Cass.13/12/2022, n. 36374 in riferimento alla analoga vicenda relativa a [OSCURATO:PERSONA] s.p.a.; Cass. [OSCURATO:DATA_NASCITA], n. 12759); è principio fermo, peraltro , che Agenzia delle entrate Riscossione si avvale dell'Avvocatura dello Stato nei casi previsti come riservati ad essa dalla Convenzione intervenuta (fatte salve le ipotesi di conflitto e, ai sensi dell'art. 43, comma 4, r.d. n. 1611 del 1933, di apposita motivata delibera da adottare in casi speciali e da sottoporre all'organo di vigilanza), oppure ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici (Cass. , Sez.

U., 19/11/2019, n. 30008); e che ilProtocollo 22 giugno 2017 tra l'Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER) e l'Avvocatura Generale dello Stato prevede che il patrocinio della prima davanti alla Corte di cassazione è convenzionalmente affidato alla seconda, salvo il caso di conflitto o di dichiarazione di indisponibilità ad assumerlo, a meno che non intervenga l'apposita motivata delibera dell'Agenzia prevista dal comma 4 dell'art. 43 del r.d. n. 1611 del 1933; ne consegue che, in difetto di tali presupposti, la procura è invalidamente conferita dall'AdER ad un avvocato del libero foro e il ricorso o il controricorso sono dichiarati inammissibili(Cass.20/11/2020, n. 26531); -la presente decisione viene dunque resa allo stato degli atti, fermo restando che i relativi effetti si produrranno nei confronti dell’ente subentrante ex lege secondo quanto previsto dalla normativa supra citata.

3. Il primo motivo, formulato sia ai sensi del n. 4 che del n. 5 dell’art. 360, primo comma, cod. proc. civ.,è infondato.

In disparte la mancata indicazione di alcuna specifica disposizione processualeviolata, dal fascicolo di merito acquisito non emerge infatti la prova del rituale deposito dell’avviso di ricevimento della raccomandata con cui è stato notificato l’atto di appello, il cui deposito o esibizione non risultano attestati né nel ricorso né nel verbale di udienza del 16/12/2013.

Giova precisare,quanto al primo, che in calce al ricorso è indicato il deposito in allegato al medesimo della copia A/R della notifica appello ma che per tale deve evidentemente intendersi la prova dell’avviso attestante la spedizione del ricorso, documenti questi effettivamente presenti agli atti ( ciò emerge anche dalla circostanza che l’atto di appello reca la data del 13/04/2012ed è stato depositato in data 17/04/2012, mentre gli avvisi di ricevimento indicati nel ricorso per cassazione recano le successive date del 18/04/2012 e del 24/04/2012); quanto al verbale di udienza, esso attesta la sola presenza del difensore di [OSCURATO:PERSONA] sud s.p.a. ma non che siano stati prodotti o esibiti documenti.Anche nell’elenco degli atti trasmessi dalla C.T.R. non risulta indicata alcuna produzione ulteriore.

Le risultanze dell’esame del fascicolo processuale sono del resto confermate dalle indicazioni contenute nel motivo di ricorso, nel quale non è indicato con univocità in quale sede processuale siano stati depositati i documenti ritenuti assenti dalla C.T.R., facendosi riferimento, invero molto genericamente, sia ad un deposito contestuale al ricorso che ad una esibizione in udienza.

Correttamente, quindi , il giudice del gravame , in mancanza di prova della ricezione dell’appello, alla luce della mancata costituzione dell’appellato, in assenza di richiesta di rimessione in termini dell’appellante, ha dichiarato la inammissibilità , in conformità al consolidato orientamento di legittimità secondo il quale nel processo tributario, allorché l'atto di appello sia notificato a mezzo del servizio postale (vuoi per il tramite di ufficiale giudiziario, vuoi direttamente ai sensi dell'art. 16 d.lgs. [OSCURATO:DATA_NASCITA], n. 546) e l'appellato non si sia costituito, l'appellante ha l'onere - a pena di inammissibilità del gravame - di produrre in giudizio, prima della discussione, l'avviso di ricevimento attestante l'avvenuta notifica, od in alternativa di chiedere di essere rimesso in termini, ex art. 184 - bis cod. proc. civ., per produrre il suddetto avviso e di essersi attivato per tempo nel richiedere un duplicato all'amministrazione postale, previa dimostrazione di averlo incolpevolmente perduto (Cass14/04/2008, n. 9769; Cass. 01/10/2015, n. 19623; Cass. 1/10/2018, n. 23793) Nel resto, il motivo è inammissibile laddove configura una generica critica all’operato dei giudici di appello che, nutrendo dubbi sulla completezza della notifica, avrebbero dovuto rimettere la causa sul ruolo invitando il ricorrente a depositare gli originali degli avvisi di ricevimento, in considerazione della delicatezza e importanza della questione.4.

