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CassazionesentenzaSezione 4Decisione del 6 marzo 2024

Cassazione n. 35731/2024

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la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] A CREMANO il [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del Tribunale per il riesame di Bologna udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; sulle conclusioni del PG._ [OSCURATO:PERSONA] 1.11 Tribunale per il riesame di Bologna, pronunciando ai sensi dell'art. 310 cod. proc. pen., con ordinanza del 24 gennaio - 6 marzo 2024 ha confermato il provvedimento con il quale il Tribunale di Modena il 23 dicembre 2023 ha aggravato la posizione cautelare, sostituendo gli arresti domiciliari con il carcere, di [OSCURATO:PERSONA], che è imputato di partecipazione ad associazione ex art. 74 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, con condotta permanente sino ad aprile 2021.

2. Ricorre per la cassazione dell'ordinanza [OSCURATO:PERSONA], tramite Difensore di fiducia, affidandosi ad un unico, complessivo, motivo con il quale denunzia promiscuamente violazione di legge (artt. 274, lett. c, e 276, comma 1-ter, cod. proc. pen.) e vizio di motivazione, quanto ai criteri di proporzionalità ed adeguatezza nella scelta della misura di rigore disposta in relazione alla attualità e concretezze delle esigenze cautelari ravvisate sussistenti.

Le accuse mosse da [OSCURATO:PERSONA] a [OSCURATO:PERSONA], e cioè di avere perpetrato il 20 dicembre 2023 un'aggressione fisica ai suoi danni allontanandosi dagli arresti domiciliari, sarebbero infondate, prive di riscontri e, comunque, non tali da rientrare nell'ipotesi di cui all'art. 276, comma 1-ter, cod. proc. pen. quanto, tuttalpiù, nel quadro di cui all'art. 299, comma 4, cod. proc. pen., che richiede il necessario vaglio delle esigenze cautelari.

Infatti i Carabinieri, accorsi su chiamata di aiuto di Matriciano, hanno rintracciato [OSCURATO:PERSONA] regolarmente in casa, ove deve rimanere in quanto agli arresti domiciliari, e vestito con abbigliamento diverso da quello indicato dall'aggredito; né vi sono testimonianze di persone presenti indifferenti che possano corroborare l'assunto del denunziante, assunto che risulta non credibile in quanto il referto del Pronto soccorso non indica alcun rossore agli occhi, che sarebbe invece inevitabile ove vi fosse stato effettivamente spruzzato spray urticante, come dichiarato dalla persona offesa, mentre le lievi contusioni riscontrate, giudicate guaribili in soli due giorni, non appaiono compatibili con le riferite percosse inferte con una mazza da baseball.

In conseguenza, ad avviso del ricorrente, la versione cui prestare fede è quella offerta dal fratello dell'imputato, Luciano, che ha sostenuto che quel giorno fu Matriciano a recarsi presso l'abitazione di [OSCURATO:PERSONA], ad affrontarlo e a provocarlo, innescando così una modesta colluttazione fisica, risolta con poche spinte reciproche.

L'ordinanza impugnata ometterebbe di motivare, se non in modo congetturale, circa la diversità tra i vestiti indossati dall'aggressore, almeno secondo quanto riferito da [OSCURATO:PERSONA], e quelli trovati indosso al ristretto ai domiciliari, peraltro oggetto di descrizione incerta e mutevole.

Infatti, affermare che l'imputato ha avuto il tempo di cambiarsi presuppone già accertato ciò che, invece, è oggetto di dimostrazione.

Né sarebbe provato che [OSCURATO:PERSONA] sia immune da segni di percosse ricevute, in quanto, non avendo lo stesso mai fatto accesso all'Ospedale, la circostanza è meramente congetturale.

In definitiva, non emergendo la prova della trasgressione delle prescrizioni connesse alla misura cautelare e risultando le dichiarazioni dei fratelli Sorrentino perfettamente compatibili con quanto verificato dai Carabinieri, si chiede l'annullamento dell'ordinanza impugnata. -

3. Il Procuratore Generale della S.C. nella requisitoria scritta ex art. 611 cod. proc. pen. del 27 aprile 2024 ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso. [OSCURATO:PERSONA] 1.11 ricorso è manifestamente infondato, per le seguenti ragioni.

