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CassazionesentenzaSezione 1Decisione del 10 maggio 2024

Cassazione n. 09123/2025

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nunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA nel procedimento di sorveglianza azionato da [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del Tribunale di sorveglianza di L’Aquila visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; letta la requisitoria del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore Generale, P. Serrao d’Aquino, che ha concluso chiedendo l’annullamentocon rinvio dell’ordinanza impugnata. [OSCURATO:PERSONA] 1.Con l’ordinanza impugnata, il T ribunale d i L’Aquila ha accolto il reclamo proposto da [OSCURATO:PERSONA], detenuto in regime differenziato di cui all’art. 41-bisOrd. pen., avverso il rigetto, pronunciato dal Magistrato di sorveglianza in sede, in data 10 maggio 2024, del reclamo relativo al diniego , pronunciato dall’Amministrazione penitenziaria,dell’autorizzazione a scambiare, con il proprio gruppo di socialità, compact disk musicali in pro prio possesso , in quanto rientranti nei beni di modico valore di cui all’art. 41-bis, comma 2-quaterlett. f) Ord. pen.2.

Avverso il provvedimento indicato, ha proposto tempestivo ricorso per cassazione, per il tramite dell’Avvocatura distrettuale, il Ministero della Giustizia, denunciando erronea applicazione degli artt. 35 - bis , comma 3, 69, comma 6, lett. b) Ord. pen., in relazione agli artt. 4 e 5 L.A.C.

Il provvedimento del Tribunale di sorveglianza, in definitiva , attribuisce ai detenuti appartenenti allo stesso gruppo di socialità del ricorrente, unico destinatario del provvedimento in esame, pur non avendo ottenuto autorizzazione ad acquistare o detenere compact disk , il possess o di tali beni , come avviene per generi od oggetti di modico valore,per i quali lo scambio è normalmente consentito.

Si tratta,tuttavia, di limit azione al divieto di acquisto e possesso di lettore e di compact disk musicali , che non incid e sul diritto del detenuto ad ascoltare musica ma soltanto sulle modalità di esercizio del diritto medesimo, rimesse all’Amministrazione penitenziaria.

Si richiamano tutte le norme, anche regolamentari,che disciplinano il diritto del detenuto autilizzare e possedere personal computer , radio, apparecchia ture (artt. 41-bisOrd. pen., comma 2-quater, art. 14 e 40 d.P.R. n. 230 del 2000 , Circolare DAP n. 3676/6126 del 2 ottobre 2017) precisando che si tratta di norme che consentono, nel loro complesso,all'Amministrazione penitenziaria, nei confronti dei detenuti sottoposti al regime detentivo differenziato, di adottare limitazioni purché bilanciate e razionali quali misure di elevata sicurezza interna ed esterna, considerate, però,indispensabili per conseguire gli obiettivi indicati dalle norme di rango primario, onde evitare che i soggetti , sottoposti a tale regime detentivo, mantengano contatti con le organizzazioni criminali di appartenenza.

Si richiama la decisione della Corte Costituzionale n. 97 del 202 0 che , nel riconoscere all'Amministrazione il potere di regolamentare lo scambio di oggetti di modico valore tra appartenenti allo stesso nucleo di socialità,ha affermato che, anche dopo la sentenza di accoglimento della questione di illegittimità costituzionale, resterà consentito all' A mministrazione di disciplinare l e modalità di effettuazione degli scambi tra detenuti, appartenenti allo stesso gruppo, nonché di predeterminare le condizioni per introdurre eventuali limitazioni.

Si richiama quale preced ente di legittimità, Sez. 1, n. 23436 del 2024 , nonché l'ordine di servizio n. 121bis del 2021 della Direzione della Casa circondariale di L’Aquila che prevede che non siano consentiti scambi di oggetti e generi acquistati tramite modello 393, tra i quali, per il Ministero ricorrente, rientrano i compact disk m usicali , il cui possesso discende da una ordinanza ad personam, così come ritenuto dal magistratodi sorveglianza.

