Torna alla ricerca
CassazionesentenzaSezione 7Decisione del 26 settembre 2024

Cassazione n. 37791/2024

Testo disponibile della fonte

Testo disponibile della fonte

a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del TRIB.

SORVEGLIANZA di ROMAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA] Esaminato il ricorso proposto avverso l'ordinanza del 4 aprile 2024, con la quale il Tribunale di sorveglianza di Roma ha respinto il reclamo proposto da [OSCURATO:PERSONA] avverso il provvedimento del 14/09/2023 con il quale il Ministro della Giustizia ha disposto, ai sensi dell'art. 41bis ord. pen., come modificato dalla legge n. 94 del 15/07/2009, la sospensione dell'applicazione delle regole del regime intramurario ordinario per anni due, prorogando il preesistente regime speciale di cui all'art. 2, comma 2bis, I.n. 279/2002; Ritenuto che i motivi di ricorso sono stati proposti ai sensi dell'art. 606 lett. b) ed e) e lamentano la violazione dell'art. 41bis ord. pen. per l'omessa valutazione dell'attualità delle condizioni di applicazione del regime speciale e per la contraddittorietà della motivazione, censurando in particolare il mancato esame delle condotte intramurarie e la mancata allegazione di fatti ulteriori giustificativi della proroga; nella sostanza, pertanto, si denunciano vizi di motivazione; che ai sensi dell'art. 41bis, comma 2sexies, ord. pen., avverso il provvedimento impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione possono essere denunciati solo vizi di violazione di legge, sebbene « il controllo svolto dal Tribunale di sorveglianza sul decreto di proroga del regime di detenzione differenziato, diversamente dal sindacato conducibile nel giudizio di legittimità, non è limitato ai profili di violazione della legge, ma si estende alla motivazione ed alla sussistenza, sulla base delle circostanze di fatto indicate nel provvedimento, dei requisiti della capacità del soggetto di mantenere collegamenti con la criminalità organizzata, della sua pericolosità sociale e del collegamento funzionale tra le prescrizioni imposte e la tutela delle esigenze di ordine e di sicurezza» (Sez. 1, n. 18434 del 23/04/2021, Rv. 281361-01); che tuttavia «ai fini della proroga del regime detentivo differenziato di cui all'art. 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, l'accertamento dell'attuale capacità del condannato di mantenere contatti con l'associazione criminale, da svolgere tenendo conto dei parametri indicati in termini non esaustivi dal comma 2bis della norma citata, si sostanzia in un ponderato apprezzamento di merito involgente tutti gli elementi, non necessariamente sopravvenuti, rivelatori della permanenza delle condizioni di pericolo già in origine poste a fondamento del suddetto regime» (Sez. 1, n. 2660 del 09/10/2018, dep. 2019, Rv. 274912); sicchè, a fronte di un'adeguata motivazione sul ruolo assunto dal condannato nella cosca e sull'assenza di elementi positivi emersi nel corso della detenzione in ordine ad eventuale dissociazione o comunque ad elementi inequivocamente sintomatici di recupero dei valori di legalità, non è affatto neces rio che sussistano fatti sopravvenuti per giustificare la proroga;che nel provvedimento impugnato si rinvengono congrue valutazioni basate su specifici elementi sia sul fatto che non può dirsi venuta meno la capacità di mantenere i collegamenti con l'associazione, ancora composta da soggetti legati à Fragapane e che gli potevano consentire di inviare messaggi all'esterno, sia sulla perdurante operatività del sodalizio criminale; Per queste ragioni, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

P.Q.M.

Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente ai pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.

Così deciso il 26 settembre 2024 ;

Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] [OSCURATO:IDENTITA_RESIDUA] [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso l'ordinanza del [OSCURATO:DATA_NASCITA] del TRIB. SORVEGLIANZA di ROMAdato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA] Esaminato il ricorso proposto avverso l'ordinanza del 4 aprile 2024, con la quale il Tribunale di sorveglianza di Roma ha respinto il reclamo proposto da [OSCURATO:PERSONA] avverso il provvedimento del 14/09/2023 con il quale il Ministro della Giustizia ha disposto, ai sensi dell'art. 41bis ord. pen., come modificato dalla legge n. 94 del 15/07/2009, la sospensione dell'applicazione delle regole del regime intramurario ordinario per anni due, prorogando il preesistente regime speciale di cui all'art. 2, comma 2bis, I.n. 279/2002; Ritenuto che i motivi di ricorso sono stati proposti ai sensi dell'art. 606 lett. b) ed e) e lamentano la violazione dell'art. 41bis ord. pen. per l'omessa valutazione dell'attualità delle condizioni di applicazione del regime speciale e per la contraddittorietà della motivazione, censurando in particolare il mancato esame delle condotte intramurarie e la mancata allegazione di fatti ulteriori giustificativi della proroga; nella sostanza, pertanto, si denunciano vizi di motivazione; che ai sensi dell'art. 41bis, comma 2sexies, ord. pen., avverso il provvedimento impugnato dinanzi alla Corte di Cassazione possono essere denunciati solo vizi di violazione di legge, sebbene « il controllo svolto dal Tribunale di sorveglianza sul decreto di proroga del regime di detenzione differenziato, diversamente dal sindacato conducibile nel giudizio di legittimità, non è limitato ai profili di violazione della legge, ma si estende alla motivazione ed alla sussistenza, sulla base delle circostanze di fatto indicate nel provvedimento, dei requisiti della capacità del soggetto di mantenere collegamenti con la criminalità organizzata, della sua pericolosità sociale e del collegamento funzionale tra le prescrizioni imposte e la tutela delle esigenze di ordine e di sicurezza» (Sez. 1, n. 18434 del 23/04/2021, Rv. 281361-01); che tuttavia «ai fini della proroga del regime detentivo differenziato di cui all'art. 41-bis della legge 26 luglio 1975, n. 354, l'accertamento dell'attuale capacità del condannato di mantenere contatti con l'associazione criminale, da svolgere tenendo conto dei parametri indicati in termini non esaustivi dal comma 2bis della norma citata, si sostanzia in un ponderato apprezzamento di merito involgente tutti gli elementi, non necessariamente sopravvenuti, rivelatori della permanenza delle condizioni di pericolo già in origine poste a fondamento del suddetto regime» (Sez. 1, n. 2660 del 09/10/2018, dep. 2019, Rv. 274912); sicchè, a fronte di un'adeguata motivazione sul ruolo assunto dal condannato nella cosca e sull'assenza di elementi positivi emersi nel corso della detenzione in ordine ad eventuale dissociazione o comunque ad elementi inequivocamente sintomatici di recupero dei valori di legalità, non è affatto neces rio che sussistano fatti sopravvenuti per giustificare la proroga;che nel provvedimento impugnato si rinvengono congrue valutazioni basate su specifici elementi sia sul fatto che non può dirsi venuta meno la capacità di mantenere i collegamenti con l'associazione, ancora composta da soggetti legati à Fragapane e che gli potevano consentire di inviare messaggi all'esterno, sia sulla perdurante operatività del sodalizio criminale; Per queste ragioni, il ricorso deve essere dichiarato inammissibile, con la conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso e condanna il ricorrente ai pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. Così deciso il 26 settembre 2024 ;
Sentenza Cassazione n. 37791/2024 — Fons Iuris — Fons Iuris