CassazionesentenzaSezione 3Decisione del 14 giugno 2021
Cassazione n. 04136/2024
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
pronunciato la seguente ORDINANZA sul ricorso N. 289/2022R.G. proposto da: [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliato in Roma , Via del Banco di S. Spirito n. 142, presso lo studio dell’avv. [OSCURATO:PERSONA], rappresenta t o e difesodall’avv. [OSCURATO:PERSONA], come da procura in calce al ricorso -ricorrente - contro LLOYD’S [OSCURATO:PERSONA] S.A., in persona del procuratore speciale [OSCURATO:PERSONA], elettivamente domiciliata in Roma, [OSCURATO:PERSONA] n. 30, presso lo studio dell’avv. [OSCURATO:PERSONA], rappresentata e difesa dall’avv. [OSCURATO:PERSONA] come da procura in calce al controricorso -controricorrente – e contro AGRIMOZZON S.S. AGRICOLA, in persona del legale rappresentante pro tempore, elettivamente domiciliata in Roma, [OSCURATO:PERSONA] II n. 33, presso lo N. 289/22R.G. studio dell’avv. [OSCURATO:PERSONA], rappresentata e difesa dall’avv. [OSCURATO:PERSONA], come da procura in calce al controricorso -controricorrente e ricorrente incidentale – avverso la sentenza n. 219/2021della Corte d’appello di Trieste, depositata i n data 14.6.2021; udita la relazione della causa svolta nella adunanza camerale del 14.12.2023 dal Consigliererelatore dr. S alvatore S aija . [OSCURATO:PERSONA] Con atto di citazione notificato il 22.10.2015, la Agrimozzon S.S. Agricola (di seguito, Agrimozzon), convenne dinanzi al Tribunale di Pordenone il fitopatologo e perito agrario [OSCURATO:PERSONA] , per ottenerne la condanna, previo accertamento della responsabilità professionale per violazione degli artt. 2230, 1218 e 1176 c.c. nello svolgimento dell’incarico di consulente tecnico per la “gestione dei vigneti aziendali compresa la difesa fitosanitaria e nutrizione in tutte le fasi vegetative”, al pagamento del risarcimento dei danni soffertida essa società a seguito dell’attacco di “peronospora della vite” verificatosi sui propri vigneti verso la fine del mese di giugno 2014. Costituitosi, il Berselli respin se ogni addebito e chiese in viapreliminare la chiamata in causa degli Assicuratori dei Lloyd’s, in relazione al rischio assunto per la polizza AE000011401, al fine di esseremanlevato, in ipotesi di soccombenza, dal pagamento di eventuali somme disposte a favore della società attrice. All’esito, si costitu irono anche gli Assicuratori dei Lloyd’s (di seguito, anche soltanto “Lloyd’s”), resistendo alla domanda di manleva svolta nei propri confronti per inoperatività della polizza relativamente ai fatti ed ai danni contestati alconvenuto Borselli, aderendo in subordine alle conclusioni formulate dal medesimo. Istruita la causa anche a N. 289/22R.G. mezzo di C.T.U., con sentenza n. 874/2019 pubblicata il 13.12.2019 l’adito Tribunale accolse la domanda attorea, condannandoil Borselli a pagare, a titolo di risarcimento del danno, l’importo di € 37.054,70in favore di Agrimozzon s.s., oltre accessori, nonché regolando le spese tra le parti; quanto al rapporto di chiamata, dichiarò l’inefficacia della clausola n. 22 ( esclusioni ) della polizza assicurativa n. AE000011401, condannandogli Assicuratori dei Lloyd’s a tenere indenne il Borselli della propria obbligazione risarcitoria nei confronti di Agrimozzon s.s., del pari regolando le spese tra le parti. I Lloyd’s impugnarono parzialmentela suddetta decisione; resistettero all’appello sia Agrimozzon che il Borselli. La Corte d’appello di Trieste, con sentenza del 14 . 