CassazionesentenzaSezione 1
Cassazione n. 00065/2023
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
[OSCURATO:PERSONA] Consigliere ORDINANZA sul ricorso13828/2017 proposto da: [OSCURATO:PERSONA] spa-Unione di [OSCURATO:PERSONA] per il [OSCURATO:SOCIETA], elettivamente domiciliata in Roma presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] che la rappresenta e difende unitamente all'avvocato [OSCURATO:PERSONA] -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliata in Roma presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] che la rappresenta e difende -controricorrente – nonchè contro [OSCURATO:PERSONA] 13828/17UBI Factor –ASLRoma 2 Est. Cons. [OSCURATO:PERSONA] 2, elettivamente domiciliata in Roma presso lo studio dell’avvocato [OSCURATO:PERSONA] che larappresenta e difende - controricorrente - avverso la sentenza della sentenza della CORTE D'APPELLO di ROMAn.7182/2016 depositata il 29/11/2016; udita la relazione della causa svolta all'adunanza non partecipata del 19/12/2022 dal Cons. Dott. [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] 1. [OSCURATO:SOCIETA]. ricorre per cassazione avverso l'epigrafata sentenza con la quale la Corte d'Appello di Roma ha respinto la domanda proposta dalla medesima al fine di conseguire, in relazione ai crediti cedutigli da [OSCURATO:SOCIETA]. a fronte delle prestazioni da questa rese in convenzione con il SSN, il riconoscimento degli interessi moratori nella misura stabilita dal d.lgs. 9 ottobre 2001, n. 231. La Corte territoriale è pervenuta alla decisione in contestazione, richiamando il disposto dell'art. 11 d.lgs. 231/2002 – secondo cui le disposizioni recate dal citato decreto non si applicano ai contratti stipulati prima dell'[OSCURATO:DATA_NASCITA] –, di guisa che, risalendo l'accordo di convenzionamento a suo tempo intercorso con la cessionaria a data antecedente all'[OSCURATO:DATA_NASCITA], le disposizioni di maggior favore in punto di interessi moratori introdotte dal d.lgs. 231/2002 si rendono inapplicabili nella specie. Il mezzo azionato dalla ricorrente si vale di due motivi seguiti da memoria, ai quali resistono l'ASL con controricorso e l'[OSCURATO:PERSONA] "[OSCURATO:PERSONA] –Addolorata" con controricorso e memoria. [OSCURATO:PERSONA] 2. Con il primo motivo di ricorso si argomenta, in relazione al denegato riconoscimento degli interessi moratori secondo le previsioni del d.lgs. 231/2002, l'erroneità del ragionamento decisorio RG 13828/17UBI Factor –ASLRoma 2 Est. Cons. Marulli nell'aver identificato nell'originario regime convenzionale il momento in cui è sorto il rapporto tra la cedente ed il SSN, nonché la violazione dell'art. 11 d.lgs. 231/2002, del d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 502, della l. 23 dicembre 1994, n. 724, della l. reg. Lazio3 marzo 2003, n. 4 e degli artt. 1321 e segg. cod. civ.anche in relazione alle delibere tariffarie della Gi unta regionale del Lazio n. 2591/2000 e 583/2002 con riferimento all'art. 1362 cod. civ. in tema di interpretazione degli atti amministrativi. Si sostiene, in breve, che la Corte d'Appello sarebbe caduta in errore nel disconoscere gli interessi reclamati in ragione della risalenza del convenzionamento a prima del'[OSCURATO:DATA_NASCITA], perché in tal modo aveva applicato la norma al rapporto e non al contratto, non aveva considerato che nel regime del preaccreditamento o dell'accreditamento provvisorio era sempre riconoscibile una previa intesa contrattuale , aveva ritenuto rilevante la data di convenzionamento in tal modo identificando nel momento concessorio il momento contrattuale, non aveva tenuto conto della natura continuativa del rapporto, che impedisce di distinguere tra prima e dopo l'[OSCURATO:DATA_NASCITA] e rende possibile applicare le disposizioni vigenti al tempo della prestazione ed, ancora, del fatto che il diritto di credito sorge nel momento della prestazione in favore del'utente ed avrebbe dovuto applicare le norme regionali che prevedono l'accreditamento provvisorio di tutte le strutture già convenzionate. 