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Corte di giustizia UEsentenza

Corte di giustizia UE/1994

ECLI:EU:C:1994:193
Testo integrale del provvedimento

Testo integrale del provvedimento

EUR-Lex - 61992J0294 - IT Avis juridique important | 61992J0294 SENTENZA DELLA CORTE DEL 17 MAGGIO 1994. - [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA]. - [OSCURATO:PERSONA]: [OSCURATO:PERSONA] (ENGLAND) - [OSCURATO:PERSONA]. - [OSCURATO:PERSONA] - ARTICOLO 16, PUNTO 1 - [OSCURATO:PERSONA]'[OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA]. - CAUSA C-294/92. raccolta della giurisprudenza 1994 pagina I-01717 [OSCURATO:PERSONA] della sentenza Decisione relativa alle spese [OSCURATO:PERSONA] chiave ++++ [OSCURATO:PERSONA] concernente la competenza giurisdizionale e l' esecuzione delle decisioni ° Competenze esclusive ° Liti "in materia di diritti reali immobiliari" ° Nozione ° Lite relativa all' esistenza di un trust avente ad oggetto un bene immobile ° Esclusione ([OSCURATO:PERSONA] 27 settembre 1968, art. 16, punto 1) [OSCURATO:PERSONA] si applichi l' art. 16, punto 1, della convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l' esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale non è sufficiente che l' azione riguardi un diritto reale immobiliare o abbia un nesso con un immobile, ma occorre che essa sia fondata su un diritto reale, e non su un diritto personale, salvo l' eccezione prevista per la locazione di immobili.

Ne consegue che l' azione volta a far constatare che una persona detiene un bene immobile in qualità di trustee e ad ottenere che le sia ingiunto di compiere gli atti necessari affinché l' attore diventi titolare della legal ownership non è un' azione reale ai sensi dell' art. 16, punto 1, della convenzione. [OSCURATO:PERSONA] procedimento C-294/92, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell' art. 3 del Protocollo 3 giugno 1971 relativo all' interpretazione da parte della Corte di giustizia della [OSCURATO:PERSONA] 27 settembre 1968, concernente la competenza giurisdizionale e l' esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, dalla [OSCURATO:PERSONA] of [OSCURATO:PERSONA] a Londra nella causa dinanzi ad essa pendente tra

[OSCURATO:PERSONA]

e

[OSCURATO:PERSONA],

domanda vertente sull' interpretazione dell' art. 16, punto 1, della [OSCURATO:PERSONA] di [OSCURATO:PERSONA] 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l' esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU 1972, L 299, pag. 32)

LA CORTE,

composta dai signori O. Due, presidente, J.C.

Moitinho de Almeida, M. Diez de Velasco, D.A.O.

Edward, presidenti di sezione, C.N.

Kakouris, R. Joliet (relatore), G.C. [OSCURATO:PERSONA], M. Zuleeg e P.J.G.

