CassazionedecretoSezione 7
Cassazione n. 46721/2022
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 31/01/2022 della CORTE APPELLO di MILANOdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; )Mr [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA] Visti gli atti. Esaminati il ricorso e la sentenza impugnata. Rilevato che i motivi di ricorso non superano il preliminare vaglio di ammissibilità. Il primo motivo è manifestamente infondato in considerazione del brevissimo lasso temporale tempo trascorso tra la notifica al difensore del decreto di citazione ai sensi dell'art. 161, comma 4, cod. proc. pen. ed il successivo accertamento dell'inidoneità del domicilio dichiarato dall'imputato e, per converso, dell'assenza di allegazioni da parte di quest'ultimo sulla idoneità, all'epoca di esecuzione della notifica al difensore, del domicilio dichiarato. Il secondo motivo ignora che l'attestazione dell'addetto al servizio postale, comporta, a norma dell'art. 170 cod. proc. pen., senza necessità di ulteriori adempimenti, la consegna dell'atto al difensore ex art.161, comma 4, cod. proc. pen., salvo che l'imputato, per caso fortuito o forza maggiore, non sia stato nella condizione di comunicare il mutamento del luogo dichiarato od eletto, dovendosi, in tal caso, applicare le disposizioni degli artt. 157 e 159 cod. proc. pen. (Sez. U., n. 14573 del 25/11/2021, dep. 2022, D., Rv. 282848 - 02). Ritenuto che deve essere dichiarata l'inammissibilità del ricorso, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e, in mancanza di elementi atti a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento della somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila alla Cassa delle ammende. Così deciso, in Roma 27 ottobr