CassazionesentenzaSezione 5
Cassazione n. 08796/2025
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
ente ORDINANZA sul ricorso iscritto al n. 9543/2023R.G. proposto da [OSCURATO:PERSONA] E [OSCURATO:PERSONA] , in persona del Direttore protempore, rappresentata e difesa dall’Avvocatura Generale dello Stato,domiciliata in Roma, via [OSCURATO:PERSONA], n. 12; –ricorrente – contro [OSCURATO:PERSONA]365 [OSCURATO:PERSONA], in persona del legale rappresentate; –intimata – Oggetto:imposta scom- messe –bookmaker – art.1 comma 643 l. n.190/2014 avverso la sentenza della Corte di giustizia di secondo grado del la Calabria n. 3378 / 7/ 20 22 depositata in data 4 / 11 /20 22 , non notifi- cata. Uditala relazione svolta nell’adunanza camerale del 16 gennaio 202 5 dalconsigliere [OSCURATO:PERSONA]. [OSCURATO:PERSONA] Consentenza della Corte di giustizia di secondo grado della Calabria n.3378/7/2022depositata in data 4/11/2022 veniva accolto l’appello propostoda SKS365 [OSCURATO:PERSONA] , avverso la sentenza della Com- missione Tributaria Provinciale di [OSCURATO:PERSONA] n. 4451 / 3 /201 9 conla quale era stato rigettato il ricorso introduttivo . L’attoimpugnato era l’a vviso di accertamento, relativo all’anno d’im- posta 2015, emesso dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli nei confrontidi un Centro trasmissione dati affiliato alla società SKS365 a cui, n ella qualità di bookmaker responsabile solidale dell’imposta unica sulle scommesse ex d.lgs. 504/1998 non versata per l’anno 2015, era stato intimato il pagamento dell’importo complessivo di euro9.839.10, oltre sanzioni, dovuto dal punto di raccolta [OSCURATO:PERSONA]. LaCTP di [OSCURATO:PERSONA] emetteva sentenza favorevole all’Ammini- strazione finanziaria, decisione riformata dalla Corte d’appello la qualeosservava che il bookmaker SKS365 [OSCURATO:PERSONA] aveva aderito allasanatoria di cui all'art.1 comma 643 della l. n. 190/2014, effet- tuandotutti irelativi versamenti. Pereffetto di siffatta regolarizzazione, riteneva il giudice, la società appellantenon poteva essere chiamata a rispondere del pagamento dell’impostaunica sulle scommesse neppure a titolo di responsabilità solidalenei confronti dei singoli punti di raccolta dati (CTD) che non avevanointeso aderire anch’essi al condono. Avversola sentenza d’appello propon e ricorso per cassazione l’Agen- ziadelle Dogane , affidato a d un unico motiv o. La contribuente è ri- mastaintimata.[OSCURATO:PERSONA] 1. Con l’unico motivo di ricorso si deduce, in relazione all'art.360, comma 1, n. 3 cod. proc. civ. la violazione e falsa applicazione dell'art. 1, comma 643, legge n. 190 del 23/12/2014, per aver la CTR erroneamente ritenuto che la procedura di regolarizzazione pro- mossa da SKS365 abbia fatto venire meno la responsabilit̀ solidale di quest'ultima anche con riguardo all'imposta dovuta, per l’annualit̀ 2015,dal CTD che non ha aderito alla procedura di regolarizzazione. 2. Il motivo ̀ fondato. 2.1. Appare opportuno partire dal dato normativo di cui all'art. 1, comma 643, l. n. 190/2014 che dispone: «In attesa del riordino della materia dei giochi pubblici (...) a decorrere dal 10 gennaio 2015 ai soggetti attivi alla data del 30 ottobre 2014, che comunque offrono scommesse con vincite in denaro in Italia, per conto proprio ovvero di soggetti terzi, anche esteri, senza essere collegati al totalizzatore nazionale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, in considera- zione del fatto che, in tale caso, il giocatore ̀ l'offerente e che il contratto di gioco ̀ pertanto perfezionato in Italia e conseguente- mente regolato secondo la legislazione nazionale, ̀ consentito rego- larizzare la propria posizione alle seguenti condizioni: a) non oltre il 31 gennaio 2016 i soggetti inoltrano all'Agenzia delle dogane e dei monopoli (...) una dichiarazione di impegno alla rego- larizzazione fiscale per emersione con la domanda di rilascio di titolo abilitativo ai sensi dell'articolo 88 del testounico di cui al regio de- creto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni, nonch́ di collegamento al totalizzatore nazionale, (...) con il contestuale ver- samento mediante modello F24 della somma di euro 10.000, da compensare in sede di versamento anche solo della prima rata di cui alla lettera e); b) le domande sono sottoscritte