Sisottolinea, inoltre , che le ordinanze , emesse ex art . 35 - bis O rd . pe n. , non hanno portata generale,di qui il vizio evidenziato del provvedimento impugnato che implicitamente, finisce per estende re i propri effetti a tutti i soggetti appartenenti al medesimo gruppo di socialità del detenuto autorizzato allo scambio.

Il T ribunale d i sorveglianza è tenuto a verificare se la disposizione amministrativa, dettata dal Di rettore della Ca sa circondariale o quella regolamentare prevista dall'Amministrazione centrale,sia rispettosa dei diritti del detenuto, in conformità alle previsioni del l'ordinamento penitenziario e delle norme sovranazionali.

Il Tribunale,con l'ordinanza adottata, opera un accertamento attribuendo a questoun’efficacia erga omnes , essendo , invece , r ilevante soltanto nei confronti del soggetto da cui proviene la doglianza.

Si richiama,come in termini, il precedente di legittimità , Sez. 1, n . 72 del 29 novembre 2019, dep. 2020, nonché le ordinanze del T ribunale di sorveglianza di L'Aquila n. 1331 del 2020 , n. 3270 del 2023 e il numero 1538 del 2022 .

Si conclude ritenendo che il Tribunale di sorveglianza, con l’ordinanza in esame, ha illegittimamente attribuito , sia pure implicitamente , efficacia erga omnes alla propria statuizione, potere che l'ordinamento penitenziario non attribuisce a tale tipo di provvedimenti,consentendo al detenuto lo scambio di compact diskmusicali con componenti dello stesso gruppo di socialità anche se questi ultimi non sono destinatari di provvedimenti del pari autorizzativi, sia all'acquisto chealla detenzione dei detti beni, equiparandoli, per tale via, a quelli di modico valore. 3.[OSCURATO:PERSONA] generale, P. Serrao d’Aquino, ha concluso chiedendol’annullamento con rinvio. [OSCURATO:PERSONA] 1.Il ricorso èinammissibile per le ragioni di seguito illustrate.

1.1. Va premesso che questa Corte si è espressa sulla legittimità dei provvedimenti dell'Amministrazione penitenziaria che stabiliscono l'obbligo di presentare domanda per lo scambio di beni tra i detenuti nei gruppi di socialità, ritenendo che si tratti di provvedimenti che non negano il diritto del detenuto , ma si limitano a regolarne l'esercizio (Sez. 1, n. 10009 del 16 novembre 2022, dep. 2023, Min. giust. c.

Gallo, non massimata; Sez. 1, n. 38402 del 6 maggio 2022, Cesarano, non massimata; Sez. 1, n. 30243 del 6 maggio 2022, Cava, non massimata).

In particolare, la pronuncia Sez. 1, n. 38402 del 6 maggio 2022, ha ritenuto che le regole fissate dalla Casa circondariale sul punto non tra valicano i limiti posti dalla Corte costituzionale all'applicabilità del regime di cui all'art. 41-bis, comma 2, Ord. pen., individuati, in primo luogo, nella congruità della misura rispetto allo scopo, ovvero nella corrispondenza funzionale tra la sospensione di regole e istituti previsti dall'ordinamento penitenziario per i detenuti in regime differenziato e le esigenze di ordine e sicurezza; e, in secondo luogo, nella funzione rieducativa della pena e nel divieto di pene contrarie al senso di umanità, ai sensi dell'art. 27 Cost.

Si tratta di precedenti di legittimità che, però, sono intervenuti in relazione a provvedimenti dell’Amministrazione che avevano posto oneri preliminari rispetto allo scambio di oggetti, fattispecie diverse rispetto a quella in esame ove oggetto del provvedimento — prima reiettivo del reclamo del detenuto da parte del Magistrato di sorveglianza e, poi, favorevole a [OSCURATO:PERSONA] con la decisione adottata dall’organo collegiale di sorveglianza — è il riconoscimento del diritto allo scambio di particolari beni (compact diskmusicali) tra detenuti appartenenti al medesimo gruppo di socialità, denegato con il provvedimento dell’Amministrazione cui [OSCURATO:PERSONA] si era rivolto.