I motivi dal secondo al settimo sonotutti inammissibili in quanto la ricorrente con essi in realtà ripropone le censure mosse in appello alla sentenza di primo grado, censure che risultano assorbite dall’avvenuta dichiarazione di inammissibilità dell‘appello, peraltro confermata in questa sede.

Tali considerazioni valgono anche per il settimo motivo, con cui la ricorrente deduce il difetto di integrità del contraddittorio in ragione della reale qualificazione dell’oggetto della domanda, censura che attiene a questioni da esaminare solo ove l’appello fosse stato ammissibile.Il rilievo di tale profilo, infatti, presuppone che, riguardo all’appello di [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. non fosse fondata l a pronuncia di inammissibilità dell’appello(Cass., Sez.

U., [OSCURATO:DATA_NASCITA], n. 13452).

5. Al rigetto non segue condanna alle spese, non avendo l’intimato svolto attività difensiva.

P.Q.M. rigetta il ricorso.

Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall’art. 1, comma 17 della l. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., dell’ulteriore impo

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
ato la seguente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n.14898/2014 R.G. proposto da : [OSCURATO:PERSONA] S.P.A., in persona del Direttore p.t., rappresentat a e difesa dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], in forza di procura in calce al ricorso ed elettivamente domiciliata presso l’avv. [OSCURATO:PERSONA] I ngenito in Roma al viale delle Milizie n. 34; –ricorrente – contro [OSCURATO:PERSONA] -intimato– avverso la sentenza n. 783 / 12 /201 4 della Commissione tributaria regionale della Campania, sezione staccata di Salerno, pronunciata in data 1 6 dicembre 2013 e pubblicata in data 27 gennaio 201 4, non notificata; IPOTECAdato atto che il pubblico ministero, in persona del sostituto Procuratore generale, dott. [OSCURATO:PERSONA], ha depositato conclusioni scritte per il rigetto del ricorso; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 29 novembre 2023dal consigliere dott. [OSCURATO:PERSONA]. Rilevato che: 1. [OSCURATO:PERSONA] tributaria regionale della Campania, sezione staccata di Salerno, dichiarava inammissibile l’appello contro la sentenza della Commissione tributaria provinciale di Salerno che aveva accolto il ricorso contro l’iscrizione ipotecaria n. 17107 e le 89 presupposte cartelle di pagamento. In particolare, la C . T . R . evidenziava che l’appellante non aveva provato l’avvenuta notificazione dell’atto di appello mediante l’esibizione della ricevuta di ritorno e pertanto l’appello era inammissibile ai sensi del combinato disposto degli artt. 22 e 53 del d.lgs.n. 546 del 1992. 2 Contro tale decisione propone ricorso [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. affidandosi a settemotivi, illustrati da successiva memoria. E’ rimasto intimato [OSCURATO:PERSONA], cui il ricorso è stato notificato sia in proprio che nel domicilio eletto presso lo studio dell’avv. [OSCURATO:PERSONA]. La causa è stata fissata per l’adunanza camerale del 27aprile 2023, per la quale il pubblico ministero, in persona del sostituto Procuratore generale, dott. [OSCURATO:PERSONA], ha depositato conclusioni scritte per il rigetto del ricorso, e poi nuovamente per il 29 novembre 2023, previa acquisizione del fascicolo dei gradi di merito. Considerato che: 1. Con il primo motivo la ricorrente deduce   violazione, errata e falsa interpretazione di norme di diritto in relazione all’art. 360, n. 4 e n. 5 c.p.c. in relazione all’omesso esame circa un fatto decisivo per il giudizio, lamentando che la C.T.R. abbia errato nel dichiarare inammissibile l’appello per la mancanza dell’avviso di ricevimento della notificazione dell’appello, regolarmente depositato, anche omettendo di rimettere la causa sul ruolo al fine della produzione. Con il secondo motivo deduce   violazione, errata e falsa interpretazione di norme di diritto in relazione all’art. 360, n. 4 c.p.c. in relazione alla nullità del ricorso introduttivo. Col terzo motivo deduce violazione, errata e falsa interpretazione di norme di diritto in relazione all’art. 360, n. 