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Corte costituzionalesentenza

Corte costituzionale n. 65/1987

ECLI:IT:COST:1987:65
Testo integrale del provvedimento

Testo integrale del provvedimento

Il 28 aprile 1975 i segretari provinciali delle F.I.B. - C.I.S.L., F.I.D.A.C. - C.G.I.L., U.I.B. - U.I.L. ricorrevano al Pretore di Pisa, ai sensi dell'art. 28 Statuto dei lavoratori (legge n. 300/70) chiedendo che fosse dichiarato nullo il trasferimento di [OSCURATO:PERSONA], dirigente di R.A.S., disposto dal Monte dei Paschi di Siena, dalla filiale di S. Giuliano a quella di Pescia, in quanto privo del nulla osta della competente associazione sindacale, prescritto dall'art. 22 dello Statuto dei lavoratori. [OSCURATO:PERSONA] con decreto accoglieva la domanda.

Si opponeva il Monte dei Paschi di Siena sostenendo che dovevano essere applicate le limitazioni numeriche di cui all'art. 23 dello stesso Statuto.

Il Tribunale di Siena rigettava l'opposizione.

Appellava il Monte dei Paschi di Siena.

La Corte d'Appello di Firenze, con l'ordinanza in epigrafe, sollevava questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 citato in quanto non potevano trovare applicazione le limitazioni numeriche di cui all'art. 23 trattandosi di due diverse fattispecie e la norma così interpretata violava l'art. 41 Cost.

Invero, i trasferimenti potevano essere bloccati in toto mediante la nomina a dirigente delle R.A.S. di tutti i dipendenti e mediante il diniego dei nulla-osta, di guisa che risultava annullato il potere di organizzazione dell'azienda garantito all'imprenditore dall'art. 41 Cost.

L'ordinanza veniva regolarmente pubblicata e comunicata. [OSCURATO:PERSONA] dei Paschi di Siena, costituitosi in giudizio, si riservava memoria illustrativa.

Il Presidente del Consiglio dei ministri interveniva a mezzo dell'Avvocatura dello Stato la quale sosteneva la infondatezza della questione perché la norma censurata andava interpretata nel senso della estensione anche alla fattispecie delle limitazioni numeriche previste dall'art. 23 dello Statuto dei lavoratori per identità di ratio ed inoltre la fraudolenta estensione della nomina a dirigente delle R.A.S. poteva essere repressa mediante le norme sui negozi fraudolenti ed illeciti.

Nell'imminenza dell'udienza il Monte dei Paschi di Siena presentava memoria nella quale condivideva le argomentazioni dell'Avvocatura dello Stato ed, in alternativa, sosteneva la fondatezza della questione in quanto non potevano trovare applicazione le norme sui contratti fraudolenti e sulla simulazione.

1. - La Corte di Appello di Firenze dubita della legittimità costituzionale dell'art. 22 dello Statuto dei lavoratori (l. n. 300/70) interpretato nel senso che ai trasferimenti dei dirigenti delle R.A.S. ivi previsti non si applicano le limitazioni numeriche di cui al successivo art. 23 che regola i permessi retribuiti, sicché risulterebbe violato l'art. 41 Cost. in quanto la mancanza di limitazioni renderebbe del tutto nullo il potere di organizzazione dell'azienda garantito all'imprenditore.

2. - La questione è inammissibile.

Invero, l'ordinanza di remissione non contiene alcuna motivazione sulla rilevanza.

La Corte remittente si è limitata ad affermarne apoditticamente l'esistenza ma non ha minimamente accennato al numero dei dirigenti R.A.S. esistenti presso la filiale di appartenenza del trasferito.

Detto accertamento era necessario ed indispensabile ai fini della verifica della concreta ed effettiva operatività dell'eventuale limitazione numerica di cui all'art. 23 dello Statuto dei lavoratori.

P.Q.M.

per questi motivi

[OSCURATO:PERSONA]

dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge 20 maggio 1970 n. 300 (Statuto dei lavoratori), sollevata, in riferimento all'art. 41 Cost., dalla Corte di Appello di Firenze con l'ordinanza in epigrafe.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte Costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 febbraio 1987.