Il provvedimento autorizzatorio, nella specie, attiene allo scambio di supporti che, in sostanza, il Tribunale di sorveglianza ha equiparato allo scambio di altri beni, di modico valore, tra detenuti appartenenti allo stesso gruppo di socialità, conseguentemente configurando un diritto del detenuto in regime differenziato a tale scambio, idoneo a superare il divieto assoluto tra appartenenti a diverso gruppo di socialità, pacificamente vigente per i detenuti in regime di cui all’art. 41-bis Ord. pen. N el caso al vaglio, è in discussione , dunque, per il detenuto sottoposto al regime di cui all'art. 41-bisOrd. pen., non il dirittodi acquistare o detenere i compact disk musicali, ma piuttosto un diritto, quello allo scambio di beni di modico valore ( nella specie individuati in supporti musicali) con soggetti appartenenti allo stesso gruppo di socialità , sulla cui ampiezza è dovuto intervenire il Giudice delle leggi.

1.2. Ciò posto, va rilevato che la nota sentenza n. 97del 2020 della Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 41-bis, comma 2- quater, lett. f),Ord. pen., nella parte in cui prevede l’adozione delle necessarie misure di sicurezza volte a garantire che sia assicurata «la assoluta impossibilità di comunicare tra detenuti appartenenti a diversi gruppi di socialità, scambiare oggetti». [OSCURATO:PERSONA] delle leggi ha giudicato in contrasto con gli artt. 3 e 27, terzo comma, Cost. la previsione ex lege del divieto assoluto di comunicare o scambiare oggetti, tra detenuti appartenenti allo stesso gruppo di socialità, comunque rimettendo all’Amministrazione penitenziariail potere di disciplinare le modalità di effettuazione degli scambi tra detenuti appartenenti al medesimo gruppo di socialità, nonché di predeterminare le condizioni per introdurre eventuali limitazioni.

Tanto, secondo la Corte Costituzionale, con riferimento a certi oggetti che, più di altri, si prestano ad essere veicolo di comunicazioni difficilmente decifrabili, come già previsto per il divieto –disciplinato dalla C ircolare del DAP del 2 ottobre 2017 in via autonoma rispetto a quello, generale, qui censurato – di scambiare libri o copie parziali tra detenuti.

1.3. Osserva il Collegio che il mutamento del quadro normativo, indotto ex tuncdalla pronuncia costituzionale citata , c onduce inevitabilmente a rilevare la genericità del motivodi ricorso proposto dal ricorrente.

Invero, ferma la facoltà dell'Amministrazione, riconosciuta dalla medesima pronuncia del Giudice delle leggi, di disciplinare le modalità di effettuazione degli scambi tra detenuti appartenenti al medesimo gruppo, nonché di stabilire, con provvedimento motivato, comunque non sottratto a sindacato giurisdizionale, condizioni e limiti, con riferimento a eventuali oggetti che, più di altri, si prestino ad essere veicolo di comunicazioni difficilmente decifrabili, risulta del tutto carente, nel caso di specie, l’indicazione delle ragioni per le quali proprio i beniin questione, nonostante siano acquistati presso l’impresa di mantenimento con tutte le cautele del caso, dunque trattandosi di compact disk musicali già debitamente e puntualmente controllati, rappresentino, in sé, veicolo di comunicazioni criptiche.

Per giungere a ravvisare un’analogia tra lo scambio di compact diskmusicali equello di beni, quali libri e copie parziali, per i quali lo scambio in sé possa avere contenuto difficilmente decifrabile o, comunque, pericoloso quanto alle ragioni di sicurezza sottese al regime detentivo in atto nei confronti di [OSCURATO:PERSONA], andava precisata la ragione per la quale lo scambio di compact disk musicale,beni senz’altro di modico valore e che giungono al detenuto in regime differenziato attraverso un preliminare controllo, rappresenti, in sé, veicolo di comunicazioni criptiche, peraltro con specifico riferimento alla consegna per lo scambio a soggetti già stati ammessi alla socialità con [OSCURATO:PERSONA].

Ciò, invero, non risulta puntualmente specificato dall’Amministrazione penitenziaria che, nella specie, invece, muove al provvedimento impugnato, sotto tale profilo, deduzioni generiche.