3, n. 4 e n. 5 c.p.c. in relazione all’ammissibilità della domanda. Col quarto motivo, rubricato nuovamente come n. 3, deduce omessa, contraddittoria e insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversia nonché errata e falsa applicazione dell’art.360, n. 3, 4 e 5 c.p.c. in relazione alla costituzione in giudizio da parte della [OSCURATO:PERSONA] sud s.p.a.. Col quinto motivo, rubricato con il n. 4, deduce omessa, contraddittoria e insufficiente motivazione su un punto decisivo della controversa nonché errata e falsa applicazione dell’art. 26 d.P.R. 602/73 in relazione all’art. 360 nn. 3, 4,5 c.p.c. alla inammissibilità del ricorso per regolare notifica delle cartelle e della iscrizione di ipoteca. Col sesto motivo, rubricato al n. 5, deduce violazione delle norme sulla giurisdizione, errata e falsa interpretazione di norme di diritto in in relazione all’art. 360 nn. 3, 4,5 c.p.c. in relazione alla posizione dell’Agente della Riscossione nel processo tributario. Col settimo motivo deduce   violazione delle norme sulla giurisdizione, errata e falsa interpretazione di norme di diritto in relazione all’art. 360 nn. 3, 4,5 c.p.c. in relazione alla omessa vocatio in iusdei litisconsorti ed improcedibilità della domanda. 2.In via preliminare va osservato che:- per effetto del principio della cd. perpetuatio dell'ufficio di difensore (di cui è espressione l'art. 85 cod. proc. civ.), l'estinzione dell'agente della riscossione [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. e l'automatico subentro ad esso del successore Agenzia delle Entrate-Riscossione, disposti dall'art. 1 del d.l. n. 193 del 2016, conv. con modif. dalla l. n. 225 del 2016, non privano il procuratore della società estinta, che sia già ritualmente costituito nel processo anteriormente alla data della predetta successione, dello ius postulandi e, quindi, della capacità di svolgere attività difensiva nel medesimo grado di giudizio sino alla sua sostituzione (Cass. 3/02/2022, n. 3312), nella specie non avvenuta; -va dichiarata però l’inammissibilità della memoria depositata da Agenzia delle entrate-Riscossione. Fermo quanto sopra, infatti, l’attività del difensore non sostituito può essere svolta nei confronti del soggetto già formalmente estinto e non rispetto ad un nuovo soggetto, la cui spendita del nome richiede necessariamente un nuovo conferimento della procura, nella specie non indicata nè depositata (Cass. n. 9/01/2024, n. 749; Cass. 18/05/2023, n. 13750; Cass.13/12/2022, n. 36374 in riferimento alla analoga vicenda relativa a [OSCURATO:PERSONA] s.p.a.; Cass. [OSCURATO:DATA_NASCITA], n. 12759); è principio fermo, peraltro , che Agenzia delle entrate Riscossione si avvale dell'Avvocatura dello Stato nei casi previsti come riservati ad essa dalla Convenzione intervenuta (fatte salve le ipotesi di conflitto e, ai sensi dell'art. 43, comma 4, r.d. n. 1611 del 1933, di apposita motivata delibera da adottare in casi speciali e da sottoporre all'organo di vigilanza), oppure ove vengano in rilievo questioni di massima o aventi notevoli riflessi economici (Cass. , Sez. U., 19/11/2019, n. 30008); e che ilProtocollo 22 giugno 2017 tra l'Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER) e l'Avvocatura Generale dello Stato prevede che il patrocinio della prima davanti alla Corte di cassazione è convenzionalmente affidato alla seconda, salvo il caso di conflitto o di dichiarazione di indisponibilità ad assumerlo, a meno che non intervenga l'apposita motivata delibera dell'Agenzia prevista dal comma 4 dell'art. 43 del r.d. n. 1611 del 1933; ne consegue che, in difetto di tali presupposti, la procura è invalidamente conferita dall'AdER ad un avvocato del libero foro e il ricorso o il controricorso sono dichiarati inammissibili(Cass.20/11/2020, n. 26531); -la presente decisione viene dunque resa allo stato degli atti, fermo restando che i relativi effetti si produrranno nei confronti dell’ente subentrante ex lege secondo quanto previsto dalla normativa supra citata. 