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CassazionesentenzaSezione 2

Cassazione n. 18452/2024

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to la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del TRIBUNALE di [OSCURATO:PERSONA] Esaminati gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA] sentito il Pubblico Ministero, in persona del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale [OSCURATO:PERSONA] che ha chiesto dichiararsi l'inammissibilità del ricorso, riportandosi alla requisitoria in atti; sentito il difensore, Avv. [OSCURATO:PERSONA] del foro di [OSCURATO:PERSONA], che ha concluso riportandosi ai motivi di ricorso, chiedendone l'accoglimento.

FATTO E DIRITTO

1. Con ordinanza del 24/11/2023 il Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] ha rigettato l'istanza di riesame proposta nell'interesse di [OSCURATO:PERSONA] avverso l'ordinanza del Gip del Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] del [OSCURATO:DATA_NASCITA], applicativa della misura della custodia cautelare in carcere, in relazione al reato di partecipazione all'associazione mafiosa unitaria denominata ‘ndrangheta, in qualità di dirigente ed organizzatore dell'articolazione territoriale nota come cosca Libri, operante, oltre che in alcuni comuni del reggino, anche in Milano e zone limitrofe (capo A), nonché al reato di estorsione aggravata anche ai sensi dell'art. 416-bis.1 cod. pen. di cui al capo AG.

In sintesi, secondo il quadro accusatorio, riscontrato dai giudici del merito cautelare, il Votano si occupava, in particolare, degli affari criminali nella zona di Vinco, quartiere di [OSCURATO:PERSONA]; era preposto a risolvere contrasti e a dirimere liti sul territorio nonché a mantenere contatti con l'articolazione della cosca operante nel milanese; era altresì attivo nel campo delle estorsioni, come desumibile anche dal reato fine contestatogli.

I gravi indizi di colpevolezza del Votano, già in passato condannato con pronuncia definitiva per il reato di cui all'art. 416-bis cod. pen. (procedimento cd.

Olimpia), sono indicati nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], riscontrate da numerose conversazioni oggetto di intercettazione.

2. Avverso l'ordinanza propone ricorso per cassazione il difensore di fiducia del Votano sulla base di un unico motivo, con il quale eccepisce la violazione di legge (artt. 416 bis cod. pen., 273 cod. proc. pen., 192, comma 2 e 3, cod. proc. pen.) e il vizio di motivazione, ritenuta illogica, circa la ritenuta sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, a fronte di un quadro inidoneo a sostenere l'accusa.

Richiamati i principi di diritto in tema di partecipazione al reato associativo mafiosa, il ricorrente evidenzia di essere già stato condannato in via definitiva con sentenza del Gup del Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] del [OSCURATO:DATA_NASCITA] per essersi associato alla cosca Libri per il periodo compreso tra il 1986 e il 19 gennaio 1999, ma di essere stato in seguito assolto con sentenza del Gup del Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] del [OSCURATO:DATA_NASCITA] dall'imputazione relativa alla sua permanente associazione nel periodo successivo, dal 19.1.1999 fino alla pronuncia di detta sentenza (procedimento denominato Entourage); nuovamente imputato per l'ulteriore lasso temporale, dal 5.12.2012, con condotta in atto, il Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] - sezione del riesame, con ordinanza del 22/08/2018, aveva ritenuto insussistente i gravi indizi di colpevolezza, annullando l'ordinanza di custodia cautelare del Gip e ordinando l'immediata scarcerazione (procedimento denominato Teorema - Roccaforte).

Ad avviso del ricorrente, quindi, l'ordinanza odiernamente impugnata, relativa alla partecipazione al sodalizio mafioso dal 5 dicembre 2012, con condotta in permanenza, secondo l'incolpazione provvisoria, era stato già oggetto di valutazione fino al 2018, nei due procedimenti Entourage e Olimpia, e non conteneva elementi utili per affermare una responsabilità penale per il reato associativo, esclusa - appunto - in altra sede giudiziaria.