dal titolare dell'eser- cizio ovvero del punto di raccolta che offre le scommesse di cui all'a- linea.c) le domande recano altres̀ l'esplicito impegno di sottoscrizione presso l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, non oltre il 29 febbraio 2016, del disciplinare di raccolta delle scommesse (...); d) l'Agenzia delle dogane e dei monopoli, subito dopo la sottoscrizione del disci- plinare di raccolta delle scommesse di cui alla lettera c), trasmette alla questura territorialmente competente le domande. pervenute, nonch́ la documentazione allegata dal richiedente a comprova dei prescritti requisiti; e) la regolarizzazione fiscale si perfeziona con il versamento dell’im- posta unica di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, e successive modificazioni, dovuta per i periodi d'imposta anteriori a quello del 2016 e per i quali non sia ancora scaduto il termine di decadenza per l'accertamento, determinata con le modalit̀ previste dall'articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ri- dotta di un terzo e senza applicazione di sanzioni ed interessi, in due rate di pari importo che scadono, rispettivamente, il 31 marzo e il 30 novembre 2016; f) gli atti di accertamento e di irrogazione di sanzioni gì notificati entro il 31 dicembre 2014 perdono effetto a condizione che l'imposta versata per la regolarizzazione, con ri- guardo al periodo d'imposta oggetto degli atti medesimi, non sia di importo inferiore a quello in essi indicato; g) con la presentazione della domanda al titolare dell'esercizio ovvero del punto di raccolta ̀ riconosciuto il diritto, esclusivamente fino alla data di scadenza, nell'anno 2016, delle concessioni di Stato vigenti per la raccolta delle scommesse, di gestire analoga raccolta, anche per conto di uno degli attuali concessionari; h) il titolare dell'esercizio ovvero del punto di raccolta perde il diritto di cui alla lettera g) in caso di mancato rilascio del titolo abilitativo di cui all'articolo 88 del testo unico n. 773 del 1931 ovvero di mancato versamento anche di una sola delle rate di cui alla lettera e). Il provvedimento di diniego della licenza dispone la chiusura».2.2. La legge 23 dicembre 2014 n. 190 (legge di stabilit̀ per l'anno 2015) nel comma 643 dell'art. 1, ha introdotto un insieme di dispo- sizioni (originariamente temporanee "In attesa del riordino della ma- teria dei giochi pubblici in attuazione dell'art. 14della legge 11 marzo 2014, n. 23" di delega fiscale al Governo, delega poi non esercitata e decaduta) dirette alla regolarizzazione, a decorrere dal 10 gennaio 2015, della posizione dei «soggetti attivi alla data del 30 ottobre 2014 che comunque offrono scommesse con vincite in denaro in Ita- lia, per conto proprio ovvero di soggetti terzi, anche esteri, senza essere collegati al totalizzatore nazionale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli»(regolarizzazione da effettuarsi mediante la presen- tazione non oltre il 31 gennaio 2016- termine cos ̀ prorogato dalla legge 28 dicembre 2015 n. 208 art. 1, comma 926-all'Agenzia delle dogane e dei monopoli di una dichiarazione di impegno alla regola- rizzazione fiscale per emersione, con successivo versamento del do- vuto, nonch́ di una domanda di rilascio di titolo abilitativo ai sensi dell'art. 88 del Testo unico delle leggi di polizia di cui al regio decreto 18 giugno 1931 n. 773 (TULPS) e di collegamento al totalizzatore nazionale con impegno alla sottoscrizione presso l'Agenzia delle do- gane e dei monopoli del disciplinare di raccolta delle scommesse pre- disposto dall'Agenzia). In base alla lettera g) del comma 643, la pre- sentazione delia domanda conferisce al titolare dell'esercizio ovvero del punto di raccolta il diritto di gestire analoga raccolta, anche per conto di uno degli attuali concessionari esclusivamente fino alla data di scadenza nell'anno 2016 delle concessioni di Stato vigenti per la raccolta delle scommesse. In base alla lett. h) del comma 643, il titolare dell'esercizio ovvero del punto di raccolta perde il diritto di cui alla lettera g) in caso di mancato rilascio del titolo abilitativo di cui all'articolo 88 del testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931 ovvero di mancato versamento anche di una sola delle rate di cui alla lettera e) con conseguente chiusura