CassazionedecretoSezione LDecisione del 14 aprile 2020
Cassazione n. 23042/2024
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
o la seguente ORDINANZA sul ricorso 15662-2020 proposto da: [OSCURATO:PERSONA] - [OSCURATO:PERSONA] ITALIANI "[OSCURATO:PERSONA]", in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliato in ROMA, [OSCURATO:PERSONA] 94, presso lo studio dell'avvocato [OSCURATO:PERSONA], che lo rappresenta e difende; -ricorrente - contro [OSCURATO:PERSONA] A R.L. [OSCURATO:PERSONA], in persona dei [OSCURATO:PERSONA] pro tempore, elettivamente domiciliata in ROMA, [OSCURATO:PERSONA] 16D, presso lo studio dell'avvocato [OSCURATO:PERSONA], che la rappresenta e difende; -controricorrente - avverso il decreto n. cronologico 1493/2020 del TRIBUNALE di ROMA, depositato il 14/04/2020 R.G.N. 54103/2018; udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 13/03/2024 dal Consigliere Dott. [OSCURATO:PERSONA] Oggetto G iudizio di fatto Sindacato. Limiti R.G.N.15662/2020 Cron. Rep. Ud.13/03/2024 [OSCURATO:PERSONA]: 1. l'INPGI proponeva opposizione allo stato passivo nell’ambito della procedura di liquidazione coatta amministrativa relativa alla società ricorrente per far valere la mancata ammissione di « oneri relativi al prepensionamento di tre giornalisti»; 2. i l Tribunale di Roma ha rigettato l’opposizione ; 3. in estrema sintesi, ha ritenuto che la parte opposta avesse provato il pagamento del credito azionato dall’INPGI. In particolare, il debitore aveva prodotto una documentazione (prospetto riepilogativo riferito all'anno 2012, comprensivo di sanzioni, deleghe di pagamento F24) idonea a comprovare l’adempimento. Viceversa, l’ente previdenziale si era limitatoa richiamare la documentazione allegata all’istanza di ammissione consistente nella produzione di diffide di pagamento e di estratti contributivi, riferiti al medesimo anno 2012, compilati dallo stesso ente creditore; 4. p er il Tribunale , veniva in rilievo il principio di diritto secondo cui quando il debitore ha dimostrato di avere eseguito i pagamenti idonei ad estinguere il debito per il quale è stato convenuto in giudizio spetta al creditore che assume doversi imputare detti pagamenti ad estinzione di altre ragioni fornirne la prova. Le diffide di pagamento prodotte dall’Istituto erano atti di formazione unilaterali recanti mere richieste di adempimento; neppure rilevavano gli estratti contributivi che, astrattamente idonei, non lo erano nel caso concreto ove dal raffronto con i documenti versati dall'opposta procedura risultava avvenuto il pagamento di tutti gli importi dovuti in relazione all'anno 2012; 5. a vverso il decreto , ha proposto ricorso per Cassazione l’INPGI, con due motivi;6. ha resistito, con controricorso, la parte indicata in epigrafe; 7. il Collegio ha riservato il deposito dell’ordinanza nel termine di sessanta giorni dall'adozione della decisione in Camera di consiglio. [OSCURATO:PERSONA]: 8. c on il primo motivo di ricorso - ai sensi dell'art. 360 nr 5 cod. proc. civ.- l' INPGI deduce la nullità della ordinanza (recte: del decreto) per omesso esame di un fatto decisivo per il giudizio che è stato oggetto di discussione in corso di causa e motivo di opposizione; 9. i l motivo è inammissibile: le censure , per come sviluppate, si pongono del tutto al di fuori del parametro normativo di cui all’art. 360 nr. 5 cod.proc.civ., per come costantemente interpretato da questa Corte; 10.l’Istituto sviluppa una serie di rilievi ma non prospetta il fatto storico non esaminato e decisivo. Giova ribadire che il «fatto» di cui può denunciarsi con ricorso per cassazione l'omesso esame, ai sensi della norma sopra indicata, deve essere unfatto storico vero e proprio avente carattere difatto principale, ex art. 2697 cod. civ. (cioè unfatto costitutivo, modificativo, impeditivo o estintivo) o difatto secondario (cioè un fatto dedotto in funzione di prova di unfatto principale) e deve altresì possedere i due necessari caratteri dell'esseredecisivo (vale a dire che, seesaminato, avrebbe determinato un esito diverso della controversia) e dell'aver formato oggetto di controversia tra le parti (Cass., sez. un., nr. 8053del 2014; Cass. nr. 17761 del 2016;Cass. n r. 27415 del 2018 ) ; 11.nella fattispecie, i fatti storici di cui si sarebbe omesso l'esame sono, in realtà, circostanze di fatto esaminate dal la Corte d'appello e, tuttavia, nel libero apprezzamento delle risultanze istruttorie, ritenute in i donee alla prova de lla diversa ricostruzione prospettata dall’INPGI; 12.con il secondo motivo è invece dedotta la violazione dell'art. 2697 cod.civ.; 13.anche il secondo motivo si arresta ad un rilievo di inammissibilità; 14.le censure sono argomentate esse nzialmente in termini di travisamento delle prove offerte in produzione da entrambe le parti; 15.l’INPGI assume che non poteva essere utilizzato l'estratto contributivo riferito all'anno 2012 atteso che l'importo per il quale l'ente aveva agito non era ricavabile da queldocumento. A conforto della affermazione, deduce che i codici di pagamento indicati nell'estratto riferito all’anno 2012 erano del tutto distinti da quelli indicati dall’Istituto nelle diffidedi pagamento; 16.l’Istituto incorre nell’equivoco di ritenere integrata la violazione della regola di riparto dell’onere di prova in ragione di una errata valutazione degli elementi di prova; 17.a torto o a ragione, il Tribunale ha ritenuto comprovato un pagamento avente efficacia estintiva e, quindi, ha applicato la regola iurisindicata nello storico di lite; 18.il giudizio reso in punto di pagamento satisfattivo , reso in esito all'esame del materiale probatorio, costituisce attività riservata al giudice di merito . L’eventuale errore non è stato ritualmente censurato in questa sede; 19.in conclusione, il ricorso va dichiarato inammissibile, con le spese che seguono la soccombenza e si liquidano come da dispositivo; 20.sussistono, altresì, i presupposti processuali per il versamento, da parte dell’Istituto ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove il versamento risulti dovuto. P.Q.M. La Corte dichiara inammissibile il ricorso. Condanna parte ricorrente al pagamento delle spese del giudizio di legittimità che liquida in Euro 4.000,00 per compensi professionali, in Euro 200,00per esborsi, oltre spese generali nella misura del 15% ed accessori di legge. Ai sensi delD.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrente, dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello previsto pe