Quanto alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, il Liuzzo aveva riferito notizie fino al 2013 e gli altri avevano riportato elementi che non individuavano il ruolo del Votano all'interno della cosca, in ogni caso senza riscontri esterni, tali non potendosi considerare le intercettazioni ambientali e telefoniche riportate nel provvedimento impugnato.

Anche l'estorsione in danno dell'imprenditore [OSCURATO:PERSONA] si fondava su un'erronea interpretazione delle dichiarazioni di quest'ultimo, incerte nel riconoscimento del Votano e contraddittorie.

3. Il ricorso è inammissibile, perché fondato su motivi non consentiti in sede di legittimità, essendo incentrato su una rivalutazione degli atti di indagine, al fine di escludere l'affermata esistenza dei gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati oggetto di incolpazione.

4. Va in primo luogo precisato, circa l'interferenza con altri procedimenti giudiziari a carico del Votano per la stessa imputazione di associazione a delinquere di stampo mafioso, che l'incolpazione si riferisce ad un periodo successivo (dal 5 dicembre 2012, pag. 4 dell'ordinanza impugnata) a quello per cui vi è stata assoluzione (fino al 5 giugno 2012, data di pronuncia della relativa sentenza del Gup del Tribunale di [OSCURATO:PERSONA], allegata al ricorso, con l'annotazione di non definitività per l'appello proposto).

Una sovrapposizione, peraltro parziale, potrebbe esserci con il periodo oggetto dell'ordinanza del riesame (Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] del 22 agosto 2018, pure allegata al ricorso) che per il Votano individua il periodo di partecipazione al sodalizio con decorrenza 5 dicembre 2012, con condotta in atto (pagina 3).

Trattasi, tuttavia, di un provvedimento emesso in sede cautelare, rispetto al quale, si deduce in ricorso, non vi fu impugnazione della Procura e "la posizione del Votano venne stralciata, rispetto agli altri imputati che furono rinviati a giudizio", così lasciando intendere che il procedimento si concluse con l'archiviazione; in ogni caso, la difesa non allega un esito diverso nel merito, idoneo ad incidere con effetto preclusivo sulla presente decisione.

Ne consegue che - premesso che gli effetti del giudicato cautelare non sono immutabili, ma persistono solo rebus sic stantibus l'archiviazione non impedisce la riapertura delle indagini e la possibilità, in presenza di un mutamento della situazione di fatto, di adottare un nuovo e diverso provvedimento.

L'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA], inoltre, a pagina 25, esclude la partecipazione del Votano all'associazione "in quanto non vi è la prova né di una affiliazione né di un inserimento organico e sistematico nel tessuto organizzativo"; riscontri che, invece, sussistono nel procedimento cautelare in esame, e che si riferiscono anche ad un periodo successivo a quello preso in considerazione nel provvedimento del riesame del 2018 (in tal senso, l'affiliazione nel febbraio 2020, riferita dal collaboratore di giustizia [OSCURATO:PERSONA]).5.

Per quanto attiene agli altri profili del ricorso, va richiamato l'insegnamento delle Sezioni Unite secondo cui in tema di misure cautelari personali, allorché sia denunciato, con ricorso per cassazione, vizio di motivazione del provvedimento emesso dal tribunale del riesame in ordine alla consistenza dei gravi indizi di colpevolezza, alla Corte Suprema spetta il compito di verificare, in relazione alla peculiare natura del giudizio di legittimità ed ai limiti che ad esso ineriscono, se il giudice di merito abbia dato adeguatamente conto delle ragioni che l'hanno indotto ad affermare la gravità del quadro indiziario a carico dell'indagato, controllando la congruenza della motivazione riguardante la valutazione degli elementi indizianti rispetto ai canoni della logica e ai principi di diritto che governano l'apprezzamento delle risultanze probatorie (Sez.

U., n. 11 del 22/03/2000, Audino, Rv. 215828).

Nel caso di specie, il motivo attiene con evidenza al profilo motivazionale, nonostante il richiamo alla normativa sostanziale e processuale per sostenerne la violazione.