2. L'impugnazione, essenzialmente costruita in fatto, contiene soltanto una serie di proposizioni avversative rispetto alla ricostruzione degli accadimenti ed alla valutazione degli stessi operata nel doppio grado di merito, avendo i giudici ritenuto esistente l'evasione e particolarmente pericoloso l'imputato, siccome stimata attendibile la versione della persona offesa, valorizzando al riguardo: il contenuto del referto medico di struttura pubblica, che contiene indicazioni coerenti con il racconto del denunciante; la ritenuta implausibilità della alternativa versione difensiva; il plausibile movente ritorsivo, avendo Matriciano già denunciato all'Autorità giudiziaria [OSCURATO:PERSONA] per un'aggressione che si assume patita il 14 agosto 2023; ed inoltre la circostanza che anche in altra occasione, cioè il 14 agosto 2023, [OSCURATO:PERSONA] è indicato come in possesso di spray al peperoncino.

Si tratta di motivazione esistente, non illogica e non incongrua.

Peraltro, trascura il ricorrente che «In tema di giudizio di cassazione, sono precluse al giudice di legittimità la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione impugnata e l'autonoma adozione di nuovi e diversi parametri di ricostruzione e valutazione dei fatti, indicati dal ricorrente come maggiormente plausibili o dotati di una migliore capacità esplicativa rispetto a quelli adottati dal giudice del merito» (ex plurimis, Sez. 6, n. 5465 del 04/11/2020, dep. 2021, F, Rv. 280601) e che «In tema di giudizio di legittimità, la cognizione della Corte di cassazione è funzionale a verificare la compatibilità della motivazione della decisione con il senso comune e con i limiti di un apprezzamento plausibile, non rientrando tra le sue competenze lo stabilire se il giudice di merito abbia proposto la migliore ricostruzione dei fatti, né condividerne la giustificazione» (tra le numerose, Sez. 1, n. 45331 del 17/02/2023, Rezzuto, Rv. 285504),

3. Essendo, in definitiva, il ricorso inammissibile e non ravvisandosi ex art.616 cod. proc. pen. assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 7-13 giugno 2000), alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e della sanzione pecuniaria nella misura, che si ritiene congrua e conforme a diritto, indicata in dispositivo. [OSCURATO:PERSONA] provvederà agli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen. 4.

Motivazione semplificata, dovendosi fare applicazione di principi già reiteratamente affermati dalla S.C. e condivisi dal Collegio, ricorrendo le condizioni di cui al decreto del [OSCURATO:PERSONA] Presidente n. 84 dell'8 giugno 2016.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende.

Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] A CREMANO il [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del Tribunale per il riesame di Bologna udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; sulle conclusioni del PG._ [OSCURATO:PERSONA] 1.11 Tribunale per il riesame di Bologna, pronunciando ai sensi dell'art. 310 cod. proc. pen., con ordinanza del 24 gennaio - 6 marzo 2024 ha confermato il provvedimento con il quale il Tribunale di Modena il 23 dicembre 2023 ha aggravato la posizione cautelare, sostituendo gli arresti domiciliari con il carcere, di [OSCURATO:PERSONA], che è imputato di partecipazione ad associazione ex art. 74 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, con condotta permanente sino ad aprile 2021. 2. Ricorre per la cassazione dell'ordinanza [OSCURATO:PERSONA], tramite Difensore di fiducia, affidandosi ad un unico, complessivo, motivo con il quale denunzia promiscuamente violazione di legge (artt. 274, lett. c, e 276, comma 1-ter, cod. proc. pen.) e vizio di motivazione, quanto ai criteri di proporzionalità ed adeguatezza nella scelta della misura di rigore disposta in relazione alla attualità e concretezze delle esigenze cautelari ravvisate sussistenti. Le accuse mosse da [OSCURATO:PERSONA] a [OSCURATO:PERSONA], e cioè di avere perpetrato il 20 dicembre 2023 un'aggressione fisica ai suoi danni allontanandosi dagli arresti domiciliari, sarebbero infondate, prive di riscontri e, comunque, non tali da rientrare nell'ipotesi di cui all'art. 276, comma 1-ter, cod. proc. pen. quanto, tuttalpiù, nel quadro di cui all'art. 299, comma 4, cod. proc. pen., che richiede il necessario vaglio delle esigenze cautelari. Infatti i Carabinieri, accorsi su chiamata di aiuto di Matriciano, hanno rintracciato [OSCURATO:PERSONA] regolarmente in casa, ove deve rimanere in quanto agli arresti domiciliari, e vestito con abbigliamento diverso da quello indicato dall'aggredito; né vi sono testimonianze di persone presenti indifferenti che possano corroborare l'assunto del denunziante, assunto che risulta non credibile in quanto il referto del Pronto soccorso non indica alcun rossore agli occhi, che sarebbe invece inevitabile ove vi fosse stato effettivamente spruzzato spray urticante, come dichiarato dalla persona offesa, mentre le lievi contusioni riscontrate, giudicate guaribili in soli due giorni, non appaiono compatibili con le riferite percosse inferte con una mazza da baseball. In conseguenza, ad avviso del ricorrente, la versione cui prestare fede è quella offerta dal fratello dell'imputato, Luciano, che ha sostenuto che quel giorno fu Matriciano a recarsi presso l'abitazione di [OSCURATO:PERSONA], ad affrontarlo e a provocarlo, innescando così una modesta colluttazione fisica, risolta con poche spinte reciproche. L'ordinanza impugnata ometterebbe di motivare, se non in modo congetturale, circa la diversità tra i vestiti indossati dall'aggressore, almeno secondo quanto riferito da [OSCURATO:PERSONA], e quelli trovati indosso al ristretto ai domiciliari, peraltro oggetto di descrizione incerta e mutevole. Infatti, affermare che l'imputato ha avuto il tempo di cambiarsi presuppone già accertato ciò che, invece, è oggetto di dimostrazione. Né sarebbe provato che [OSCURATO:PERSONA] sia immune da segni di percosse ricevute, in quanto, non avendo lo stesso mai fatto accesso all'Ospedale, la circostanza è meramente congetturale. In definitiva, non emergendo la prova della trasgressione delle prescrizioni connesse alla misura cautelare e risultando le dichiarazioni dei fratelli Sorrentino perfettamente compatibili con quanto verificato dai Carabinieri, si chiede l'annullamento dell'ordinanza impugnata. - 3. Il Procuratore Generale della S.C. nella requisitoria scritta ex art. 611 cod. proc. pen. del 27 aprile 2024 ha chiesto dichiararsi inammissibile il ricorso. [OSCURATO:PERSONA] 1.11 ricorso è manifestamente infondato, per le seguenti ragioni. 2. L'impugnazione, essenzialmente costruita in fatto, contiene soltanto una serie di proposizioni avversative rispetto alla ricostruzione degli accadimenti ed alla valutazione degli stessi operata nel doppio grado di merito, avendo i giudici ritenuto esistente l'evasione e particolarmente pericoloso l'imputato, siccome stimata attendibile la versione della persona offesa, valorizzando al riguardo: il contenuto del referto medico di struttura pubblica, che contiene indicazioni coerenti con il racconto del denunciante; la ritenuta implausibilità della alternativa versione difensiva; il plausibile movente ritorsivo, avendo Matriciano già denunciato all'Autorità giudiziaria [OSCURATO:PERSONA] per un'aggressione che si assume patita il 14 agosto 2023; ed inoltre la circostanza che anche in altra occasione, cioè il 14 agosto 2023, [OSCURATO:PERSONA] è indicato come in possesso di spray al peperoncino. Si tratta di motivazione esistente, non illogica e non incongrua. Peraltro, trascura il ricorrente che «In tema di giudizio di cassazione, sono precluse al giudice di legittimità la rilettura degli elementi di fatto posti a fondamento della decisione impugnata e l'autonoma adozione di nuovi e diversi parametri di ricostruzione e valutazione dei fatti, indicati dal ricorrente come maggiormente plausibili o dotati di una migliore capacità esplicativa rispetto a quelli adottati dal giudice del merito» (ex plurimis, Sez. 6, n. 5465 del 04/11/2020, dep. 2021, F, Rv. 280601) e che «In tema di giudizio di legittimità, la cognizione della Corte di cassazione è funzionale a verificare la compatibilità della motivazione della decisione con il senso comune e con i limiti di un apprezzamento plausibile, non rientrando tra le sue competenze lo stabilire se il giudice di merito abbia proposto la migliore ricostruzione dei fatti, né condividerne la giustificazione» (tra le numerose, Sez. 1, n. 45331 del 17/02/2023, Rezzuto, Rv. 285504), 3. Essendo, in definitiva, il ricorso inammissibile e non ravvisandosi ex art.616 cod. proc. pen. assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità (Corte Costituzionale, sentenza n. 186 del 7-13 giugno 2000), alla declaratoria di inammissibilità segue la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e della sanzione pecuniaria nella misura, che si ritiene congrua e conforme a diritto, indicata in dispositivo. [OSCURATO:PERSONA] provvederà agli adempimenti di cui all'art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen. 4. Motivazione semplificata, dovendosi fare applicazione di principi già reiteratamente affermati dalla S.C. e condivisi dal Collegio, ricorrendo le condizioni di cui al decreto del [OSCURATO:PERSONA] Presidente n. 84 dell'8 giugno 2016. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della cassa delle ammende. Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'
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