3. Con il secondo motivo di ricorso si argomenta, sempre in relazione al capo della decisione impugnata già censurato con il primo motivo, la nullità del sentenza per aver la Corte d'Appello argomentato in modo contraddittorio ed insufficiente le ragioni per le quali il momento concessorio sarebbe stato ritenuto rilevante ai fini di determinare la debenza o meno degli interessi ex d.lgs. 231/2002, nonché per omessa argomentazione a sostegno del decisumin punto all'equiparazione tra rapporto e contratto ai fini dell'applicabilità RG 13828/17UBI Factor –ASLRoma 2 Est. Cons. Marulli dell'art. 11 d.lgs. 231/2002. Si sostiene in breve che l'errore interpretativo in cui è incorsa la Cort e d'Appello nel negare gli interessi ex d.lgs. 231/2002 non può non riverberare che in un radicale vizio motivazionale, giacché gli argomenti da essa sviluppati per individuare nel momento concessorio il momento identificativo del sorgere del contratto, che così viene ad essere colloca to in un momento antecedente all'entrata in vigore del d.lgs. 231/2002, sono tali da non permettere di individuare le motivazioni sottostanti avendo il decidente liquidato l'argomento sull'insufficiente ovvero contraddittoria deduzione della decisività del momento concessorio, che ha riguardo invece al solo trasferimento di potestà dal pubblico al privato. 4. Entrambi i motivi, scrutinabili congiuntamente in quanto strettamente avvinti, sono infondati e non meritano perciò seguito. 5. Come visto la Corte decidente ha motivato l'impugnato diniego sulla considerazione che, stante il dettato dell'art. 11 d.lgs. 231/2002, che rende applicabili le disposizioni introdotte con il decreto ai contratti stipulati dopo l'[OSCURATO:DATA_NASCITA], le predette disposizioni non si applichino nel caso di specie, giacché il rapporto di convenzionamento, ossia il contratto, da cui scaturivano gli accessori reclamati e alla cui data di stipulazione si lega , appunto, l'applicazione della disciplina "europea" degli interessi, era sorto in data antecedente all'[OSCURATO:DATA_NASCITA] e, più esattamente, in base alla convenzione stipulata tra la cedente e la Regione Lazio e recepita da quest'ultima con DGR 355 del 15.2.2000. L'assunto così enunciato, lungi dall'essere inficiato dalle contestazioni ricorrenti, poiché è nel convenzionamento a suo tempo intervenuto che la Corte d'Appello ha individuato il momento rispetto al quale stabilire o meno se decorrano gli interessi di mora nella misura indicata dal d.l.gs. 231/2002 –momento rispetto al quale, anche nel RG 13828/17UBI Factor –ASLRoma 2 Est. Cons. Marulli regime antecedente alla novellazione operata dal d.lgs. 502/2002, il momento concessorio costituisce un accadimento antecedente nella sequenza procedimentale che sfocia nella stipulazione della convenzione – riflet te esattamente il pensiero di questa Corte nella materia in scrutinio. Questa Corte ha, infatti, già enunciato, ripetutamente, anche a SS.UU. (Cass., Sez. U, 20/11/2020, n. 26496), che nell'assetto impresso alla materia dalla riforma attuata con il d.lgs. 502/1992 e, vieppiù, a seguito della legislazione regionale che alla riforma ha dato concreta attuazione in ambito territoriale (per la Regione Lazio appunto la richiamata l. reg. 4/2003), si determina nella regolazione del rapporto tra la P.A. ed i soggetti privati che per conto della prima eroghino in favore della generalità degli utenti prestazioni di natura sanitaria, una sequenza operativa che una dottrina amministrativa ha definito come il regime delle "3 A", basandosi essa su tre distinti atti: l'autorizzazione, al cui rilascio è preposta la Regione previa verifica che l'attività autorizzanda soddisfi "requisiti minimi, strutturali, tecnologici e organizzativi stabiliti con atto di indirizzo e coordinamento ai sensi dell'articolo 8 della legge 15 marzo 1997, n. 59, sulla base dei princìpi e criteri direttivi previsti dall'articolo 8, comma 4, del presente decreto"; l'accreditamento istituzionale, che "è rilasciato dalla regione alle strutture autorizzate, pubbliche o private ed ai professionisti che ne facciano richiesta, nonché alle