Kapteyn, giudici, avvocato generale: M. Darmon cancelliere: signora L. Hewlett, amministratore viste le osservazioni scritte presentate: ° per il signor [OSCURATO:PERSONA], dal signor [OSCURATO:PERSONA], barrister; ° per il signor [OSCURATO:PERSONA], dal signor [OSCURATO:PERSONA]Ord, barrister; ° per il governo del [OSCURATO:PERSONA], dalla signora [OSCURATO:PERSONA], del [OSCURATO:PERSONA]' s Department, in qualità di agente; ° per la Commissione delle Comunità europee, dai signori [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], membri del servizio giuridico, in qualità di agenti; vista la relazione d' udienza, sentite le osservazioni orali del signor [OSCURATO:PERSONA], rappresentato dai signori [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], barristers, del signor [OSCURATO:PERSONA], del governo del [OSCURATO:PERSONA], rappresentato dai signori John D. Colahan, del [OSCURATO:PERSONA]' s Department, in qualità d' agente, e [OSCURATO:PERSONA], barrister, e della Commissione all' udienza del 16 novembre 1993, sentite le conclusioni dell' avvocato generale, presentate all' udienza dell' 8 febbraio 1994, ha pronunciato la seguente Sentenza Motivazione della sentenza 1 Con ordinanza 27 febbraio 1992, pervenuta in cancelleria il 3 luglio successivo, la [OSCURATO:PERSONA] of [OSCURATO:PERSONA] a Londra ha sottoposto alla Corte, in forza dell' art. 3 del Protocollo 3 giugno 1971 relativo all' interpretazione da parte della Corte di giustizia della [OSCURATO:PERSONA] 27 settembre 1968, concernente la competenza giurisdizionale e l' esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU 1972, L 299, pag. 32, in prosieguo: la "convenzione"), una questione pregiudiziale relativa all' interpretazione dell' art. 16, punto 1, di detta convenzione. 2 La questione è stata sollevata nel contesto di una controversia sorta tra il signor [OSCURATO:PERSONA] (in prosieguo: "[OSCURATO:PERSONA] padre") e il di lui figlio, [OSCURATO:PERSONA] (in prosieguo: "[OSCURATO:PERSONA] figlio"), con riferimento ad un immobile sito in Francia. 3 Nel 1971 [OSCURATO:PERSONA] padre stipulava un contratto di compravendita per l' acquisto di un appartamento sito a Antibes, raccogliendo i fondi necessari in Inghilterra. 4 Le autorizzazioni della Bank of England prescritte dalla normativa britannica sul controllo dei cambi venivano concesse sulla base dell' indicazione che il bene sarebbe stato acquistato a nome di [OSCURATO:PERSONA] figlio.

I fondi necessari venivano in seguito trasferiti dal conto bancario del padre in Inghilterra su quello aperto dal figlio a Antibes.

Nell' ottobre 1971 il venditore trasferiva la proprietà dell' appartamento a [OSCURATO:PERSONA] figlio. 5 Da allora, sia il padre, con la moglie, sia il figlio hanno utilizzato l' immobile come residenza per le vacanze.

Le spese di manutenzione sono sempre state sostenute in misura sostanziale dal padre. 6 Il 26 marzo 1990, [OSCURATO:PERSONA] padre promuoveva dinanzi alla [OSCURATO:PERSONA] of [OSCURATO:PERSONA] un' azione contro il figlio volta, a titolo principale, ad ottenere la declaratoria che il figlio deteneva il bene in qualità di trustee ed a far pronunciare a suo carico l' ingiunzione di compiere gli atti necessari per intestare al padre la legal ownership. 7 [OSCURATO:PERSONA] figlio contestava la competenza dei giudici inglesi, affermando che, poiché l' azione riguardava un diritto reale immobiliare, i giudici francesi avevano competenza esclusiva.

Invocava a questo proposito l' art. 16, punto 1, della convenzione, a tenore del quale: "Indipendentemente dal domicilio, hanno competenza esclusiva: 1) a) in materia di diritti reali immobiliari e di contratti di affitto d' immobili, i giudici dello Stato contraente in cui l' immobile è situato; (...)". 8 Nella sua pronuncia 23 maggio 1991, la [OSCURATO:PERSONA] ha rilevato, da una parte, che [OSCURATO:PERSONA] padre aveva basato la sua domanda su un rapporto fiduciario tra lui e suo figlio e, dall' altra, che egli non chiedeva né l' accertamento della sua qualità di proprietario, né l' immissione in possesso, né la rettifica delle iscrizioni nei registri immobiliari, bensì voleva ottenere che si ingiungesse al figlio di compiere gli atti necessari per trasferire al padre la proprietà dell' appartamento. [OSCURATO:PERSONA] ne ha dedotto che la domanda non verteva su diritti reali immobiliari ai sensi dell' art. 16, punto 1, della convenzione e ha respinto l' eccezione di incompetenza. 9 Nel merito la [OSCURATO:PERSONA] ha ritenuto che [OSCURATO:PERSONA] figlio deteneva l' appartamento in forza di un trust implicito (resulting trust).

