CassazionedecretoSezione 1Decisione del 25 febbraio 2025
Cassazione n. 06576/2025
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
ato la seguente: ORDINANZA sul ricorso 27786-2018proposto da: SACE-[OSCURATO:PERSONA] S.P.A., rappresentata e dife s a da ll ’ Avvocat ura Generale dello Stato; -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA] S.R.L. [OSCURATO:PERSONA], rappresentato e difeso dagli Avvocati [OSCURATO:PERSONA] e AURELIO RICHICHIper procura in calce al controricorso; -controricorrente - avverso il DECRETO N. 101/2018 del [OSCURATO:PERSONA], depositatoil [OSCURATO:DATA_NASCITA]; udita la relazione della causa svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA] nell ’ adunanza in camera di consiglio del 25/2/2025; [OSCURATO:PERSONA] 1.1. [OSCURATO:PERSONA][OSCURATO:PERSONA] per il [OSCURATO:PERSONA] s.p.a.ha proposto opposizione allo stato passivo del [OSCURATO:PERSONA] s.r.l. in liquidazione, chiedendo di esservi ammessaper la somma di €. 216.000,00, oltre interessi, con il Ric. 2018n. 27786 - Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 riconoscimento delprivilegi o previsto dall’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998. 1.2. La società istante ha, in sostanza, dedotto che i l finanziamentobancario erogato alla società poi fallita, in quanto assistito dalla propria garanzia, integravauna forma di sostegno pubblico rientrante nell’ambito di applicazione del d.lgs. n. 123/1998 e che il credito restitutorio derivante dall’intervenuta escussione di tale garanzia , era, d unque, munito , contrariamente a quanto statuito dal giudice delegato, del privilegio previsto dall’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123 cit. , indipendentemente dal mom ento del la revoca del beneficio concesso. 1.3. Il tribunale, con il decreto in epigrafe, ha rigettato l’opposizione. 1.4. Il tribunale, in particolare, ha ritenuto : - innanzitutto, che la norma prevista dall’art. 9, comma 5, cit. fa esclusivo riferimento ai crediti restitutori conseguenti ai finanziamenti erogati, laddove, nel caso in esame la Sace ha concesso una garanzia; -in secondo luogo, che il riconoscimento del privilegio presuppone la revoca del finanziamento per l’accertata mancanza di uno dei requisiti prescritti dalla legge o comunque perfatti addebitati all’impresa beneficiaria, laddove, nel caso in esame, la revoca è stata determinata dall’inadempimento contrattuale della società; - infine, che la revoca del beneficio, avente carattere costitutivo, è stata motivata dall’inadempimento contrattuale della società poi fallita ed è successiva alla dichiarazione di fallimento ed è, quindi, inopponibile alla massa dei creditori. 1.5. [OSCURATO:PERSONA] s.p.a., con ricorso notificato il 17 / 9 /201 8 , ha domandato, per cinquemotivi, la cassazione del decreto.Ric. 2018n. 27786 - Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 1.6. [OSCURATO:PERSONA] ha resistito con controricorso e depositato memoria. [OSCURATO:PERSONA] 3.1. Con il primo motivo, la società ricorrente , lamentando la violazione e la falsa applicazione dell’art. 2 del d.lgs. n. 143/1998, dell’art. 6 del d.l. n. 269/2003, conv. in l. n. 326/2003, dell’art. 11 quinquiesdel d.l. n. 35/2005 e dell’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c., ha censurato il decreto impugnato nella parte in cui il tribunale ha escluso che il credito vantato dall’opponente potesse beneficiare della richiesta collocazione privilegiata sul rilievo che il d.lgs. n. 123 cit., che prevede il privilegio invocato dalla stessa,non è applicabile alle garanzia rilasciate dalla Sace, senza, tuttavia, considerare che il d.lgs. n. 123 cit. trova applicazione anche alle garanzie concesse dalla società opponente. 3.2. Con il secondo motivo, la società ricorrente, lamentando la violazione dell’art. 2 del d.lgs. n. 143/1998 e degli artt. 1, 7 e 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998, in relazione all’art. 360 n. 3 c.p.c., ha censurato il decreto impugnato nella parte in cui il tribunale ha escluso che il credito vantato dall’opponente potesse beneficiare della richiesta collocazione privilegiata sul rilievo che il privilegio invocato dalla stessa è applicabile esclusivamente ai crediti conseguenti a finanziamenti, omettendo, però, di considerare che il privilegio previsto dall’art. 9, comma 5, cit. si applica a tutti i benefici previsti dal d.lgs. n. 123 cit. e, dunque, anche alle garanzie concesse dalla Sace. 3.3. Con il quinto motivo, la società ricorrente, lamentando la violazione e la falsa applicazione del comb.disp. degli artt. 9 del d.lgs. n. 123/1998 e 168 l.fall., in relazione Ric. 2018n. 27786 - Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 all’art. 360 n. 3 c.p.c., ha censurato il decreto impugnato nella parte in cui il tribunale ha escluso che il credito vantato dall’opponente potesse beneficiare della richiesta collocazione privilegiata sul rilievo che la revoca del beneficio ha carattere costitutivo e che la stessa, essendo intervenuta dopo la dichiarazione di fallimento, è inopponibile alla massa dei creditore, senza, tuttavia, considerare che la revoca non rappresenta il momento genetico delprivilegio ma unicamente la condizione affinché la Sace possa agire per il recupero del proprio credito, il quale, in realtà, sorge al momento del pagamento che la stessa ha compiuto in favore della banca. 3.4. I motivi, da trattare congiuntamente, sono fondati, con assorbimento del terzo e del quarto. 