In particolare, si contesta da parte del ricorrente, in termini generici e frammentari, la valenza indiziaria a tal fine delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e delle varie conversazioni intercettate, così come sintetizzate nell'ordinanza impugnata; non sono formulate censure, invece, sulla persistente operatività della cosca Libri - par. 2 dell'ordinanza del tribunale - della quale il Votano è stato ritenuto partecipe - come evidenziato in precedenza - con sentenza definitiva, nell'ambito del procedimento Olimpia.

Tale decisione è stata a ragione valorizzata nell'ordinanza impugnata, posto che in tema di associazione mafiosa i gravi indizi di colpevolezza in sede cautelare possono dedursi dalla precedente condanna del soggetto per l'adesione al medesimo sodalizio e dal ruolo assunto all'interno dell'organizzazione, valutati congiuntamente agli ulteriori elementi acquisiti a sostegno della perdurante partecipazione relativamente al periodo successivo a quello cui è riferita la condanna (Sez. 6, n. 3508 del 24/10/2019, dep. 2020, Ammendola, Rv. 278221 - 01), pur in considerazione di quanto affermato dalla successiva sentenza assolutoria, ove non si mancava di precisare che "i dati acquisiti a carico del Volano confermano come anche dopo la condanna subita in Olimpia abbia continuato a pensare e ad agire da uomo di 'ndrangheta, a compiacersi di essere stato ed essere < uomo d'onore >, per le amicizie di peso vantate, e come tale, abbia continuato a pretendere il rispetto dovutogli dentro e fuori dal carcere", ma che "tali emergenze...non si reputano sufficienti per argomentare la attuale, o comunque successiva al 19.1.1999, associazione del Votano alla cosca Libri" (pagine 97 e 98 della sentenza del Gup del 05/06/2012).6.

Il Tribunale, richiamando anche il provvedimento genetico, ha analizzato con rigore di analisi, immune da censure di legittimità, in primo luogo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che hanno confermato l'appartenenza di [OSCURATO:PERSONA], detto Celentano, alla cosca Libri, evidenziando come gli stessi fossero profondi conoscitori delle dinamiche della criminalità 'ndranghetista reggina e, in particolare, di quelle riguardanti la cosca Libri, e come la loro attendibilità fosse stata già vagliata in altri procedimenti giudiziari.

Sono state valorizzate le dichiarazioni di [OSCURATO:PERSONA], affiliato alla cosca [OSCURATO:PERSONA], il quale ha riferito di essersi rapportato con il ricorrente quale capo di Vinco, ricadente nel territorio dei Libri, quanto meno sino all'anno 2013; di [OSCURATO:PERSONA], attestante come il Votano avesse partecipato nel febbraio del 2020 ad un rito di 'ndrangheta, nel corso del quale gli fu conferita la dote del Vangelo; di [OSCURATO:PERSONA], esponente della cosca Serraino; di [OSCURATO:PERSONA], circa il ruolo del Votano, esponente dei Libri, nella risoluzione dei conflitti interni.

Le intercettazioni hanno altresì confermato l'operatività del ricorrente all'interno della cosca Libri e il ruolo di rilievo rivestito (pagine da 19 a 26 dell'ordinanza); in particolare, l'esistenza di costanti rapporti di frequentazione con i sodali [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], nell'ambito di un legame delinquenziale saldo e permanente.

7. Le letture alternative reiterate dalla difesa attengono al merito cautelare e ad un profilo, quindi, strettamente valutativo, non rilevante in sede di legittimità.

Ugualmente, le generiche censure relative all'estorsione di cui al capo AG non superano il vaglio di ammissibilità, in quanto incentrate sulla confutazione dell'attendibilità della vittima, le cui dichiarazioni sono state ritenute lineari e prive di contraddizioni, anche con riferimento all'individuazione del luogo degli incontri e all'identificazione del Votano (pag. 42).

8. Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende nella misura indicata in dispositivo.