Nel diritto inglese, si presume che chi finanzia l' acquisto di un bene a nome di un' altra persona senza che sia certa l' intenzione di compiere un atto di liberalità conservi la proprietà effettiva del bene, e che l' intestatario di quest' ultimo assuma, per quanto lo riguarda, la qualità di trustee.

Per superare tale presunzione, [OSCURATO:PERSONA] figlio ha sostenuto che l' appartamento gli era stato dato in donazione come anticipo dell' eredità (presumption of advancement).

Questo argomento non ha tuttavia convinto la [OSCURATO:PERSONA], la quale ha dedotto dal fatto che [OSCURATO:PERSONA] padre utilizzava l' appartamento la di lui intenzione di conservare il bene per sé. 10 [OSCURATO:PERSONA] figlio ha interposto appello, deducendo come unico motivo che ingiustamente la [OSCURATO:PERSONA] aveva ritenuto l' art. 16, punto 1, della convenzione inapplicabile alla controversia.

Con ordinanza 27 febbraio 1992 la [OSCURATO:PERSONA] of [OSCURATO:PERSONA] a Londra ha chiesto alla Corte di pronunciarsi in via pregiudiziale sulla seguente questione: "Se l' articolo 16, punto 1, della [OSCURATO:PERSONA] di [OSCURATO:PERSONA] debba essere interpretato nel senso che la causa registrata presso la [OSCURATO:PERSONA] of [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], come [OSCURATO:PERSONA] contro [OSCURATO:PERSONA] 1990, W. n. 2827, rientra nella competenza esclusiva del giudice francese". 11 Con tale questione, il giudice nazionale vuole in sostanza sapere se l' azione volta a far constatare che una persona detiene un bene immobile in qualità di trustee ed a fare emettere a suo carico l' ingiunzione di compiere gli atti necessari affinché l' attore divenga titolare della legal ownership sia un' azione reale ai sensi dell' art. 16, punto 1, della convenzione. 12 Ritenendo che il criterio di applicazione dell' art. 16, punto 1, sia dato dall' obiettivo in sostanza perseguito dall' attore e che [OSCURATO:PERSONA] padre con la sua azione miri, in ultima analisi, a ottenere la proprietà dall' appartamento, [OSCURATO:PERSONA] figlio e la Commissione sostengono che la controversia di cui alla causa principale rientra nell' art. 16, punto

1. 13 Questo argomento non può essere accolto. 14 L' art. 16 attribuisce una competenza esclusiva in materia di diritti reali immobiliari ai giudici dello Stato contraente dove si trova l' immobile.

Dalla sentenza 10 gennaio 1990, causa C-115/88, Reichert e Kockler (Racc. pag.

I-27), sull' applicabilità di detta competenza esclusiva ad un' azione intentata da un creditore al fine di far dichiarare che non poteva essergli opposto un atto di disposizione su un immobile che il creditore stesso asseriva essere stato compiuto dal debitore in frode ai suoi diritti, risulta che non è sufficiente, affinché trovi applicazione l' art. 16, punto 1, che l' azione riguardi un diritto reale immobiliare o che abbia un nesso con un immobile.

Occorre che l' azione sia fondata su un diritto reale, e non su un diritto personale, salvo l' eccezione prevista per la locazione di immobili. 15 L' azione per la quale è stato adito, nella specie, il giudice a quo è intesa a far riconoscere che [OSCURATO:PERSONA] figlio detiene l' appartamento a beneficio esclusivo del padre e che, in tale qualità, egli ha il dovere di compiere gli atti necessari per trasferirgli la proprietà dell' appartamento.

Il padre non pretende di essere già fin da ora titolare di prerogative concernenti direttamente l' immobile ed opponibili erga omnes, ma invoca solo dei diritti nei confronti del figlio.

