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CassazionesentenzaSezione 7Decisione del 18 ottobre 2023

Cassazione n. 43489/2023

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la seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] D'APPELLO DI CATANZAROnel procedimento a carico di: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 02/12/2022 della CORTE APPELLO di CATANZAROdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; ORDINANZA Sul ricorso proposto dal Procuratore generale avverso la sentenza con la quale la Corte di appello di Catanzaro del 2 dicembre 2022 ha assolto Filomena dai delitti alla medesima ascritti, assorbita l'ipotesi di percosse nel reato di cui all'art. 610 cod. pen.; Visti gli atti e la sentenza impugnata; Esaminati i motivi di ricorso in cui ci si duole della violazione di legge e del vizio di motivazione in relazione alla valutazione della prova.

Ritenuto che il motivo di ricorso che contesta la correttezza della motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità del ricorrente, non è consentito dalla legge in sede di legittimità perché costituito da mere doglianze in punto di fatto, anche considerando l'avvenuto assorbimento del reato di percosse in quello di violenza privata (di cui pertanto aveva costituito una mera modalità di consumazione).

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso del PG.

Così deciso, in Roma il 18 ottobre 2023.

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
la seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] D'APPELLO DI CATANZAROnel procedimento a carico di: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 02/12/2022 della CORTE APPELLO di CATANZAROdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; ORDINANZA Sul ricorso proposto dal Procuratore generale avverso la sentenza con la quale la Corte di appello di Catanzaro del 2 dicembre 2022 ha assolto Filomena dai delitti alla medesima ascritti, assorbita l'ipotesi di percosse nel reato di cui all'art. 610 cod. pen.; Visti gli atti e la sentenza impugnata; Esaminati i motivi di ricorso in cui ci si duole della violazione di legge e del vizio di motivazione in relazione alla valutazione della prova. Ritenuto che il motivo di ricorso che contesta la correttezza della motivazione posta a base della dichiarazione di responsabilità del ricorrente, non è consentito dalla legge in sede di legittimità perché costituito da mere doglianze in punto di fatto, anche considerando l'avvenuto assorbimento del reato di percosse in quello di violenza privata (di cui pertanto aveva costituito una mera modalità di consumazione). P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso del PG. Così deciso, in Roma il 18 ottobre 2023.
Sentenza Cassazione n. 43489/2023 — Fons Iuris — Fons Iuris