dell'esercizio.2.3. Il comma 644 del medesimo art. 1 della legge n. 190 del 2014 ha poi disciplinato la posizione dei «soggetti di cui al comma 643 che non aderiscono al regime di regolarizzazione di cui al medesimo comma 643» ovvero dei soggetti « che, pur avendo aderito a tale regime, ne sono decaduti». Riguardo a tali soggetti il comma 644, ferma «l'applicazione di quanto previsto dall'art. 4, comma 4-bis, della legge 13 dicembre 1989, n. 401 e successive modificazioni» (ossia le sanzioni penali previste per l'esercizioabusivo di attivit ̀ di giuoco o di scommessa), ha imposto una pluralit̀ di obblighi e divieti (in materia di antiriciclaggio, di obblighi di identificazione, di oneri e responsabilit̀ in tema di privacy, di divieto di raccolta per eventi non inseriti nel palinsesto dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli e di scommesse che consentono vincite superiori a euro 10.000, in tema di misure di contrasto alla ludopatia, etc.). 2.4. Il complesso delle disposizioni introdotte dai citati commi 643 e 644 dell'art. 1 della legge n. 190 del 2014, nasce dall'esigenza di porre rimedio a un ampio contenzioso che si era in precedenza ge- nerato riguardo alla possibilit̀ di operare in Ital ia da parte di primari bookmaker e gestori di case di gioco stabiliti in altri paesi dell'Unione che agivano nel mercato italiano tramite l'intermediazione di nume- rose agenzie, comunemente denominate "centri di trasmissione dati" (CTD) che offrono i loro servizi in locali aperti al pubblico in cui met- tono a disposizione degli scommettitori un percorso telematico che consente di accedere al server del bookmaker estero, al di fuori, dunque, del collegamento al totalizzatore nazionale dell'Agenzia delle doganee dei monopoli; 2.5. In questa materia la giurisprudenza unionale ha chiarito (sen- tenza del 12 settembre 2013, Biasci, in cause riunite C-660/11 e C- 8/12) che «l'obiettivo attinente alla lotta contro la criminalit̀ colle- gata ai giochi d'azzardo ̀ idoneo a giustificare le restrizioni alle li- bert̀ fondamentali derivanti da tale normativa, purch ́ tali restrizioni soddisfino il principio di proporzionalit̀ e nel la misura in cui i mezzi impiegati siano coerenti e sistematici (v., in tal senso, citate sen- tenze Placanica e a., punti da 52 a 55, nonch́ Costa e Cifone , punti da 61 a 63)». La Corte di giustizia ha in tal modo legittimato il si- stema della cd. doppia autorizzazione, affermando che gli articoli 43 CE e 49 CE devono essere interpretati nel senso che non ostano a una normativa nazionale che imponga alle societ̀ interessate a e ser- citare attivit̀ collegate ai giochi d'azzardo l'obbligo di ottenere un'autorizzazione di polizia, in aggiunta a una concessione rilasciata dallo Stato al fine di esercitare simili attivit̀ , rilevando in sostanza che l'obiettivo della lotta contro la criminalit̀ collegata ai giochi d'az- zardo ̀ idoneo a giustificare quelle misure restrittive che soddisfino il principio di proporzionalit̀ . La Corte del Lussemburgo ha altres ̀ escluso l'obbligo dello Stato, nel cui territorio si intende svolgere l'at- tivit̀ di raccolta delle scommesse, di riconoscere i titoli conces- sori/autorizzatori rilasciati dallo Stato di stabilimento dell'operatore economico (non esistendo allo stato attuale un "obbligo di mutuo riconoscimento delle autorizzazioni rilasciate dai vari Stati membri: v., in tal senso, sentenze dell'8 settembre 2010, StoB e a., C- 316/07, da C-358/07 a C-360/07, C-409/07 e C-410/07, Racc. pag. 1-8069, punto 112, nonch́ del 15 settembre 2011, Dickinger e ́ mer , C - 347/09, Racc. pag. 1 - 8185, punti 96 e 99)", con la conse- guenza per cui «il fatto che un operatore debba disporre sia di una concessione sia di un'autorizzazione di polizia per poter accedere al mercato di cui trattasi non ̀ , in s ́ , sproporzionata rispetto all'obiet- tivo perseguito dal legislatore nazionale, ossia quello della lotta alla criminalit̀ collegata ai giochi d'azzardo » . Questa impostazione - se- condo la quale la disciplina dei giochi d'azzardo incide (anche) sulla materia dell'ordine pubblico, giustificando la vigenza del regime au- torizzatorio previsto dagli artt. 86 e 88 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 - ̀ sta ta ribadita recentemente dalla Corte costituzio- nale con la sentenza 27 febbraio 