Pertanto, la sua azione non è un' azione reale ai sensi dell' art. 16, punto 1, della convenzione, bensì un' azione personale. 16 Del resto, le considerazioni di buona amministrazione della giustizia che sottostanno all' art. 16, punto 1, della convenzione non sono di applicazione nella specie. 17 Come deciso dalla Corte, la competenza esclusiva in materia di diritti reali immobiliari dei giudici dello Stato in cui si trova l' immobile si giustifica con il fatto che le controversie relative ai diritti reali immobiliari spesso comportano contestazioni che implicano di frequente accertamenti, inchieste e perizie che dovranno effettuarsi sul posto (v. sentenza 14 dicembre 1977, causa 73/77, Sanders, pag. 2383, punto 13). 18 Orbene, come giustamente rilevato da [OSCURATO:PERSONA] padre e dal governo del [OSCURATO:PERSONA], la natura immobiliare e la posizione del bene detenuto in trust non incidono sulla configurazione della controversia di cui alla causa principale: questa si sarebbe presentata nei medesimi termini se avesse avuto ad oggetto un appartamento situato nel [OSCURATO:PERSONA] o un battello da diporto. 19 La questione pregiudiziale sollevata deve pertanto essere risolta nel senso che l' azione volta a far constatare che una persona detiene un bene immobile in qualità di trustee e ad ottenere che le sia ingiunto di compiere gli atti necessari affinché l' attore diventi titolare della legal ownership non è un' azione reale ai sensi dell' art. 16, punto 1, della convenzione.

Decisione relativa alle spese Sulle spese 20 Le spese sostenute dal governo del [OSCURATO:PERSONA] e dalla Commissione delle Comunità europee, che hanno presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rifusione.

Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. [OSCURATO:PERSONA] questi motivi,

