CassazionesentenzaSezione 7Decisione del 16 giugno 2023
Cassazione n. 29787/2023
Testo disponibile della fonte
Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 19/09/2022 della CORTE APPELLO di MESSINAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; OSSERVA ritenuto che il motivo di ricorso proposto nell'interesse di [OSCURATO:PERSONA] il quale si contesta la correttezza della motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità per il reato di cui all'art. 336 cod. pen. non è consentito in sede di legittimità perché solo formalmente deduce l'erronea applicazione della legge/\r1Fi -ealtyyropone una lettura alternativa dei fatti e del ,materiale probatorio; considerato che in ordine alla idoneità della minaccia diretta al Sindaco e finalizzata ad ottenere la revoca del provvedimento adottato nei confronti di [OSCURATO:PERSONA] la motivazione resa è congrua e fondata sulla convergenza delle dichiarazioni del denunciante, che aveva percepito la condotta del Giunta come minaccia, del cugino del Sindaco e del teste Pappalardo (pag. 5-6, ove si chiarisce che la minaccia aveva ad oggetto problematiche edilizie, quali l'abitabilità della villa della persona offesa); ritenuto, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma in favore della cassa delle ammende, che si stima equo determinare in euro tremila. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende. Così deciso il 16 giugno 2023 Il consiglier estensore Il Presidente