CassazionesentenzaSezione 7Decisione del 18 gennaio 2024
Cassazione n. 06507/2024
Testo disponibile della fonte
Anonimizzato ex art. 52 D.Lgs. 196/2003
a seguente ORDINANZA sul ricorso proposto da: [OSCURATO:PERSONA] D'APPELLO DI VENEZIAnel procedimento a carico di: [OSCURATO:PERSONA] nato il [OSCURATO:DATA_NASCITA] avverso la sentenza del 05/06/2023 della CORTE APPELLO dì VENEZIA dato avviso alle parti; udita la relazione svolta dal Consigliere [OSCURATO:PERSONA]; RG 33261/2023 Rilevato che il Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Venezia ricorre avverso la sentenza della stessa Corte territoriale, la quale, in riforma della sentenza del Tribunale di Venezia, dichiara non doversi procedere per i reati di furto e tentato furto nei confronti dell'imputato [OSCURATO:PERSONA] per mancanza di querela; Rilevato che il Procuratore Generale lamenta violazione di legge quanto al riconoscimento del valore di querela della denuncia presentata dalle persone offese; Considerato che il ricorso è manifestamente infondato perché denunzia violazione di norme smentita dagli atti processuali, così come risulta dall'esame dell'atto proveniente dalle persone offese, il quale non può essere qualificato come querela di parte in quanto contenuto in un modulo informatico, donde non può attribuirsi alla dicitura valorizzata dal Procuratore generale ricorrente un significato univoco, in assenza di una espressa richiesta di punizione del responsabile nel corpo delle dichiarazioni verbalizzate; Rilevato, a questo proposito, che il precedente di legittimità evocato dal Procuratore generale ricorrente ha valorizzato, ai fini della procedibilità, non solo l'intestazione dell'atto, ma anche la richiesta della persona offesa di essere avvisata della richiesta di archiviazione ex art.408 cod. proc. pen. ed il conferimento di procura speciale al difensore per presentare l'opposizione di cui all'art. 410 cod. proc. pen.; Rilevato, pertanto, che il ricorso deve essere dichiarato inammissibile; P.Q.M. Dichiara inammissibile il ricorso del Procuratore Generale. Così deciso in Roma, 18 gennaio 2024