LA CORTE,

pronunciandosi sulla questione sottopostale dalla [OSCURATO:PERSONA] of [OSCURATO:PERSONA] a Londra con ordinanza 27 settembre 1992, dichiara: L' azione volta a far constatare che una persona detiene un bene immobile in qualità di trustee e ad ottenere che le sia ingiunto di compiere gli atti necessari affinché l' attore diventi titolare della legal ownership non è un' azione reale ai sensi dell' art. 16, punto 1, della [OSCURATO:PERSONA] 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l' esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
EUR-Lex - 61992J0294 - IT Avis juridique important | 61992J0294 SENTENZA DELLA CORTE DEL 17 MAGGIO 1994. - [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA]. - [OSCURATO:PERSONA]: [OSCURATO:PERSONA] (ENGLAND) - [OSCURATO:PERSONA]. - [OSCURATO:PERSONA] - ARTICOLO 16, PUNTO 1 - [OSCURATO:PERSONA]'[OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:PERSONA]. - CAUSA C-294/92. raccolta della giurisprudenza 1994 pagina I-01717 [OSCURATO:PERSONA] della sentenza Decisione relativa alle spese [OSCURATO:PERSONA] chiave ++++ [OSCURATO:PERSONA] concernente la competenza giurisdizionale e l' esecuzione delle decisioni ° Competenze esclusive ° Liti "in materia di diritti reali immobiliari" ° Nozione ° Lite relativa all' esistenza di un trust avente ad oggetto un bene immobile ° Esclusione ([OSCURATO:PERSONA] 27 settembre 1968, art. 16, punto 1) [OSCURATO:PERSONA] si applichi l' art. 16, punto 1, della convenzione concernente la competenza giurisdizionale e l' esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale non è sufficiente che l' azione riguardi un diritto reale immobiliare o abbia un nesso con un immobile, ma occorre che essa sia fondata su un diritto reale, e non su un diritto personale, salvo l' eccezione prevista per la locazione di immobili. Ne consegue che l' azione volta a far constatare che una persona detiene un bene immobile in qualità di trustee e ad ottenere che le sia ingiunto di compiere gli atti necessari affinché l' attore diventi titolare della legal ownership non è un' azione reale ai sensi dell' art. 16, punto 1, della convenzione. [OSCURATO:PERSONA] procedimento C-294/92, avente ad oggetto la domanda di pronuncia pregiudiziale proposta alla Corte, a norma dell' art. 3 del Protocollo 3 giugno 1971 relativo all' interpretazione da parte della Corte di giustizia della [OSCURATO:PERSONA] 27 settembre 1968, concernente la competenza giurisdizionale e l' esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, dalla [OSCURATO:PERSONA] of [OSCURATO:PERSONA] a Londra nella causa dinanzi ad essa pendente tra [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], domanda vertente sull' interpretazione dell' art. 16, punto 1, della [OSCURATO:PERSONA] di [OSCURATO:PERSONA] 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l' esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU 1972, L 299, pag. 32) LA CORTE, composta dai signori O. Due, presidente, J.C. Moitinho de Almeida, M. Diez de Velasco, D.A.O. Edward, presidenti di sezione, C.N. Kakouris, R. Joliet (relatore), G.C. [OSCURATO:PERSONA], M. Zuleeg e P.J.G. Kapteyn, giudici, avvocato generale: M. Darmon cancelliere: signora L. Hewlett, amministratore viste le osservazioni scritte presentate: ° per il signor [OSCURATO:PERSONA], dal signor [OSCURATO:PERSONA], barrister; ° per il signor [OSCURATO:PERSONA], dal signor [OSCURATO:PERSONA]Ord, barrister; ° per il governo del [OSCURATO:PERSONA], dalla signora [OSCURATO:PERSONA], del [OSCURATO:PERSONA]' s Department, in qualità di agente; ° per la Commissione delle Comunità europee, dai signori [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], membri del servizio giuridico, in qualità di agenti; vista la relazione d' udienza, sentite le osservazioni orali del signor [OSCURATO:PERSONA], rappresentato dai signori [OSCURATO:PERSONA] e [OSCURATO:PERSONA], barristers, del signor [OSCURATO:PERSONA], del governo del [OSCURATO:PERSONA], rappresentato dai signori John D. Colahan, del [OSCURATO:PERSONA]' s Department, in qualità d' agente, e [OSCURATO:PERSONA], barrister, e della Commissione all' udienza del 16 novembre 1993, sentite le conclusioni dell' avvocato generale, presentate all' udienza dell' 8 febbraio 1994, ha pronunciato la seguente Sentenza Motivazione della sentenza 1 Con ordinanza 27 febbraio 1992, pervenuta in cancelleria il 3 luglio successivo, la [OSCURATO:PERSONA] of [OSCURATO:PERSONA] a Londra ha sottoposto alla Corte, in forza dell' art. 3 del Protocollo 3 giugno 1971 relativo all' interpretazione da parte della Corte di giustizia della [OSCURATO:PERSONA] 27 settembre 1968, concernente la competenza giurisdizionale e l' esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale (GU 1972, L 299, pag. 32, in prosieguo: la "convenzione"), una questione pregiudiziale relativa all' interpretazione dell' art. 16, punto 1, di detta convenzione. 