2018, n. 27 [«Questa Corte ha gì avuto modo di pronunciarsi pì volte riguardo alla disciplina dei gio- chi leciti, ricondotta alla competenza legislativa esclusiva dello Stato in materia di ordine pubblico e sicurezza per le modalit̀ di installa- zione e di utilizzo degli apparecchi da gioco leciti e per l'individua- zione dei giochi leciti. Si tratta di profili, infatti, che evocano finalit̀ di prevenzione dei reati e di mantenimento dell'ordine pubblico (sen- tenze n. 72 del 2010 e n. 237 del 2006), giustificando la vigenza del regime autorizzatorio previsto dagli artt. 86 e 88 del regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 (Approvazione del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza)]»(in tal senso, v. parere del Consiglio Stato, n. 1279 del 2020). 3. La complessa disciplina di cui al comma 643 dell'art. 1 cit. non persegue l'obiettivo, come sembra ritenere la sentenza impugnata, di introdurre nell'ordinamento una nuova ipotesi di condono o di sa- natoria fiscale ma di regolarizzare e realizzare l'emersione di attivit̀ illecite perch́ possano proseguire come attivit ̀ lecite; ci ̀ emerge, in primo luogo, dallo stesso disposto delprimo periodo della norma che prevede che la regolarizzazione ̀ possibile « ai soggetti attivi alla data del 30 ottobre 2014»; non si tratta di una mera indicazione temporale per la collocazione del requisito della domanda ma della obbiettiva esigenza che il soggetto sia operativo e attivo a quella data; solo costui pù beneficiare dell'emersione e, cos ̀ , proseguire l'attivit̀ che diviene lecita (Cass. n. 3865/22; Cass n. 4067/22; Cass. n.25989/22). 3.1. Tale conclusione ̀ poi avvalorata dall'intero dato normativo che specificamente prevede: la regolarizzazione fiscale per emersione deve essere accompagnata dalla domanda di rilascio del titolo abili- tativo nonché di collegamento al totalizzatore nazionale; l'esplicito impegno di sottoscrivere il disciplinare per la raccolta delle scom- messe; la trasmissione della domanda alla questura (che rilascer̀ il titolo), corredata dei requisiti; il riconoscimento, con la presenta- zione della domanda, della possibilit̀ di raccogliere le scommesse; la perdita di tale diritto se non viene rilasciato il titolo o se viene negato il rilascio della licenza, condizione che comporta "la chiusura dell'esercizio" (il quale, quindi, deve essere in atto); inoltre, i sog- getti regolarizzati sono annotati e possono procedere alla contabiliz- zazione anche se non ancora collegati; per coloro che non presen- tano domanda o sono deceduti valgono vari obblighi edivieti (limiti giochi e scommesse) e il titolare deve comunque comunicare i propri dati anagrafici e l'esistenza dell'attivit̀ e del suo avvio (a pena chiu- sura esercizio). 3.2. Ń pare possibile scindere l'attivit ̀ del titolare di rete da quella del CTD in quanto ove il CTD non sia pì attivo non pu ̀ ritenersi esistente neppure il punto rete e, quindi, non vi ̀ alcuna attivit ̀ idonea a proseguire ulteriormente in termini leciti. La regolarizza- zione (e l'emersione), in altri termini, mira a consentire lo svolgi- mento per il futuro (sanando il passato) dell'attivit̀ ; se l'attivit ̀ ̀ cessata (o, comunque, non vi ̀ adesione a proseguire l'attivit ̀ con modalit̀ lecite) non ci pu ̀ essere alcuna emersione; non si tratta di sanare il passato in ś e per s ́ ma di far confluire nelle attivit ̀ lecite quelle in atto che tali non sono; solamente in relazione a tale prima- ria esigenza, dunque, la procedura di emersione si accompagna ad una sanatoria (non un condono) degli illeciti fiscali; cì vale anche - e necessariamente -per l'eventuale istanza del solo bookmaker: eli- minare la responsabilit̀ del bookmaker con riguardo alle posizioni di tutti i CTD non pì attivi alla da ta del 30.10.2014, comporterebbe un ingiustificato esonero di responsabilit̀ per attivit ̀ di raccolta illecita di scommesse, comunque effettuata per conto del bookmaker stesso dal centro trasmissione dati non pì operante. 