PQM Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Manda

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
to la seguente SENTENZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del TRIBUNALE di [OSCURATO:PERSONA] Esaminati gli atti, il provvedimento impugnato e il ricorso; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA] sentito il Pubblico Ministero, in persona del [OSCURATO:PERSONA] Procuratore generale [OSCURATO:PERSONA] che ha chiesto dichiararsi l'inammissibilità del ricorso, riportandosi alla requisitoria in atti; sentito il difensore, Avv. [OSCURATO:PERSONA] del foro di [OSCURATO:PERSONA], che ha concluso riportandosi ai motivi di ricorso, chiedendone l'accoglimento. FATTO E DIRITTO 1. Con ordinanza del 24/11/2023 il Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] ha rigettato l'istanza di riesame proposta nell'interesse di [OSCURATO:PERSONA] avverso l'ordinanza del Gip del Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] del [OSCURATO:DATA_NASCITA], applicativa della misura della custodia cautelare in carcere, in relazione al reato di partecipazione all'associazione mafiosa unitaria denominata ‘ndrangheta, in qualità di dirigente ed organizzatore dell'articolazione territoriale nota come cosca Libri, operante, oltre che in alcuni comuni del reggino, anche in Milano e zone limitrofe (capo A), nonché al reato di estorsione aggravata anche ai sensi dell'art. 416-bis.1 cod. pen. di cui al capo AG. In sintesi, secondo il quadro accusatorio, riscontrato dai giudici del merito cautelare, il Votano si occupava, in particolare, degli affari criminali nella zona di Vinco, quartiere di [OSCURATO:PERSONA]; era preposto a risolvere contrasti e a dirimere liti sul territorio nonché a mantenere contatti con l'articolazione della cosca operante nel milanese; era altresì attivo nel campo delle estorsioni, come desumibile anche dal reato fine contestatogli. I gravi indizi di colpevolezza del Votano, già in passato condannato con pronuncia definitiva per il reato di cui all'art. 416-bis cod. pen. (procedimento cd. Olimpia), sono indicati nelle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], riscontrate da numerose conversazioni oggetto di intercettazione. 2. Avverso l'ordinanza propone ricorso per cassazione il difensore di fiducia del Votano sulla base di un unico motivo, con il quale eccepisce la violazione di legge (artt. 416 bis cod. pen., 273 cod. proc. pen., 192, comma 2 e 3, cod. proc. pen.) e il vizio di motivazione, ritenuta illogica, circa la ritenuta sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, a fronte di un quadro inidoneo a sostenere l'accusa. Richiamati i principi di diritto in tema di partecipazione al reato associativo mafiosa, il ricorrente evidenzia di essere già stato condannato in via definitiva con sentenza del Gup del Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] del [OSCURATO:DATA_NASCITA] per essersi associato alla cosca Libri per il periodo compreso tra il 1986 e il 19 gennaio 1999, ma di essere stato in seguito assolto con sentenza del Gup del Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] del [OSCURATO:DATA_NASCITA] dall'imputazione relativa alla sua permanente associazione nel periodo successivo, dal 19.1.1999 fino alla pronuncia di detta sentenza (procedimento denominato Entourage); nuovamente imputato per l'ulteriore lasso temporale, dal 5.12.2012, con condotta in atto, il Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] - sezione del riesame, con ordinanza del 22/08/2018, aveva ritenuto insussistente i gravi indizi di colpevolezza, annullando l'ordinanza di custodia cautelare del Gip e ordinando l'immediata scarcerazione (procedimento denominato Teorema - Roccaforte). Ad avviso del ricorrente, quindi, l'ordinanza odiernamente impugnata, relativa alla partecipazione al sodalizio mafioso dal 5 dicembre 2012, con condotta in permanenza, secondo l'incolpazione provvisoria, era stato già oggetto di valutazione fino al 2018, nei due procedimenti Entourage e Olimpia, e non conteneva elementi utili per affermare una responsabilità penale per il reato