2 La questione è stata sollevata nel contesto di una controversia sorta tra il signor [OSCURATO:PERSONA] (in prosieguo: "[OSCURATO:PERSONA] padre") e il di lui figlio, [OSCURATO:PERSONA] (in prosieguo: "[OSCURATO:PERSONA] figlio"), con riferimento ad un immobile sito in Francia. 3 Nel 1971 [OSCURATO:PERSONA] padre stipulava un contratto di compravendita per l' acquisto di un appartamento sito a Antibes, raccogliendo i fondi necessari in Inghilterra. 4 Le autorizzazioni della Bank of England prescritte dalla normativa britannica sul controllo dei cambi venivano concesse sulla base dell' indicazione che il bene sarebbe stato acquistato a nome di [OSCURATO:PERSONA] figlio. I fondi necessari venivano in seguito trasferiti dal conto bancario del padre in Inghilterra su quello aperto dal figlio a Antibes. Nell' ottobre 1971 il venditore trasferiva la proprietà dell' appartamento a [OSCURATO:PERSONA] figlio. 5 Da allora, sia il padre, con la moglie, sia il figlio hanno utilizzato l' immobile come residenza per le vacanze. Le spese di manutenzione sono sempre state sostenute in misura sostanziale dal padre. 6 Il 26 marzo 1990, [OSCURATO:PERSONA] padre promuoveva dinanzi alla [OSCURATO:PERSONA] of [OSCURATO:PERSONA] un' azione contro il figlio volta, a titolo principale, ad ottenere la declaratoria che il figlio deteneva il bene in qualità di trustee ed a far pronunciare a suo carico l' ingiunzione di compiere gli atti necessari per intestare al padre la legal ownership. 7 [OSCURATO:PERSONA] figlio contestava la competenza dei giudici inglesi, affermando che, poiché l' azione riguardava un diritto reale immobiliare, i giudici francesi avevano competenza esclusiva. Invocava a questo proposito l' art. 16, punto 1, della convenzione, a tenore del quale: "Indipendentemente dal domicilio, hanno competenza esclusiva: 1) a) in materia di diritti reali immobiliari e di contratti di affitto d' immobili, i giudici dello Stato contraente in cui l' immobile è situato; (...)". 8 Nella sua pronuncia 23 maggio 1991, la [OSCURATO:PERSONA] ha rilevato, da una parte, che [OSCURATO:PERSONA] padre aveva basato la sua domanda su un rapporto fiduciario tra lui e suo figlio e, dall' altra, che egli non chiedeva né l' accertamento della sua qualità di proprietario, né l' immissione in possesso, né la rettifica delle iscrizioni nei registri immobiliari, bensì voleva ottenere che si ingiungesse al figlio di compiere gli atti necessari per trasferire al padre la proprietà dell' appartamento. [OSCURATO:PERSONA] ne ha dedotto che la domanda non verteva su diritti reali immobiliari ai sensi dell' art. 16, punto 1, della convenzione e ha respinto l' eccezione di incompetenza. 9 Nel merito la [OSCURATO:PERSONA] ha ritenuto che [OSCURATO:PERSONA] figlio deteneva l' appartamento in forza di un trust implicito (resulting trust). Nel diritto inglese, si presume che chi finanzia l' acquisto di un bene a nome di un' altra persona senza che sia certa l' intenzione di compiere un atto di liberalità conservi la proprietà effettiva del bene, e che l' intestatario di quest' ultimo assuma, per quanto lo riguarda, la qualità di trustee. Per superare tale presunzione, [OSCURATO:PERSONA] figlio ha sostenuto che l' appartamento gli era stato dato in donazione come anticipo dell' eredità (presumption of advancement). Questo argomento non ha tuttavia convinto la [OSCURATO:PERSONA], la quale ha dedotto dal fatto che [OSCURATO:PERSONA] padre utilizzava l' appartamento la di lui intenzione di conservare il bene per sé. 10 [OSCURATO:PERSONA] figlio ha interposto appello, deducendo come unico motivo che ingiustamente la [OSCURATO:PERSONA] aveva ritenuto l' art. 16, punto 1, della convenzione inapplicabile alla controversia. Con ordinanza 27 febbraio 1992 la [OSCURATO:PERSONA] of [OSCURATO:PERSONA] a Londra ha chiesto alla Corte di pronunciarsi in via pregiudiziale sulla seguente questione: "Se l' articolo 16, punto 1, della [OSCURATO:PERSONA] di [OSCURATO:PERSONA] debba essere interpretato nel senso che la causa registrata presso la [OSCURATO:PERSONA] of [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], come [OSCURATO:PERSONA] contro [OSCURATO:PERSONA] 1990, W. n. 2827, rientra nella competenza esclusiva del giudice francese". 