3.3. A fronte di cì si pone l'ulteriore questione della validit ̀ e suffi- cienza della domanda che sia stata presentata dal solo bookmaker a fronte della mancata adesione del CTD; la stessa Agenzia delle do- gane, con la circolare del 15/04/2016, sembra ritenere sufficiente la domanda del solo titolare di rete; va anche sottolineato, peraltro, che l'Agenzia stessa precisa, nella medesima circolare, che l'istanza del bookmaker rilevaper « l'insieme dei punti vendita irregolari che costituivano la rete stessa a quella data», senza comprendere quelli che non ne facevano (pì ) parte (a meno che, pur usciti, abbiano aderito da soli o in adesione a reti di altri soggetti). 3.4. Cì detto, appare necessario sottolineare, sul punto, che la pro- cedura di emersione postula una variet̀ di condizioni, tutte da sod- disfare, ossia che - oltre al pagamento delle somme previste - sia anche presentata contestualmente la «domanda di rilascio di titolo abilitativo ai sensi dell'art. 88 del Testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 e successive modificazioni», poi trasmessa alla questura, la quale, dunque, deve ritersi riferita al singolo CTD o punto di raccolta; tra l'altro, se la licenza non viene chiesta o non ̀ rilasciata ̀ comminata la decadenza ed ̀ impedita ogni regolarizza- zione; ̀ poi previsto il n ecessario collegamento al totalizzatore na- zionale, restando consentita solo in via transitoria la possibilit̀ di operare in sua assenza.Se ne deve dedurre, quindi, che pù ritenersi sufficiente la richiesta del bookmaker semprech́ , alla data del 30.10.2014, sia attivo il CTD, l'istanza di emersione riguardi lo spe- cifico centro in quanto incluso nella rete del bookmaker e siano state adempiute tutte le condizioni richieste (in ispecie, oltre al paga- mento, la licenza di polizia del singolo CTD e il collegamento al tota- lizzatore nazionale), dovendosi quindi ritenere necessaria anche l'a- desione del singolo CTD, quantomeno per gli adempimenti ad esso pertinenti (Cass. n. 3865/22; Cass n. 4067/22; Cass. n.25989/22). 3.5. Occorre sottolineare, infine, che ove il contribuente (sia esso il CTD o il bookmaker) invochi il perfezionamento della procedura, in- comber̀ sullo stesso provare - oltre alla corresponsione delle somme previste -che: 1) a quella data il CTD era esistente; 2) (per il titolare di rete) il CTE, faceva parte della rete oggetto di emersione; 3) la domanda (del titolare di rete) riguardava anche il singolo specifico CTD; 4) il rilascio della licenza di polizia al CTD e il collegamento al totalizzatore nazionale.3.6. Va quindi riaffermato anche nella presente fattispecie il se- guente principio di diritto: «In tema di regolarizzazione fiscale ai sensi dell'art. 1, comma 643, della legge n. 190 del 2014 (legge di stabilit̀ per l'anno 2015), finalizzata all'emersione e all'inserimento nel circuito legale dei “soggetti attivi alla data del 30 ottobre 2014” che offrono scommesse con vincite in Italia per conto proprio ovvero di soggetti terzi, anche esteri, senza essere collegati al totalizzatore nazionale dell'Agenzia delle dogane e dei monopoli, la relativa istanza pù essere presentata anche dal solo bookmaker estero ope- rante in Italia, tramite “centri di trasmissione dati”(CTD), senza con- cessione, purch́ : 1) alla data del 30 ottobre 2014 sia attivo il CTD; 2) la domanda di emersione riguardi lo specifico centro in quanto incluso nella rete del bookmaker estero, con adesione del singolo CTD quantomeno per gli adempimenti ad esso pertinenti; 3) siano adempiute le condizioni previste ex lege ai fini del perfezionamento della procedura (pagamento delle somme richieste, rilascio della li- cenza di polizia e collegamento al totalizzatore nazionale)»(v. Cass.n. 3865/22; Cass n. 4067/22; Cass. n.25989/22). 4. Orbene, nel caso di specie, la CTR non ha fatto corretta applica- zione dei richiamati principi di diritto, inquanto ha ritenuto perfezio- narsi la procedura di regolarizzazione fiscale in esame bench́ il CTD abbia rifiutato di aderire alla sanatoria. 5. Conclusivamente, il ricorso va accolto e la sentenza dev’essere cassata; non essendo necessari ulteriori accertamento di fatto, la causa pù essere decisa nel merito, ex art. 384, comma 2, cod. proc. civ., con il rigetto del ricorso introduttivo originario della societ̀ con- tribuente. Le spese del giudizio di merito vengono compensatein ragione del recente consolidarsi dell’orientamento giurisprudenziale decisivo, mentre le spese del presente giudizio di legittimit ̀ seguono la soc- combenza e vengono liquidate come in dispositivo. P.Q.M LaCorte accoglie il ricorso proposto dall'Agenzia delle Do