CassazionedecretoSezione 6
Cassazione n. 00688/2022
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Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
seguente ORDINANZA sul ricorso 2835 - 2021 R.G. proposto da: [OSCURATO:PERSONA] - c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE] - [OSCURATO:PERSONA] - c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE] - D'[OSCURATO:PERSONA] - c.f. DNLGTN52TO6H501R - [OSCURATO:PERSONA] - c.f. [OSCURATO:CODICE_FISCALE] - elettivamente domiciliati in Roma, alla via Ugo de Carolis, n. 101, presso lo studio dell'avvocato [OSCURATO:PERSONA] e dell'avvocato [OSCURATO:PERSONA] che disgiuntamente e congiuntamente li rappresentano e difendono in virtù di procura speciale su foglio allegato in calce al ricorso. RICORRENTE contro MINISTERO della GIUSTIZIA - [OSCURATO:CODICE_FISCALE_SOCIETA] - in persona del Ministro pro tempore, rappresentato e difeso dall'Avvocatura Generale dello Stato, presso i cui uffici in Roma, alla via dei Portoghesi, n. 12, domicilia per legge. CONTRO RICORRENTE avverso il decreto n. 232 - 10.2/16.7.2020 della Corte d'Appello di Perugia, udita la relazione svolta nella camera di consiglio del 12 ottobre 2021 dal consigliere dott. [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA] 1. Con ricorso ex lege n. 89/2001 alla Corte d'Appello di Perugia depositato in data 6.5.2019 [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]Aniello e [OSCURATO:PERSONA] si dolevano per l'irragionevole durata di un giudizio, parimenti di equa riparazione, intrapreso nell'ottobre del 2011 e definito nel maggio del 2018. Chiedevano ingiungersi al Ministero il pagamento di un equo indennizzo. 2. Con decreto dell'[OSCURATO:DATA_NASCITA] la Corte d'Appello di Perugia ingiungeva al Ministero della Giustizia il pagamento a ciascun ricorrente della somma di euro 1.084,00, oltre interessi e spese. 3. [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]Aniello e [OSCURATO:PERSONA] proponevano opposizione. Deducevano che, ai fini di cui all'art. 2 bis, 3° co., della legge n. 89/2001 ("la misura dell'indennizzo, anche in deroga al comma 1, non può in ogni caso essere superiore al valore della causa o, se inferiore, a quello del diritto accertato dal giudice"), occorreva tener conto non solo della sorte capitale liquidata nel giudizio "presupposto" - euro 1.084,00 - ma pur degli interessi legali maturati durante il corso del giudizio "presupposto". Resisteva il Ministero della Giustizia. 4. Con decreto n. 232/2020 la Corte di Perugia accoglieva l'opposizione, condannava il Ministero a pagare l'ulteriore somma di euro 77,63 a ciascun opponente e compensava integralmente le spese del giudizio di opposizione. A fondamento della disposta compensazione delle spese la corte evidenziava che soltanto in fase di opposizione i ricorrenti avevano allegato il conteggio degli interessi, conteggio che, viceversa, ben avrebbero potuto allegare sin dalla fase monitoria. 5. Avverso tale decreto hanno proposto ricorso [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA], [OSCURATO:PERSONA]Aniello e [OSCURATO:PERSONA]; ne hanno chiesto sulla scorta di un unico motivo la cassazione con ogni conseguente provvedimento anche in ordine alle spese. Il Ministero della Giustizia ha depositato controricorso; ha chiesto dichiararsi inammissibile o rigettarsi l'avverso ricorso con il favore delle spese. 6. Il relatore ha formulato ex art. 375, n. 5), cod. proc. civ. proposta di manifesta fondatezza del motivo di ricorso; il presidente ai sensi dell'art. 380 bis, 10 co., cod. proc. civ. ha fissato l'adunanza in camera di consiglio. 7. Con l'unico motivo i ricorrenti denunciano la violazione e/o la falsa applicazione dell'art. 92 cod. proc. civ. Deducono che del tutto ingiustificatamente la corte d'appello ha compensato le spese della fase di opposizione; che l'allegazione di un analitico conteggio degli interessi non era per nulla necessaria. 8. Il collegio appieno condivide la proposta del relatore, che ben può essere reiterata in questa sede, tanto più che il Ministero controricorrente non ha provveduto al deposito di memoria. Il motivo di ricorso è dunque fondato e da accogliere. 9. E' sufficiente evidenziare che, ai sensi dell'art. 3, 40 co., ultima parte, della legge n. 89/2001, "si applicano i primi due commi dell'articolo 640 del codice di procedura civile". Cosicché il consigliere designato, "se ritiene insufficientemente giustificata la domanda, dispone che il cancelliere ne dia notizia al ricorrente, invitandolo a provvedere alla prova".Ebbene, di siffatto potere/dovere ben avrebbe potuto e dovuto avvalersi il consigliere designato, onde acquisire, in fase monitoria, il conteggio analitico degli interessi ai fini della puntuale determinazione dell'effettivo valore del diritto accertato nel corso del giudizio "presupposto". In questi termini non si giustificano i rilievi sulla cui scorta la corte distrettuale ha inteso compensare le spese del giudizio di opposizione, viepiù che, così come evidenziano i ricorrenti, gli interessi sono "pacificamente stabiliti e predeterminati per legge" (così ricorso, pag. 5). 10. In accoglimento del ricorso il decreto della Corte di Appello di Perugia n. 232/2020 va, nei limiti dell'addotta censura, cassato con rinvio alla stessa corte in diversa composizione anche per la disciplina delle spese del presente giudizio di legittimità. 11. A prescindere dall'accoglimento del ricorso, ai sensi dell'art. 10 d.p.r. n. 115/2002 non è soggetto a contributo unificato il giudizio di equa riparazione ex lege n. 89/2001, sicché è inapplicabile l'art. 13, 1° co. quater, d.p.r. cit. (cfr. Cass. sez. un. 28.5.2014, n. 11915). P.Q.M. La Corte accoglie il ricorso; cassa, nei limiti della censura di cui all'esperito motivo di ricorso, il decreto della Corte di Appello di Perugia n. 232 dei 10.2/16.7.2020 e rinvia alla stessa corte, in diversa composizione, anche per la regolamentazione delle spese del presente giudizio di legittimità. Così deciso in Roma nella camera di consiglio della VI sez. civ. - [OSCURATO:PERSONA] della Corte Suprema di Cassazione, il 12 ottobre