Il ricorsofa riferimento a un ordine di servizio (n. 121/bis 2021) che esclude lo scambio di oggetti acquistabili tramite mod. 393, tra i quali il ricorrente annovera, in via generale, i compact disk, senza nulla specificare in ordine alle ragioni per le quali oggetti, come quelli in questione, per i quali il detenuto ha chiesto di essere autorizzato allo scambio - acquistati per il tramite dell’impresa di mantenimento e, dunque, a monte già debitamente controllati dall’Amministrazione penitenziaria– diversamente da altri, si prestino a essere veicolo di comunicazioni difficilmente decifrabili con detenuti ammessi al medesimo gruppo di socialità.

A ciò si aggiunga che appare del tutto generica l’indicazione dell’implicito riconoscimento, attraverso il provvedimento autorizzativo per il solo [OSCURATO:PERSONA], di un’efficacia erga omnes a detta autorizzazione .

Invero , lo scambio con detenuti a loro volta non autorizzati a detenere lettore di compact disk , potrebbe, senz’altro, essere regolamentato dall’Amministrazione penitenziaria, alla quale, comunque, anche alla luce dell’ intervento del Giudice delle leggi, residua il potere di disciplinare le modalità di effettuazione degli scambi tra detenuti appartenenti al medesimo gruppo di socialità, nonché di predeterminare le specifiche condizioni per introdurre eventuali limitazioni.

2. Segue la declaratoria di inammissibilità del ricorso.

Non consegue alla pronuncia la condanna del Ministero della Giustizia al pagamento delle spese processualie a una somma in favore della Cassa delle ammende,in quanto il ricorrente non può essere assimilato ad una parte privata, rispetto al disposto di cui all'art. 616 cod. proc. pen.

Lo impedisce la natura pubblica della funzione svolta nel peculiare procedimento per reclamo giurisdizionale, ex art. 35-bisOrd. pen. (Sez.

U, n. 3775 del 21/12/2017, dep. 2018, Tuttolomondo, Rv. 271650).

P.Q.M.