organizzazioni pubbliche e private autorizzate per l'erogazione di cure domiciliari, subordinatamente alla loro rispondenza ai requisiti ulteriori di qualificazione, alla loro funzionalità rispetto agli indirizzi di programmazione regionale e alla verifica positiva dell'attività svolta e dei risultati raggiunti" e che segna l'ingresso della struttura nel sistema sanitario nazionale nella forma della concessione di pubblico servizio; e l'accordo contrattuale che la regione accreditante stipula RG 13828/17UBI Factor –ASLRoma 2 Est. Cons. Marulli con la struttura accredita e che ha, tra l'altro, il compito di indicare "gli obiettivi di salute e i programmi di integrazione dei servizi", "il volume massimo di prestazioni che le strutture presenti nell'ambito territoriale della medesima unità sanitaria locale, si impegnano ad assicurare", "i req uisiti del servizio da rendere" e " il corrispettivo preventivato a fronte dell'attività concordate". Si è precisato a questo riguardo che «la sequenza delle cosiddette 3 A - autorizzazione, accreditamento, accordo - approda proprio alla stipulazione tra l'ente pubblico accreditante e il soggetto accreditato di quello che, se l'accreditato è un soggetto privato, si qualifica e assume la forma di un contratto, nel quale, seppure tenendo conto della programmazione regionale e delle relative delibere della Giunta regionale, quelle che sono così diventate le parti di un negozio bilaterale determinano il contenuto degli obblighi che l'accreditato assume a favore degli utenti del servizio sanitario regionale nonché il conseguente corrispettivo che l'ente pubblico a sua volta si obbliga a pagargli» (Cass., Sez. III, 4/07/2016, n. 14349). In ciò si rende agevolmente riconoscibile, per il f atto che si tratta, dunque, di un contratto tra un'impresa e una pubblica amministrazione che comporta la prestazione di servizi a fronte del pagamento di un prezzo, la "transazione commerciale" di cui è menzione nell’art. 2 d.lgs. 231/2002, sicché , con riguardo al problema che ne occupa,se ne tratta la conclusione – tenuto conto di quanto al riguardo dispone l’art. 11 d.lgs. 231/2002– che nel caso di prestazioni sanitarie erogate, in favore dei fruitori del servizio, da strutture private preaccreditate con lo Stato, il diritto di queste ultime a vedersi corrispondere gli interessi di mora, nella misura prevista dal d.lgs. n. 231 del 2002, sorge soltanto qualora, in data successiva all'8 agosto 2002, sia stato concluso, tra l'Ente pubblico competente e la struttura, un contratto avente forma scritta a pena RG 13828/17UBI Factor –ASLRoma 2 Est. Cons. Marulli di nullità, con il quale l'Ente abbia assunto l'obbligo, nei confronti della struttura privata, di retribuire, alle condizioni e nei limiti ivi indicati, determinate prestazioni dicura da essa erogate (Cass., Sez. III, 2/07/19, n. 17665). E dunque bene ha fatto il decidente del grado, rilevando che il rapporto era sorto nella specie in data antecedente a quella indicata dal citato art. 11 d.lgs. 231/2002, a d escludere la debenza degli interessi di mora nella misura reclamata. 6. Il ricorso va dunque respinto. 7. Le spese seg uono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo. Ove dovuto sussistono i presupposti per il raddoppio a carico della ricorrente del contributo unificato ai sensi del dell'art. 13, comma 1 - quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115. P.Q.M. Respinge il ricorso e condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del presente giudizio che liquida in favore del'[OSCURATO:PERSONA] 2 in euro 10900,00, di cui euro 200,00 per esborsi, oltre al 15% per spese generali ed accessori di legge ed in favore dell'[OSCURATO:PERSONA] "[OSCURATO:PERSONA] – Addolorata" in euro 1 5 8 00,00, di cui euro 200,00 per esborsi, oltre al 15% per spese generali ed accessori di legge Ai sensi del dell'art.13, comma 1- quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115 dichiara la sussistenza dei presupposti per il versamento da parte della ricorrente, ove dovuto, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a qu