associativo, esclusa - appunto - in altra sede giudiziaria. Quanto alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, il Liuzzo aveva riferito notizie fino al 2013 e gli altri avevano riportato elementi che non individuavano il ruolo del Votano all'interno della cosca, in ogni caso senza riscontri esterni, tali non potendosi considerare le intercettazioni ambientali e telefoniche riportate nel provvedimento impugnato. Anche l'estorsione in danno dell'imprenditore [OSCURATO:PERSONA] si fondava su un'erronea interpretazione delle dichiarazioni di quest'ultimo, incerte nel riconoscimento del Votano e contraddittorie. 3. Il ricorso è inammissibile, perché fondato su motivi non consentiti in sede di legittimità, essendo incentrato su una rivalutazione degli atti di indagine, al fine di escludere l'affermata esistenza dei gravi indizi di colpevolezza in ordine ai reati oggetto di incolpazione. 4. Va in primo luogo precisato, circa l'interferenza con altri procedimenti giudiziari a carico del Votano per la stessa imputazione di associazione a delinquere di stampo mafioso, che l'incolpazione si riferisce ad un periodo successivo (dal 5 dicembre 2012, pag. 4 dell'ordinanza impugnata) a quello per cui vi è stata assoluzione (fino al 5 giugno 2012, data di pronuncia della relativa sentenza del Gup del Tribunale di [OSCURATO:PERSONA], allegata al ricorso, con l'annotazione di non definitività per l'appello proposto). Una sovrapposizione, peraltro parziale, potrebbe esserci con il periodo oggetto dell'ordinanza del riesame (Tribunale di [OSCURATO:PERSONA] del 22 agosto 2018, pure allegata al ricorso) che per il Votano individua il periodo di partecipazione al sodalizio con decorrenza 5 dicembre 2012, con condotta in atto (pagina 3). Trattasi, tuttavia, di un provvedimento emesso in sede cautelare, rispetto al quale, si deduce in ricorso, non vi fu impugnazione della Procura e "la posizione del Votano venne stralciata, rispetto agli altri imputati che furono rinviati a giudizio", così lasciando intendere che il procedimento si concluse con l'archiviazione; in ogni caso, la difesa non allega un esito diverso nel merito, idoneo ad incidere con effetto preclusivo sulla presente decisione. Ne consegue che - premesso che gli effetti del giudicato cautelare non sono immutabili, ma persistono solo rebus sic stantibus l'archiviazione non impedisce la riapertura delle indagini e la possibilità, in presenza di un mutamento della situazione di fatto, di adottare un nuovo e diverso provvedimento. L'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA], inoltre, a pagina 25, esclude la partecipazione del Votano all'associazione "in quanto non vi è la prova né di una affiliazione né di un inserimento organico e sistematico nel tessuto organizzativo"; riscontri che, invece, sussistono nel procedimento cautelare in esame, e che si riferiscono anche ad un periodo successivo a quello preso in considerazione nel provvedimento del riesame del 2018 (in tal senso, l'affiliazione nel febbraio 2020, riferita dal collaboratore di giustizia [OSCURATO:PERSONA]).5. Per quanto attiene agli altri profili del ricorso, va richiamato l'insegnamento delle Sezioni Unite secondo cui in tema di misure cautelari personali, allorché sia denunciato, con ricorso per cassazione, vizio di motivazione del provvedimento emesso dal tribunale del riesame in ordine alla consistenza dei gravi indizi di colpevolezza, alla Corte Suprema spetta il compito di verificare, in relazione alla peculiare natura del giudizio di legittimità ed ai limiti che ad esso ineriscono, se il giudice di merito abbia dato adeguatamente conto delle ragioni che l'hanno indotto ad affermare la gravità del quadro indiziario a carico dell'indagato, controllando la congruenza della motivazione riguardante la valutazione degli elementi indizianti rispetto ai canoni della logica e ai principi di diritto che governano l'apprezzamento delle risultanze probatorie (Sez. U., n. 11 del 22/03/2000, Audino, Rv. 215828). Nel caso di specie, il motivo attiene con evidenza al profilo motivazionale, nonostante il richiamo alla