CassazionesentenzaSezione 2
Cassazione n. 23242/2025
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
ronunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] DI CATANZAROnel procedimento a carico di: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del TRIBUNALEdi CATANZAROudita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; lette/sentite le conclusioni del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale RAFFAELE GARGIULOche ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso; lette le conclusioni del difensore di [OSCURATO:PERSONA], Avv.[OSCURATO:PERSONA], che ha chiesto dichiararsi inammissibile o in subordine infondato il ricorso. [OSCURATO:PERSONA] 1. I l Pubblico Ministero presso il Tribunale di Ca tanzaro - [OSCURATO:PERSONA],ricorre per cassazione avverso l’ordinanza del Tribunale di Catanzaro che, decidendo quale giudice di rinvio a seguito di rinvio disposto dalla sentenza di questa Corte, Sesta sezione penale, n. 44086/24, aveva annullato l’ordinanza con la quale a [OSCURATO:PERSONA] (attualmente in stato di libertà) , indagato per il reato di cui all’art. 416-ter cod. pen., era stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari. 1.1.Al riguardo, il p ubblico m inistero osserva che il Tribunale di Catanzaro si era posto in palese contrasto con i giudicati cautelari relativi alle posizioni di altri coimputati, adottando una motivazione illogica e contraddittoria nel confrontarsi con gli elementi indiziari sopravvenuti, quali le dichiarazioni di [OSCURATO:PERSONA]; l’asserzione del Tribunale secondo cui le dichiarazioni di Iervasi erano generiche e mere supposizioni del propalante era palesemente illogica e smentita dal tenore delle dichiarazioni; Iervasi aveva precisato che Scalzi aveva potuto raccogliere i voti perché personaggio temuto, in quanto era stato in carcere con [OSCURATO:PERSONA], riguardo al quale il Tribunale non aveva analizzato, come invece aveva chiesto questa Corte, l’importanza della omonima cosca e la sua capacità di intimidazione sul territorio ([OSCURATO:PERSONA] era stato ritenutoai vertici di [OSCURATO:PERSONA] esecondo solo a [OSCURATO:PERSONA] ) . 1.2. Era apodittica anche la considerazione del Tribunale secondo la quale “neanche si precisa perché Masino si sarebbe dovuto rivolgere allo stesso Iervasi per ottenere le somme di denaro che reclamava dai politici, se avesse avuto realmente tale forza intimidatrice sul territorio di Cerva”: per come emerso, erano gli amministratori del Comune di Cerva che si erano rivolti a Iervasi per cercare la sua protezione tanto che successivamente Scalzi aveva proposto un lavoro alla figliastra di Iervasi per dimostrare la sua riconoscenza. [OSCURATO:PERSONA] 1.Il ricorso è inammissibile. 2. Si deve infatti ribadire che il controllo di legittimità relativo ai provvedimenti de libertate, secondo giurisprudenza consolidata, è circoscritto all'esame del contenuto dell'atto impugnato per verificare, da un lato, le ragioni giuridiche che lo hanno determinato e, dall'altro, la assenza di illogicità evidenti, ossia la congruità delle argomentazioni rispetto al fine giustificativo del provvedimento (cfr., tra le tante, Sez. 2, n. 56 del 07/12/2011, dep. 2012, Siciliano, Rv. 251760-01). La sussistenza o meno dei gravi indizi di colpevolezza exart. 273 cod. proc. pen., è, pertanto, rilevabile in cassazione soltanto se si traduce nella violazione di specifiche norme di legge o in mancanza o manifesta illogicità della motivazione, risultante dal testo del provvedimento impugnato: il controllo di legittimità, in particolare, non riguarda nè la ricostruzione dei fatti, nè l'apprezzamento del giudice di merito circa la attendibilità delle fonti e la rilevanza e concludenza dei dati probatori, per cui non sono consentite le censure, che pur investendo formalmente la motivazione, si risolvono nella prospettazione di una diversa valutazione delle circostanze esaminate dal giudice di merito (Sez. 1, n. 1769 del 23/3/95, Ciraolo, Rv. 201177-01), sicché, ove venga denunciato il vizio di motivazione in ordine alla consistenza dei gravi indizi di colpevolezza, è demandata al giudice di merito la valutazione del peso probatorio degli stessi, mentre alla Corte di cassazione spetta solo il compito di verificare se il decidente abbia dato adeguatamente conto delle ragioni che lo hanno indotto ad affermare la gravità o meno del quadro indiziario a carico dell'indagato, controllando la congruenza della motivazioneriguardante la valutazione degli elementi indizianti rispetto ai canoni della logica e ai principi di diritto che governano l'apprezzamento delle risultanze probatorie (Sez. 4, n. 22500 del 03/05/2007, Terranova, Rv. 237012-01; cfr. altresì,Sez. U, n. 11 del 21/04/1995, Costantino, Rv. 202001 - 01). 3. Fermo quanto precede, nel caso in esame il Tribunale, a seguito dell’annullamento delle precedenti ordinanze da parte di due sentenze di questa Corte, ha analizzato le evidenze indiziarie ritenendo non raggiunto lo standard probatorio necessario per sorreggere la misura cautelare; sul punto, il ricorso del pubblico ministero propone una inammissibile rivalutazione di quanto osservato dal Tribunale, operazione non consentita nel giudizio di legittimità. 4. La qualità di parte pubblica del ricorrente lo esonera dalla condanna al pagamento delle spese processuali. P.Q.M Dichiara inammissibile il ri