6 .2021 , accolse l’appello e, per l’effetto, rigettòla domanda di garanzia svolta da [OSCURATO:PERSONA], nonché quella dinullità parziale del contratto di assicurazione, da lui riproposta nel grado; condannò dunque il Borselli alla restituzione, in favore dell’appellante, della somma da questa pagata in esecuzione dell’impugnata sentenza, oltre accessori e spese;condannò infine il Borselli e la Agrimozzon s.s. agricola, in solido,alla rifusione, in favore degli Assicuratori dei Lloyd’s, delle spese di lite del grado. Avverso tale sentenza ricorre ora per cassazione [OSCURATO:PERSONA] affidandosi a due motivi, cui resist ono con autonomi controricors i la L loyd’s [OSCURATO:PERSONA] S.A. (succeduta agli Assicuratori dei Lloyd’s che hanno assunto il rischio di cui alla polizza AE000011401)e la Agrimozzon, che ha pure proposto ricorso incidentale, sulla base di tre motivi, illustrati da memoria, resistiti con controricorso dalla suddetta Compagnia.Ai sensi dell’art. 380 - bis .1, comma 2, N. 289/22R.G. 4 c.p.c., il Collegio ha riservato il deposito dell’ordinanza nei sessanta giorni successivi all’odierna adunanza camerale. [OSCURATO:PERSONA] 1.1 – Non mette conto illustrare i motivi del ricorso principale, né quelli del ricorso incidentale, giacché il primo è improcedibile, mentre il secondo è inefficace. 1.2 – In particolare, il ricorso principale è improcedibile ai sensi dell’art. 369, comma 2, n. 2, c.p.c., non risultando agli atti la copia notificata della sentenza impugnata, pubblicata il 14.6.2021, che i l ricorrent e afferma esser gli stata notificata in data 26 . 10 .2021 . La difesa de l ricorrent e ha infatti deposit ato soltanto una copia della sentenza impugnata, estratta dal fascicolo informatico e attestata “conforme all’originale contenuto nello stesso”, ma non corredata da alcuna dimostrazione di avvenuta notifica nei suoi confronti. Sul punto deve ribadirsi la oramai costante giurisprudenza di questa Corte, condivisa dal Collegio e alla quale si intende dare continuità (di recente, ribadendo consolidati approdi ermeneutici, Cass. n. 15832/2021), che, riguardo alla produzione della copia notificata della sentenza e più in generale di decorrenza dei termini di impugnazione, afferma: “In tema di notificazione del provvedimento impugnato ad opera della parte, ai fini dell’adempimento del dovere di controllare la tempestività dell’impugnazione in sede di giudizio di legittimità, assumono rilievo le allegazioni delle parti, nel senso che, ove il ricorrente non abbia allegato che la sentenza impugnata gli è stata notificata, si deve ritenere che il diritto di impugnazione sia stato esercitato entro il c.d. termine "lungo" di cui all’art. 327 c.p.c., procedendo all’accertamento della sua N. 289/22R.G. osservanza, mentre, nella contraria ipotesi in cui l’impugnante abbia allegato espressamente o implicitamente che la sentenza contro cui ricorre gli sia stata notificata ai fini del decorso del termine breve di impugnazione (nonché nell’ipotesi in cui tale circostanza sia stata eccepita dal controricorrente o sia emersa dal diretto esame delle produzioni delle parti o del fascicolo d’ufficio), deve ritenersi operante il termine di cui all’art. 325 c.p.c., sorgendo a carico del ricorrente l’onere di depositare, unitamente al ricorso o nei modi di cui all’art. 372, comma 2, c.p.c., la copia autentica della sentenza impugnata, munita della relata di notificazione, entro il termine previsto dall’art. 369, comma 1, c.p.c., la cui mancata osservanza comporta l’improcedibilità del ricorso, escluso il caso in cui la notificazione del ricorso risulti effettuata prima della scadenza del termine breve decorrente dalla pubblicazione del provvedimento impugnato e salva l’ipotesi in cui la relazione di notificazione risulti prodotta dal controricorrente o presente nel fascicolo d’ufficio”. Tale conclusione è ribadita, con alcune precisazioni, i cui presupposti fattuali di applicazione peraltro non ricorrono nella specie, anche dalla più recente giurisprudenza