normativa sostanziale e processuale per sostenerne la violazione. In particolare, si contesta da parte del ricorrente, in termini generici e frammentari, la valenza indiziaria a tal fine delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e delle varie conversazioni intercettate, così come sintetizzate nell'ordinanza impugnata; non sono formulate censure, invece, sulla persistente operatività della cosca Libri - par. 2 dell'ordinanza del tribunale - della quale il Votano è stato ritenuto partecipe - come evidenziato in precedenza - con sentenza definitiva, nell'ambito del procedimento Olimpia. Tale decisione è stata a ragione valorizzata nell'ordinanza impugnata, posto che in tema di associazione mafiosa i gravi indizi di colpevolezza in sede cautelare possono dedursi dalla precedente condanna del soggetto per l'adesione al medesimo sodalizio e dal ruolo assunto all'interno dell'organizzazione, valutati congiuntamente agli ulteriori elementi acquisiti a sostegno della perdurante partecipazione relativamente al periodo successivo a quello cui è riferita la condanna (Sez. 6, n. 3508 del 24/10/2019, dep. 2020, Ammendola, Rv. 278221 - 01), pur in considerazione di quanto affermato dalla successiva sentenza assolutoria, ove non si mancava di precisare che "i dati acquisiti a carico del Volano confermano come anche dopo la condanna subita in Olimpia abbia continuato a pensare e ad agire da uomo di 'ndrangheta, a compiacersi di essere stato ed essere < uomo d'onore >, per le amicizie di peso vantate, e come tale, abbia continuato a pretendere il rispetto dovutogli dentro e fuori dal carcere", ma che "tali emergenze...non si reputano sufficienti per argomentare la attuale, o comunque successiva al 19.1.1999, associazione del Votano alla cosca Libri" (pagine 97 e 98 della sentenza del Gup del 05/06/2012).6. Il Tribunale, richiamando anche il provvedimento genetico, ha analizzato con rigore di analisi, immune da censure di legittimità, in primo luogo le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che hanno confermato l'appartenenza di [OSCURATO:PERSONA], detto Celentano, alla cosca Libri, evidenziando come gli stessi fossero profondi conoscitori delle dinamiche della criminalità 'ndranghetista reggina e, in particolare, di quelle riguardanti la cosca Libri, e come la loro attendibilità fosse stata già vagliata in altri procedimenti giudiziari. Sono state valorizzate le dichiarazioni di [OSCURATO:PERSONA], affiliato alla cosca [OSCURATO:PERSONA], il quale ha riferito di essersi rapportato con il ricorrente quale capo di Vinco, ricadente nel territorio dei Libri, quanto meno sino all'anno 2013; di [OSCURATO:PERSONA], attestante come il Votano avesse partecipato nel febbraio del 2020 ad un rito di 'ndrangheta, nel corso del quale gli fu conferita la dote del Vangelo; di [OSCURATO:PERSONA], esponente della cosca Serraino; di [OSCURATO:PERSONA], circa il ruolo del Votano, esponente dei Libri, nella risoluzione dei conflitti interni. Le intercettazioni hanno altresì confermato l'operatività del ricorrente all'interno della cosca Libri e il ruolo di rilievo rivestito (pagine da 19 a 26 dell'ordinanza); in particolare, l'esistenza di costanti rapporti di frequentazione con i sodali [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], nell'ambito di un legame delinquenziale saldo e permanente. 7. Le letture alternative reiterate dalla difesa attengono al merito cautelare e ad un profilo, quindi, strettamente valutativo, non rilevante in sede di legittimità. Ugualmente, le generiche censure relative all'estorsione di cui al capo AG non superano il vaglio di ammissibilità, in quanto incentrate sulla confutazione dell'attendibilità della vittima, le cui dichiarazioni sono state ritenute lineari e prive di contraddizioni, anche con riferimento all'individuazione del luogo degli incontri e all'identificazione del Votano (pag. 42). 8. Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende nella misura indicata in dispositivo. PQM Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Manda
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