Dichiara inammissibi

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
nunciato la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: MINISTERO DELLA GIUSTIZIA nel procedimento di sorveglianza azionato da [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del Tribunale di sorveglianza di L’Aquila visti gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; letta la requisitoria del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore Generale, P. Serrao d’Aquino, che ha concluso chiedendo l’annullamentocon rinvio dell’ordinanza impugnata. [OSCURATO:PERSONA] 1.Con l’ordinanza impugnata, il T ribunale d i L’Aquila ha accolto il reclamo proposto da [OSCURATO:PERSONA], detenuto in regime differenziato di cui all’art. 41-bisOrd. pen., avverso il rigetto, pronunciato dal Magistrato di sorveglianza in sede, in data 10 maggio 2024, del reclamo relativo al diniego , pronunciato dall’Amministrazione penitenziaria,dell’autorizzazione a scambiare, con il proprio gruppo di socialità, compact disk musicali in pro prio possesso , in quanto rientranti nei beni di modico valore di cui all’art. 41-bis, comma 2-quaterlett. f) Ord. pen.2. Avverso il provvedimento indicato, ha proposto tempestivo ricorso per cassazione, per il tramite dell’Avvocatura distrettuale, il Ministero della Giustizia, denunciando erronea applicazione degli artt. 35 - bis , comma 3, 69, comma 6, lett. b) Ord. pen., in relazione agli artt. 4 e 5 L.A.C. Il provvedimento del Tribunale di sorveglianza, in definitiva , attribuisce ai detenuti appartenenti allo stesso gruppo di socialità del ricorrente, unico destinatario del provvedimento in esame, pur non avendo ottenuto autorizzazione ad acquistare o detenere compact disk , il possess o di tali beni , come avviene per generi od oggetti di modico valore,per i quali lo scambio è normalmente consentito. Si tratta,tuttavia, di limit azione al divieto di acquisto e possesso di lettore e di compact disk musicali , che non incid e sul diritto del detenuto ad ascoltare musica ma soltanto sulle modalità di esercizio del diritto medesimo, rimesse all’Amministrazione penitenziaria. Si richiamano tutte le norme, anche regolamentari,che disciplinano il diritto del detenuto autilizzare e possedere personal computer , radio, apparecchia ture (artt. 41-bisOrd. pen., comma 2-quater, art. 14 e 40 d.P.R. n. 230 del 2000 , Circolare DAP n. 3676/6126 del 2 ottobre 2017) precisando che si tratta di norme che consentono, nel loro complesso,all'Amministrazione penitenziaria, nei confronti dei detenuti sottoposti al regime detentivo differenziato, di adottare limitazioni purché bilanciate e razionali quali misure di elevata sicurezza interna ed esterna, considerate, però,indispensabili per conseguire gli obiettivi indicati dalle norme di rango primario, onde evitare che i soggetti , sottoposti a tale regime detentivo, mantengano contatti con le organizzazioni criminali di appartenenza. Si richiama la decisione della Corte Costituzionale n. 97 del 202 0 che , nel riconoscere all'Amministrazione il potere di regolamentare lo scambio di oggetti di modico valore tra appartenenti allo stesso nucleo di socialità,ha affermato che, anche dopo la sentenza di accoglimento della questione di illegittimità costituzionale, resterà consentito all' A mministrazione di disciplinare l e modalità di effettuazione degli scambi tra detenuti, appartenenti allo stesso gruppo, nonché di predeterminare le condizioni per introdurre eventuali limitazioni. Si richiama quale preced ente di legittimità, Sez. 1, n. 23436 del 2024 , nonché l'ordine di servizio n. 121bis del 2021 della Direzione della Casa circondariale di L’Aquila che prevede che non siano consentiti scambi di oggetti e generi acquistati tramite modello 393, tra i quali, per il Ministero ricorrente, rientrano i compact disk m usicali , il cui possesso discende da una ordinanza ad personam, così come ritenuto dal magistratodi sorveglianza. Sisottolinea, inoltre , che le ordinanze , emesse ex art . 35 - bis O rd . pe n. , non hanno portata generale,di qui il vizio evidenziato del provvedimento impugnato che implicitamente, finisce per estende re i propri effetti a tutti i soggetti appartenenti al medesimo gruppo di socialità del detenuto autorizzato allo scambio. Il T ribunale d i sorveglianza è tenuto a verificare se la disposizione amministrativa, dettata dal Di rettore della Ca sa circondariale o quella regolamentare prevista dall'Amministrazione centrale,sia rispettosa dei diritti del detenuto, in conformità alle previsioni del l'ordinamento penitenziario e delle norme sovranazionali. Il Tribunale,con l'ordinanza adottata, opera un accertamento attribuendo a questoun’efficacia erga omnes , essendo , invece , r ilevante soltanto nei confronti del soggetto da cui proviene la doglianza. Si richiama,come in termini, il precedente di legittimità , Sez. 1, n . 