nomofilattica (Cass., Sez. Un.,n. 21349/2022). Nella specie,peraltro, il ricorso di [OSCURATO:PERSONA] risulta essere stato notificato il 23.12.2021 e quindi ben oltre i sessanta giorni dalla pubblicazione della sentenza della Corte d’appello di Trieste, avvenuta in data 14.6.2021, così neppure operando l’eccezione all’obbligo di deposito della sentenza (e della relata, se la prima è stata notificata) individuata fin da Cass. n. 17066/2013;né una copia notificata della sentenza stessa, ritualmente formata , risulta comunque dagli atti di causa legittimamente esaminabili da questa Corte. N. 289/22R.G. 2.1 – Il ricorso incidentale, conseguentemente, è inefficace, perché tardivamente proposto (la sentenza impugnata è stata pubblicata il 14.6.2021, e notificata il26.10.2021, mentre l’atto è stato notificato in data 1 . 2 .202 2 , e dunque ben oltre sia il termine lungo, ex art. 327 c.p.c., sia quello breve,ex art.325 c.p.c.). Sul punto, deve chiarirsi che tanto consegue non già in forza dell’art. 334, comma 2, c.p.c. (come modificato dall’art. 3, comma 25, lett. b, del d.lgs. n. 149/2022, entrato in vigore il 30.6.2023 e direttamente applicabile ai giudizi instaurati a partire da tale data), né in virtù di applicazione analogica della relativa disposizione (che, nel testo vigente ratione temporis, commina l’inefficacia dell’impugnazione incidentale nel solo caso di inammissibilità dell’impugnazione principale, non anche della sua improcedibilità), “bensì in base ad un'interpretazione logico-sistematica dell'ordinamento, che conduce a ritenere irrazionale che un'impugnazione (tra l'altro anomala) possa trovare tutela in caso di sopravvenuta mancanza del presupposto in funzione del quale è stata riconosciuta la sua proponibilità” (Cass., Sez. Un., n. 9741/2008; Cass.n. 19188/2018; Cass. n. 14497/2020). 3.1 –In definitiva, il ricorso principale è improcedibile, mentre quello incidentale è inefficace. Le spese di lite, liquidate come in dispositivo, seguono la soccombenza (che si configura pure nell’ipotesi prevista dall’art. 334 c.p.c.: Cass. n. 4074/2014 e successive) nei rapporti tra Borselli e [OSCURATO:PERSONA], nonché tra la Agrimozzon e la predetta società, mentre la concreta estrinsecazione delle rispettive attività assertive in questa sede ne rende di giustizia la compensazione nei rapporti tra Borselli e la Agrimozzon. N. 289/22R.G. In relazione alla data di proposizione del ricorso principale (successiva al 30 gennaio 2013; la questione, invece, non può investire il ricorso incidentale, in quanto inefficace: v. Cass. n. 18348/2017), può darsi atto dell’applicabilità dell’art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. 30 maggio 2002, n.115 (nel testo introdotto dall’art. 1, comma 17, legge 24 dicembre 2012, n. 228). P. Q. M. La Corte dichiara il ricorso principale improcedibile e l’incidentale inefficace; condanna il ricorrent e principale alla rifusione delle spese del giudizio di legittimitàin favore di [OSCURATO:PERSONA] S.A. , che liquida in € 4.500,00 per compensi, oltre € 200,00 per esborsi, oltre rimborso forfetario spese generali in misura del 15%, oltre accessori di legge; condanna la ricorrente incidentale alla rifusione delle spese del giudizio di legittimità in favore di [OSCURATO:PERSONA] S.A., che liquida in € 4.500,00 per compensi, oltre € 200,00 per esborsi, oltre rimborso forfetario spese generali in misura del 15%, oltre accessori di legge; compensa le spese del giudizio di legittimità tra il ricorrente principale e la ricorrente incidentale. Ai sensi dell’art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n.115, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte del ricorrenteprincipale, di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per ilricorso, a norma