Corte di giustizia UEsentenzaSezione I
Corte di giustizia UE n. 2015/2023
ECLI:EU:C:2023:960
Testo integrale del provvedimento
Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
62022CJ0700_RES
[OSCURATO:PERSONA]700/22
RegioJet a.s.
e
[OSCURATO:PERSONA] k.s.
contro
České dráhy a.s.,
Správa železnic, státní organizace
e
Česká republika, Ministerstvo dopravy
(domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dal Nejvyšší soud)
Sentenza della Corte (Quarta Sezione) del 7 dicembre 2023
«Rinvio pregiudiziale – Regolamento (UE) 2015/1589 – Aiuti esistenti e nuovi aiuti – Aiuto concesso in violazione delle norme procedurali di cui all'articolo 108, paragrafo 3, TFUE – Scadenza del termine di prescrizione previsto all’articolo 17 del regolamento (UE) 2015/1589 – Obbligo per il giudice nazionale di ordinare il recupero dell'aiuto»
Aiuti concessi dagli Stati – Recupero di un aiuto illegale – Aiuto concesso in violazione delle regole procedurali di cui all’articolo 108 TFUE – Scadenza del termine di prescrizione previsto all’articolo 17 del regolamento (UE) 2015/1589 – Mancanza di impatto sul potere del giudice nazionale di ordinare il rimborso dell’aiuto
(Art. 108, § 3, TFUE; regolamento del Consiglio n. 2015/1589, art. 17)
(v. punti 13-21)
[OSCURATO:PERSONA] 26 giugno 2008 la České dráhy, un'impresa ferroviaria con sede nella Repubblica ceca, ha concluso un contratto con l'amministrazione nazionale delle ferrovie, con il quale la prima ha ceduto alla seconda una parte della sua impresa.
La RegioJet e la [OSCURATO:PERSONA], concorrenti della České dráhy, sostengono che il prezzo ottenuto da quest'ultima nell'ambito di tale operazione costituisce un aiuto di Stato ai sensi dell'articolo 107, paragrafo 1, TFUE e che esso è illegale in quanto non è stato notificato alla Commissione europea conformemente all'articolo 108, paragrafo 3, TFUE, né autorizzato da quest’ultima.
La controversia sviluppatasi sull'argomento dinanzi ai giudici cechi è stata portata dinanzi al Nejvyšší soud (Corte suprema, Repubblica ceca).
Tale controversia solleva, in particolare, la questione se la scadenza del termine di prescrizione di dieci anni previsto all'articolo 17, paragrafo 1, del regolamento 2015/1589 (
1
), in conseguenza della quale un aiuto attuato illegittimamente diviene un aiuto esistente, impedisca al giudice nazionale investito di una domanda di recupero di un aiuto siffatto di ordinarne il rimborso da parte dell'impresa beneficiaria. Interrogata su tale punto dalla Corte suprema ceca, la Corte risponde a tale questione in senso negativo.
Giudizio della Corte
Anzitutto, la Corte ricorda che i giudici nazionali e la Commissione svolgono ruoli complementari e distinti nell'attuazione delle norme del Trattato in materia di aiuti di Stato. Infatti, mentre la valutazione della compatibilità di misure di aiuto con il mercato comune rientra nella competenza esclusiva della Commissione, che agisce sotto il controllo dei giudici dell’Unione, i giudici nazionali provvedono alla salvaguardia dei diritti dei singoli in caso di inadempimento dell’obbligo di previa notifica degli aiuti di Stato alla Commissione previsto dall’articolo 108, paragrafo 3, TFUE.
Per quanto riguarda l'incidenza della scadenza del termine di prescrizione di dieci anni previsto all'articolo 17, paragrafo 1, del regolamento 2015/1589 sui procedimenti nazionali di recupero di un aiuto illegale, la Corte rileva, poi, che tale regolamento non contiene alcuna disposizione relativa ai poteri e agli obblighi dei giudici nazionali, i quali restano disciplinati dalle disposizioni del Trattato. Pertanto, sono solo i poteri della Commissione in materia di recupero degli aiuti di Stato ad essere interessati dal termine di prescrizione previsto all'articolo 17, paragrafo 1, del regolamento 2015/1589.
In tali circostanze, in assenza di normativa dell'Unione in materia, il recupero di un aiuto illegale da parte delle autorità nazionali deve essere effettuato conformemente alle modalità di attuazione previste dal diritto nazionale applicabile. In tale contesto, le norme sulla prescrizione eventualmente applicabili sono, pertanto, quelle del diritto nazionale, fatti salvi i principi di effettività e di equivalenza.
Infine, la Corte precisa che l'impresa beneficiaria, la České dráhy, non può trarre argomenti dal fatto che, nel caso di un aiuto esistente, che rientra nell'ambito di applicazione dell'articolo 108, paragrafo 1, TFUE, i giudici nazionali non hanno il potere di ordinarne il recupero. Infatti, sebbene, in applicazione dell'articolo 1, lettera b), iv), e dell'articolo 17, paragrafo 3, del regolamento 2015/1589, un aiuto cui è stata data esecuzione in violazione dell'articolo 108, paragrafo 3, TFUE divenga un aiuto esistente alla scadenza del termine di prescrizione previsto all'articolo 17, paragrafo 1, di detto regolamento, resta il fatto che tale disposizione non ha l'effetto di regolarizzare retroattivamente aiuti di Stato viziati da illegittimità per il solo fatto che essi diventano aiuti esistenti.
Alla luce di quanto precede, la Corte constata che l'articolo 108, paragrafo 3, TFUE deve essere interpretato nel senso che i giudici nazionali possono ordinare il rimborso di un aiuto di Stato concesso in violazione dell'obbligo di notifica previa previsto da tale disposizione, anche se sia scaduto con riferimento a tale aiuto il termine di prescrizione previsto dall'articolo 17, paragrafo 1, del regolamento 2015/1589, cosicché esso deve essere considerato un aiuto esistente.
(
1
) Regolamento (UE) 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015, recante modalità di applicazione dell’articolo 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea (
GU 2015, L 248, pag. 9
).