3.5. Questa Corte ha, infatti, già avuto modo di affermare che: -l’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998, lì dove prevede la revoca del beneficio e disporre il privilegio in favore del credito alle restituzioni, si riferisce non solo a patologie attinenti alla fase genetica dell’erogazione pubblica, ma si estende anche a quella successiva di gestione del rapporto di credito insorto per effetto della concessione, ivi compresa la risoluzione negoziale del rapporto (Cass. n. 27303 del 2022); - il privilegio previsto dall’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998, per i crediti dello Stato per la restituzione dei “finanziamenti” erogati trova, peraltro, applicazione per tutti gli interventi di sostegno pubblico per lo sviluppo delle attività produttive, comunque denominati ed a prescindere dal riferimento, nell’atto di finanziamento, alla specifica legge statale che tale privilegio prevede, non essendo, peraltro, necessaria, per la sua operatività, la sussistenza di un formale provvedimento di revoca cd. amministrativa, trattandosi di garanzia che accede al credito in ragione della finalità pubblica di sostegno a esso sottesa (Cass. n. 27360 del 2024); - il Ric. 2018n. 27786 - Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 privilegio previsto, dall’art. 9, comma 5, del d.lgs. n. 123/1998, per i crediti dello Stato per la restituzione dei “finanziamenti” erogati, trova, dunque, applicazione anche per gli interventi di sostegno pubblico erogati in forma di concessione di garanzia, stante la finalità pubblicistica che connota il d.lgs. n. 123 cit. e il carattere unitario, sotto il profilo funzionale, delle diverse misure agevolative ivi contemplate, e si estende al credito del gestore del Fondo di garanzia che, a seguito di escussione, soddisfa il finanziatore, il quale, peraltro, non originando da un’erogazione diretta da parte dell’Amministrazione statale di somme di danaro nelle mani del beneficiario, ma dal pagamento dell’istituto di credito che aveva erogato il finanziamento al beneficiario, sorge per effetto del solo pagamento, non occorrendo un provvedimento di revoca della concessione del finanziamento (Cass. n. 9657 del 2024); - in tema di finanziamenti pubblici alle imprese, la revoca del beneficio, del resto, è meramente ricognitiva del venir meno di un presupposto di fruizione del beneficio previsto puntualmente dalla legge e non ha, quindi, valenza costitutiva del credito recuperatorio della somma finanziata, che nasce privilegiato, in capo all’Amministrazione, ex legee fin dal momento dell’erogazione, per cui è irrilevante che l’insorgenza dei presupposti per la revoca del finanziamento sia accertata anteriormente o posteriormente rispetto al fallimento che la determina (Cass. n. 13152 del 2023); - la revoca del soste gno pubblico accordato, anche sotto forma di “concessione di garanzia”, per lo sviluppo delle attività produttive, deliberata ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. n. 123/1998, è, pertanto, opponibile alla massa dei creditori, pur se intervenuta dopo che il beneficiario abbia proposto domanda di concordato preventivo e lo stesso sia stato omologato (ovvero, come nel caso in esame, sia stato assoggettato a Ric. 2018n. 27786 - Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 fallimento) perché il provvedimento di revoca si limita ad accertare il venire meno di un presupposto già previsto in modo puntuale dalla legge, senza che possegga alcuna valenza costitutiva, sorgendo il credito come privilegiato ex lege dal momento in cui viene concesso ed erogato il beneficio e dovendosi, di conseguenza, intendere la revoca del contributo solo come condizione affinché si possa agire per il recupero del credito (Cass. n. 8882 del 2020); - i n tema di finanziamenti pubblici alle imprese coperti da garanzia Sace, la revoca del beneficio, per il venir meno dei requisiti cui ne è subordinato il riconoscimento, comporta l’insorgenza di un’autonoma obbligazione ex legedella beneficiaria verso il garante, la quale che, trovando la propria autonoma fonte nel sopravvenuto difetto della causa giustificatrice del beneficio, postula l’inapplicabilità delle norme sulla fideiussione ordinaria, degli istituti della surroga e del regresso nonché della disciplina di cui agli artt. 61 e 62 l.fall., sicché, in caso di fallimento della beneficiaria, Sace è legittimata ad insinuare il proprio credito al passivo, quand’anche consti un pagamento non interamente satisfattorio a vantaggio dell’istituto di credito in origine garantito, il quale abbia, a sua volta, chiesto ed ottenuto l’ammissione al passivo (Cass. n. 1453 del 2022); - in tema di interventi di sostegno pubblico erogati in forma di concessione di garanzia, ai fini del riconoscimento del privilegio di cui all’art. 9, comma 5, d.lgs. n. 123/1998, è, infine, irrilevante l’inquadramento in termini di regresso ovvero di surroga della pretesa fatta valere dalla [OSCURATO:SOCIETA]. contro l’impresa garantita, nell’ambito della procedura concorsuale, a seguito della revoca dell’agevolazione concessa in forma di garanzia (Cass. n. 11122 del 2020).Ric. 2018n. 27786 - Sez. 1 – CC d el 2 5 febbraio 20 2 5 3.6. Il tribunale, lì dove ha escluso che il credito vantato dalla società opponente potesse beneficiare della richiesta collocazione privilegiata, non si è attenuto ai principi esposti. 3.7. Il ricorso dev’essere, pertanto, accolto: e il decreto impugnato(escluso, per contro, il giudicato interno eccepito dal controricorrente), per l’effetto, cassato con rinvio, per un nuovo esame, al tribunale di Treviso che, in differente composizione, provvederà anche sulle spese del presente giudizio. P.Q.M. La Corte così provvede: accoglie il primo, il secondo ed il quinto motivo del ricorso, con assorbimento del terzo e del quarto, e, per l’effetto, cassa il decreto impugnato con rinvio, per un nuovo esame, al tribunale di Treviso