72 del 29 novembre 2019, dep. 2020, nonché le ordinanze del T ribunale di sorveglianza di L'Aquila n. 1331 del 2020 , n. 3270 del 2023 e il numero 1538 del 2022 . Si conclude ritenendo che il Tribunale di sorveglianza, con l’ordinanza in esame, ha illegittimamente attribuito , sia pure implicitamente , efficacia erga omnes alla propria statuizione, potere che l'ordinamento penitenziario non attribuisce a tale tipo di provvedimenti,consentendo al detenuto lo scambio di compact diskmusicali con componenti dello stesso gruppo di socialità anche se questi ultimi non sono destinatari di provvedimenti del pari autorizzativi, sia all'acquisto chealla detenzione dei detti beni, equiparandoli, per tale via, a quelli di modico valore. 3.[OSCURATO:PERSONA] generale, P. Serrao d’Aquino, ha concluso chiedendol’annullamento con rinvio. [OSCURATO:PERSONA] 1.Il ricorso èinammissibile per le ragioni di seguito illustrate. 1.1. Va premesso che questa Corte si è espressa sulla legittimità dei provvedimenti dell'Amministrazione penitenziaria che stabiliscono l'obbligo di presentare domanda per lo scambio di beni tra i detenuti nei gruppi di socialità, ritenendo che si tratti di provvedimenti che non negano il diritto del detenuto , ma si limitano a regolarne l'esercizio (Sez. 1, n. 10009 del 16 novembre 2022, dep. 2023, Min. giust. c. Gallo, non massimata; Sez. 1, n. 38402 del 6 maggio 2022, Cesarano, non massimata; Sez. 1, n. 30243 del 6 maggio 2022, Cava, non massimata). In particolare, la pronuncia Sez. 1, n. 38402 del 6 maggio 2022, ha ritenuto che le regole fissate dalla Casa circondariale sul punto non tra valicano i limiti posti dalla Corte costituzionale all'applicabilità del regime di cui all'art. 41-bis, comma 2, Ord. pen., individuati, in primo luogo, nella congruità della misura rispetto allo scopo, ovvero nella corrispondenza funzionale tra la sospensione di regole e istituti previsti dall'ordinamento penitenziario per i detenuti in regime differenziato e le esigenze di ordine e sicurezza; e, in secondo luogo, nella funzione rieducativa della pena e nel divieto di pene contrarie al senso di umanità, ai sensi dell'art. 27 Cost. Si tratta di precedenti di legittimità che, però, sono intervenuti in relazione a provvedimenti dell’Amministrazione che avevano posto oneri preliminari rispetto allo scambio di oggetti, fattispecie diverse rispetto a quella in esame ove oggetto del provvedimento — prima reiettivo del reclamo del detenuto da parte del Magistrato di sorveglianza e, poi, favorevole a [OSCURATO:PERSONA] con la decisione adottata dall’organo collegiale di sorveglianza — è il riconoscimento del diritto allo scambio di particolari beni (compact diskmusicali) tra detenuti appartenenti al medesimo gruppo di socialità, denegato con il provvedimento dell’Amministrazione cui [OSCURATO:PERSONA] si era rivolto. Il provvedimento autorizzatorio, nella specie, attiene allo scambio di supporti che, in sostanza, il Tribunale di sorveglianza ha equiparato allo scambio di altri beni, di modico valore, tra detenuti appartenenti allo stesso gruppo di socialità, conseguentemente configurando un diritto del detenuto in regime differenziato a tale scambio, idoneo a superare il divieto assoluto tra appartenenti a diverso gruppo di socialità, pacificamente vigente per i detenuti in regime di cui all’art. 41-bis Ord. pen. N el caso al vaglio, è in discussione , dunque, per il detenuto sottoposto al regime di cui all'art. 41-bisOrd. pen., non il dirittodi acquistare o detenere i compact disk musicali, ma piuttosto un diritto, quello allo scambio di beni di modico valore ( nella specie individuati in supporti musicali) con soggetti appartenenti allo stesso gruppo di socialità , sulla cui ampiezza è dovuto intervenire il Giudice delle leggi. 