11 Con tale questione, il giudice nazionale vuole in sostanza sapere se l' azione volta a far constatare che una persona detiene un bene immobile in qualità di trustee ed a fare emettere a suo carico l' ingiunzione di compiere gli atti necessari affinché l' attore divenga titolare della legal ownership sia un' azione reale ai sensi dell' art. 16, punto 1, della convenzione. 12 Ritenendo che il criterio di applicazione dell' art. 16, punto 1, sia dato dall' obiettivo in sostanza perseguito dall' attore e che [OSCURATO:PERSONA] padre con la sua azione miri, in ultima analisi, a ottenere la proprietà dall' appartamento, [OSCURATO:PERSONA] figlio e la Commissione sostengono che la controversia di cui alla causa principale rientra nell' art. 16, punto 1. 13 Questo argomento non può essere accolto. 14 L' art. 16 attribuisce una competenza esclusiva in materia di diritti reali immobiliari ai giudici dello Stato contraente dove si trova l' immobile. Dalla sentenza 10 gennaio 1990, causa C-115/88, Reichert e Kockler (Racc. pag. I-27), sull' applicabilità di detta competenza esclusiva ad un' azione intentata da un creditore al fine di far dichiarare che non poteva essergli opposto un atto di disposizione su un immobile che il creditore stesso asseriva essere stato compiuto dal debitore in frode ai suoi diritti, risulta che non è sufficiente, affinché trovi applicazione l' art. 16, punto 1, che l' azione riguardi un diritto reale immobiliare o che abbia un nesso con un immobile. Occorre che l' azione sia fondata su un diritto reale, e non su un diritto personale, salvo l' eccezione prevista per la locazione di immobili. 15 L' azione per la quale è stato adito, nella specie, il giudice a quo è intesa a far riconoscere che [OSCURATO:PERSONA] figlio detiene l' appartamento a beneficio esclusivo del padre e che, in tale qualità, egli ha il dovere di compiere gli atti necessari per trasferirgli la proprietà dell' appartamento. Il padre non pretende di essere già fin da ora titolare di prerogative concernenti direttamente l' immobile ed opponibili erga omnes, ma invoca solo dei diritti nei confronti del figlio. Pertanto, la sua azione non è un' azione reale ai sensi dell' art. 16, punto 1, della convenzione, bensì un' azione personale. 16 Del resto, le considerazioni di buona amministrazione della giustizia che sottostanno all' art. 16, punto 1, della convenzione non sono di applicazione nella specie. 17 Come deciso dalla Corte, la competenza esclusiva in materia di diritti reali immobiliari dei giudici dello Stato in cui si trova l' immobile si giustifica con il fatto che le controversie relative ai diritti reali immobiliari spesso comportano contestazioni che implicano di frequente accertamenti, inchieste e perizie che dovranno effettuarsi sul posto (v. sentenza 14 dicembre 1977, causa 73/77, Sanders, pag. 2383, punto 13). 18 Orbene, come giustamente rilevato da [OSCURATO:PERSONA] padre e dal governo del [OSCURATO:PERSONA], la natura immobiliare e la posizione del bene detenuto in trust non incidono sulla configurazione della controversia di cui alla causa principale: questa si sarebbe presentata nei medesimi termini se avesse avuto ad oggetto un appartamento situato nel [OSCURATO:PERSONA] o un battello da diporto. 19 La questione pregiudiziale sollevata deve pertanto essere risolta nel senso che l' azione volta a far constatare che una persona detiene un bene immobile in qualità di trustee e ad ottenere che le sia ingiunto di compiere gli atti necessari affinché l' attore diventi titolare della legal ownership non è un' azione reale ai sensi dell' art. 16, punto 1, della convenzione. Decisione relativa alle spese Sulle spese 20 Le spese sostenute dal governo del [OSCURATO:PERSONA] e dalla Commissione delle Comunità europee, che hanno presentato osservazioni alla Corte, non possono dar luogo a rifusione. Nei confronti delle parti nella causa principale il presente procedimento costituisce un incidente sollevato dinanzi al giudice nazionale, cui spetta quindi statuire sulle spese. [OSCURATO:PERSONA] questi motivi, LA CORTE, pronunciandosi sulla questione sottopostale dalla [OSCURATO:PERSONA] of [OSCURATO:PERSONA] a Londra con ordinanza 27 settembre 1992, dichiara: L' azione volta a far constatare che una persona detiene un bene immobile in qualità di trustee e ad ottenere che le sia ingiunto di compiere gli atti necessari affinché l' attore diventi titolare della legal ownership non è un' azione reale ai sensi dell' art. 16, punto 1, della [OSCURATO:PERSONA] 27 settembre 1968 concernente la competenza giurisdizionale e l' esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale.
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