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CassazionesentenzaSezione 1

Cassazione n. 20618/2023

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a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 09/01/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLIudita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] Con sentenza in data [OSCURATO:DATA_NASCITA] la Corte di appello di Napoli, procedendo ai sensi dell'art. 599 bis cod. proc. pen., ha rideterminato in melius la pena applicata a [OSCURATO:PERSONA] per il reato ivi giudicato.

Avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione il difensore del- l'imputato, lamentando la illegalità della pena, ritenuta "sicuramente eccessiva", nonché mancanza e manifesta illogicità della motivazione.

Il ricorso è inammissibile per essere stato proposto avverso una sentenza pronunciata a norma dell'art. 599 bis cod. proc. pen. dopo il 3/8/2017, data di entrata in vigore della riforma attuata con legge n. 103 del 2017.

Nei generici motivi di impugnazione si è censurata la dosimetria della pena sub specie di illegalità, nonché un imprecisato vizio di motivazione.

Deve qui rilevarsi che i dedotti motivi di ricorso sono ormai preclusi dall'istituto del concordato sulla pena nel processo di appello, reintrodotto con la Legge citata.

Invero, in tema di concordato in appello, è ammissibile il ricorso in cassazione avverso la sentenza emessa ex art. 599-bis cod. proc. pen. che deduca motivi relativi alla formazione della volontà della parte di accedere al concordato, al consenso del pubblico ministero sulla richiesta ed al contenuto difforme della pronuncia del giudice, mentre sono inammissibili le doglianze relative a motivi rinunciati, alla mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen. e, altresì, a vizi attinenti alla determinazione della pena che non si siano trasfusi nella illegalità della sanzione inflitta, in quanto non rientrante nei limiti edittali ovvero diversa da quella prevista dalla legge (Sez. 2, n. 22002 del 10/04/2019, Mariniello, Rv. 276102).

Va segnalato che quest'ultimo caso sicuramente non ricorre nella fattispecie in esame, ad onta dell'intitolazione del primo motivo.

La declaratoria di inammissibilità del ricorso, in applicazione del principio processuale tempus regit actum, deve essere pronunciata senza formalità, con provvedimento emesso de plano, in base al disposto dell'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen., così come introdotto dalla legge n. 103 del 2017, in relazione all'art. 591, comma 2, cod. proc. pen. (Sez.

U, n. 8914 del 21/12/2017, dep. 2018, Aiello, Rv. 271333-01).

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della cassa de

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 09/01/2023 della CORTE APPELLO di NAPOLIudita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA] Con sentenza in data [OSCURATO:DATA_NASCITA] la Corte di appello di Napoli, procedendo ai sensi dell'art. 599 bis cod. proc. pen., ha rideterminato in melius la pena applicata a [OSCURATO:PERSONA] per il reato ivi giudicato. Avverso la sentenza ha proposto ricorso per cassazione il difensore del- l'imputato, lamentando la illegalità della pena, ritenuta "sicuramente eccessiva", nonché mancanza e manifesta illogicità della motivazione. Il ricorso è inammissibile per essere stato proposto avverso una sentenza pronunciata a norma dell'art. 599 bis cod. proc. pen. dopo il 3/8/2017, data di entrata in vigore della riforma attuata con legge n. 103 del 2017. Nei generici motivi di impugnazione si è censurata la dosimetria della pena sub specie di illegalità, nonché un imprecisato vizio di motivazione. Deve qui rilevarsi che i dedotti motivi di ricorso sono ormai preclusi dall'istituto del concordato sulla pena nel processo di appello, reintrodotto con la Legge citata. Invero, in tema di concordato in appello, è ammissibile il ricorso in cassazione avverso la sentenza emessa ex art. 599-bis cod. proc. pen. che deduca motivi relativi alla formazione della volontà della parte di accedere al concordato, al consenso del pubblico ministero sulla richiesta ed al contenuto difforme della pronuncia del giudice, mentre sono inammissibili le doglianze relative a motivi rinunciati, alla mancata valutazione delle condizioni di proscioglimento ex art. 129 cod. proc. pen. e, altresì, a vizi attinenti alla determinazione della pena che non si siano trasfusi nella illegalità della sanzione inflitta, in quanto non rientrante nei limiti edittali ovvero diversa da quella prevista dalla legge (Sez. 2, n. 22002 del 10/04/2019, Mariniello, Rv. 276102). Va segnalato che quest'ultimo caso sicuramente non ricorre nella fattispecie in esame, ad onta dell'intitolazione del primo motivo. La declaratoria di inammissibilità del ricorso, in applicazione del principio processuale tempus regit actum, deve essere pronunciata senza formalità, con provvedimento emesso de plano, in base al disposto dell'art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen., così come introdotto dalla legge n. 103 del 2017, in relazione all'art. 591, comma 2, cod. proc. pen. (Sez. U, n. 8914 del 21/12/2017, dep. 2018, Aiello, Rv. 271333-01). P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di Euro tremila in favore della cassa de
Sentenza Cassazione n. 20618/2023 — Fons Iuris — Fons Iuris