Il Presidente: [OSCURATO:PERSONA]

[OSCURATO:PERSONA]: GRECO

Depositata in cancelleria il 2 marzo 1987. Il direttore della cancelleria: VITALE

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
Il 28 aprile 1975 i segretari provinciali delle F.I.B. - C.I.S.L., F.I.D.A.C. - C.G.I.L., U.I.B. - U.I.L. ricorrevano al Pretore di Pisa, ai sensi dell'art. 28 Statuto dei lavoratori (legge n. 300/70) chiedendo che fosse dichiarato nullo il trasferimento di [OSCURATO:PERSONA], dirigente di R.A.S., disposto dal Monte dei Paschi di Siena, dalla filiale di S. Giuliano a quella di Pescia, in quanto privo del nulla osta della competente associazione sindacale, prescritto dall'art. 22 dello Statuto dei lavoratori. [OSCURATO:PERSONA] con decreto accoglieva la domanda. Si opponeva il Monte dei Paschi di Siena sostenendo che dovevano essere applicate le limitazioni numeriche di cui all'art. 23 dello stesso Statuto. Il Tribunale di Siena rigettava l'opposizione. Appellava il Monte dei Paschi di Siena. La Corte d'Appello di Firenze, con l'ordinanza in epigrafe, sollevava questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 citato in quanto non potevano trovare applicazione le limitazioni numeriche di cui all'art. 23 trattandosi di due diverse fattispecie e la norma così interpretata violava l'art. 41 Cost. Invero, i trasferimenti potevano essere bloccati in toto mediante la nomina a dirigente delle R.A.S. di tutti i dipendenti e mediante il diniego dei nulla-osta, di guisa che risultava annullato il potere di organizzazione dell'azienda garantito all'imprenditore dall'art. 41 Cost. L'ordinanza veniva regolarmente pubblicata e comunicata. [OSCURATO:PERSONA] dei Paschi di Siena, costituitosi in giudizio, si riservava memoria illustrativa. Il Presidente del Consiglio dei ministri interveniva a mezzo dell'Avvocatura dello Stato la quale sosteneva la infondatezza della questione perché la norma censurata andava interpretata nel senso della estensione anche alla fattispecie delle limitazioni numeriche previste dall'art. 23 dello Statuto dei lavoratori per identità di ratio ed inoltre la fraudolenta estensione della nomina a dirigente delle R.A.S. poteva essere repressa mediante le norme sui negozi fraudolenti ed illeciti. Nell'imminenza dell'udienza il Monte dei Paschi di Siena presentava memoria nella quale condivideva le argomentazioni dell'Avvocatura dello Stato ed, in alternativa, sosteneva la fondatezza della questione in quanto non potevano trovare applicazione le norme sui contratti fraudolenti e sulla simulazione. 1. - La Corte di Appello di Firenze dubita della legittimità costituzionale dell'art. 22 dello Statuto dei lavoratori (l. n. 300/70) interpretato nel senso che ai trasferimenti dei dirigenti delle R.A.S. ivi previsti non si applicano le limitazioni numeriche di cui al successivo art. 23 che regola i permessi retribuiti, sicché risulterebbe violato l'art. 41 Cost. in quanto la mancanza di limitazioni renderebbe del tutto nullo il potere di organizzazione dell'azienda garantito all'imprenditore. 2. - La questione è inammissibile. Invero, l'ordinanza di remissione non contiene alcuna motivazione sulla rilevanza. La Corte remittente si è limitata ad affermarne apoditticamente l'esistenza ma non ha minimamente accennato al numero dei dirigenti R.A.S. esistenti presso la filiale di appartenenza del trasferito. Detto accertamento era necessario ed indispensabile ai fini della verifica della concreta ed effettiva operatività dell'eventuale limitazione numerica di cui all'art. 23 dello Statuto dei lavoratori. P.Q.M. per questi motivi [OSCURATO:PERSONA] dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale dell'art. 22 della legge 20 maggio 1970 n. 300 (Statuto dei lavoratori), sollevata, in riferimento all'art. 41 Cost., dalla Corte di Appello di Firenze con l'ordinanza in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte Costituzionale, Palazzo della Consulta, il 25 febbraio 1987. Il Presidente: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA]: GRECO Depositata in cancelleria il 2 marzo 1987. Il direttore della cancelleria: VITALE
Sentenza Corte costituzionale n. 65/1987 — Fons Iuris — Fons Iuris