1.2. Ciò posto, va rilevato che la nota sentenza n. 97del 2020 della Corte costituzionale ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 41-bis, comma 2- quater, lett. f),Ord. pen., nella parte in cui prevede l’adozione delle necessarie misure di sicurezza volte a garantire che sia assicurata «la assoluta impossibilità di comunicare tra detenuti appartenenti a diversi gruppi di socialità, scambiare oggetti». [OSCURATO:PERSONA] delle leggi ha giudicato in contrasto con gli artt. 3 e 27, terzo comma, Cost. la previsione ex lege del divieto assoluto di comunicare o scambiare oggetti, tra detenuti appartenenti allo stesso gruppo di socialità, comunque rimettendo all’Amministrazione penitenziariail potere di disciplinare le modalità di effettuazione degli scambi tra detenuti appartenenti al medesimo gruppo di socialità, nonché di predeterminare le condizioni per introdurre eventuali limitazioni. Tanto, secondo la Corte Costituzionale, con riferimento a certi oggetti che, più di altri, si prestano ad essere veicolo di comunicazioni difficilmente decifrabili, come già previsto per il divieto –disciplinato dalla C ircolare del DAP del 2 ottobre 2017 in via autonoma rispetto a quello, generale, qui censurato – di scambiare libri o copie parziali tra detenuti. 1.3. Osserva il Collegio che il mutamento del quadro normativo, indotto ex tuncdalla pronuncia costituzionale citata , c onduce inevitabilmente a rilevare la genericità del motivodi ricorso proposto dal ricorrente. Invero, ferma la facoltà dell'Amministrazione, riconosciuta dalla medesima pronuncia del Giudice delle leggi, di disciplinare le modalità di effettuazione degli scambi tra detenuti appartenenti al medesimo gruppo, nonché di stabilire, con provvedimento motivato, comunque non sottratto a sindacato giurisdizionale, condizioni e limiti, con riferimento a eventuali oggetti che, più di altri, si prestino ad essere veicolo di comunicazioni difficilmente decifrabili, risulta del tutto carente, nel caso di specie, l’indicazione delle ragioni per le quali proprio i beniin questione, nonostante siano acquistati presso l’impresa di mantenimento con tutte le cautele del caso, dunque trattandosi di compact disk musicali già debitamente e puntualmente controllati, rappresentino, in sé, veicolo di comunicazioni criptiche. Per giungere a ravvisare un’analogia tra lo scambio di compact diskmusicali equello di beni, quali libri e copie parziali, per i quali lo scambio in sé possa avere contenuto difficilmente decifrabile o, comunque, pericoloso quanto alle ragioni di sicurezza sottese al regime detentivo in atto nei confronti di [OSCURATO:PERSONA], andava precisata la ragione per la quale lo scambio di compact disk musicale,beni senz’altro di modico valore e che giungono al detenuto in regime differenziato attraverso un preliminare controllo, rappresenti, in sé, veicolo di comunicazioni criptiche, peraltro con specifico riferimento alla consegna per lo scambio a soggetti già stati ammessi alla socialità con [OSCURATO:PERSONA]. Ciò, invero, non risulta puntualmente specificato dall’Amministrazione penitenziaria che, nella specie, invece, muove al provvedimento impugnato, sotto tale profilo, deduzioni generiche. Il ricorsofa riferimento a un ordine di servizio (n. 121/bis 2021) che esclude lo scambio di oggetti acquistabili tramite mod. 393, tra i quali il ricorrente annovera, in via generale, i compact disk, senza nulla specificare in ordine alle ragioni per le quali oggetti, come quelli in questione, per i quali il detenuto ha chiesto di essere autorizzato allo scambio - acquistati per il tramite dell’impresa di mantenimento e, dunque, a monte già debitamente controllati dall’Amministrazione penitenziaria– diversamente da altri, si prestino a essere veicolo di comunicazioni difficilmente decifrabili con detenuti ammessi al medesimo gruppo di socialità. A ciò si aggiunga che appare del tutto generica l’indicazione dell’implicito riconoscimento, attraverso il provvedimento autorizzativo per il solo [OSCURATO:PERSONA], di un’efficacia erga omnes a detta autorizzazione . Invero , lo scambio con detenuti a loro volta non autorizzati a detenere lettore di compact disk , potrebbe, senz’altro, essere regolamentato dall’Amministrazione penitenziaria, alla quale, comunque, anche alla luce dell’ intervento del Giudice delle leggi, residua il potere di disciplinare le modalità di effettuazione degli scambi tra detenuti appartenenti al medesimo gruppo di socialità, nonché di predeterminare le specifiche condizioni per introdurre eventuali limitazioni. 2. Segue la declaratoria di inammissibilità del ricorso. Non consegue alla pronuncia la condanna del Ministero della Giustizia al pagamento delle spese processualie a una somma in favore della Cassa delle ammende,in quanto il ricorrente non può essere assimilato ad una parte privata, rispetto al disposto di cui all'art. 616 cod. proc. pen. Lo impedisce la natura pubblica della funzione svolta nel peculiare procedimento per reclamo giurisdizionale, ex art. 35-bisOrd. pen. (Sez. U, n. 3775 del 21/12/2017, dep. 2018, Tuttolomondo, Rv. 271650). P.Q.M. Dichiara inammissibi
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