3. Il primo motivo, formulato sia ai sensi del n. 4 che del n. 5 dell’art. 360, primo comma, cod. proc. civ.,è infondato. In disparte la mancata indicazione di alcuna specifica disposizione processualeviolata, dal fascicolo di merito acquisito non emerge infatti la prova del rituale deposito dell’avviso di ricevimento della raccomandata con cui è stato notificato l’atto di appello, il cui deposito o esibizione non risultano attestati né nel ricorso né nel verbale di udienza del 16/12/2013. Giova precisare,quanto al primo, che in calce al ricorso è indicato il deposito in allegato al medesimo della copia A/R della notifica appello ma che per tale deve evidentemente intendersi la prova dell’avviso attestante la spedizione del ricorso, documenti questi effettivamente presenti agli atti ( ciò emerge anche dalla circostanza che l’atto di appello reca la data del 13/04/2012ed è stato depositato in data 17/04/2012, mentre gli avvisi di ricevimento indicati nel ricorso per cassazione recano le successive date del 18/04/2012 e del 24/04/2012); quanto al verbale di udienza, esso attesta la sola presenza del difensore di [OSCURATO:PERSONA] sud s.p.a. ma non che siano stati prodotti o esibiti documenti.Anche nell’elenco degli atti trasmessi dalla C.T.R. non risulta indicata alcuna produzione ulteriore. Le risultanze dell’esame del fascicolo processuale sono del resto confermate dalle indicazioni contenute nel motivo di ricorso, nel quale non è indicato con univocità in quale sede processuale siano stati depositati i documenti ritenuti assenti dalla C.T.R., facendosi riferimento, invero molto genericamente, sia ad un deposito contestuale al ricorso che ad una esibizione in udienza. Correttamente, quindi , il giudice del gravame , in mancanza di prova della ricezione dell’appello, alla luce della mancata costituzione dell’appellato, in assenza di richiesta di rimessione in termini dell’appellante, ha dichiarato la inammissibilità , in conformità al consolidato orientamento di legittimità secondo il quale nel processo tributario, allorché l'atto di appello sia notificato a mezzo del servizio postale (vuoi per il tramite di ufficiale giudiziario, vuoi direttamente ai sensi dell'art. 16 d.lgs. [OSCURATO:DATA_NASCITA], n. 546) e l'appellato non si sia costituito, l'appellante ha l'onere - a pena di inammissibilità del gravame - di produrre in giudizio, prima della discussione, l'avviso di ricevimento attestante l'avvenuta notifica, od in alternativa di chiedere di essere rimesso in termini, ex art. 184 - bis cod. proc. civ., per produrre il suddetto avviso e di essersi attivato per tempo nel richiedere un duplicato all'amministrazione postale, previa dimostrazione di averlo incolpevolmente perduto (Cass14/04/2008, n. 9769; Cass. 01/10/2015, n. 19623; Cass. 1/10/2018, n. 23793) Nel resto, il motivo è inammissibile laddove configura una generica critica all’operato dei giudici di appello che, nutrendo dubbi sulla completezza della notifica, avrebbero dovuto rimettere la causa sul ruolo invitando il ricorrente a depositare gli originali degli avvisi di ricevimento, in considerazione della delicatezza e importanza della questione.4. I motivi dal secondo al settimo sonotutti inammissibili in quanto la ricorrente con essi in realtà ripropone le censure mosse in appello alla sentenza di primo grado, censure che risultano assorbite dall’avvenuta dichiarazione di inammissibilità dell‘appello, peraltro confermata in questa sede. Tali considerazioni valgono anche per il settimo motivo, con cui la ricorrente deduce il difetto di integrità del contraddittorio in ragione della reale qualificazione dell’oggetto della domanda, censura che attiene a questioni da esaminare solo ove l’appello fosse stato ammissibile.Il rilievo di tale profilo, infatti, presuppone che, riguardo all’appello di [OSCURATO:PERSONA] s.p.a. non fosse fondata l a pronuncia di inammissibilità dell’appello(Cass., Sez. U., [OSCURATO:DATA_NASCITA], n. 13452). 5. Al rigetto non segue condanna alle spese, non avendo l’intimato svolto attività difensiva. P.Q.M. rigetta il ricorso. Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, inserito dall’art. 1, comma 17 della l. n. 228 del 2012, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., dell’ulteriore impo
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