CassazionesentenzaSezione 7Decisione del 10 maggio 2022
Cassazione n. 20547/2023
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
a seguente ORDINANZA sui ricorsi proposti da: 1010 FRANCESCO [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] 1010 DAVIDE [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] della CORTE APPELLO di L'AQUILAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; RG 43150/2022 Rilevato che [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] ricorrono avverso l'ordinanza con cui la Corte d'Appello di L'Aquila ha dichiarato inammissibile l'appello proposto dagli imputati avverso la sentenza emessa in data 10 maggio 2022 dal Tribunale di Chieti che li aveva condannati per i reati di furto aggravato, uso indebito di carte di credito e danneggiamento aggravato, con recidiva ex art. 99 comma 4 cod. pen.; Rilevato che gli imputati propongono un unico ricorso per cassazione per mezzo dell'Avv. [OSCURATO:PERSONA]; Ritenuto che il primo ed unico motivo di ricorso, che denunzia vizio di motivazione in ordine alle doglianze difensive sollevate con l'atto d'appello, è affetto da conclamata genericità, in quanto affidato a scarne proposizioni di carattere meramente teorico, senza affrontare il punto cruciale della decisione avversata, vale a dire il giudizio di inammissibilità dell'appello per aspecificità formulato dalla Corte di merito; Ritenuto, pertanto, che i ricorsi devono essere dichiarato inammissibili, con la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende P. Q. M. Dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro 3.000,00 a favore della Cassa delle ammende. Così